Alcamo

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Alcamo
comune
Alcamo – Stemma Alcamo – Bandiera
Alcamo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Trapani-Stemma.png Trapani
Amministrazione
Sindaco Commissario Prefettizio (centrosinistra) dal 24/05/2012
Territorio
Coordinate 37°58′00″N 12°58′00″E / 37.966667°N 12.966667°E37.966667; 12.966667 (Alcamo)Coordinate: 37°58′00″N 12°58′00″E / 37.966667°N 12.966667°E37.966667; 12.966667 (Alcamo)
Altitudine 258 m s.l.m.
Superficie 130,9 km²
Abitanti 45 546[1] (31.12.2013)
Densità 347,94 ab./km²
Frazioni Alcamo Marina, Fico
Comuni confinanti Balestrate (PA), Calatafimi Segesta, Camporeale (PA), Castellammare del Golfo, Monreale (PA), Partinico (PA)
Altre informazioni
Cod. postale 91011
Prefisso 0924
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081001
Cod. catastale A176
Targa TP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 140 GG[2]
Nome abitanti alcamesi
Patrono Maria Santissima dei Miracoli
Giorno festivo 21 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alcamo
Alcamo
Posizione del comune di Alcamo nella provincia di Trapani
Posizione del comune di Alcamo nella provincia di Trapani
Sito istituzionale

Alcamo (Àrcamu in siciliano) è un comune italiano di 45.546 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia.

Alcamo è situata al confine con la provincia di Palermo, a una distanza di circa 50 km sia da Palermo che da Trapani. Sorge ai piedi del Monte Bonifato.

Il territorio comunale oggi si estende su una superficie di 130,79 km². Dopo Erice, è il secondo comune con la maggiore densità di popolazione della provincia di Trapani.[3]

A nord è bagnata dal mar Tirreno, confina ad est con i comuni di Balestrate e Partinico, a sud con quello di Camporeale e ad ovest con quelli di Calatafimi Segesta e Castellammare del Golfo.

La sua più importante frazione è Alcamo Marina, che dista circa 6 km dal centro cittadino.

Assieme ad altri comuni, è parte dell'Associazione Città del Vino, del movimento Patto dei Sindaci, del Progetto Città dei Bambini, della Rete dei Comuni Solidali,[4] della strategia Rifiuti Zero e del Patto Territoriale Golfo di Castellammare.[5]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Alcamo si trova al centro del Golfo di Castellammare, a 258 metri s.l.m. ed è situata alle pendici del Monte Bonifato, complesso calcareo che raggiunge gli 825 metri s.l.m., e che al di sopra dei 500 metri ospita la Riserva naturale del Monte Bonifato.

All'interno del territorio alcamese si trova anche la frazione di Alcamo Marina, maggiormente frequentata nel periodo estivo come zona di villeggiatura.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima ad Alcamo è temperato, con inverni molto piovosi rispetto al periodo estivo.[6]

La temperatura media annuale è di 16,9 °C,[6] essendo agosto il mese con temperature più alte (24,8 °C)[6] e febbraio il mese con temperature più basse (10,3 °C).[6]

La piovosità media annuale è di 558 mm.[6] In particolare le piogge sono più scarse nel mese di luglio (4 mm)[6] e più abbondanti nel mese di dicembre (83 mm).[6]

[6] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,1 13,2 14,8 17,5 21,5 25,4 28,5 28,7 25,9 21,7 17,7 14,4 13,6 17,9 27,5 21,8 20,2
T. min. mediaC) 7,7 7,5 8,6 10,4 13,8 17,5 20,5 21,0 18,9 15,5 12,0 9,2 8,1 10,9 19,7 15,5 13,6
Precipitazioni (mm) 72 60 52 48 21 9 4 14 37 78 80 83 215 121 27 195 558

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Vi sono discordanze riguardo all'etimologia del toponimo "Alcamo". Un'ipotesi collega il nome attuale alla parola araba al-qama, che significherebbe "terra fangosa" o "terra fertile".[9]
Un'altra ipotesi lo farebbe derivare dal nome del condottiero musulmano che avrebbe fondato la cittadina nell'828 e che si sarebbe chiamato al-Qāmūq (in arabo: القاموق‎). Tale ipotesi secondo alcuni sarebbe un'invenzione di Leone l'Africano che avrebbe raccontato tale vicenda senza consultare alcun documento in proposito.[10]
Inoltre, secondo altri studiosi, il nome della città di Alcamo deriverebbe da "caccamu", un termine dialettale che indica la pianta Citrullus colocynthis.[9]
Il significato reale del termine è dunque incerto.

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene si abbiano poche informazioni a riguardo, esistono prove che il territorio alcamese fosse popolato anche in tempi preistorici; in particolare in uno dei siti più antichi del territorio alcamese, presso la contrada Mulinello, sono stati trovati reperti risalenti al Mesolitico, approssimativamente intorno al 9000-6000 a.C.[11]

Sono stati ritrovati inoltre antichissimi reperti risalenti al Neolitico durante le ricerche archeologiche presso il Fiume Freddo svolte dall'archeologo Paolo Orsi (1899) e dal marchese Antonio De Gregorio (1917).[12] Uno tra i reperti più importanti in tal senso è un'ascia del Neolitico conservata al Museo Paolo Orsi di Siracusa.[11]

Longuro e Longarico[modifica | modifica wikitesto]

Dalle citazioni di Licofrone, si sa che anticamente sul Monte Bonifato era presente un centro abitato chiamato Longuro.[13] Secondo un antico racconto, tale insediamento fu fondato da una colonia di greci che sfuggirono alla distruzione della città di Troia.[14]

Durante il periodo romano, gli abitanti di Longuro si trasferirono ai piedi del monte in modo da praticare l'agricoltura nei terreni circostanti.[13] Il centro abitato che nacque ai piedi fu chiamato Longarico;[13] tale nome compare nell'Itinerario di Antonino Pio (III secolo d.C.)[13] e corrisponderebbe al nome latino di Longuro.[15]

Secondo un'ipotesi, le due collinette che compaiono nello stendardo di Alcamo rappresenterebbero rispettivamente i centri abitati di Longaricum e Longuro.

Nascita di Alcamo[modifica | modifica wikitesto]

Si ipotizza che la città di Alcamo sia nata a partire dall'insediamento di Longarico per mano degli arabi, che trovarono tale insediamento semideserto.[13]

La prima testimonianza sull'esistenza di Alcamo risale al 1154 grazie ad un passo del Libro di Ruggero II,[16] scritto dal geografo berbero Idrisi per ordine del re normanno al fine di ottenere una raccolta di carte geografiche. Lo scrittore descrive, da più di un miglio arabo di distanza, la posizione di Alcamo dal castello di Calatubo (tutt'oggi visibile all'interno del territorio comunale) e la definisce manzil ovvero "casale o gruppo di case" con terre fertili e un fiorente mercato.[16] In tale periodo, tale casale veniva chiamato dagli arabi "Alqamah".[17] Un diario del 1185 dal pellegrino andaluso Ibn Jubayr conferma l'origine araba della cittadina;[16] quest'ultimo, in viaggio da Palermo a Trapani, si fermò ad Alcamo, che definì un paese (beleda) con moschee e un mercato, i cui abitanti erano tutti di religione musulmana.[16]

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Fontana araba (detta anche "Fontana di San Vito"[7]).

La città ha subìto il succedersi di diverse dominazioni: agli Arabi succedettero dapprima i Normanni e poi gli Svevi.[18] In questo periodo l'attuale centro storico era abitato da musulmani e diviso nei quattro casali di San Vito, San Leonardo, Sant'Ippolito e San Nicolò del Vauso (che in seguito divennero borghi feudali).[19] Una serie di rivolte dei saraceni tra il 1221 e il 1243 indusse l'imperatore Federico II di Svevia a deportare la popolazione araba da Alcamo e i casali divennero gradualmente cristiani.[20] In particolare in seguito alla rivolta del 1243 i saraceni vennero deportati verso Nocera Inferiore e Lucera, nei pressi di Foggia.[7]

La città passò quindi nelle mani di diversi feudatari, dapprima i Ventimiglia (di cui rimangono i resti dell'omonimo castello sulla cima del Monte Bonifato), poi i Conti di Modica (il cui castello è tutt'oggi presente in ottime condizioni allorché restaurato in tempi recenti). Durante il dominio dei Ventimiglia gli abitanti della città di Bonifato, posizionata sul monte omonimo, si trasferirono ad Alcamo, che si allargò verso la parte nord-est in prossimità del Castello di Alcamo, che venne circondata da mura.[21]

Tra il 1334 e il 1340 il borgo medievale di Alcamo fu proprietà del demanio.[7] Nel 1340 l'ammiraglio Raimondo Peralta acquisì il feudo e la baronia di Alcamo da Pietro II d'Aragona,[17][22] assieme al Castello di Bonifato e al Castello di Calatubo.[7] In seguito alla morte di Raimondo Peralta (avvenuta nel 1348),[7] la baronia di Alcamo passò al figlio Guglielmo Peralta Sclafani, detto "Guglielmone",[22] che venne ucciso nello stesso anno.[7] Successivamente la proprietà del feudo passò alla famiglia Chiaramonte,[7] ai quali è attribuita la costruzione del Castello dei Conti di Modica.[7]

Nel 1360 la signoria di Alcamo venne consegnata a Francesco II di Ventimiglia, conte di Geraci.[7] Nel 1378, la città di Alcamo, che per ragioni ignote era piena di rovine, venne riedificata rapidamente per opera degli immigrati di quel tempo, chiamati "habitatores".[7] Alcamo rimase in mano ai Ventimiglia fino al 1397.

In questo periodo la città di Alcamo passò nuovamente in uno stato di decadenza a causa di lotte associate ad interessi di natura economica, giustificati dal ruolo di "Caricatore del Vallone" (cioè centro di accumulo e smistamento del frumento[23]) della città di Alcamo.[7]

Durante il periodo demaniale (1398-1407) la città venne nuovamente ricostruita.[7] Verso la fine del XIV secolo la città di Alcamo, mentre passava dal grado di "casale" a quello di "terra",[21] contava circa diverse migliaia di abitanti[21] e centinaia di essi erano immigrati da altre zone della Sicilia e dell'Italia (tra cui: Pisa, Amalfi, Bologna, Calabria, Liguria), nonché dalla Spagna.[21]

Nel 1407 Giaimo de Prades acquisì la signoria di Alcamo e Calatafimi.[7] Ad egli successe la famiglia dei Cabrera, che dominò la città di Alcamo per tutto il XV secolo.[7] In questo periodo, Antonello da Messina si trasferì ad Alcamo per la durata di 3 anni (intorno al 1438-1441) al fine di apprendere l'arte delle pelli dal maestro conciatore Guglielmo Adragna di Alcamo.[21] A quel tempo Alcamo era infatti un'importante città dal punto di vista del commercio e dell'artigianato.[23] In particolare, era intenso lo scambio di frumento e vino con le città vicine,[23] mentre dal punto di vista dell'artigianato era piuttosto fiorente l'attività di panettieri, fabbri ferrai, conciatori di pelle e tessitori.[23] Nello stesso periodo si sviluppa ad Alcamo una scuola scrittoria, alla quale appartengono Giacomo Adragna (che trascrisse i "Commentarii in Persium") e Pietro d'Alcamo (che trascrisse varie opere della biblioteca di San Martino).[24]

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Porta Palermo in una stampa del 1900.

Intorno al 1500, per un periodo la città si trovò sotto la giurisdizione del capitano di giustizia Ferdinando Vega, che combatté le incursioni dei pirati turchi. Il centro abitato viene cinto da mura difensive merlate che comunicavano con l'esterno attraverso quattro porte:[25]

  • Porta Palermo (successivamente chiamata Porta Saccari), alla fine dell'attuale via Rossotti;
  • Porta Corleone, alla fine dell'attuale via Commendatore Navarra;
  • Porta di Gesù, posta di fronte alla chiesa Santa Maria di Gesù attigua al convento dei Francescani;
  • Porta Trapani (detta poi Porta del Collegio), posta all'inizio di via Commendatore Navarra.

Durante tale periodo, la città fu divisa in quattro quartieri, che erano associati alle principali chiese della zona:[26][27]

  • San Giacomo de Spada
  • San Calogero
  • San Francesco d'Assisi (o "Terra nuova"[28])
  • Maggiore Chiesa.

La città era divisa nei quartieri attraverso l'incrocio delle due arterie principali della città che erano l'attuale Corso VI Aprile e Via Rossotti assieme alla sua continuazione via dei Baroni Emanuele di San Giuseppe[26] (chiamata erroneamente "Via Barone di San Giuseppe"[28]).

Nel 1535, in onore dell'imperatore Carlo V di passaggio per Alcamo, di ritorno dalla Tunisia, fu chiusa la vecchia Porta Trapani e ne furono aperte altre quattro:[25]

  • la nuova Porta Trapani, posta all'ingresso dell'attuale corso VI Aprile (che venne chiamato Corso Imperiale);
  • la nuova Porta Palermo (inizialmente chiamata Porta San Francesco), posta alla fine dell'attuale corso VI Aprile;
  • Porta Stella, all'angolo tra la Via Stella e Piazza Ciullo; era chiamata così per via della Chiesa della Madonna della Stella, costruita lì vicino;
  • Porta Nuova, tra l'attuale Discesa al Santuario e Piazza della Libertà.

Nel XVI secolo Alcamo passò in mano alla famiglia Enriquez.[7] In questo periodo continua la costruzione di edifici religiosi che aveva già contrassegnato il XV secolo,[7] per cui si ha un'elevata concentrazione di chiese in tutto l'abitato, tranne nel quartiere di San Calogero, a causa della presenza di 400 ebrei che avevano lì edificato una sinagoga in corrispondenza di Via Giacomo Matteotti, che fino al 1941 si chiamò appunto "Via della Sinagoga".[7] Tali ebrei che si trovavano ad Alcamo vennero espulsi per ordine di re Ferdinando II e il governo spagnolo ne sequestrò inoltre le abitazioni.[7]

Nello stesso secolo si ha una svolta in senso culturale per la città di Alcamo, la quale ebbe alcune scuole e dei dotti insegnanti, tra cui il poeta ed erudito Sebastiano Bagolino (1562-1604).[27][24] In questo periodo avvenne anche l'apparizione della Madonna ad alcune popolane e il ritrovamento dell'immagine della Madonna Fons Misericordiae, poi venerata col titolo di Maria Santissima dei Miracoli (1547).[29] Tra il 1574 e il 1575, mentre fiorivano l'architettura e la scultura, la popolazione alcamese venne decimata dalla peste.[30] I cadaveri degli appestati furono sepolti nel cimitero di Sant'Ippolito.[30]

Nel 1618 la città di Alcamo passò a Pietro Balsamo. Nel 1631 venne elevata dal grado di "terra" a quello di "città" dal viceré Francesco de la Cueva.[30][7] Inoltre nel 1667 Mariano Ballo fece costruire un teatro, il teatro Ferrigno, in seguito demolito e ricostruito negli anni '60 e ribattezzato prima cine-teatro Euro, e dopo i recenti restauri, teatro Cielo d'Alcamo.

Nel XVIII secolo il dominio di Alcamo passa dalla famiglia Enriquez al regio fisco (per la durata di sedici anni),[7] quindi di nuovo alla famiglia Enriquez[7] e infine alla famiglia De Silva,[7] passando sotto il dominio di Giuseppe Alvarez nel 1777.[17]

Tale secolo per Alcamo fu ancora contrassegnato da pestilenze e moti popolari.[30] Però questo fu un periodo d'oro per le arti, con la costruzione della Chiesa Madre (1699), su progetto degli architetti Angelo Italia e Giuseppe Diamante,[17] il cui interno fu decorato anche con 38 splendidi affreschi del pittore fiammingo Guglielmo Borremans risalenti al 1736-1737.[17] Di quel periodo furono anche la ristrutturazione della chiesa di Sant'Oliva, la ricostruzione della chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo (1689),[30] il completamento della chiesa di San Francesco di Paola (1699)[31] e della monumentale chiesa del Collegio (1767).[31]

Mappa della città di Alcamo in un dipinto del 1725.

La città, dopo le epidemie ebbe un ripopolamento solo nel XVIII secolo. Viene descritta in maniera positiva negli appunti di viaggio di Goethe (1787) e nel 1798 la popolazione era già di 13.000 abitanti.[30]

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento del XIX secolo (1812) Alcamo cessò di essere feudo[17] e diventò demanio regio,[27] e in rappresentanza della città furono membri del parlamento siciliano gli arcipreti Stefano Triolo Galifi e Giuseppe Virgilio e il barone Felice Pastore.[31] Nel 1820 una rivolta diede luogo ad assassinî e saccheggi, alla liberazione di delinquenti dal carcere e all'incendio degli archivi comunali.[32] Nel 1829 l'ennesima epidemia, questa volta di colera, decimò buona parte della popolazione.[32] Nel 1843 venne iniziata la costruzione dell'attuale palazzo comunale, su un terreno che apparteneva al barone Felice Pastore.

Durante il Risorgimento i fratelli Sant'Anna e Giuseppe Coppola di Monte San Giuliano assoldarono molti cittadini alcamesi che combatterono nel 1860 assieme ai garibaldini.[17]

Il 1812, il 1820, il 1848 e il 1860 sono gli anni nei quali Alcamo, insieme alle altre città siciliane più patriottiche, porta avanti gli ideali dell'Italia unita, guidata dalle famiglie Colonna, Romano, Fazio e Triolo di Sant'Anna.[32] Stefano e Giuseppe Triolo il 6 aprile 1860 fanno sventolare la bandiera tricolore sul palazzo del Comune,[32] costituendo delle squadre di volontari che si recheranno in aiuto a Garibaldi nella battaglia di Calatafimi, il quale poi emanerà ad Alcamo alcuni decreti dittatoriali per conto di Vittorio Emanuele II. Sarà Francesco Crispi, poco tempo dopo, a preparare la costituzione per le terre liberate. In seguito a tali eventi, il Corso Imperiale prese il nome di Corso VI Aprile.[27]

Monumento ai Caduti nella Grande Guerra (1915-1918), inaugurato nel 1929.[33]

Alla fine del secolo, nel 1897, venne inaugurata l'illuminazione pubblica in corrispondenza della tradizionale festa in onore alla Madonna dei Miracoli.[7] Tra le figure cittadine più importanti di questo periodo va ricordato il sacerdote Giuseppe Rizzo, fondatore della Cassa Rurale e Artigiana Don Rizzo (1902).[34]

In corrispondenza dell'inizio del XX secolo (1901-1911) si constatò un brusco calo della popolazione alcamese, giustificato in parte dal flusso migratorio che si ebbe in questo periodo dalla Sicilia all'estero e in particolare alle Americhe, che interessò 36.718 siciliani in totale.[35] Si pensa inoltre che i dati raccolti dal censimento in questi anni e negli anni precedenti fossero non attendibili in quanto durante il censimento non erano stati seguiti determinati criteri.[36] Nello stesso periodo le coltivazioni del territorio alcamese furono colpite dalla fillossera e si assistette al fallimento delle due banche la "Cooperativa" e la "Segestana", con conseguenti difficoltà economiche da parte dei cittadini alcamesi.[37] A ciò si aggiungono diversi eventi legati alla mafia, tra cui l'omicidio del carrettiere Gaspare Cottone (1899)[38] e la morte del diciannovenne Benedetto Guastella durante un conflitto a fuoco con i carabinieri (1900).[38] Avendo la mafia assunto il potere nei circondari di Trapani e Alcamo,[38] il commissario Cesare Mori intervenne dapprima con una serie di arresti e denunce contro gli esecutori materiali di fatti criminosi avvenuti in zona[38] e in secondo luogo con l'arresto dei fratelli Vincenzo e Michele Tedesco e Baldassare Adragna, ritenuti i capifamiglia delle cosche del trapanese.[38]

Negli anni successivi, durante la prima guerra mondiale, morirono quattrocento cittadini alcamesi[32] e il periodo seguente fu caratterizzato da miserie e stenti causati dall'inflazione monetaria e dal brigantaggio. Nel 1918 l'epidemia influenzale chiamata "spagnola" causò la morte di circa cinquecento persone.[32]

Facciata del cine-teatro Marconi.

Con il fascismo, i cittadini chiesero allo stato l'elezione della città a capoluogo di provincia (1930), ma la richiesta venne rigettata.[32] Durante la seconda guerra mondiale gli alcamesi morti o dispersi in battaglia furono 213.[32] Il periodo del fascismo portò ad Alcamo alcune importanti migliorie dal punto di vista delle infrastrutture, tra cui:[39]

  • la costruzione della Stazione di Alcamo Diramazione
  • il cine-teatro Marconi
  • l'acquedotto tra Alcamo e Castellammare del Golfo (1922-1925)[40] e in particolare il serbatoio comunale ai piedi del Monte Bonifato (detto il "bottino")
  • il Dispensario profilattico antitubercolare
  • la Caserma dei Carabinieri
  • l'edificio che ospita l'attuale Liceo Classico "Cielo d'Alcamo".
Il teatro Ferrigno ad Alcamo (prima metà del '900)

Il 19 agosto 1937 la città di Alcamo ricevette la visita del duce Benito Mussolini, che attraversò il Corso VI Aprile su un'auto scoperta, sfilando tra la folla dei suoi sostenitori.[41] La visita di Mussolini aveva come scopo l'inaugurazione del tronco ferroviario tra Trapani e Alcamo, realizzato nello stesso anno.[42] Alla visita di Mussolini seguì dopo qualche settimana la visita del principe Umberto.[41]

Il 21 luglio 1943 gli americani entrarono ad Alcamo senza incontrare resistenza.[32] Il 18 dicembre 1944 il disagio economico e sociale portò la popolazione ad insorgere occupando il palazzo Comunale e incendiandone gli archivi.[32] A partire dagli anni sessanta il tessuto urbanistico si è notevolmente ampliato,in particolare ai piedi del monte Bonifato con la costruzione del viale Europa, oggi,una delle principali "arterie" della città.

Alcamo è stata teatro di una sanguinosa guerra di mafia tra la fine degli anni ottanta e gli inizi dei Novanta. Il conflitto vide contrapposti il clan dei Greco (legato alla storica famiglia Rimi) e la mafia emergente dei corleonesi, il cui referente per il mandamento alcamese (uno dei quattro della provincia di Trapani) era il boss Vincenzo Milazzo. Il piano di Totò Riina era quello di eliminare gli esponenti della vecchia mafia e mettere al comando solo suoi uomini fidati. Proprio per questo la famiglia Greco rappresentava un ostacolo. La causa che scatenò il conflitto fu un avvicinamento di alcuni membri di Cosa Nostra al rivale clan Greco. La guerra insanguinò la città per circa un quinquennio e provocò decine di vittime. La nuova mafia dei corleonesi prevalse, ma il costo da pagare fu altissimo, poiché perirono tantissimi affiliati di quest'ultima.

Durante lo stesso periodo in cui si svolsero gli scontri armati tra le famiglie mafiose, viene scoperta ad Alcamo, in contrada Virgini, la più grande raffineria di eroina di tutta la Sicilia (1985).[43]

Mentre continuavano i delitti mafiosi e le scomparse di decine di vittime per "lupara bianca",[44] nella città di Alcamo si assisteva ad un risveglio religioso, che portò all'insediarsi di diverse associazioni cattoliche, quali il Rinnovamento nello Spirito Santo, il Cammino neocatecumenale e il movimento di Comunione e Liberazione.[45] Da quest'ultima ebbe origine la comunità parrocchiale di Gesù Cristo Redentore, che si sviluppò fino all'edificazione della chiesa di Gesù Cristo Redentore nel quartiere di Sant'Anna (2006).[45] Tale risveglio religioso si accompagnò ad un ritrovato interesse per le antiche tradizioni alcamesi, che vengono ricordate nelle opere degli storici alcamesi Roberto Calia e Carlo Cataldo.[46] Lo stesso Cataldo è stato più volte premiato, oltre che per i suoi scritti storici, per le sue poesie dialettali, che raccontano il folklore alcamese.[47]

La Cuba delle rose restaurata.

Nel XXI secolo si è assistito ad un rinnovamento del contesto architettonico alcamese grazie al restauro di importanti edifici storici, quali il Castello dei Conti di Modica, il Teatro Cielo d'Alcamo, il Cine-Teatro Marconi, l'ex Collegio dei Gesuiti, la Cuba delle rose (2013),[48] la chiesa del Collegio (2014),[49] la facciata della Badia Nuova (2014)[49] e l'antica fontana araba (2016). Si prevede inoltre, grazie all'intervento del Fondo Ambiente Italiano, il restauro del Castello di Calatubo; la cappella e il sentiero che conduce al castello sono già stati ripuliti dall'associazione di volontari "Salviamo il Castello di Calatubo" (2015).[50]
Tra le opere di rivalutazione degli spazi urbanistici si inseriscono inoltre la ristrutturazione di Piazza Ciullo ad opera dell'architetto Gae Aulenti (1996)[51] e la creazione del parcheggio sotterraneo in Piazza Bagolino con la creazione del vicino parco suburbano.
A tale interesse per il territorio, si associa anche un interesse per l'ambiente. Infatti, dopo avere aderito all'iniziativa "Rifiuti Zero", il comune di Alcamo è stato considerato un esempio da seguire per quanto riguarda i risultati ottenuti tra il 2010 e il 2013 nell'ambito della raccolta differenziata.[52]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Alcamo usato dai tempi di re Federico II è un'Aquila nera volante coronata di Oro in Campo di Argento, con tre monti al di sotto, e due Querce d'Oro.[53]

Federico II scelse l'aquila in quanto era presente nell'arma della sua famiglia.[54] Le due querce rappresentano le due città che originariamente si trovavano nel territorio di Alcamo[54] (una sul monte Bonifato e l'altra nei pressi dell'odierno centro abitato).

Una rappresentazione scultorea dello stemma di Alcamo è presente su un muro laterale della Chiesa di San Francesco d'Assisi, nei pressi di Porta Palermo.

Rappresentazione in stucco dello stemma di Alcamo vicino Porta Palermo (1750).[55]

In questa scultura le ali dell'aquila sono spiegate, mentre originariamente lo stemma di Alcamo riportava un'aquila con ali semichiuse.[54]

Si trovano altre rappresentazioni dello stemma sul tetto della chiesa madre, sulla facciata del santuario della Madonna dei Miracoli, sulla facciata del Castello dei Conti di Modica e nel Palazzo Comunale.[54] Tali rappresentazioni si differenziano principalmente per la presenza della corona e la posizione delle ali.[54]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Torre del palazzo De Ballis.
Pia Opera Pastore intorno agli anni '60-'80.

Tra le edifici civili di interesse storico, si annoverano:

  • Casa De Ballis (Via Mariano de Ballis): con torre quadrata merlata di origine cinquecentesca, adornata con un arco a tutto sesto che contiene al suo interno due finestre, una bifora e una trifora;[56] fu probabilmente progettata nel 1490 dai fratelli Tommaso e Pietro Oddo;[28]
  • Pia Opera Pastore, eretta dall'architetto Giovan Battista Palazzotto nel 1872;
  • Palazzo Fraccia (via 11 Febbraio): in stile barocco, costruito nel 1700 dal barone Agostino Fraccia;[56][57]
  • Palazzo Rocca (corso 6 Aprile): costruito intorno al 1629;[56]
  • Palazzo Rossotti-Chiarelli (via Rossotti): in stile barocco, costruito nel XVIII secolo;[56]
  • Palazzo Peria (corso 6 Aprile): costruito intorno al 1700;[56]
  • Palazzo Di Gregorio (via Dante): costruito intorno al XVII secolo;[56]
  • Palazzo Patti (piazza Ciullo): costruito intorno al XVIII secolo;[56]
  • Palazzo Comunale (piazza Ciullo): in stile neoclassico, costruito tra il 1843 e il 1865,[56][58] ultimato nel 1950.[58]
  • Palazzo Ferrara (angolo via Francesco Crispi e via Ruggero Settimo): in stile classicheggiante, costruito nel 1909;[56]
  • Palazzo Pastore (corso 6 Aprile vicino Piazza Ciullo): in stile neoclassico, costruito alla fine del XVIII secolo;[56]
  • Palazzo Velez (Via Buonarroti, dietro la Chiesa Madre): costruito fra il 1600 ed il 1700, ha un cortile interno.
  • Villa Luisa (ad angolo tra via Madonna Alto Mare, via Rossotti e via Federico II): costruita nel 1903.[56]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • La Basilica di Santa Maria Assunta, detta anche "Chiesa Madre", è una realizzazione del XIV secolo intitolata all'Assunta; fu ricostruita nel 1669, mentre la facciata è del 1786;[59] sul posto esisteva un luogo di culto del XIV secolo del quale sono visibili il portale e l'elegante campanile. Sorge nel pieno centro cittadino a due passi da piazza Ciullo. L'interno, tripartito, è affrescato da Guglielmo Borremans. Nella porzione absidale e nelle cappelle laterali sono presenti opere di Antonello Gagini, intitolate "Madonna coi Santissimi Filippo e Giacomo", "Crocifisso" e "Transito della Vergine".[17] Altre opere presenti all'interno sono di suoi allievi. All'interno della chiesa è inoltre conservata la "sacra spina".[60] Dal 2010 è stato allestito il "Museo d'arte sacra Basilica Santa Maria Assunta" contenente moltissime opere provenienti dalle chiese alcamesi. All'interno della chiesa vi è inoltre un'opera di architettura moderna dedicata a Don Rizzo (fondatore dell'omonima banca), opera dell'architetto Paolo Portoghesi.
  • Di rilevanza artistica anche la Chiesa del Santissimo Salvatore o "Badia Grande", che è una chiesa barocca del XIV secolo, riedificata a metà del '500 e negli anni 1690-97.[61] Al suo interno conserva dipinti del Novelli risalenti alla prima metà del XVII secolo.
  • La Chiesa di San Tommaso (data di costruzione incerta, probabilmente nella prima metà del XV secolo[62][63]) nobilitata da un grande portale con decorazioni geometriche in stile gotico-catalano.[57]
  • Chiesa dell'Annunziata o del Carmine (secolo XIV, riedificata nel XVI e XVII secolo; crollata nel 1866[76][77]): in stile gotico-catalano; della struttura originaria sono andate distrutte le coperture, mentre rimangono alcune cappelle e un ordine di colonne.[57]
  • Ex Chiesa di San Giacomo della Spada (anteriore al 1529, ingrandita nel 1625-36[80])
  • Ex Chiesa di San Pietro (costruita probabilmente nel 1367, ricostruita fra il 1645 e il 1649, poi ingrandita nel 1742). Il portale artistico dell'ingresso principale è del 1649.
  • Ex Chiesa di Santa Caterina del Monte di Pietà, corso 6 Aprile (angolo Via Barone di San Giuseppe).

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Gli edifici militari presenti ad Alcamo sono:

  • Il Castello dei Conti di Modica (o "Castello di Alcamo") risalirebbe al XIV-XV secolo ad opera della famiglia Peralta e fu successivamente completato dai feudatari Enrico e Federico Chiaramonte. Nel 1535 vi soggiornò l'Imperatore Carlo V. Fu in possesso dei Cabrera Conti di Modica fino al 1812. In seguito, durante il regno d'Italia e fino agli anni sessanta, fu adibito a carcere. La struttura del castello è a forma romboidale con 4 torri delle quali 2 quadrate presenti agli angoli e 2 circolari unite da cortine. Nelle varie torri era presente una stanza di tortura per i prigionieri, locali per le sentinelle ed alloggi per i sovrani di passaggio. Una delle caratteristiche peculiari del castello è data dalle spesse mura che lo delimitano, le quali un tempo difendevano egregiamente l'edificio dagli attacchi nemici.
  • Il Castello dei Ventimiglia: situato sulla cima del Monte Bonifato. Di questo castello di origine medievale restano alcuni confini delle mura, la torre maestra e le prigioni sotterranee. Prende il nome da Enrico Ventimiglia, che dichiarò di averlo fatto costruire con funzioni di difesa, sebbene secondo altre interpretazioni risalirebbe ad un'epoca anteriore.[96]
  • Il Castello di Calatubo: si trova al di fuori del centro abitato, ma comunque all'interno del territorio comunale, dirigendosi verso Palermo. Si tratta di una fortezza edificata in epoca altomedievale, presso la quale sorgeva anticamente l'omonimo villaggio di Calatubo, che fondava il proprio commercio sull'esportazione di cereali e di pietra da mulino.[97] Nello stesso sito è presente un'antica necropoli del VII secolo a.C.[98]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Interno della Funtanazza, sul Monte Bonifato.

Nel territorio alcamese si trovano diversi siti di interesse archeologico, in particolare:

  • le rovine sul Monte Bonifato,[13] che comprendono la Funtanazza (che era utilizzata presumibilmente usata come serbatoio idrico), Porta Regina, il Castello dei Ventimiglia, i nevai e i resti dell'antico villaggio di Bonifato;
  • le rovine nella zona di Calatubo, che comprendono il Castello di Calatubo, la necropoli in prossimità di esso e le rovine del villaggio nella zona circostante;[98]
  • i resti di antiche fornaci romane ad Alcamo Marina per la produzione di tegole e mattoni;[99]
  • il sito archeologico in contrada Mulinello, dove sono stati rinvenuti reperti risalenti al periodo Mesolitico;[11]
  • la zona in prossimità del Fiume Freddo, dove sono stati ritrovati reperti del Neolitico.[12]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Alcamo Marina e Riserva naturale Bosco di Alcamo.

Tra le aree di interesse naturalistico nell'ambito del territorio alcamese si annoverano le spiagge di Alcamo Marina, la Riserva naturale Bosco di Alcamo (sul Monte Bonifato) e le acque termali segestane.

Le terme, le cui acque presentano una temperatura costante di circa 50 °C,[57] sono generate dalla risalita di acque di origine meteorica che si incontrano con le acque del Fiume Caldo.[100] Sorgono a 7 chilometri dal centro abitato, vicino al confine con il territorio del comune di Castellammare del Golfo, che condivide con Alcamo tale attrazione naturalistica. Secondo i racconti di Diodoro Siculo, furono create dalle ninfe per favorire il riposo di Eracle durante il suo viaggio da Piloro ad Erice.[56]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[101]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 1º gennaio 2013 la popolazione straniera residente era di 1.258 persone, che corrisponde al 2,8% della popolazione residente.[102] Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[102]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Abitazione in cui si presume abbia abitato il poeta Ciullo d'Alcamo.

Originario del luogo fu il poeta Cielo d'Alcamo (noto anche come Ciullo d'Alcamo), autore del contrasto "Rosa fresca aulentissima",[27] che scrisse nel XII secolo in italiano volgare. All'illustre concittadino gli alcamesi hanno, via via nel tempo, intitolato molti luoghi della città, come la piazza principale, il teatro comunale e il Liceo Classico "Cielo d'Alcamo" che, fondato nel 1862, rappresenta uno dei più antichi istituti del mezzogiorno.

Il teatro dei pupi di Alcamo

Dal punto di vista culturale, Alcamo vide nei secoli successivi un fiorire di attività legate alle arti, come l'edificazione di chiese ed edifici dapprima in stile barocco, poi rinascimentale, con l'afflusso di numerose personalità di livello internazionale: pittori (Guglielmo Borremans, ma anche il talentuoso pittore monrealese Pietro Novelli), scultori (Antonello Gagini e Giacomo Serpotta) ed artisti vari che hanno impreziosito ed abbellito l'immagine della città.

Nel castello di Alcamo si trova un teatro per l'opera dei pupi e spesso vengono tenute rappresentazioni.

Durante le festività ad Alcamo, sono spesso presenti per le vie più frequentate artisti di strada e venditori ambulanti di dolciumi, frutta secca e oggettini vari, le cui installazioni sono dette "barracchelle".

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

A livello locale, è presente la stazione radiofonica di "Radio Alcamo Centrale", che opera nel territorio alcamese a partire dal 1976.[103]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Il più antico periodico alcamese è "Il Bonifato".[104]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Le emittenti televisive presenti ad Alcamo sono "Alpa Uno" (dal 1976) e "Videosicilia" (dal 1987). Negli anni 2010 è nata "Alpa Due".

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1880 è stato fondato il Premiato Complesso Bandistico "Città di Alcamo", che è la più antica banda della provincia di Trapani.[105] Nei primi anni fu guidata dal barone Giuseppe Triolo di Sant'Anna.[105] Nel 1892, durante una gara con altre bande musicali siciliane, si aggiudicò il Diploma d'onore e la Medaglia d'oro, da cui il termine "premiato".[105]

A partire dal 1986 è attiva ad Alcamo l'Associazione Amici della Musica, che promuove e organizza concerti di musica lirica, concorsi e premi internazionali anche in altri comuni della provincie di Trapani e di Palermo.[106]

L' Associazione Jacopone da Todi, nata nel 1989, si propone di diffondere la conoscenza dell’arte sacra, nelle sue molteplici manifestazioni.

Il Coro Mater Dei è una Associazione musicale costituitasi nel 1998 ed è composto da circa 30 elementi. Ha tenuto diversi concerti (in particolare durante il periodo di Natale) nella provincia di Trapani.

Il Coro Francesca Adragna si è costituito nel 2008 e ha un repertorio molto vario: arie da operette, melodie d'opera, musiche sacre, canti popolari siciliani, canzoni napoletane.

La città di Alcamo è inoltre sede del Brass Group, promotore dell'evento "Summertime Blues Festival", che si è tenuto per diversi anni consecutivi in Piazza Ciullo e al quale hanno partecipato cantanti e musicisti blues provenienti da diverse parti del mondo.[107]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina trapanese.

Alcune ricette tipiche della cucina alcamese sono:[108]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni religiose e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • 19 marzo: festeggiamenti in onore di San Giuseppe (novena e processione)
  • Venerdì Santo: processione dell'urna di Gesù morto e della vara dell'Addolorata, preceduti da una sfilata di fedeli e bambini con costumi raffiguranti diversi personaggi del Vangelo[57]
  • Prima domenica dopo Pasqua: festa in onore di Gesù Cristo Redentore (evento culturale e religioso)
  • Seconda domenica dopo Pasqua: festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola (evento culturale e religioso)
  • Terza domenica dopo Pasqua: Festa del Patrocinio in onore di San Giuseppe (sfilata e pranzo della Sacra Famiglia)
  • 1º maggio: Festa di san Giuseppe Lavoratore (evento culturale e religioso)
  • mese di maggio: pellegrinaggio dei fedeli al santuario della Madonna dei Miracoli[57]
  • 13 giugno: festeggiamenti in onore di Sant'Antonio da Padova (processione)
  • 19-21 giugno: festeggiamenti in onore di Maria Santissima dei Miracoli, patrona di Alcamo (evento culturale e religioso); durante i festeggiamenti si svolgono: la processione solenne del simulacro della madonna, giochi pirotecnici in prossimità del "bastione" in piazza Bagolino e la discesa al santuario della Madonna dei Miracoli da parte delle autorità politiche e religiose; in passato veniva svolte inoltre corse dei cavalli lungo il Corso VI Aprile e ultimamente anche in Viale Italia.
  • Fine luglio: festa di Sant'Anna con novena, processione ed attività culturali-ricreative.
  • 8 settembre: festeggiamenti in onore della Madonna dell'Alto (recite poesie dialettali e processione)
  • 7-8 dicembre: festa in onore dell'Immacolata Concezione (canti pastorali e processione)
  • Natale Alcamese (concerti, spettacoli all'aperto, allestimento presepi tradizionali e passaggio dei zampognari)

Eventi ricreativi[modifica | modifica wikitesto]

  • Luglio-agosto: Alcamo Estate (sagre, "Calici di Stelle", "Blues Festival", "Festival di Nuove Impressioni")
  • Seconda metà di agosto: "Alcart - legalità e cultura": serie di manifestazioni (mostre,seminari, musica,teatro ed altro).
  • Secondo o terzo week-end di dicembre: Cortiamo - Concorso internazionale di cortometraggi organizzato fin dal 2006 da "Segni Nuovi" (circolo di cultura cinematografica che ha sede presso la Parrocchia di San Paolo e Bartolomeo).

Eventi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2-6 gennaio: trofeo internazionale Costa Gaia di calcio giovanile

Mercato rionale[modifica | modifica wikitesto]

Il mercato rionale di Alcamo (detto "mercatino") si svolge il mercoledì presso la via Tre Santi.[110][111]

Persone legate ad Alcamo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originario della città di Alcamo comprendeva i quartieri di San Vito e Lavinaru.[7]

Successivamente la città venne fortificata espandendosi verso i quartieri della Chiesa Madre (dove sorgeva il mercato durante il periodo medievale), San Calogero, San Giacomo (all'interno del quale venne edificato il Castello dei Conti di Modica) e San Francesco.[7]

Tra il XVI e il XVII secolo la città continuò ad espandersi verso i quartieri di San Giuliano, San Domenico, San Paolo, Sant'Oliva, Santa Trinità, Santa Maria di Gesù e Belluvirdi.[7]

Nel XIX secolo la zona urbana si espanse ulteriormente verso i quartieri Santissimo Crocifisso, San Paolo e Sant'Agostino.[7]

Luoghi di interesse urbanistico[modifica | modifica wikitesto]

Antica foto del Corso VI Aprile.

Per quanto riguarda le vie principali, la più importante è sicuramente il Corso VI Aprile (chiamato dagli alcamesi "cassaru"), che attraversa il centro storico da Porta Palermo, passando da Piazza VI Novembre (dove si trova la chiesa madre) e Piazza Ciullo, per finire in corrispondenza di Porta Trapani.

Piazza Ciullo viene identificata come "la piazza" per eccellenza dal sistema odonimico popolare.[114] L'attuale nome della piazza (anticamente denominata "Piano S.Oliva"[115]) risale al 1875.[115] Ad essa si affacciano la Chiesa del Collegio (in posizione centrale), la Chiesa di Sant'Oliva, il Palazzo Liberty e il Palazzo Comunale.[115]

Altra piazza di particolare interesse è Piazza della Repubblica, che sorge a sud del Castello dei Conti di Modica. Tale piazza era stata originariamente utilizzata come piazza d'armi per addestrare le truppe all'esterno delle mura.[7] Nel XIX secolo perde tale funzione.[7] Dal 1922 al 1936 venne poi utilizzata come campo sportivo.[7] Nel 1962 venne costruita l'autostazione che collega la città di Alcamo con i vicini comuni delle provincie di Palermo e Trapani.[7] Nel 1969 venne poi abbellita con una villa al centro e per molti anni ha ospitato il tradizionale mercato rionale.[7]

Tra le più importanti piazze di Alcamo si annovera anche Piazza Bagolino, livellata nel 1909 dal sindaco Stanislao San Giuseppe[116] e successivamente delimitata dalle mura del bastione (1930),[116] che nel 1950 furono completate dall'aggiunta di una ringhiera in travertino.[116]

Alcamo Marina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Alcamo Marina.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Alcamo è uno dei centri principali in Sicilia per la produzione del vino, specialmente il Bianco Alcamo DOC,[117] prodotto soprattutto in vigneti con geometria "a spalliera" o "a tendone" a partire da vitigno di tipo catarratto bianco comune e/o lucido, al quale viene eventualmente associato damaschino, grecanico e trebbiano.[56] Tale vino è uno dei primi vini siciliani ad avere ricevuto la denominazione di origine controllata (nel 1972).[118] A tale proposito, sul territorio alcamese sorgono complessivamente circa 3.700 aziende vinicole[118] e circa 6.000 ettari di terreno agricolo sono dedicati alla coltivazione dei vigneti.[118] Circa il 90% dell'uva raccolta da tali coltivazioni viene destinata appunto alla produzione del Bianco Alcamo.[118]

Nel territorio alcamese sorgono inoltre numerosi bagli, un tempo utilizzati per la produzione del marsala.[118]

All'attività vinicola si affiancano l'allevamento bovino e ovino, la coltivazione dell'olivo (dal quale viene estratto olio extravergine di oliva[56]), dei cereali (in particolare il frumento) e del tipico melone locale dalla forma ovale, con buccia verde e rugosa, chiamato localmente miluni purceddu,[56] che oltre all'aspetto esteriore ha la particolarità di potere essere conservato più a lungo rispetto ad altre varietà di melone.[56]

Nel settore primario è significativa anche l'attività estrattiva (in particolare del marmo, ma anche travertino), sebbene il terziario (più o meno avanzato) rimane comunque il settore con più occupati.

Nell'ambito dell'artigianato alcamese, rivestono inoltre particolare importanza la lavorazione del legno, del ferro battuto e il ricamo.[118]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tracciato della ferrovia che collega le città di Alcamo e Trapani.

La città è servita con due svincoli dall'Autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo[7] (Alcamo Est ed Alcamo Ovest), oltre allo svincolo di Castellammare del Golfo che si collega all'entrata nord di Alcamo. Dallo svincolo di Alcamo Ovest si dirama l'Autostrada A29 dir. Alcamo-Trapani.

La ferrovia Palermo-Trapani non passa per il centro cittadino, bensì lungo la costa e poi all'interno sul versante ovest. La stazione di Alcamo Diramazione si trova in prossimità dello svincolo autostradale Alcamo ovest, inoltre la stazione di Castellammare del Golfo è ubicata nel territorio di Alcamo, precisamente ad Alcamo Marina.

Passano per il territorio di Alcamo le strade statali:

  • SS 113 Settentrionale Sicula;[7]
  • SS 119 di Gibellina;
  • SS 187 di Castellammare del Golfo;[7]
  • SS 731 Bretella di Castellammare del Golfo;
  • SS 732 Bretella di Alcamo Est;
  • SS 733 Bretella di Alcamo Ovest.

Passano per il territorio di Alcamo le strade regionali della Sicilia:

  • SR 2 Parti Piccolo-Quaranta Salme-Croce di Fratacchia;
  • SR 3 Alcamo-Giardinaccio-Rocche Cadute-San Nicola;
  • SR 5 Bivio Quaranta Salme-Bivio Sant'Anna;
  • SR 6 di Calatubo;
  • SR 8 Amburgio-Morfino-Rincione-Coda di Volpe.

Passano per il territorio di Alcamo le strade provinciali della provincia di Trapani:

  • SP 10 di Camporeale;
  • SP 33 del Fiumefreddo;
  • SP 47 Alcamo-Stazione di Castellammare del Golfo;
  • SP 49 di Passofondo;
  • SP 55 Alcamo-Alcamo Marina;[7]
  • SP 64 Quattrovie.

Passano per il territorio di Alcamo le strade di bonifica della provincia di Trapani:

  • SB 21 Bisurdo-Stracciabisacce;
  • SB 22 Case di Piraino;
  • SB 23 Maruggi-Montelongo.

Sulla SS 624 Palermo-Sciacca è presente l'uscita "Alcamo" in entrambe le direzioni che dista circa 30 km dal versante Sud-Ovest del centro abitato di Alcamo. Tale uscita, ubicata interamente nel territorio di Poggioreale, si collega, tramite la SP 9 (di serie n.182 Macchia-Sella-Bonfalco) e la SB0 (Stada intercomunale di Gibellina), al confine tra i territori di Poggioreale e di Monreale, alla SS 119 (di Gibellina) nei pressi dell'ex stazione ferroviaria e uscita autostradale di Gallitello.

Alcamo dista circa 40 km dall'aeroporto "Giovanni Falcone e Paolo Borsellino" di Palermo-Punta Raisi e circa 50 km dall'aeroporto "Vincenzo Florio" di Trapani-Birgi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1991 2001 Massimo Ferrara Centro-Sinistra Sindaco 2 mandati
2001 2011 Giacomo Scala Centro-Sinistra Sindaco 2 mandati
2012 2015 Sebastiano Bonventre Centro-Sinistra Sindaco ½ mandato
2015 2016 Giovanni Arnone - Commissario prefettizio Interim

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Associazione Sportiva Dilettantistica Alcamo, Pallamano Alcamo e Basket Alcamo.
La squadra di calcio alcamese durante una partita nel 1928.

Lo sport più seguito e praticato ad Alcamo, come nella gran parte dei comuni italiani, è sempre stato il calcio; la principale squadra cittadina, l'Alcamo, è stata in passato protagonista di alcuni campionati di Serie C, dove risaltano le memorabili vittorie contro Bari e Crotone, e di Serie D. Può vantare, nel suo palmarès, oltre a vari trofei regionali, la conquista della Coppa Italia Dilettanti nel 1996 e la seguente Supercoppa Italiana Dilettanti. Queste furono, con il periodo d'oro della serie C, le più belle pagine della storia calcistica alcamese. Una recente crisi societaria ha fatto sì che la compagine, che si trovava in Serie D, fallisse e ripartisse dalla prima categoria, così la prima squadra cittadina milita adesso nel campionato di Eccellenza regionale, a seguito della ennesima rifondazione nel 2010.

Molto attiva è inoltre l'attività di calcio giovanile, tra le varie squadre giovanili, la scuola calcio Adelkam si contraddistingue per aver lanciato numerosi calciatori ed aver vinto molte competizioni nazionali ed internazionali. Alcamo è la sede principale del Trofeo Internazionale Costa Gaia, kermesse giovanile a cui partecipano molte squadre blasonate e che ha visto tra i protagonisti molti interpreti dei campionati maggiori.

Incontro della Basket Alcamo contro la CUS Cagliari Pallacanestro.

Anche il Basket è molto seguito e praticato, sicuramente oggi con risultati migliori del calcio. La compagine femminile, il Basket Alcamo (Gea Magazzini) che ha ottenuto nella sua storia risultati notevoli (lunga militanza in Serie A1 e finale di Coppa Ronchetti), ha militato per 11 anni nel campionato di Serie A2, riconquistando la massima serie dalla stagione 2011-2012. Anche la formazione maschile si è sempre ben contraddistinta, anche se non agli stessi livelli. La squadra cittadina di pallamano, il Pallamano Alcamo, che milita in serie A1, disputa le sue partite interne nel nuovo palasport Enzo D'Angelo, ove di recente ha anche giocato la Nazionale di pallamano dell'Italia.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La città dispone di numerosi impianti sportivi, i più importanti sono lo stadio comunale Lelio Catella (capienza di circa 10.000 posti) per il calcio e l'atletica, il Palazzetto Tre Santi per il basket e il Palasport Enzo D'Angelo per la pallamano. Una piscina privata ad uso pubblico (La Fenice) dove si allenano ragazzi che hanno vinto anche premi nazionali. Lo stesso impianto ospita una pista per il pattinaggio sul ghiaccio. Quando militava in Serie C, l'Alcamo disputava le partite interne allo stadio Don Rizzo, impianto che viene oggi utilizzato, come lo stadio S. Ippolito, dalle squadre giovanili e minori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Popolazione Alcamo 2001-2013
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Comuni-Italiani.it - Statistiche
  4. ^ tuttitalia.it - Alcamo
  5. ^ Comuni-Italiani.it - Statistiche
  6. ^ a b c d e f g h i climate-data.org
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak Catalogo Regionale Informatizzato dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana
  8. ^ Comuni-Italiani.it, "Alcamo: Clima e Dati Geografici"
  9. ^ a b Regina, p. 16.
  10. ^ Regina, p. 20.
  11. ^ a b c AlqamaH - Historia Alcami: Reperti archeologici. Piccole tracce della storia di Alcamo
  12. ^ a b Gruppo Archeologico Drepanon, pp. 17-18.
  13. ^ a b c d e f Alcamo e le origini da Longuro, Longarico
  14. ^ Orlandi, p. 204.
  15. ^ Nuove effemeridi siciliane
  16. ^ a b c d Regina, p. 15.
  17. ^ a b c d e f g h i j "Alcamo", Enciclopedia Italiana (1929)
  18. ^ Regina, pp. 42-50.
  19. ^ La Bella Alcamo, p. 4.
  20. ^ Orlandi, pp. 204-205.
  21. ^ a b c d e La Bella Alcamo, p. 6.
  22. ^ a b De Spucches, p. 50.
  23. ^ a b c d La Bella Alcamo, p. 8.
  24. ^ a b La Bella Alcamo, p. 14.
  25. ^ a b La Bella Alcamo, p. 10.
  26. ^ a b La Bella Alcamo, p. 12.
  27. ^ a b c d e f g h Comune di Alcamo - Storia e tradizioni
  28. ^ a b c Historia Alcami: I Palazzi storici - Intervista al Prof. Roberto Calìa, storico.
  29. ^ La Bella Alcamo, p. 15.
  30. ^ a b c d e f La Bella Alcamo, p. 16.
  31. ^ a b c La Bella Alcamo, p. 18.
  32. ^ a b c d e f g h i j La Bella Alcamo, p. 20.
  33. ^ Chiarelli (Vol. I), p. 96.
  34. ^ Chiarelli (Vol. I), p. 47.
  35. ^ Chiarelli (Vol. I), p. 42.
  36. ^ Chiarelli (Vol. I), p. 61.
  37. ^ Chiarelli (Vol. I), p. 43.
  38. ^ a b c d e Chiarelli (Vol. I), pp. 55-57.
  39. ^ Chiarelli (Vol. I), p. 147.
  40. ^ Società italiana per condotte d'acqua - Il dopoguerra e le opere del regime
  41. ^ a b Chiarelli (Vol. I), p. 120.
  42. ^ Chiarelli (Vol. I), p. 143.
  43. ^ la Repubblica.it, "Un colpo all'eroina SpA"
  44. ^ Chiarelli (Vol. I), p. 297.
  45. ^ a b Chiarelli (Vol. I), p. 299-300.
  46. ^ Chiarelli (Vol. I), p. 299-300.
  47. ^ Trapani Nostra, "Carlo Cataldo"
  48. ^ AlqamaH, Aggiudicati i lavori di restauro della “Cuba delle Rose”
  49. ^ a b AlqamaH, "Al via i lavori di restauro della Chiesa del Collegio e Badia Nuova"
  50. ^ AlpaUno, "Alcamo: Castello Calatubo, volontari ripuliscono la cappella"
  51. ^ AlqamaH, "Muore Gae Aulenti, aveva riqualificato Piazza Ciullo"
  52. ^ Raccolta differenziata al 50 per cento, Alcamo nel club dei Comuni virtuosi
  53. ^ Orlandi, p. 207.
  54. ^ a b c d e Alcamo - un itinerario guidato per una città tutta da scoprire..., p. 8.
  55. ^ Trapani Nostra - Accanto alle Aquile di Carlo Cataldo
  56. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Comune di Alcamo, "Alcamo"
  57. ^ a b c d e f g Città di Alcamo - Assessorato Sport Turismo Spettacolo, "Alcamo Itinerari Artistici e Naturalistici" (mappa illustrata, 2005).
  58. ^ a b Alcamo - un itinerario guidato per una città tutta da scoprire..., p. 16.
  59. ^ Comune di Alcamo - Basilica di Santa Maria Assunta
  60. ^ trapaniplus - Sacra spina
  61. ^ trapaniplus - Chiesa del monastero del SS Salvatore
  62. ^ Comune di Alcamo - Chiesa di San Tommaso
  63. ^ trapaniplus - Chiesa di San Tommaso
  64. ^ Provincia di Sicilia dei Frati Minori Conventuali - Convento San Francesco d'Assisi
  65. ^ Comune di Alcamo - Monastero di S. Francesco di Paola (Badia Nuova)
  66. ^ trapaniplus - Chiesa della Badia Nuova
  67. ^ Chiesa di Sant'Oliva
  68. ^ trapaniplus - Chiesa di Sant'Oliva
  69. ^ Comune di Alcamo - Chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo
  70. ^ Chiesa dei SS Paolo e Bartolomeo
  71. ^ trapaniplus - Chiesa di Santa Maria del Gesù Alcamo
  72. ^ Comune di Alcamo - Chiesa dei Santi Cosma e Damiano
  73. ^ trapaniplus - Chiesa dei SS Cosma e Damiano
  74. ^ La scultura di Serpotta
  75. ^ trapaniplus - Chiesa di Maria SS. Dell’Alto
  76. ^ Comune di Alcamo - Chiesa dell'Annunziata
  77. ^ trapaniplus - Chiesa di Maria SS. Annunziata
  78. ^ trapaniplus - Ex chiesa di San Nicolò di Bari
  79. ^ trapaniplus - Ex chiesa S. Maria del Soccorso
  80. ^ trapaniplus - Ex chiesa San Giacomo de Espada
  81. ^ Comune di Alcamo - Santuario di Maria Santissima dei Miracoli
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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