Paceco

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Paceco
comune
Paceco – Stemma Paceco – Bandiera
Paceco e la costa vicina
Paceco e la costa vicina
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Trapani-Stemma.png Trapani
Amministrazione
Sindaco Biagio Martorana (PD) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 37°59′N 12°33′E / 37.983333°N 12.55°E37.983333; 12.55 (Paceco)Coordinate: 37°59′N 12°33′E / 37.983333°N 12.55°E37.983333; 12.55 (Paceco)
Altitudine 36 m s.l.m.
Superficie 58,01 km²
Abitanti 11 429[1] (31-12-2010)
Densità 197,02 ab./km²
Frazioni Culcasi, Dattilo, Marino, Murana, Nubia, Pecoreria, Specchia, Pergola, Ponte Bordino, Verderame
Comuni confinanti Erice, Trapani
Altre informazioni
Cod. postale 91027
Prefisso 0923
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081013
Cod. catastale G208
Targa TP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti pacecoti
Patrono santa Caterina d'Alessandria
Giorno festivo 25 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Paceco
Paceco
Posizione del comune di Paceco nella provincia di Trapani
Posizione del comune di Paceco nella provincia di Trapani
Sito istituzionale

Paceco (Paceca in siciliano) è un comune italiano di 11.427 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Paceco fu abitato già in età paleolitica e neolitica, come testimoniano reperti archeologici ritrovati nella collina Sciarotta, su cui sorgerà Paceco, e nel vicino sito di Malummèri, zone ricche di grotte e strettoie rocciose. Le prime scoperte archeologiche avvennero negli anni '40 del XX secolo, e si sono protratte fino agli anni '90, quando sono stati effettuati dei rinvenimenti archeologici del periodo Neolitico antico e medio in contrada Costa Chiàppera, nei pressi del borgo rurale di Dattilo, e dell'antica età del Bronzo in contrada Piano, a nord dell'abitato di Paceco, nella parte terminale della valle del Torrente Baiata.

In età moderna, il primo nucleo del villaggio si venne formando nei secoli XIV e XV intorno alla Chiesa di San Lorenzo di Xitta, possesso dell'Ordine di Malta. Passato, col feudo, ai Fardella, il vecchio villaggio fu abbandonato e, successivamente, fu proprio sul territorio del marchesato di San Lorenzo che sorse il principato di Paceco, grazie alla ‘licentia aedificandi et populandi' che il Re di Spagna concesse il 9 aprile 1607 al marchese Placido Fardella, che ottenne così il titolo di principe. Il nome dato al nuovo paese fu un atto di amore di Placido verso la moglie Maria Pacheco, nipote del Marchese di Villena, Viceré di Sicilia.

Lontani successori del fondatore, vissero a Paceco, presso Villa Torrearsa, durante gli anni della rivoluzione siciliana e l'epopea del Risorgimento italiano, i fratelli Fardella di Torrearsa: il marchese Vincenzo Fardella di Torrearsa che fu uno degli artefici dell'unità d'Italia, uno dei capi della Rivoluzione siciliana del 1848 e primo Presidente del Senato del Regno d'Italia in Roma capitale, dopo la presa di Roma con la breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870, e, dal 28 novembre 1871, fu il primo Presidente nella sede di Palazzo Madama; Giovan Battista Fardella marchese di Torrearsa che fu Sindaco benemerito di Trapani; Enrico Fardella di Torrearsa che fu eroe della battaglia del Volturno e di Balaclava, nella guerra di Crimea, e protagonista della guerra di secessione americana durante la quale organizzò nell'esercito unionista un corpo di fanteria di volontari, il 51º Reggimento di New York, soprannominato Reggimento Fardella, e fu promosso generale dal Presidente degli Stati Uniti d'America Abramo Lincoln nella primavera del 1865.

Alla fine degli anni trenta del XX secolo il comune di Paceco venne aggregato al comune di Trapani con il Regio Decreto 8 agosto 1938, n. 1329[2], e rimase una frazione del capoluogo fino alla ricostituzione avvenuta nel secondo dopoguerra con il Decreto Legislativo Luogotenenziale 22 dicembre 1945, n. 866[3].

Paceco confina col comune di Trapani sia a nord che a sud e divide in due parti il territorio del comune di Trapani che, a tal guisa, può definirsi periferia di Paceco.

Originariamente concepita secondo un meditato schema urbanistico con un impianto a maglia perfettamente ortogonale e con isolati rettangolari (pianta ippodamea), molto ricorrente negli abitati secenteschi, Paceco è oggi una cittadina rurale, sviluppata secondo un moderno piano regolatore.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

"Di rosso, a tre fascie d'argento caricata ognuna di una pignatta di nero" D.R. (Vittorio Emanuele III) 29 gennaio 1934

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Le Saline di Nubia, facenti parte della Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco gestita dal WWF - Museo del Sale;
  • La Chiesa Madre, SS. Crocifisso, edificata nel 1623, sulla piazza principale sulla quale si estende il sagrato con la scalinata
  • La Chiesa Maria SS. del Rosario (conosciuta anche come Chiesa di Santa Lucia) contenente una cripta con i resti mummificati dei confratelli del Santissimo Rosario che, come attestato da una lapide devozionale, già dai primi del '600 vi venivano seppelliti;
  • La Chiesa di Maria Santissima di Porto Salvo e la Chiesa di San Francesco di Paola, anch'esse risalenti agli inizi del XVII secolo;
  • Villa Torrearsa;
  • Il Museo di Antropologia e Preistoria in Piazza Vittorio Emanuele, presso alcuni locali del Palazzo Municipale;
  • La Biblioteca Comunale con un patrimonio di oltre 56.000 volumi;
  • Il Polo Culturale con sede nell'ex Cinema Roma;
  • Il campo sportivo comunale G. Mancuso;
  • La diga Baiata contornata da un lussureggiante parco;
  • La Torre Saracena di Nubia;
  • L'antico Pozzo Salato di Dattilo, risalente al periodo della dominazione araba;
  • I vari bagli disseminati sul territorio, memorie dell'antica civiltà contadina.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 174 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Qualità della vita e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Comune Riciclone 2011 - Raccolta RAEE: Paceco è il comune più virtuoso d'Italia nella raccolta di frigoriferi e condizionatori[5].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Paceco è ricchissima di associazioni che nel corso dell'anno organizzano numerosi eventi e convegni di carattere culturale, sociale, teatrale, religioso, sportivo. Particolarmente attesa ogni anno è la presentazione della pubblicazione della rivista "Paceco" che, sin dal 1998, vede impegnata l'associazione culturale "La Koiné della Collina" nella redazione di un libro che, nei suoi articoli, racconta la Paceco che fu, che è e che sarà.

La comunità pacecota è molto zelante nell'organizzazione di eventi di ogni tipo, come sagre legate al culto religioso o popolare. Fra queste si ricordano in primis le celebrazioni in onore di Santa Caterina d'Alessandria, patrona della cittadina, il 25 del mese di novembre. A queste si aggiungono gli eventi per le festività di San Giuseppe, durante le quali in paese si realizzano i cosiddetti "pani ri San Giuseppi" e viene portato a spalla per le vie del paese il simulacro rappresentante lo sposo di Maria, accompagnato dalle note di una delle due bande pacecote. Analoghe manifestazioni in onore di San Giuseppe si svolgono nella vicina frazione di Dattilo. In tale occasione si tiene il cosiddetto "Mmitu di San Giuseppe", che consiste in un pranzo con più di cento portate offerto davanti a un altare a tre persone che rappresentano i componenti della Sacra Famiglia. Nei giorni antecedenti il 19 marzo si realizzano i pani simbolici e si monta l'altare ricoperto di lenzuola bianche, su cui vengono posti tre grossi pani a forma di cucciddatu (ciambella), palma e vastuni (bastone), che rappresentano Gesù, Maria e Giuseppe. In questo periodo è possibile gustare, oltre ai rinomati cannoli di Dattilo, anche gli "sfincioni di San Giuseppe". Da ricordare inoltre la processione della "Maronna Addulurata" , i giochi paesani in onore di San Francesco di Paola, localmente conosciuto col nome di "U Santu Patre", e la "sagra della cuccia" che si svolge in occasione delle festività in onore di Santa Lucia.

Nel periodo carnevalesco sfilano per le vie del paese carri allegorici realizzati in loco che attirano migliaia di visitatori.

Fra tutti le iniziative, quelle che riscuotono il maggior successo sono il "MIARP" e "Rosso Aglio & Bianco Sale".

Il "MIARP" è una manifestazione a carattere prettamente gastronomicio e permette di far assapporare i piatti tipici della cucina e della pasticceria pacecota, come le sfince, e più in generale quelli del territorio trapanese. E non manca lo svago: si va dal cabaret alla grande musica, che negli anni ha portato nella località siciliana artisti di rinomanza nazionale.

"Rosso Aglio & Bianco Sale" è una rassegna gastronomica e non solo, che si svolge quasi interamente in luoghi all'interno dell'area della Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco. È dedicata all'aglio rosso di Nubia e al sale estratto dalle saline della Riserva. È una vetrina internazionale per il territorio che unisce la cultura, le tradizioni e i sapori ed in cui, tra visite guidate, degustazioni, mostra-mercato di prodotti tipici, conferenze e momenti di spettacolo, è possibile assistere alla raccolta a mano del sale con gli antichi metodi tradizionali e con lo spettacolare sfondo, al tramonto, dei mulini a vento, della Torre Saracena di Nubia e delle Isole Egadi.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le due frazioni più importanti del comune di Paceco sono Dattilo, verso l'entroterra, abitata da circa 600 persone e distante circa 9 km dal capoluogo, e Nubia, verso il mare, distante circa 4 km dal capoluogo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Fra i principali prodotti agricoli figurano l'aglio rosso di Nubia, il melone d'inverno ("melone cartucciaro" o "melone giallo di Paceco") e il pomodoro seccagno pizzutello di Paceco. Paceco integra una economia agricola con quella di imprese per la lavorazione dei marmi e dell'attività delle saline. Importanti e di alta qualità sono le produzioni vinicola, olearia, orticola e cerealicola.

Il 10 giugno 2015 la Fondazione accademica "Iusm Sapientia Mundi", con sede presso il Policlinico Umberto I della Sapienza - Università di Roma, ha assegnato al Comune di Paceco, in quanto sede di eccellenze agroalimentari, il "Premio Medusa" per la produzione dell'Aglio rosso di Nubia. La Fondazione, in occasione di Expo 2015, ha intrapreso una ricerca sulle nicchie di eccellenza dei prodotti di qualità italiani, in cui sono stati testati circa duecento prodotti che uniscono all'eccellenza dei sapori antichi l'accertata salubrità, giungendo alla verifica delle eccellenti qualità salutistiche contenute nell'aglio prodotto nel territorio pacecoto che è stato quindi insignito del "Premio Medusa".

Specialità gastronomiche[modifica | modifica wikitesto]

Antipasti: formaggio di pecora, primo sale e stagionato; ricotta di pecora; "alive scacciate", olive verdi schiacciate e condite con olio, aceto e verdure varie; "sasizza pasqualora", una salsiccia di maiale stagionata condita con varie spezie; "minnule e spicari salate", pesci secchi e salati; sarde salate, in salamoia;, "scurmi salati", sgombri salati in salamoia; numerosi prodotti di tonnara come "l'ovu di tunnu" (la bottarga di tonno), "a tunnina" (tonno rosso sotto sale), "a busunagghia" (la buzzonaglia di tonno sott'olio), "u lattumi di tunnu" (sperma di tonno sia fresco che salato), "a ficazza" (insaccato di tonno salato), "u pulmuneddru" (polmone di tonno salato), "cori di tunnu" (il cuore di tonno salato).

Tra i primi piatti spiccano: le "busiate cu l'agghia", dei maccheroni attorcigliati fatti in casa, conditi con un pesto composto da sale delle saline di Nubia, basilico, mandorle, aglio rosso di Nubia, pomodoro "pizzutello" di Paceco, olio extravergine di oliva, e accompagnati con melenzane o patate fritte, ma anche con pesce fritto; il cuscus con il brodo di pesci, crostacei e frutti di mare che si prepara con semola di grano duro, "incocciata" nel "lemmo" dalle abili mani delle cuoche e cotta lentamente a vapore in una speciale pentola di terracotta smaltata e bucata sul fondo in modo da consentire il passaggio attraverso la semola dei vapori del brodo sottostante; il cuscus con broccoli, verdure varie, carne di maiale e cotiche; la pasta "a milanisa", ovvero una pasta con le sarde con l'aggiunta di pomodoro.

Tra i secondi piatti si annoverano: la "ghiotta" che può essere di pisci (zuppa di pesci), di crastuna (zuppa di lumache), d'ova (zuppa di uova), di trippa e centupeddi (zuppa di trippa e stomaco bovino) ecc.; "i scurmi lardiati" o "u cunigghiu lardiato", ovvero sgombri o coniglio in agrodolce con pomodoro, cipolle, olio, origano, aceto; "i babbaluci cu l'agghia", lumachine bollite e condite con lo stesso pesto usato per le busiate.

Eccellenti anche i dolci: i cannoli farciti con la ricotta; la cassata siciliana; lo sfincione di San Giuseppe; le graffe con la ricotta, dei bomboloni fritti farciti con ricotta e pezzetti di cioccolato; le cassatelle fritte ripiene di ricotta di pecora zuccherata; le sfincie, delle frittelle col buco; la granita o il gelato di gelsi o di gelsomino; "a cuccia cu vinu cottu", frumento e ceci bolliti tipicamente conditi con l'aggiunta di una riduzione di mosto bollito.

Memorie della cucina povera contadina sono: "l'agghia pistata" (anche detta "mataroccu" o "salamoreci"), un'insalata di pomodoro con un pesto di aglio, olio, basilico e sale e con l'aggiunta di acqua; "u limune cunzatu", una fresca insalata di limoni, mondati dalla buccia e tagliati a pezzetti, a cui si aggiunge olio, sale e pepe e acqua. Entrambi i piatti sono accompagnati dal pane siciliano, tagliato a pezzetti dalle sue tipiche forme a "vastedda" (pagnotta) e "lunnicedda" (filone), meglio se duro di qualche giorno in modo da tenere bene l'inzuppamento nell'acqua. Altro prodotto tipico è "a toitta cu yogurt" (torta con lo yogurt) e "u dorayaki cu yogurt" (dorayaki con lo yogurt),ideate dal maestro pasticcere Alessio Bommarito.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute nel Comune di Paceco nella Repubblica Italiana, a partire dal 1946.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
10 novembre 1946 29 giugno 1957 Pietro Grammatico Partito Socialista Italiano Sindaco [6]
30 giugno 1957 9 agosto 1958 Antonino Valenti Democrazia Cristiana Sindaco [6]
10 agosto 1958 24 novembre 1960 Pietro Grammatico Partito Socialista Italiano Sindaco [6]
25 novembre 1960 24 marzo 1968 Giuseppe Catalano Democrazia Cristiana Sindaco [6]
25 marzo 1968 24 luglio 1970 Leonardo Novara Democrazia Cristiana Sindaco [6]
25 luglio 1970 3 marzo 1972 Giuseppe Catalano Democrazia Cristiana Sindaco [6]
4 maggio 1972 13 marzo 1973 Leonardo Novara Democrazia Cristiana Sindaco [6]
14 marzo 1973 15 novembre 1974 Giuseppe Catalano Democrazia Cristiana Sindaco [6]
16 novembre 1974 30 luglio 1975 Salvatore Rondello Democrazia Cristiana Sindaco [6]
31 luglio 1975 4 dicembre 1975 Pietro Paesano Partito Socialista Italiano Sindaco [6]
5 dicembre 1975 24 gennaio 1979 Giuseppe Catalano Democrazia Cristiana Sindaco [6]
25 gennaio 1979 10 marzo 1979 Domenico Mura Democrazia Cristiana Sindaco [6]
11 marzo 1979 12 settembre 1980 Antonio Giuseppe Plaja Partito Repubblicano Italiano Sindaco [6]
13 settembre 1980 4 novembre 1980 Carmelo Fodale Partito Socialista Italiano Sindaco [6]
5 novembre 1980 13 dicembre 1981 Giuseppe D'Angelo Democrazia Cristiana Sindaco [6]
14 dicembre 1981 29 gennaio 1984 Antonino Basiricò Democrazia Cristiana Sindaco [6]
30 gennaio 1984 7 luglio 1985 Giuseppe Novara Democrazia Cristiana Sindaco [6]
8 luglio 1985 2 ottobre 1986 Vincenzo Ruggirello Democrazia Cristiana Sindaco [6]
3 ottobre 1986 16 luglio 1987 Vito Valenti Democrazia Cristiana Sindaco [6]
17 luglio 1987 27 luglio 1990 Giuseppe Novara Democrazia Cristiana Sindaco [6]
28 luglio 1990 11 aprile 1991 Antonino Mancuso Partito Socialista Italiano Sindaco [6]
12 aprile 1991 22 gennaio 1992 Carmelo Fodale Partito Socialista Italiano Sindaco [6]
23 gennaio 1992 14 luglio 1992 Antonino Mancuso Partito Socialista Italiano Sindaco [6]
15 luglio 1992 24 giugno 1993 Antonino Basiricò Democrazia Cristiana Sindaco [6]
25 giugno 1993 14 marzo 1994 Carlo Scaduto centro-sinistra Sindaco [6]
30 marzo 1994 aprile 1994 Giovanni Di Cara Comm. straordinario [6]
aprile 1994 giugno 1994 Lino Buscemi Comm. straordinario [6]
26 giugno 1994 8 giugno 1998 Antonio Pellegrino centro-sinistra Sindaco [6]
8 giugno 1998 10 giugno 2003 Giuseppe Novara Forza Italia Sindaco [6]
10 giugno 2003 16 aprile 2007 Antonio Giuseppe Plaja L'Ulivo Sindaco [6]
16 aprile 2007 1º luglio 2008 Vincenzo Aiello Comm. straordinario [6]
1º luglio 2008 11 giugno 2013 Biagio Martorana Partito Democratico, centro-sinistra Sindaco [6]
11 giugno 2013 in carica Biagio Martorana Partito Democratico, centro-sinistra Sindaco [6]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è la Polisportiva Paceco 1976 che milita nel girone A dell'Eccellenza Sicilia. È nata nel 1976 e disputa le partite casalinghe presso l'impianto sportivo "G. Mancuso",recentemente ammodernato con un campo da gioco in erba sintetica, il quale costituisce lo stadio di casa anche per altre tre squadre locali: la A.S.D. Dattilo Noir, anch'essa militante nel girone A dell'Eccellenza Sicilia, lo Sport Club G.Blunda e la A.S.D Libertas Nubia.

Atletica[modifica | modifica wikitesto]

L'A.S.D. Polisportiva Real Paceco è affiliata alla FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera) e promuove l'atletica nel territorio ottenendo, con i propri atleti, ottimi risultati sia a livello regionale che nazionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Schema di provvedimento legislativo Ricostituzione del comune di Paceco in provincia di Trapani
  3. ^ http://www.trapaninostra.it/libri/La_Koine_della_Collina/Paceco_14/Paceco_14-03.pdf
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Dossier comuni ricicloni 2011
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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