Diamante (Italia)

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Diamante
comune
Diamante – Stemma Diamante – Bandiera
Diamante – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
SindacoErnesto Magorno (Lista civica) dal 7-7-2019
Territorio
Coordinate39°41′N 15°49′E / 39.683333°N 15.816667°E39.683333; 15.816667 (Diamante)Coordinate: 39°41′N 15°49′E / 39.683333°N 15.816667°E39.683333; 15.816667 (Diamante)
Altitudine25 m s.l.m.
Superficie12,21 km²
Abitanti5 238[1] (31-12-2019)
Densità428,99 ab./km²
FrazioniCirella
Comuni confinantiBelvedere Marittimo, Buonvicino, Grisolia, Maierà
Altre informazioni
Cod. postale87023
Prefisso0985
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078048
Cod. catastaleD289
TargaCS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona B, 873 GG[2]
Nome abitantidiamantesi o adamantini
PatronoImmacolata Concezione
Giorno festivo8 dicembre e 12 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Diamante
Diamante
Diamante – Mappa
Posizione del comune di Diamante all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Diamante (Diamàndë in calabrese[3], Diamandè in greco bizantino) è un comune italiano di 5 238 abitanti[1] della provincia di Cosenza, in Calabria. È sito sulla costa tirrenica nordoccidentale della regione.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Posta al centro della Riviera dei Cedri. La posizione geografica, i suoi circa otto km. di spiaggia dalle variegate combinazioni di sabbia e di colore, nonché il mare cristallino ed i fondali sempre diversi ne fanno una delle mete turistiche della Calabria. Diamante possiede una delle due uniche isole della Calabria, l'isola di Cirella, un piccolo isolotto dalla forma suggestiva e dalla flora selvaggia dove i fondali sono splendidi e regna la Posidonia argentata.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

il lungomare

Fonti storiografiche diverse documentano insediamenti già dai tempi dei greci Focesi e dei Romani. Le prime notizie sulla nascita di un vero e proprio nucleo abitato nei luoghi di Diamante risalgono al 1500, allorquando il Principe Sanseverino ordinò la costruzione di una postazione difensiva per contrastare le incursioni saracene.

Intorno al torrione dei Sanseverino sorse più tardi una fortificazione del territorio ad opera del principe di Bisignano Tiberio Carafa, padrone dei territori di Belvedere Marittimo e di Diamante già dal 1622. Al termine delle scorribande turche, la popolazione dalle campagne si spostò verso il mare incrementando i traffici commerciali. Successivamente benestanti e commercianti napoletani, amalfitani e salernitani, e nobili famiglie, anche di origine spagnola vi si stabilirono per la posizione e l'amenità del luogo dando vita al centro abitato. Presto Diamante divenne un discreto centro per la pesca e l'agricoltura, grazie alla nutrita flotta e alla produzione del cedro (Citrus medica). Le caratteristiche particolari di questo agrume nella sua varietà denominata "Cedro liscio diamante", comunemente detto di Santa Maria del Cedro, (di grosso taglio e profumata, destinata in gran parte alla canditura), lo resero unico e conosciutissimo sul mercato mondiale, anche in virtù del profondo legame con i rabbini provenienti da tutte le comunità ebraiche del mondo, i quali giungevano ogni estate a Santa Maria del Cedro e sulla Riviera dei Cedri, per selezionare il cedro perfetto, ovvero il "frutto dell'albero più bello" (etrog), da utilizzare durante la festa dei Tabernacoli. Grazie alla sua massiccia esportazione verso Israele e gli USA, dov'è ancora usato dai Rabbini durante Sukkot, il cedro è diventato una risorsa economica consistente per l'intero territorio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

È presente, nella parte antica del paese, la chiesa dell’Immacolata Concezione, costruita nel XVII secolo e restaurata nel 1787 e nel 1880. La decorazione è recente (1954), l'interno comprende una navata unica con un pregevole fonte battesimale e una cappella del Purgatorio.

La cittadina, stagliandosi sul mare, ha come prerogativa turistica la valorizzazione della costa, fonte di attrazione ed interesse che negli anni ha spinto numerosi turisti a visitare la cittadina e le sue spiagge. Ciò che ritrae Diamante come una cartolina è il famoso Lungomare Vecchio, soprastante la scogliera antistante il porto, che imponente e curato nei dettagli ospita migliaia di persone ogni estate.

I murales[modifica | modifica wikitesto]

Diamante è conosciuta anche come la città dei murales, dai numerosi dipinti che si possono ammirare passeggiando per i vicoli del centro storico e in gran parte della cittadina[4]. Sono infatti oltre 150 le opere d'arte dipinte sui muri del centro storico e della frazione Cirella, realizzate a partire dal 1981 da pittori e artisti di fama internazionale. Matilde Serao e Gabriele D'Annunzio sono tra i tanti letterati che hanno rivolto la loro attenzione a quella che hanno definito la perla del Tirreno.[senza fonte]

Poeti, scrittori, giornalisti, storici e rivoluzionari hanno lasciato la loro firma o un loro verso sui muri della città.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

A Diamante si tengono numerose iniziative culturali e seminari di filosofia organizzati dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, grazie alla collaborazione del filosofo Nuccio Ordine, originario di Diamante, docente di Letteratura italiana presso l'Università della Calabria e tra i maggiori studiosi della figura e dell'opera del filosofo Giordano Bruno.

Presenze artistiche del Novecento a Diamante[modifica | modifica wikitesto]

Diamante ha visto la presenza, nel corso del Novecento, di alcuni pittori e scultori che con le loro opere si sono imposti sul panorama nazionale e internazionale.[6]

  • Lo scultore Mario Cirone giunse a Diamante giovanissimo, nel lontano 1937. Nato a S. Lorenzo del Vallo (CS), sul versante ionico cosentino, fertilissima terra di secolari ulivi, fin da giovinetto ebbe l'istinto e la passione di scorgere nelle tortuose forme di questa antica pianta i più disparati aspetti della vita, delle sensazioni dell'uomo, degli affetti e dei sentimenti, del dolore e della precarietà della condizione umana, della solitudine del Sud. E col tempo ne derivò una ricerca personale sempre più urgente e pressante, nella materia del legno dell'ulivo ed oltre di essa, che lo scultore trasferì nel regno dell'idealità, dell'arte. Nacquero così i suoi "legni", le sue sculture, cui ha dedicato di fatto una vita. Non si contano i premi e le rassegne ai quali ha partecipato per oltre mezzo secolo. E partendo proprio dalle rassegne nel Sud Italia con il Premio Lampezia a Cetraro (CS), il Premio Casciaro alla Mostra del Mezzogiorno di Messina, l'Agosto Culturale di Praia a Mare (CS), il Premio Diamante, anni 1968 e 1969, il Circolo Culturale di Reggio Calabria, la Galleria "Lo Sbaraglio" a Diamante, lentamente, a partire dai primi anni Settanta, si impose sempre più all'attenzione della critica su tutto il territorio nazionale. Ben presto giunse così anche un prestigioso riconoscimento alla sua arte: nel 1973 fu infatti Vincitore del 1º Premio Internazionale Valbruna a Gabicce Mare. Numerosissime poi le sue presenze nel Nord Italia. Ricordiamo soltanto le rassegne della Famiglia Artistica Brianzola a Biassono, delle Gallerie di Milano Il Forziere, l'EIDAC, Cadorna, Il Bottegone, GIERRE, della Galleria La Saletta di Garbagnate, della Galleria Nuovo Fauno di Verona, della Galleria Azienda Autonoma Soggiorno di Iseo. E tantissime sono state ovviamente le recensioni sulla sua arte da parte di critici e commentatori come Paternesi, Grisolia, Romano, Monaco, Razetti, Bartalotta, Senatore, De Marco, Ghitta Hussar, Norbert Klaus, Louis Widmar. Conosciuto come "lo scultore della acque" (così era infatti originariamente definita dalla critica la sua arte, traendo egli ispirazione dalle forme contorte dei legni levigate dalle acque dei fiumi), di lui si è perciò poi anche parlato su svariati giornali e riviste quali Tempi Nuovi di Cosenza, Sigla A Edizione Calabria, Arte e Cultura a Praia a Mare (CS), La Calabria, Roma, Il Tempo, Valigia Diplomatica, Extra, La Gazzetta di Parma, Cavalletto e Tavolozza di Milano, Il Mattino, Il Corriere della Sera, Il Marchigiano. Nella Chiesa di Gesù Buon Pastore di Diamante, è possibile ammirare il grande Cristo, l'ultima grande opera da lui scolpita.
  • L'artista Prassede Grimaldi, decoratore di professione, visse a Diamante quasi tutto il Novecento. Di origini partenopee, era figlio d'arte. Il padre Pasquale, anch'egli decoratore, si era trasferito in Calabria per motivi di lavoro, iniziando la sua esperienza calabrese decorando proprio a Diamante alcuni palazzi signorili d'epoca. Il piccolo Prassede mostrò ben presto il suo interesse per l'arte paterna e da giovanotto gli venne spontaneo seguire i lavori del padre, aiutandolo negli affreschi e nelle decorazioni. Quante volte il giovane Prassede si trovò a macinare le terre ed a mescolarle con l'olio di lino per ricavarne i colori che avrebbe poi porto al suo maestro, il padre. E intanto l'arte lo coinvolgeva sempre di più, in modo totale. Visse infatti di arte e per l'arte, coniugando il suo profondo amore per la decorazione con la necessità di provvedere alla sua famiglia. Tantissimi i palazzi e le chiese da lui decorate, a cominciare da Diamante, e poi a Cosenza, ad Amantea, a San Lucido, a Scalea, a Belmonte, a Papasidero, a Fuscaldo, a Buonvicino, a Cirella. Eccelleva soprattutto nella tecnica pittorica per l'imitazione marmo, di cui resta un significativo esempio nella Chiesa Immacolata Concezione di Diamante. Dipingeva, decorava, preparava le controsoffittature, lavorava gli stucchi, rivestiva con parati, restaurava, inerpicandosi verso l'alto sulle impalcature (cosa che fece addirittura fino all'età di 85 anni) fra quei cieli murari che poi trasformava nell'arte. Ed a questa univa anche una grande abilità tecnica. Molto apprezzati erano, ad esempio, i suoi lavori artistici del "chiaroscuro" col sensazionale effetto del rilevo, ai quali tempo fa si è interessato lo stesso Vittorio Sgarbi come critico d'arte in occasione di una sua visita a Diamante. Prassede Grimaldi amò tanto Diamante e per essa rinunciò anche ad esportare altrove, a Roma ed a Firenze, la sua arte nonostante fosse stato chiamato più volte, da illustri committenti, a farlo. Molti dei suoi lavori sono andati purtroppo distrutti a causa dei barbarici rifacimenti che negli anni hanno interessato un po' dappertutto solai, pareti, controsoffittature, cieli affrescati e volte dipinte. Ma nonostante ciò Prassede, chiamato "u prufussuru" nel dialetto locale, continua tuttavia a vivere nell'intenso ricordo collettivo della specificità della sua arte.
  • Il pittore e poeta Nani Razetti, uomo coltissimo e poliedrico ricco di finissima "humanitas", era genovese per nascita e calabrese per adozione. Spinto dal suo profondo ed inesauribile spirito libero e critico, ha vissuto tutta la sua vita navigando di città in città, di porto in porto, di gente in gente, da Genova alla Calabria, da Torino a Trezzano sul Naviglio (Milano), da Carona sul Lago di Lugano a Parigi. Innumerevoli i premi, le mostre, le rassegne d'arte, le esposizioni, le manifestazioni culturali, a cui egli ha partecipato per oltre sessant'anni in Italia e all'Estero. Fra le innumerevoli sue presenze si ricorda solo qualche significativo esempio: nel 1971 lo troviamo nel Palazzo Gotico di Piacenza dove fu dato risalto alla lotta partigiana, due anni dopo nel Castello di Cison di Valmarino per promuovere la salvezza di Venezia e nel Palazzo del Turismo di Iseo per l'impegno sul fronte dell'ecologia, agli inizi degli Ottanta in Calabria, a Diamante, per stimolarne, insieme ad un'ottantina di altri pittori il recupero e la riqualificazione urbana mediante la vasta e pregevole operazione artistica dei Murales sulle case del borgo antico. Sue opere sono e sono state esposte anche nel Museo d'Arte di Zagabria, nel Museo di Hameelinnan di Helsinki, nel Palazzo dell'Unicef di New York, nel Palazzo dei Congressi di Parigi, e in molti altri edifici pubblici dove non sono rari i suoi "murales". Parimenti innumerevoli sono poi anche le prestigiose recensioni fatte sulla sua arte da critici come Ambrosioni, Argan, De Grada, Mascioni, Monteverdi, Villatora ed Adele Faccio, solo per citarne alcuni. E proprio Argan dice che "...Con i suoi temi legati alla solitudine, alla smarrita dignità e dei valori morali individuali e collettivi, all'emarginazione, alla violenza, alla perdita della libertà, all'ecologia, Razetti ha scoperto nel quotidiano la 'sua' necessità d'esistenza artistica che lo ha condotto alla consapevole scelta della sua strada...", da cui traspare tutto l'impegno morale e civile dell'uomo e dell'artista. Nella Chiesa di Gesù Buon Pastore di Diamante è possibile ammirare le sue pitture raffiguranti le “Stazioni della Via Crucis” e, sulla pala dell’altare maggiore, “L’Ultima Cena”.
  • Il pittore Luciano Russo Vitale, diamantese di adozione, si è formato all'arte pittorica sia accademicamente seguendo degli studi specifici, sia sul campo partecipando a collettive e mostre d'arte di carattere nazionale. L'inizio della sua attività artistica coincide con la sua giovinezza, quando, ancora giovane studente, avvertiva prepotentemente il desiderio di verificare già la validità della sua nascente ricerca tecnico-stilistica. Fu così che ben presto si trovò a partecipare, sotto giuria e per invito, a numerosi premi d'arte ottenendo anche numerosi significativi attestati. Ne ricordiamo perciò la presenza al Premio Città di Latina, alla Mostra Porto di Napoli, al Premio Città di Frattamaggiore, alla Mostra Nazionale Città di Termoli, alla Mostra Internazionale del Piccolo Formato di Ferrara, al Premio Diamante Pittura, alla Mostra Internazionale di Grafica Contemporanea di Vignola, al Premio di Pittura "Pizzo", al VI Premio Sulmona. Negli anni '80 ha poi fatto parte della commissione che ha promosso la realizzazione dei "Murales" a Diamante ed ha inoltre collaborato alla rivista "Sigla Calabria". Diverse le recensioni sulla sua arte: ricordiamo ad esempio quelle apparse sulla Fiera Letteraria, sul Mattino, sul Pungolo Verde, sul Roma. Il suo nome è anche incluso nel volume Mercato d'Arte Contemporanea 75 e nella Galleria D'Opere d'Arte Contemporanea. Sue Opere fanno parte di molte Collezioni Private. Si ricorda anche la sua attività di professore nei "Licei" dell'Istituto Magistrale di Belvedere Marittimo (CS).


Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Diamante è stata spesso scelta come location per film cinematografici, fiction e programmi televisivi. Tra i lungometraggi ricordiamo:

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Tra le specialità locali a base di pesce si citano le pitticelle di rosamarina, le frittelle a base di bianchetto, la rosamarina con il pepe, il cosiddetto caviale dei poveri, e le alici conservate sotto sale e peperoncino in recipienti di creta detti cugnitti.

Il cedro è il prodotto tradizionale della Riviera dei cedri.

Il liquore al cedro viene prodotto localmente in modo artigianale e ottenuto per l'infusione della corteccia. Vi si produce inoltre il cedro candito, ottenuto da un complesso procedimento di salamoiatura, visibile presso il Museo del Cedro a Santa Maria del Cedro. Si possono assaggiare i "panicilli", acini di uvetta aromatizzata avvolti nelle foglie del cedro, legati con un giunco e infornati, che anche Gabriele D'annunzio definiva un'autentica delizia.

Altro prodotto tipicamente legato alla gastronomia calabrese è il peperoncino, al quale a Diamante dal 1992 è dedica una manifestazione annuale denominata Peperoncino Festival.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festival del peperoncino[modifica | modifica wikitesto]

Il "Festival del peperoncino" o "Peperoncino Festival" è una rassegna culturale e gastronomica che ha luogo a Diamante sin dal 1992. Il festival è stato ideato dal giornalista Enzo Monaco in occasione del cinquecentenario della scoperta delle Americhe, evento che ha dato inizio all'importazione in Europa del peperoncino, comunemente utilizzato nella cucina calabrese.

La manifestazione si svolge solitamente nei primi giorni di settembre e dura circa una settimana, nella quale si svolgono le degustazioni della mostra "Mangiare Mediterraneo", i "Laboratori piccanti", le mostre, il cabaret, la "Rassegna del cinema piccante", la presentazione di libri, la premiazione della migliore tesi di laurea sul peperoncino e anche convegni medici. A Diamante ha inoltre sede l'"Accademia italiana del peperoncino" che conta migliaia di associati in tutto il mondo[senza fonte].

Calici sotto le stelle[modifica | modifica wikitesto]

Programmata nella terza settimana di luglio e di agosto la manifestazione "Calici sotto le stelle"[7] pone al centro dell'attenzione la promozione e la valorizzazione dell'enologia calabrese, il tutto nel magnifico scenario dei ruderi di Cirella, importante frazione del comune tirrenico.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

La frazione Cirella, attualmente attrezzato centro balneare, è ricca di storia e di reperti che testimoniano l'importanza di questa fiorente città della Magna Grecia di nome Cerillae. Insediamenti del Paleolitico superiore sono presenti nel territorio della frazione presso la grotta dello scoglio di San Giovanni. Fu una delle prime città della zona fondata dagli Ausoni e di essa hanno scritto Strabone, Diodoro Siculo e Silio Italico, che afferma essere stata distrutta da Annibale per mezzo del suo generale Annone nel 203 a.C., per la fedeltà dimostrata a Roma. Divenne un centro importante grazie alle esportazioni commerciali tra Roma e la Magna Grecia: vi sorsero templi e ville romane, di epoca imperiale, le cui vestigia sono ancora visibili. La città fu distrutta e ricostruita numerose volte nel corso dei secoli. La chiesa parrocchiale di S. Maria de Flores contiene un capitello medievale di stile corinzio, adibito a portacero pasquale, un busto ligneo della Madonna con Bambino del sec. XIII e opere varie provenienti da una chiesa di Cirella Vecchia. Verso la costa è visibile l'isolotto di Cirella con alla sommità rovine di antiche fortificazioni costruite per prevenire lo sbarco dei mori.

Una sporgenza sul mare, sullo sfondo l'isola di Cirella.

Guardando in alto verso l'interno, su una altura, si scorgono le rovine di Cirella vecchia distrutta dalla flotta francese nel 1806. Sono interessanti in questo sito le rovine di un castello ed i resti di una chiesa con campanile romanico e residui di affreschi. Alle pendici del colle sono state rinvenute varie necropoli oltre al più noto Mausoleo di Cirella, una tomba monumentale di età romana poi adibita a edificio di culto cristiano per divenire successivamente deposito di prodotti agricoli.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è attraversato dalla strada statale 18 Tirrena Inferiore.

Nel territorio comunale è presente la stazione di Diamante-Buonvicino sita sulla ferrovia Tirrenica Meridionale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Comune di Satriano, con cui Diamante condivide un forte legame di unione e amicizia.

Comune gemellato con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Diamante, per due volte, è stata scelta come sede di tappa del Giro d'Italia. Il 20 maggio del 1982 il pluricampione Francesco Moser si aggiudicava al fotofinish, sul lungomare della cittadina, la 7ª tappa della 65ª edizione del Giro d'Italia di 226 km, partita da Castellammare di Stabia, conquistando la maglia rosa. Più recentemente, da Diamante è partita, il 10 maggio 2005, la 3ª tappa dell'88ª edizione del Giro d'Italia di 210 km, con destinazione Giffoni Valle Piana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Bilancio demografico al 31 dicembre 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 249.
  4. ^ Comune di Diamante, i murales
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Comune di Diamante, Presenze artistiche del Novecento a Diamante.
  7. ^ Calici Sotto le Stelle"
  8. ^ Comune di Rocca di Papa - Diamante (Cosenza) Archiviato il 6 maggio 2011 in Internet Archive.
  9. ^ Gemellaggio Satriano-Diamante Archiviato il 21 settembre 2013 in Internet Archive. «sistematurismo.it»
  10. ^ Diamante, oggi il gemellaggio con Satriano lucano «miocomune.it»
  11. ^ Gemellaggio Satriano di L. e Diamante per promozione turistica «basilicatanet.it»

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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