Acri (Italia)
| Acri comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Pino Capalbo (PD) dal 27-6-2017 (2º mandato dal 27-6-2022) |
| Territorio | |
| Coordinate | 39°30′N 16°23′E |
| Altitudine | 720 m s.l.m. |
| Superficie | 199,43 km² |
| Abitanti | 18 059[1] (31-12-2025) |
| Densità | 90,55 ab./km² |
| Frazioni | 160 frazioni e località |
| Comuni confinanti | Bisignano, Celico, Corigliano-Rossano, Longobucco, Luzzi, Rose, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, Santa Sofia d'Epiro, Vaccarizzo Albanese |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 87041 |
| Prefisso | 0984 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 078003 |
| Cod. catastale | A053 |
| Targa | CS |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[2] |
| Cl. climatica | zona E, 2 256 GG[3] |
| Nome abitanti | acresi (de iure) -acritani (de facto) |
| Patrono | San Giuseppe Sant’Angelo d’Acri |
| Giorno festivo | 19 marzo 30 ottobre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Acri (AFI: [ˈaːkri][4], Èacri in dialetto locale) è un comune italiano di 18 059 abitanti[1] della provincia di Cosenza in Calabria.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Il centro urbano è situato a 720 m s.l.m. ai piedi della Sila e della montagna della Noce e il suo territorio si estende per poco meno di 200 km². Porta nord della Sila, la parte più antica, dalla quale è possibile osservare le alte cime del Pollino, domina la valle del Mucone e la valle del Crati.
Ne attraversano il territorio i seguenti fiumi: il Mucone, il Calamo, il Duglia (chiamato anche fiume degli schiavi) affluente del Crati (di km 51,59), il San Martino (affluente del Mucone), il Cieracò affluente di sinistra del Mucone, il Coriglianeto che sbocca nel mar Ionio attraversando la città di Corigliano-Rossano, il Chàdamia che sbocca nel mar Ionio, il Trionto, che attraversa la valle dell'Esaro e sbocca nel mar Ionio, il Galatrella (km 42,47) che sbocca nel mar Ionio. Nel territorio di Acri nasce anche il torrente Mizofato.
Nel periodo 2006-2015 il comune di Acri risulta essere fra i comuni dove più si sono verificati casi di incendio boschivo ad opera di ignoti.[5]
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Il clima è di tipo mediterraneo.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]L'etimologia del lemma Acri deriverebbe dal greco ακρα (Akra) che significa sommità. Tale nome è attestato già nel 1324 quando se ne fa riferimento con la frase In castro Acri ovvero 'nella città fortificata di Acra'. Secondo alcuni occuperebbe il posto di Acheruntia o di una città bruzia chiamata Acra. Gli abbondanti ritrovamenti archeologici degli ultimi anni suggeriscono la presenza di una città pre bruzia, probabilmente da identificare con Pandosia Bruzia fondata e capitale del regno di Italo, re degli Enotri (e degl'Itali-Morgeti), dal cui nome deriverebbe la parola Italia.[6] Gli abitanti si chiamano acresi, ma da alcuni decenni emerge la tendenza a usare acritani, che ricalca il dialettale acriteani.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Simboli
[modifica | modifica wikitesto]
Lo stemma è stato riconosciuto con D.P.C.M. del 30 agosto 1952.[7][8]
Il simbolo araldico della città di Acri è rappresentato da tre monti sormontati da tre stelle, con la dicitura: "Acrae, Tri Vertex, Montis Fertilis, U.A. (Universitas Acrensis)". Il più antico stemma araldico conosciuto della città di Acri è presente sul portone d'ingresso della chiesa e del convento di San Domenico antica (San Giovanni il Battista), stemma in pietra realizzato nel 1524, insieme allo stemma delle famiglie feudatarie dell'epoca i principi San Severino da Bisignano.
Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 6 ottobre 1953, è un drappo di rosso.
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Basilica di Sant'Angelo d'Acri
[modifica | modifica wikitesto]La Basilica di Sant'Angelo d'Acri è la più importante chiesa di Acri. Dedicata a Sant'Angelo d'Acri, ne custodisce le sue spoglie mortali. Il 21 luglio 1980 Papa Giovanni Paolo II ha elevato il Santuario alla dignità di basilica minore.[9]
La costruzione della Basilica annessa al convento dei Cappuccini fu promossa da Padre Giacinto Osso di Belmonte Calabro come segno di devozione al Santo. Il progetto, affidato al romano Guido Quercioli, prese avvio con la posa della prima pietra l’11 maggio 1893 e si concluse con la solenne consacrazione il 17 luglio 1898.[10]

L’apparato decorativo interno fu arricchito dagli affreschi del napoletano Vincenzo Montefusco[11] e dal calabrese Emilio Iuso[12], autore di alcune delle più recenti opere pittoriche che resero la basilica uno dei più significativi luoghi di culto francescani della regione. All’interno si trovano dodici cappelle votive, disposte simmetricamente. Nella cappella centrale sinistra è custodita l’urna in bronzo e cristallo, sigillata ermeticamente, che contiene il corpo ricomposto del Santo. Spicca inoltre un pregiato mosaico ideato dal cappuccino Padre Ugolino da Belluno. La facciata esterna riccamente decorata, è caratterizzata dalla presenza di due maestose torri campanarie, mentre nella zona posteriore della chiesa spicca la possente cupola. Tra gli elementi di maggiore rilievo si annoverano anche l’organo a canne (costituito da circa 3.000 canne e due tastiere) e il portale bronzeo, del peso di 54 quintali e riccamente decorato. Nei locali dell’antica chiesa annessa al complesso è oggi ospitato il Museo dedicato a Sant’Angelo d’Acri, che conserva testimonianze storiche e religiose legate alla sua figura.[13]
Chiesa dell'Annunziata
[modifica | modifica wikitesto]La Chiesa dedicata a Maria Santissima Annunziata, è uno dei luoghi sacri più antichi di Acri, la cui prima menzione risale al 1269 in un documento del vescovo Ruffino. Sorge al di fuori delle mura medievali dell’antico abitato e presenta una pianta romanica a croce latina con tre navate, alle quali si accede dal portale centrale e da due ingressi laterali. La facciata è scandita da sei colonne portanti e da altre quattro collocate nella parte superiore, al centro della quale si erge una croce in pietra. Caratteristico è anche il campanile in pietra calcarea, impostato su tre ordini sovrapposti e divenuto nel tempo quasi interamente meccanizzato, con un sistema di campane automatizzato e un orologio elettrico.[14]
A partire dal XVII secolo, la chiesa divenne luogo di sepoltura per alcune delle famiglie nobili della città, che qui eressero le proprie cappelle gentilizie. Tra queste si ricordano le famiglie Salvidio, Giannone, Spezzano e Falcone. L’interno, sobrio ed elegante, è arricchito dagli affreschi di Raffaele D’Alvisio di Aiello Calabro, autore delle scene evangeliche che decorano la volta a botte e della cupola dell’altare maggiore, dove raffigurò i quattro evangelisti, restaurati nel 1950 da Emilio Jusi di Rose.[15] Sempre al D’Alvisio si devono la raffigurazione dell’Annunciazione, dell’Adorazione dei Magi e dello Sposalizio della Vergine con San Giuseppe. Il presbiterio ospita un possente e decorato altare maggiore in marmi policromi, affiancato negli ultimi decenni da uno di moderna concezione. Nel corso dei secoli la chiesa si arricchì di numerose opere d’arte: due tavole cinquecentesche di scuola napoletana raffiguranti San Giuseppe e Sant’Anna, una porta lignea finemente intagliata, una tela di Luigi Medollo di Corigliano datata 1850, oltre a diversi dipinti di artisti locali dei secoli XVIII e XIX. La navata sinistra ospita una cappella con l’affresco della Madonna di Fatima, la statua della Vergine e una scena del Battesimo di Cristo, seguita da una cappella con un dipinto della Madonna di Guadalupe. Nella navata destra si incontrano invece la cappella della famiglia Falcone con una Crocifissione attribuita a un pittore napoletano del XVII secolo, la cappella della famiglia Giannone con un San Nicola di Bari e la cappella della famiglia Spezzano, che fino a pochi decenni fa conservava una tela del 1776 raffigurante Santa Lucia con i santi Rocco ed Emilio. Sull’altare maggiore domina la statua della Madonna del Carmine con il Bambino, affiancata da due affreschi di Guido Faita da Montalto Uffugo che illustrano rispettivamente i Discepoli di Emmaus e Gesù nell’Orto degli Ulivi. All’ingresso, nella navata sinistra, si può infine ammirare una Crocifissione di grande finezza esecutiva, accompagnata da un frammento di iscrizione gotica.[16]
È certo che la chiesa, oggi, non si presenti esattamente come era stata concepita e realizzata in origine. In fondo alla navata destra, un ampio arco a pieno sesto introduce in una cappella quadrangolare con volta a crociera, che accoglie un ricco altare ornato da due colonne scanalate. Sin dal 1729 è attestata inoltre la presenza della “Congregazione dell’Annunziata”, confraternita che prendeva nome proprio dalla chiesa e che contribuì a rafforzarne la centralità religiosa nella vita cittadina.[17]
Chiesa di Santa Maria Maggiore
[modifica | modifica wikitesto]La Chiesa di Santa Maria Maggiore è uno degli edifici religiosi più antichi di Acri e sorge sui resti di un preesistente tempio pagano.[18] Viene già citata dal vescovo Ruffino da Bisignano nel 1269. La chiesa si trova su un colle nel quartiere di Padia[19], uno dei nuclei più antichi del centro storico acrese. Per raggiungerla si sale un’ampia scalinata, che conduce alla facciata in stile romanico, impostata su due livelli e coronata da un timpano.[20]
Nel corso dei secoli l’edificio ha conservato elementi sia romanici che barocchi, riflesso delle numerose trasformazioni subite. La struttura originaria era costituita da una lunga navata unica con abside semicircolare, sede del coro e dell’altare maggiore. In seguito furono aggiunte due cappelle laterali: a destra la Cappella del Santissimo Sacramento, ornata da un altare ligneo intagliato, da un baldacchino verde e oro e da un affresco del Cenacolo, probabilmente attribuibile alla scuola di Luca Giordano; a sinistra la Cappella del Crocifisso, che custodiva un antico quadro raffigurante la morte di Gesù. Durante i lavori di ristrutturazione promossi dal Comune nel 1859, andarono perduti sia l’altare ligneo sia l’affresco della Cena. L’edificio fu profondamente rimaneggiato già nella prima metà del Settecento dal parroco Diego Luzzi Gaeta, con la conseguente perdita di molte strutture originarie. Nel 1780 un incendio distrusse la volta dipinta, mentre nel 1806, durante la rivolta brigantesca, un altro rogo devastò i registri parrocchiali[21] e gran parte della documentazione custodita nella chiesa.[22]
I lavori di restauro e scavo condotti tra il 2004 e il 2007 hanno riportato alla luce importanti testimonianze che hanno confermato la sua datazione al periodo protocristiano[23], restituendo nuova luce alla sua antichissima origine. L’interno si presenta oggi con pianta basilicale a tre navate, nella cui volta centrale campeggia il quadro dell’Assunta, al quale è legata la principale ricorrenza celebrata il 15 agosto. Nella navata destra si trovano un piccolo quadro della Madonna, una nicchia lignea con statua di San Pietro apostolo, un altare con Crocifisso e un tabernacolo intarsiato di grande pregio; nella navata sinistra si aprono invece nicchie con statue più recenti dedicate all’Assunta, al Cuore di Maria e al Sacro Cuore di Gesù. Nell’abside rimane una monofora, unico elemento superstite della costruzione primitiva.[24]
Chiesa di San Domenico
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa di San Domenico fu fondata nel 1524 dai monaci domenicani. In origine, sorgeva in aperta campagna, nei pressi del fiume Calamo, in una posizione ideale per questo genere di costruzione[25]. Di forma quadrata, il complesso presentava un chiostro centrale e un solo piano, a cui ne fu aggiunto un secondo negli anni successivi. La chiesa e il convento erano originariamente dedicati a San Giovanni Battista, ma nel tempo la devozione e la denominazione passarono a San Domenico; l’intitolazione attuale risale agli anni ’80.
Nel 1806, a seguito della sommossa popolare del 15 agosto, durante la quale il convento fu saccheggiato dai briganti, e poco dopo per la legge di soppressione degli ordini religiosi[26] emanata da Gioacchino Murat, i Domenicani lasciarono definitivamente Acri e il complesso passò alla proprietà comunale. Il convento fu formalmente soppresso nel 1809, all’epoca della dominazione francese[27]. Successivamente, nel 1870, l’edificio fu acquistato dalla famiglia Sprovieri, che apportò numerose modifiche, trasformandolo in un vero e proprio palazzo-fortezza dotato di torri, pensate per difendersi da eventuali attacchi. Nel 1915, divenne sede parrocchiale[28], ottenendo il beneficio da Santa Maria Maggiore. Il 12 novembre 1937, il primo parroco, Don Biagio Grandinetti, fondò l’ordine delle Suore Domenicane. Negli anni Ottanta furono eseguiti importanti lavori di restauro voluti dal sacerdote Don Nicola Montalto.[29]
La facciata della chiesa, in stile gotico e realizzata con pietra di Mendicino, è impreziosita da colonne che sostengono l’architrave, sormontate da piccoli pinnacoli e da una grande cimasa con tre stemmi scolpiti: a destra quello dell’Università Acrese, a sinistra la scritta E.S.M.J.B. ossia Ecclesia Sancti Martyris Johannis Baptistae, e al centro lo stemma dei principi Sanseverino. L’interno si presenta con un’aula a navata unica, sobria ma elegante.[30]
Accanto alla chiesa, sulla destra è presente la Confraternita del Rosario[31], in stile barocco. La chiesa offre un campanile con orologio e un interno decorato con un altare in stucco policromo sormontato dalla statua della Madonna del Rosario, il busto ligneo dell’Ecce Homo, e opere di grande valore come l’Adorazione dei Magi e la Fuga in Egitto, che rendono la visita un’esperienza di grande suggestione storica e artistica.
- La Chiesa di San Domenico
- La chiesa della Santissima Annunziata.
- La chiesa di Santa Maria Maggiore
- La chiesa di San Francesco da Paola
- La chiesa della Madonna del rinfresco
- La chiesa di San Giorgio Martire in Serricella
Nel territorio di Acri sono presenti anche altre numerose chiese e cappelle.
- Chiesa dell'Addolorata ai Cappuccini e l’annesso convento: La piccola chiesetta, attigua al convento dei Padri Cappuccini, è stata realizzata intorno al 1590. Il monastero contava fra le altre cose 18 celle, il refettorio, il laboratorio e la foresteria, si ritrovano all'interno del chiostro opere di un artista sconosciuto dei primi del Settecento. La chiesa è semplice, con alcune tele e pochi arredi, ma custodisce in una nicchia sull'altare la statua di perenne devozione della Madonna dei Bisogni, consegnata al popolo di Acri da Sant'Angelo d'Acri.
- Chiesa di San Nicola Ante Castillum (o San Nicola di Mjra): probabilmente fondata tra il X e l’XI secolo, fu ricostruita nei primi anni del XV secolo. Nel corso dei secoli ha mantenuto una struttura sobria e alta, caratterizzata da otto monofore e da un presbiterio di ispirazione bizantino-gotica. Nel 2012, grazie a un intervento della Soprintendenza della Regione Calabria, la chiesa è stata completamente restaurata, riportando alla luce la sua struttura medievale e conservando al contempo elementi originali di epoca più antica. Durante i lavori di consolidamento è emersa una porzione della chiesa originaria, risalente all’incirca all’VIII secolo, che ha permesso di documentare le fasi più antiche dell’edificio. La datazione di questa fase è stata confermata dall’analisi dell’arco a sesto acuto in tufo, simile a quello presente nella Cattolica di Stilo, presso Rossano. La chiesa è citata anche nella platea del vescovo Ruffino, che ne documenta la riapertura al culto dopo il devastante terremoto del 1080-1081, con la consacrazione di cinque sacerdoti di rito greco. La riapertura al culto dell’edificio restaurato è avvenuta il 3 ottobre 2012, restituendo alla comunità un prezioso esempio di architettura religiosa alto-medievale e di continuità liturgica sul territorio di Acri.
- Chiesa di Santa Caterina del Clero: detta anche di Santa Croce. Dedicata originalmente a Sant'Agostino, venne probabilmente costruita intorno al 1500. Distrutta in parte dal terremoto del 1638, grazie all'opera di Giuseppe Leopodo Sanseverino, principe di Acri e Bisignano venne restaurata. Si ritrovano una tela di Cristoforo Santanna (1767), una tela del trionfo della croce di artista ignoto del XII secolo, un olio su tela del XVI secolo, ed una tela di Santa Caterina del XVII secolo.
- Chiesa casa natale di Sant'Angelo d'Acri: piccola cappella ricavata dalla casa natale del santo Angelo da Acri. La chiesa, di semplice fattura, presenta una piccola scalinata all'ingresso e un piccolo campanile a vela.
- Chiesa di San Nicola da Belvedere: un tempo dedicata a san Nicola del Campo e appartenente all’antico rito greco, sorge nell’antico quartiere di Casalicchio, il cui nome deriva dal piccolo casale originario. La prima testimonianza scritta risale al 1070, quando la chiesa è menzionata in relazione a un dono della Regina Giovanna d’Angiò al conte Simone Cofone, signore di Acri e Padia, confermando così la sua antichissima origine e la rilevanza nella vita religiosa e sociale del territorio. L’edificio conserva oggi alcuni elementi caratteristici della sua architettura: un piccolo campanile in mattoni, un pavimento decorato in vari colori e un bassorilievo sul portone d’ingresso che raffigura San Nicola con una grande chiave, simbolo della sua figura di protettore. La chiesa rappresenta così non solo un luogo di culto, ma anche un importante documento della storia medievale e religiosa di Acri.
- Chiesa del Cuore Immacolato di Maria: in località Cocozzello. Il 9 ottobre 1988, in occasione dell’Anno Mariano indetto da Papa Giovanni Paolo II, la chiesa è stata proclamata Santuario Mariano Diocesano da Monsignor Dino Trabalzini[32][33]. Il 1º novembre 1999 Monsignor Giuseppe Agostino ne ha confermato ufficialmente la qualifica di Santuario Mariano. Infine, il 30 gennaio 2006, l’arcivescovo Monsignor Salvatore Nunnari ha istituito canonicamente la Rettoria. La festa principale si celebra ogni anno il 13 ottobre, in memoria dell’ultima apparizione della Madonna di Fatima ai tre pastorelli, avvenuta il 13 ottobre 1917.
- Chiesa di San Giorgio Martire (Serricella di Acri). Edificata nel primo decennio del XX secolo, presenta uno stile neoclassico, semplice ma elegante. Conserva al suo interno alcune statue e tele di artisti locali. La chiesa è a tre navate, nonostante le sue modeste dimensioni. Dal lato sinistro spicca il campanile.
- Chiesa di San Giacomo Apostolo: sita nella frazione omonima, sorge nel 1897 per volontà del Cav. Giacomo Falcone e dell'intera comunità. Fu eretta parrocchia autonoma, da quella di Santa Maria Maggiore, il 15 maggio 1921 per volontà di Sua Ecc. Mons. Salvatore Scanu, Vescovo di San Marco - Bisignano. Nel tempo ha conosciuto diversi interventi di ristrutturazione a causa del terremoto del 1908 e dell'incendio del 1935. Oggi si presenta come un edificio ecclesiastico di notevole importanza civile e religiosa. Il patrono della comunità viene solennemente festeggiato il 25 luglio.[34]
- Chiesa del Santissimo Crocifisso: in località Montagnola, fu restaurata e intitolata al Santissimo Crocifisso nel 1971 dal parroco e missionario Padre Fedele Bisceglie.
- Chiesa della Madonna della Catena: situata nell'omonima via di Acri, di modeste dimensioni.
- Chiesetta della Madonna del Pettoruto: piccola cappella votiva in località Caccia.
- Chiesa del Santissimo Salvatore: in località Duglia, chiesa parrocchiale di moderna concezione
- Chiesa della Natività di Maria: in località Pagania-Vallonecupo, piccola chiesetta recentemente restaurata.
- Chiesa di San Giorgio Martire: nella località Picitti.
- Chiesa della Madonna del Rinfresco: edificata dal parroco Giacomo De Piris nel 1521 a seguito di un'apparizione miracolosa. Sorge nei pressi del torrente Calamo.
- Chiesa e convento di San Francesco di Paola.
- Chiesa di Santa Chiara.

Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]Il Castello
[modifica | modifica wikitesto]Palazzi
[modifica | modifica wikitesto]Anfiteatro
[modifica | modifica wikitesto]Il teatro all'aperto, tradizionalmente noto come "anfiteatro", è spesso sede di concerti ed eventi come il premio Padula e il Siluna fest.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[35]

Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Secondo l'ISTAT al 31 dicembre 2018 la popolazione straniera residente era di 721 persone.[36]
Lingue e dialetti
[modifica | modifica wikitesto]Il dialetto di Acri è una lingua romanza, deriva dal latino parlato, anche se conserva tracce stratificazioni degli idiomi delle dominazioni che si sono susseguite. Fra le principali caratteristiche del dialetto di Acri, rispetto all'italiano: -Aggiunta degli "EA" nelle finali di parole e verbi (es. accattatu in calabrese cosentino diventa accatteatu in acrese) - la trasformazione delle vocali "O" ed "E" dell'italiano rispettivamente nelle vocali "U" ed "I" (per es., vinu = vino; pani = pane); - la trasformazione della lettera "B" dell'italiano in "V" (vasciu = basso); tuttavia quando la "B" è preceduta dalla "M" ne assume il suono (assimilazione progressiva: gamma = gamba); - caratteristica singolare del dialetto di Acri è quella di mutare in "D" la consonante "L" seguita da vocale; ad es. in calabrese "mela" diventa "mida", nel dialetto acrese: "midu"; "luci" (luce) diventa "duci". Il dialetto più simile all'acrese è il coriglianese della confinante Corigliano con alcune influenze cosentine.
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Musei e Biblioteche
[modifica | modifica wikitesto]All'interno del palazzo Falcone, nel cuore del centro storico, è presente il MACA Museo Arte Contemporanea Acri, il Museo del Beato Angelo nei locali del convento dei Padri Cappuccini e la Biblioteca Comunale nei locali della Fondazione Padula. Di rilevanza il Museo del Risorgimento intitolato a Giovanni Battista Falcone.
È anche presente il Museo Micologico Permanente di Acri.[37]
Media
[modifica | modifica wikitesto]Televisione
[modifica | modifica wikitesto]EATV fondata il 1 Dicembre 2016, Canale 623 del digitale terrestre.
Radio
[modifica | modifica wikitesto]Radio Acheruntia, fondata nel 1977.
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Occupazione[38]: Tasso di occupazione : 38.4 !! Tasso occupazione giovanile (15-29 anni) : 24.2
Disoccupazione[38] Tasso di disoccupazione :18.5 Tasso disoccupazione giovanile (15-29 anni) : 47.5
Tasso occupazione[39]: Per settore : terziario: 37.7%,settore industriale: 24%,settore agricolo: 24.1%,commercio: 14.2%
Tasso occupazione[39] :In professioni : Ad alta-media specializzazione: 24 % , Artigiane, operaie o agricole: 20.7 %, A basso livello di competenza:33.4 %.
Nel territorio di Acri si coltivano l'olivo, il castagno, il noce, il ciliegio, il nocciòlo, la vite e nella zona silana il melo, il pero, il susino, l'amareno (amarello), il grano, il mais, la patata. Importante è anche la produzione di salumi di ogni genere di cui Acri vanta un'esperienza millenaria. Fiorenti sono le attività artigianali, sono presenti sul territorio delle aziende industriali di piccole dimensioni. Dal Medioevo fino ai primi del 1940 la città vantava una fiorente lavorazione del baco da seta, che fu poi abbandonata con l'avvento della seta sintetica e della seta cinese, che decretò la fine di molti opifici e setifici presenti sul territorio. È inoltre iniziato l'allevamento sperimentale del suino nero calabrese, presso il centro sperimentale E.S.A.C nella struttura dell'ex salumificio cittadino, in contrada Finocchio.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Il comune è interessato dalla Strada statale 660 tra Acri e Cosenza.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1994 | 1998 | Pasquale Zanfini | PDS | sindaco | |
| 1998 | 1999 | Angelo Rocco | Uniti nell'Ulivo | sindaco | |
| 1999 | 2000 | Patrizia Sirimarco | Indipendente | Commissario Prefettizio | |
| 2000 | 2005 | Nicola Tenuta | Destra | sindaco | Amministrazione Tenuta I |
| 2005 | 2010 | Elio Coschignano | DS PD | sindaco | |
| 2010 | 2012 | Gino Trematerra | UDC | sindaco | |
| 2012 | 2013 | Luigi Maiorano | UDC | Vice Sindaco | |
| 2013 | 9 febbraio 2017 | Nicola Tenuta | Liste civiche | Sindaco | Amministrazione Tenuta II (Dimissioni della maggioranza) |
| 9 febbraio 2017 | 25 giugno 2017 | Maria Vercillo | Indipendente | Commissario prefettizio | |
| 25 giugno 2017 | 27 Giugno 2022 | Pino Capalbo | PD | Sindaco | Amministrazione Capalbo I |
| 28 Giugno 2022 | In Carica | Pino Capalbo | PD | Sindaco | Amministrazione Capalbo II |
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Calcio
[modifica | modifica wikitesto]La principale società calcistica è l'Acri, fondata nel 1926. Vanta 11 presenze nel campionato di serie Serie D oltre a 2 Supercoppa Calabria e 1 Coppa Italia Dilettanti Calabria:
Calcio a 5
[modifica | modifica wikitesto]Nel calcio a 5 la squadra Calcio Acri nella stagione 2024/2025 partecipò alla Serie A2 di calcio a 5, il secondo livello nazionale.[40]
Impianti sportivi
[modifica | modifica wikitesto]- Stadio Comunale "Pasquale Castrovillari".
- Bocciodromo Comunale "Antonio Basile".
- Palasport "Città di Acri".
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su dipionline.it. URL consultato l'8 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2018).
- ↑ istat.it, https://www.istat.it/it/files/2018/07/Report_AmbienteEpaesaggio-10072018.pdf.
- ↑ Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2009.
- ↑ Bozzetto dello stemma del Comune di Acri, su Archivio Centrale dello Stato, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. URL consultato il 7 settembre 2024.
- ↑ Acri, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 21 maggio 2023.
- ↑ catalogo.beniculturali.it, https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/18iccd_modi_2980694528471?utm_source=chatgpt.com.
- ↑ Storia Basilica, su santoangeloacri.it.
- ↑ L'artista, su dizionariodartesartori.it.
- ↑ Artista Iuso, su papaianniangelo.wixsite.com.
- ↑ calabriastraordinaria.it, https://calabriastraordinaria.it/luoghi/basilica-di-santangelo-di-acri.
- ↑ turismo360.it, https://www.turismo360.it/cittadiacri/chiesa-della-santissima-annunziata-2/.
- ↑ mobitaly.it, https://www.mobitaly.it/DettaglioPoI.aspx?IId=244.
- ↑ opere d'arte, su fondoambiente.it.
- ↑ san.beniculturali.it, http://san.beniculturali.it/web/san/dettaglio-soggetto-produttore?id=67880.
- ↑ diocesicosenza.it, https://www.diocesicosenza.it/wd-annuario-enti/s-maria-maggiore-acri-227/.
- ↑ fondoambiente.it, https://fondoambiente.it/luoghi/rione-padia-acri?ldc.
- ↑ gcatholic.org, https://gcatholic.org/churches/italia/118936.
- ↑ siusa-archivi.cultura.gov.it, https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?ChiaveAlbero=279584&ApriNodo=0&TipoPag=comparc&Chiave=200989&ChiaveRadice=200989&RicLin=en&RicSez=fondi&RicDimF=2&RicTipoScheda=ca&RicProgetto=reg%2Dcal&RicVM=indice.
- ↑ infoluoghi.it, https://www.infoluoghi.it/it/acri-ieri-e-oggi/edifici-religiosi/chiesa-santa-maria-m/18-chiesa-santa-maria-maggiore.
- ↑ dizionario-italiano.it, https://www.dizionario-italiano.it/dizionario-italiano.php?lemma=PROTOCRISTIANO100.
- ↑ calabriastraordinaria.it, https://calabriastraordinaria.it/luoghi/chiesa-di-santa-maria-maggiore-acri.
- ↑ fondoambiente.it, https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-san-domenico-acri?ldc.
- ↑ Legge di Soppressione degli ordini., su datastorica.it.
- ↑ viaggiart.com, https://viaggiart.com/acri/edificio-di-culto/17571/chiesa-e-convento-di-san-domenico.html.
- ↑ diocesicosenza.it, https://www.diocesicosenza.it/wd-annuario-enti/s-domenico-acri-224/.
- ↑ siusa-archivi.cultura.gov.it, https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=cons&Chiave=4202.
- ↑ Chiesa San Domenico, su infoluoghi.it.
- ↑ Confraternita, su siusa-archivi.cultura.gov.it.
- ↑ Arcidiocesi Cosenza-Bisignano, su diocesicosenza.it.
- ↑ catalogo.beniculturali.it, https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/18iccd_modi_7762542591471.
- ↑ Libro sulla storia della parrocchia, su acrinews.it.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Copia archiviata, su demo.istat.it. URL consultato il 30 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
- ↑ MUSEO MICOLOGICO PERMANETE | Luogo FAI, su fondoambiente.it. URL consultato il 15 marzo 2025.
- 1 2 ottomilacensus.istat.it, http://ottomilacensus.istat.it/sottotema/078/078003/12/.
- 1 2 ottomilacensus.istat.it, http://ottomilacensus.istat.it/sottotema/078/078003/13/.
- ↑ https://www.lanuovacalabria.it/futsal-acri-nella-storia-i-rossoneri-conquistano-a-potenza-la-serie-a2
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Archivio Historico General de Simancas (SP), Secretarias provinciales, vol. 161, fol. 61 ss.: «Real carta de concesion de exenciones a favor de la familia Salvidio, del lugar de Acre en la provincia de Calabria del Reino de Napoles»
- Giovanni Pontano, De Bello Neapolitano, Napoli 1509, EX0001 Biblioteca Apostolica Vaticana
- Giuseppe Abruzzo, Acri Le Origini, notizie Storiche, AcriCultura, quaderno nº 13, Acri 1999.
- Giuseppe Fiamma, Lex Convento dei Minimi di San Francesco Di Paola in Acri, AcriCultura, quaderno nº 14 2001 Acri.
- Giuseppe Abruzzo, Un Ospedale ad Acri nel 1759, Archeoclub d'Italia, quaderno nº 9, Acri 1995.
- Gennaro Capalbo, Renato Catalano, Francesco Cilento, L'edilizia civile e religiosa in Acri al tempo del Beato Angelo d'Acri (1669-1737), Archeoclub d'Italia, quaderno nº 8, Acri 1990.
- Giuseppe Gioia, Memorie Storiche e documenti sopra Lao, Laino, Sibari, Tebe-lucana, Pandosia, Edizioni Brenner, Napoli 1883 - riedizione Bologna 1983.
- Pier Giovanni Guzzo, I Bretti, Storia e Archeologia della Calabria preromana, ed. Longanesi, Milano 1989.
- Istituto di Preistoria e di Protostoria Italiana, Atti della XXXVII Riunione scientifica sulla Calabria (Scalea, Papasidero, Praia a Mare, Tortora 2002), estratto, 2004 Firenze.
- Giuseppe Julia, Il Fascino di Santa Chiara, edizioni "Il Beato Angelo", Acri, 11-10 1980.
- Domenico Martire, Beato Gioacchino da Celico, vita dell'Abate di Fiore e i primi seguaci, 1878, riedizione San Giovanni in Fiore 2002.
- Giuseppe Julia, La Chiesa Di San Domenico in Acri e l'annessa congrega del Rosario, cenni storici, Acri 1981.
- Giuseppe Julia, Il santuario del Beato Angelo e la sua storia, Acri 1979.
- Padre Eugenio Scalise, Più Santi più intercessioni, vice-Postulazione di Acri 2003.
- Fra Macario Gambini da Mangone, Vita del Gran servo di Dio P. Angelo d'Acri, Napoli 1773.
- Ettore M. De Juliis, Magna Grecia, Bari 1996.
- Elena Lattanzi, Museo Nazionale di Reggio Calabria, Reggio Calabria 1987.
- Emanuele Greco, Magna Grecia, Guide Archeologiche Laterza, Bari 1993.
- Marcella Coscarella, Momenti del 1799 in Provincia di Cosenza, archivio di Stato di Cosenza 2000.
- Cosimo Damiano Montalto, La Famiglia dei Baroni Civitate di Acri e la tragedia dei tre giovinetti, Acri 1997.
- Raffaele Capalbo, Memorie storiche di Acri, Cosenza, ed. Brenner, 1995, ristampa dell'edizione originaria del 1924.
- Levi Sara Tiziana, Produzione e circolazione della ceramica nella Sibaritide Protostorica. Grandi contesti e problemi della Preistoria italiana ed. all'insegna del Giglio in Firenze 1999. ISBN 88-7814-139-9
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Acri
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.acri.cs.it.
- Acri, su sapere.it, De Agostini.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 142002070 · SBN RCAV259366 · LCCN (EN) n88133845 · GND (DE) 4342794-7 · J9U (EN, HE) 987007567342405171 |
|---|

