Grimaldi (Italia)
| Grimaldi comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Paolo Stilla (lista civica Un futuro per Grimaldi) dal 10-06-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 39°09′N 16°14′E |
| Altitudine | 650 m s.l.m. |
| Superficie | 24,71 km² |
| Abitanti | 1 477[1] (28-2-2026) |
| Densità | 59,77 ab./km² |
| Comuni confinanti | Aiello Calabro, Altilia, Domanico, Lago, Malito, Martirano (CZ) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 87034 |
| Prefisso | 0984 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 078059 |
| Cod. catastale | E180 |
| Targa | CS |
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta)[2] |
| Nome abitanti | Grimaldesi |
| Patrono | Santi Pietro e Paolo |
| Giorno festivo | 29 giugno |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Grimaldi è un comune italiano di 1 477 abitanti[1] della provincia di Cosenza, uno dei centri della Valle del Savuto, fiume che attraversa il suo territorio.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Grimaldi sorge a 650 m sul livello del mare. Il territorio si estende dalle montagne di Santa Lucerna (a nord, 1256 m s.l.m.) alla Valle del fiume Savuto (a sud, 150 m s.l.m.).
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le origini di Grimaldi sono ricondotte al popolamento dell'area interna compresa tra Cosenza, la valle del Savuto e i rilievi del monte Santa Lucerna, nell'attuale provincia di Cosenza. Alcune ricostruzioni collegano la formazione dei primi nuclei abitati alla crisi dell'antica Pandosia e alla dispersione di gruppi di popolazione verso zone più interne e difendibili.[3] Il nome storico del centro, attestato anche nella forma Grimaldo, è stato collegato a Grimoaldo I, duca di Benevento e re dei Longobardi, in riferimento alla presenza longobarda nell'Italia meridionale altomedievale e al quadro dei rapporti tra Longobardi, Bizantini, Saraceni e Normanni.[3] Prima della formazione dell'abitato accentrato, il territorio era articolato in piccoli nuclei rurali. Grimaldi ebbe origine da un complesso di sei casali: Sant'Anastasio, Santa Caterina, Trinità, San Pietro, Santo Stefano e San Domenico degli Schiavi.[4] Una diversa tradizione manoscritta ricorda invece Santa Caterina, San Pietro, San Nicolò, Santo Stefano, Santissima Trinità e San Stasi, identificabile con Sant'Anastasio.[3] Le due versioni attestano comunque l'esistenza di un popolamento sparso, formato da casali agricoli e pastorali progressivamente confluiti in un centro unitario. Tra l'XI e il XII secolo gli abitanti dei casali si raccolsero in un insediamento più sicuro, denominato Grimaldo. Il sito, oggi ricordato come Grimaldi vecchio, aveva funzione difensiva ed era posto in posizione elevata, protetta da rupi e pendii. L'abitato era dotato di accessi controllati, tradizionalmente indicati come porta della Valle, porta del Portello e porta di Serralonga, e disponeva di cisterne per la raccolta dell'acqua.[3] Per la presenza di un castello, Grimaldo fu indicato anche come Motta Grimalda.[4] La posizione dell'abitato era legata alle esigenze di difesa e ai rapporti territoriali con i centri vicini, in particolare Aiello, lungo l'area di collegamento tra Cosenza e la valle del Savuto. Nel basso Medioevo Grimaldo fece parte del sistema dei Casali di Cosenza. Nel 1369 Giovanna I di Napoli inviò una delegazione nella vicina Tinisi per delimitare i territori di Grimaldo e Mendicino rispetto ad Aiello. Nei secoli successivi continuarono controversie con i signori di Aiello. Nel 1481 Paolo Siscar, conte di Cirella, divenne signore di Grimaldo; gli abitanti riuscirono tuttavia a evitare gli obblighi feudali mediante il pagamento di mille ducati.[5] Nel XVI secolo è attestata la figura di Giuseppe Venanzio Nigro, collegato agli ambienti del dissenso religioso calabrese e alle correnti antitrinitarie. La sua vicenda si inserisce nel più ampio quadro della circolazione delle idee religiose nell'Italia meridionale durante l'età della Riforma.[6] Il 27 marzo 1638 un violento terremoto distrusse l'abitato di Grimaldo. Il paese fu quindi ricostruito in una nuova area, detta Chiata, corrispondente al nucleo dell'attuale centro storico. Alla fase successiva al sisma risalgono alcuni dei principali riferimenti storico-religiosi dell'abitato, tra cui la chiesa dell'Immacolata Concezione, la chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo e il complesso di Sant'Antonio con monastero.[7] Dopo la ricostruzione, Grimaldi rimase inserita nel sistema dei Casali di Cosenza. Fu una delle ventuno baglive di Cosenza e mantenne natura demaniale. Nel 1644 fu compresa tra i casali acquistati dal Granduca di Toscana, ma tornò al demanio regio dopo la rivolta di Celico del 1647.[4] Nel 1799, durante la Repubblica Napoletana e l'occupazione francese del Regno di Napoli, Grimaldi fu elevata a Comune dal generale Jean Étienne Championnet e compresa nel cantone di Cosenza.[4] Alla fase repubblicana e alla successiva reazione borbonica e sanfedista è collegato anche l'arrivo nel paese di famiglie provenienti da centri vicini, compromesse con posizioni repubblicane o filo-francesi. Con l'ordinamento francese del 1807 Grimaldi divenne luogo, o Università, nel governo di Carpanzano. Il decreto del 4 maggio 1811 le attribuì la frazione di Maione, poi trasferita ad Altilia con il riordino borbonico del 1816. Nel 1820 il paese fu elevato a capoluogo di circondario.[4] Tra la fine del XVIII secolo e l'XIX secolo il paese espresse figure legate alla medicina, alle scienze naturali, alla cultura giuridica e alla vita religiosa. Appartengono a questo contesto Gabriele Silvagni, medico, chirurgo e studioso di scienze naturali;[8] Bruno Amantea, medico e chirurgo attivo nell'ambiente napoletano;[9] e Raffaele Gagliardi, teologo e vescovo di Sessa Aurunca dal 1872 al 1880.[10] Nel corso dell'XIX secolo Grimaldi partecipò alle vicende politiche e sociali del Risorgimento calabrese. Tra le famiglie legate ai moti antiborbonici e all'emigrazione politica meridionale si ricordano i Mileti, tra cui Pietro Mileti, Carlo Mileti e altri esponenti del patriottismo calabrese.[11] Dopo l'Unità d'Italia il paese entrò nella provincia di Cosenza del Regno d'Italia e seguì le trasformazioni comuni a molte aree interne meridionali, con la crisi dell'assetto rurale tradizionale, l'emigrazione e la crescita dei ceti professionali. Nel XX secolo Grimaldi fu danneggiata dal terremoto della Calabria del 1905. Nel corso del secolo il paese rimase legato all'agricoltura, all'allevamento, all'artigianato e ai piccoli commerci, ma l'emigrazione e l'accesso agli studi favorirono l'inserimento di diversi suoi cittadini in ambiti scientifici, culturali, militari e politici. Tra le figure nate o legate a Grimaldi si ricordano Giuseppe Amantea, fisiologo e docente universitario;[12] Giacomo Albo, botanico;[13] Filippo Amantea Mannelli, avvocato e poeta;[14] e Vincenzo Iacoe, generale di corpo d'armata.[15] Durante la seconda guerra mondiale e la Resistenza sono ricordati alcuni grimaldesi impegnati nelle vicende militari e partigiane successive all'8 settembre 1943, tra cui Ottavio Anselmo, Basilio Bianco, Giuseppe Caputo, Antonio Sdao e Francesco Vecchio, soldato della Divisione Acqui caduto a Cefalonia.[16] Alla storia amministrativa del Novecento appartiene anche Federico Solimena, prefetto del Regno d'Italia e poi della Repubblica Italiana, nato ad Aiello Calabro da Vincenzo Rodolfo Maria Solimena e dalla grimaldese Vittoria Nigro. Legato anche al contesto familiare materno di Grimaldi, nel 1943, da prefetto di Ferrara, assunse una posizione contraria alla collaborazione con fascisti e tedeschi. Nel dopoguerra fu prefetto di Catanzaro, Livorno, Cagliari, Genova e Bologna.[17][18] Nel secondo Novecento si collocano anche Giuseppe Rose, anarchico, saggista, poeta e pittore nato a Grimaldi nel 1921,[19] e Battista "Pino" Iacino, socialista, originario di Grimaldi, sindaco di Cosenza dal 1975 al 1980 e poi consigliere e assessore regionale.[20] Alla più ampia storia politica calabrese è legato anche Giacomo Mancini, esponente nazionale del Partito Socialista Italiano, più volte ministro e sindaco di Cosenza, con ascendenze familiari grimaldesi attraverso la linea Anselmo.[21] Nel secondo dopoguerra Grimaldi conobbe un progressivo ridimensionamento demografico. Dopo aver raggiunto 3.786 abitanti nel censimento del 1951, scese a 2.905 abitanti nel 1961, a 2.179 nel 1971, a 1.536 nel censimento del 2021 e a 1.477 abitanti al 28 febbraio 2026.[22] Il calo riflette il più ampio processo di spopolamento delle aree interne meridionali, legato all'emigrazione, alla riduzione delle attività agricole tradizionali e allo spostamento verso centri urbani e industriali.
Simboli
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Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 21 aprile 1999.[23]
Il gonfalone è un drappo di rosso.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[24]

Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Il comune è interessato dalle seguenti direttrici stradali:
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]| Primo cittadino | Partito o lista | Inizio | Fine | Carica |
|---|---|---|---|---|
| Francesco Tartaro | — | 1917 | 1921 | Sindaco |
| Luigi Silvagni | — | 1921 | 1923 | Sindaco |
| Gabriele Niccoli | — | 1923 | 1924 | Sindaco |
| Eugenio Anselmo | — | 1924 | 1925 | Commissario prefettizio |
| Attilio Aquino | — | 1925 | 1926 | Commissario prefettizio |
| Vincenzo Del Vecchio | — | 1925 | 1926 | — |
| Salvatore Spadafora | — | 1926 | 1929 | Podestà |
| Angelo Nigro | — | 1929 | 1930 | Commissario prefettizio |
| Gabriele De Simone | — | 1930 | 1931 | Podestà |
| Eugenio Anselmo | — | 1934 | 1936 | Commissario prefettizio |
| Nicola Iachetta | — | 1937 | 1938 | Commissario prefettizio |
| 1938 | 1943 | Podestà | ||
| Emilio Amantea | — | 1943 | 1945 | Commissario prefettizio |
| Emilio Anselmo | — | 1945 | 1945 | — |
| Raffaele Colistro | — | 1945 | 1946 | Commissario prefettizio |
| Fortunato Notti | — | 1946 | 1949 | — |
| 1949 | 1952 | Commissario prefettizio | ||
| Michele Iachetta | Lista civica La bilancia | 1952 | 1956 | Sindaco |
| Aldo Vetere | Democrazia Cristiana | 1956 | 1960 | Sindaco |
| Matteo Saccomanno | Partito Socialista Italiano | 1960 | 1963 | Sindaco |
| Secondo Paolo Anselmo | Partito Socialista Italiano | 1963 | 1965 | Sindaco |
| Emilio Anselmo | Partito Socialista Italiano | 1965 | 1975 | Sindaco |
| Ovidio Notti | Partito Socialista Italiano | 1975 | 1977 | Sindaco |
| Emilio Falcone | Partito Socialista Italiano | 1977 | 1980 | Sindaco |
| Raffaele Iachetta | Democrazia Cristiana | 1980 | 1990 | Sindaco |
| Silvano Pettinato | Partito Socialista Italiano | 1990 | 1995 | Sindaco |
| Antonio Maria Anselmo | Lista civica | 23 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Sindaco |
| Giuseppe Albo | Lista civica | 13 giugno 1999 | 13 giugno 2004 | Sindaco |
| 13 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Sindaco | ||
| Giovanni Battista Notarianne | Lista civica | 7 giugno 2009 | 25 maggio 2014 | Sindaco |
| Carlo Ferraro | Lista civica Insieme Grimaldi Riparte | 25 maggio 2014 | 26 maggio 2019 | Sindaco |
| Roberto De Marco | Lista civica Insieme SI Può | 26 maggio 2019 | 9 giugno 2024 | Sindaco |
| Paolo Stilla | Lista civica Futuro per Grimaldi | 9 giugno 2024 | in carica | Sindaco |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- 1 2 3 4 Raffaele Paolo Saccomanno, Storia di Grimaldi: Le origini di Grimaldi, su Raffaele Paolo Saccomanno - Scritti e ricerche, 21 febbraio 2011. URL consultato il 21 giugno 2026.
- 1 2 3 4 5 Comune di Grimaldi, su SIUSA - Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche, Ministero della cultura. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Matteo Scalise, Blabla.....Storia! pillole di storia su Grimaldi, su IlReventino.it, 27 luglio 2022. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Luigi Accattatis, Le biografie degli uomini illustri delle Calabrie (PDF), II, Cosenza, 1870.
- ↑ Centro storico, montano, agricolo, Grimaldi, su Catalogo generale dei beni culturali, Ministero della cultura. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Francesca Marcelli, Gabriele Silvagni: dagli ospedali militari alla Società economica (PDF), su Daedalus - Università della Calabria. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ I grandi medici calabresi (PDF), su Calabria Medica. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Cronotassi Vescovi, su Diocesi di Sessa Aurunca. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Raffaele Paolo Saccomanno, Storia di Grimaldi: Grimaldesi da non dimenticare, su Raffaele Paolo Saccomanno - Scritti e ricerche. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Amantea, Giuseppe, su Treccani - Dizionario Biografico degli Italiani. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Albo, Giacomo, su Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Amantea Mannelli, Filippo, su Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Iacoe, Vincenzo, su Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Raffaele Paolo Saccomanno, Storia di Grimaldi: Partigiani grimaldesi, su Raffaele Paolo Saccomanno - Scritti e ricerche. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Solimena, Federico, su Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ I Prefetti della provincia di Genova, su Prefettura di Genova, Ministero dell'Interno. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Giuseppe Rose, su Liber Liber. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Cosenza, morto l'ex sindaco socialista Pino Iacino, su Rai News, 17 novembre 2024. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Mancini, Giacomo, su Treccani - Dizionario Biografico degli Italiani. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Bilancio demografico e popolazione residente per mese, su Demo Istat, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 21 giugno 2026.
- ↑ Grimaldi, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 7 dicembre 2023.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Grimaldi
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su grimaldi.asmenet.it.
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