Rota Greca

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Rota Greca
comune
Rota Greca – Stemma Rota Greca – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
SindacoGiuseppe De Monte [1] (Lista civica) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate39°28′N 16°07′E / 39.466667°N 16.116667°E39.466667; 16.116667 (Rota Greca)Coordinate: 39°28′N 16°07′E / 39.466667°N 16.116667°E39.466667; 16.116667 (Rota Greca)
Altitudine510 m s.l.m.
Superficie13,12 km²
Abitanti1 100[2] (30-6-2018)
Densità83,84 ab./km²
Frazioninessuna
Comuni confinantiCerzeto, Fuscaldo, Lattarico, San Martino di Finita
Altre informazioni
Cod. postale87010
Prefisso0984
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078109
Cod. catastaleH585
TargaCS
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantirotesi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rota Greca
Rota Greca
Rota Greca – Mappa
Posizione del comune di Rota Greca all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Rota Greca è un comune di 1.100 abitanti della provincia di Cosenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei primi riferimenti a Rota risale all'anno 849 quando Cosenza era capoluogo di un gastaldato longobardo , Inter Salernum Tarentum, Latinianum, Cassanum, Cusentiam, Mallitum, Misiniam [...], Compasam, Montellum, Rotam [3]. In questo periodo il territorio che corrisponde all'attuale provincia di Cosenza è contesa tra Longobardi e e Greci-Bizantini con annesse e continue invasioni saracene. Rota era ubicato in una zona, da un punto di vista strategico, particolarmente interessante giacché la sua locazione geografica consentiva vista e controllo sull'antica via di comunicazione Popilia, edificata dai Romani, che attraversava la valle del Crati. A conferma della valente posizione strategico-militare, permane il toponimo La Guardiola, termine di origine longobarda con cui si individuava una torretta di avvistamento e di difesa militare, in questo caso una collina di rimpetto al quartiere Babilonie. Altro toponimo del luogo, che trova origine in questo periodo, è quello di Mangalavita che individua un quartiere di Rota Greca, un tempo quartiere distinto da Rota. Questo nome viene rilevato nella prima metà del secolo XVI, quando già da tempo il posto era stato ripopolato da albanesi, indicato anche con il nome Migliani. La sua etimologia deriva probabilmente dal greco-bizantino (a conferma di una presenza bizantina altri toponimi come Zarrabona e Gravà). Nel XVI si riscontra il toponimo Babilionia (quartiere ancora presente a Rota Greca) utilizzato per indicare i saraceni. Diversi sono gli indizi storici che ci consentono di pensare al territorio rotese come luogo popolato già nell'alto medioevo e testimone di vari eventi storici importanti per la Calabria. Le notizie documentate su Rota Greca, dopo l'849, si hanno solo nell'anno 1089 quando veniva attestata la presenza di un convento benedettino, Santa Maria la Rota, che dipendeva dal monastero della Santa Trinità di Cava dei Tirreni. Il primo riferimento al monastero è contenuto nella Bolla del papa Urbano II del 21 settembre 1089 con cui cede il possesso a Pietro, abate del monastero della Santa Trinità di Cava dei Tirreni. Il monastero era probabilmente posto nell'attuale quartiere Casale.Altre bolle papali che attestano la presenza del monastero sono quella del 30 agosto 1100 di Papa Pasquale II e quella di Papa Anacleto II che concede a Simeone la proprietà fino al 1137 , bolla del 6 maggio 1149 di papa Eugenio III che conferma possessione B. Petri e poi 30 gennaio 1169 papa Alessandro III la conferma all'abate Marino. Successivamente, durante le lotte tra re Manfredi e Carlo D'angiò, furono restituite al vescovo-barone Ruffino di Bisignano diversi casali tra cui Rota che compare come fortezza del vescovo.[4]

Nel 1275 è nominato priore del monastero di S. Maria della Rota priore Guillelmo, nel 1324 Nicolao nel stesso anno il prioriato passa a Roberto di Rota. Nel 1453 conferma abate del monastero Michael Cosal dell'Ordine Cistercense. In quest'epoca il monastero vive un momento di rilancio e sviluppo e il periodo coincide con il ripopolamento da parte degli albanesi , in seguito all'invasione dell'Albania e dei Balcani da parte dell'esercito turco-ottomano. [4]


L'arrivo degli Albanesi

Nel XV secolo il regno di Napoli subì il fenomeno dell'immigrazione dei profughi albanesi che sfuggivano all'invasione turco-ottomana che ripopolarano e fondarono diversi casali nella Calabria Citra e nella Valle del Crati. L'arrivo di forza lavoro diede avvio all'aumento demografico e di conseguenza progresso economico sociale per la regione e per il già esistente paese di Rota Greca (Rotam, Santa Maria la Rota all'arrivo degli Albanesi). [4]

Nonostante la presenza della popolazione albanese, Rota Greca non ha mantenuto la reiterazione delle tradizione Arbëreshë, né il mantenimento della lingua a differenza dei paesi limitrofi di origine albanese. Resta traccia di qualche toponimo di derivazione Arbëreshë e qualche antico canto ormai completamente dimenticato dalla popolazione giovane dei tempi attuali. Resta, però, nella memoria di qualche anziano (ancora in vita) un forte scontro tra la popolazione autoctona e quella Arbëreshë, ma non documentato da documenti scritti.


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto architettonico di Rota Greca è strutturato a forma della "Gijtonia" (in albanese "vicinato", nucleo di case affiancate) articolata in percorsi circolari e si nota particolarmente nel rione chiamato "Babilonia". Altri rioni sono: Casale, Migliani e Magnocavallo.

Nel rione Casale è situato il Palazzo Ducale, che ha circa 50 stanze ed un giardino interno, ora di proprietà della famiglia Ricci, un tempo dimora estiva del principe Sanseverino di Bisignano.

Altri monumenti importanti sono quello dedicato ai caduti in guerra, la Piazzetta intitolata a “Madre Teresa di Calcutta” (rione Babilonia) ed "Il giardino dei Giusti" (rione Migliani-Magnocavallo), opera dedicata all'ex vicequestore di Roma Angelo de Fiore, originario di Rota Greca, che, nella seconda guerra mondiale, salvò diversi ebrei dallo sterminio e per questo il suo nome è riportato nel Giardino dei Giusti delle Nazioni a Gerusalemme.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Le fiere del paese sono il 24 ottobre in onore di San Raffaele Arcangelo e il 5 febbraio la fiera dei "Santarieddi".

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, che si distinguono per l'arte della tessitura, finalizzata alla realizzazione di arazzi, di coperte, di borse, caratterizzate da disegni e da temi ispirati alla storia albanese.[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Elezioni comunali 2019 - Rota Greca su repubblica.it [collegamento interrotto], su repubblica.it. URL consultato il 27-05-2019.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2018.
  3. ^ Leopoldo Pagano, il regno delle due Sicilie, Calabria Citerione, in Monografia di Bisignano, nº 1, 1857, pp. 43.
  4. ^ a b c A cura di Vincenzo Perrellis, Rota Greca -Storia, Tradizioni, Immagini-, Arti Grafiche Barbieri- Editore, 2004.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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