Roggiano Gravina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Roggiano Gravina
comune
Roggiano Gravina – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
SindacoIgnazio Iacone (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate39°37′N 16°09′E / 39.616667°N 16.15°E39.616667; 16.15 (Roggiano Gravina)Coordinate: 39°37′N 16°09′E / 39.616667°N 16.15°E39.616667; 16.15 (Roggiano Gravina)
Altitudine260[1] m s.l.m.
Superficie44,88 km²
Abitanti7 250[2] (31-12-2013)
Densità161,54 ab./km²
Comuni confinantiAltomonte, Malvito, San Lorenzo del Vallo, San Marco Argentano, San Sosti, Santa Caterina Albanese, Tarsia
Altre informazioni
Cod. postale87017
Prefisso0984
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078104
Cod. catastaleH488
TargaCS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiroggianesi
Patronosan Francesco di Paola
Giorno festivo3 dicembre
PIL(nominale) 0
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roggiano Gravina
Roggiano Gravina
Roggiano Gravina – Mappa
Posizione del comune di Roggiano Gravina all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Roggiano Gravina è un comune italiano di 7 250 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

È situato su di una collina interna, il territorio comunale è compreso tra 63 e 354 m s.l.m. al centro della Valle del Esaro e del Fullone, posto a metà tra la costa tirrenica e quella ionica.

L'escursione altimetrica complessiva è pari a 291 metri, la casa comunale è posta a 260 m s.l.m.

Il territorio è di circa 44,59 km²; il centro abitato visto dall'alto si presenta come una enorme "Y", e la sua popolazione è di 7250 abitanti. È bagnato dal fiume Esaro che è ingrossato da alcuni affluenti: il Gronde, il Rosa, l'Occido, il Fullone, tutti a carattere torrentizio.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Roggiano Gravina è tipico mediterraneo continentale delle aree interne collinari. Presenta estati calde ed afose ed inverni freddi ed umidi. L'inverno grosso modo dura da novembre ad aprile, è fresco e piovoso, con una temperatura media del mese più freddo gennaio di circa 7 °C. In media la neve fa la sua comparsa una volta l'anno ma non tutti gli anni gli accumuli sono rilevanti. Non sono mancati, tuttavia, eventi eccezionali come quello accaduto nella notte tra 15/16 dicembre 2007, quando sono caduti circa 50 cm di neve.

L'estate vera e propria va da giugno a settembre, tuttavia nei mesi di maggio e ottobre si sono raggiunti spesso e superati i 30 °C.

Ma il mese più caldo rimane luglio con i suoi 26 °C di media. Va comunque precisato che la particolare conformazione morfologica del territorio fa sì che sia abbastanza ventilato in maniera più accentuata nei mesi invernali, meno intensa in quelli estivi.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo numerosi scrittori pare che l'antico nome fosse Vergae (Da Ver e Gens: gente che abita in un borgo fortificato), di origine osca, quella città che Tito Livio definisce "ignobile" per essersi schierata contro i romani. Si trasformò in Vergianum, Rubiniamin, Terra Rugiani, Rugliano e infine in Rogano (terra dei Rugi). Per avere la denominazione attuale bisogna risalire fino al 12 marzo 1864, quando l'allora sindaco Federico Balsano (fratello di Ferdinando prete, scrittore, filosofo e deputato al Parlamento Italiano quando era capitale Firenze) volle onorare la memoria dell'illustre concittadino Giovanni Vincenzo Gravina, famoso giurista e letterato, tra i fondatori dell'Arcadia, nella ricorrenza del secondo centenario della nascita, aggiungendo il cognome Gravina al nome Rogiano (con una sola g). Quando e perché Roggiano prese l'altra g nessuno riesce a saperlo con precisione, nessuno sa chi sia il responsabile, persona o ente, di questa trasformazione e nessuno sa se sia ufficiale anche perché in molte comunicazioni (postali e ferroviarie) si continua ad usare l'antica denominazione, di sicuro uso sino agli anni cinquanta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Torre dell'orologio

Il paese fu soggetto alla dominazione dei Goti, dei Longobardi, dei Saraceni, dei Normanni, degli Angioini, degli Aragonesi.

Fu feudo di Pietro Paolo da Viterbo, di Bernardino da Bisignano, degli Ametrano, dei Cavalcanti e dei Sanseverino conti della Saponara. Sino agli inizi del Seicento Roggiano aveva una cinta muraria costruita, tra il 1280 ed il 1310, dagli Angioini che si appoggiava a due torri ellissoidali; lungo le mura vi erano quattro porte d'accesso al centro abitato. La porta principale era quella chiamata "arco del carcere" (un grande arco in mezzo a due torri che è ora riportato nel gonfalone del comune), che con troppa frettolosità nel 1964 fu demolita da un'amministrazione comunale che non valutò appieno la possibilità di restaurarla. Oggi resta in piedi la torre che è chiamata "torre dell'orologio" perché in epoca successiva alla sua costruzione fu sovrapposta la parte terminale con un orologio tuttora funzionante.

Dalle ricerche di Francesco Guzzolino[modifica | modifica wikitesto]

Il ricercatore roggianese Francesco Guzzolino così scrive: "in contrada Manche di Mormanno ci sono resti di un insediamento risalente all'età del rame o calcolitica. Resti di villa romana del periodo imperiale, dotata di impianti termali, in zona Larderia. Sulla cinta urbana s'innalza la torre ellissoidale, su cui svetta un vecchio, ma ancor funzionante, orologio civico. In via Supporto esiste una costruzione bifora di stile romanico del 1200. Nelle due piazze principali vi sono due monumenti marmorei: quello di G. V. Gravina e quello di Ferdinando Balsano. La piazza principale di un tempo era piazza dell'Olmo, in essa venivano eseguite le pene inflitte ai malviventi. Al XVI secolo risalgono il Santuario della Madonna della Strada e la chiesa di Sant'Antonio. Nel vaglio, che era la residenza estiva dei San Severino, vi era una cappella privata".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il santo patrono[modifica | modifica wikitesto]

Il santo protettore della comunità è San Francesco di Paola, la cui statua lignea è conservata nella vecchia chiesa di Sant'Antonio e la festa in suo onore si svolge nei primi tre giorni di dicembre. Questa festa viene celebrata in contemporanea anche dagli emigrati in America con processione e fuochi d'artificio.

La devozione al santo patrono della Calabria è di antica data. Si fa risalire alle invocazioni di aiuto (accolte) che i roggianesi rivolsero al Santo durante i numerosi terremoti che colpirono Roggiano, che è situato in una zona altamente sismica. Giunge a proposito un antico documento, rinvenuto nella curia Vescovile di San Marco, scritto da Nicola Bova, per Sua Ecc.za il Vescovo: "Veneratissimo mio … non posso esprimervi il pericolo in cui ci siamo venuti ieri sera per la gran scossa di terremoto. Niuno del nostro paese si ricorda simile accidente. Ci portammo subito in Chiesa e, grazie a Dio e al nostro protettore San Francesco di Paola, siamo vivi. In questa notte niuno ha dormito, ma si son fatte preghiere, mediante le quali siamo nel numero dei viventi. Sia fatta la divina volontà. Mando a posta il latore onde avere del nostro Ecc. mo Monsignore buone notizie, e di voi e di tutti, come spero…". L'arciprete Balsano parla del terremoto del 1783 "che recò tanti guai, tante famiglie non trovavano alloggio e quindi stavano nelle baracche". Più tardi, nel 1908, ci fu un altro terremoto (il terremoto del 1908, ricordato come quello di Messina e Reggio Calabria) che provocò molti danni per Roggiano e infatti gli anziani del paese raccontavano che per tutto il mese di novembre ci fu una lunga scossa di terremoto e le persone erano molto impaurite. Verso il 2/3 dicembre ci fu una scossa molto potente e la gente dopo la scossa portò San Francesco in processione, e nella chiesa Madre chiesero al Signore, per l'intercessione di San Francesco, la cessazione del "terribile flagello". Cosa che avvenne e da allora San Francesco è divenuto Patrono di Roggiano al posto della Madonna del Carmelo che ne era stata la Patrona sino ad allora.

Ecco perché ogni anno i primi giorni di dicembre viene festeggiato San Francesco di Paola.

La festa[modifica | modifica wikitesto]

Nei giorni 1, 2 e 3 dicembre di ogni anno Roggiano ricorda i terribili giorni del terremoto e rinnova la devozione al suo Santo protettore. Questa festa, con riti religiosi e civili, è certamente quella più sentita dalla comunità. Le manifestazioni sono curate da un comitato appositamente costituito. Nei tre giorni si celebrano Messe, veglie di preghiera, convegni e la Processione della Statua del Santo per tutte le vie del paese. Un momento molto significativo è quando la Statua viene portata nel posto dove vengono sparati i fuochi d'artificio in Suo onore.

Un tempo il primo dicembre era la giornata dedicata all'acquisto o scambio di animali ed agli attrezzi agricoli. Durante i tre giorni di fiera molti ne approfittavano per comprare vestiti, scarpe, ombrelli, spezie che dovevano servire per le feste e per la preparazione del maiale, e quant'altro potesse essere utile per l'imminente arrivo dell'inverno, considerato che i negozi erano pochi e spostarsi per fare compere era difficile. Per i bambini era l'occasione per fare una scorpacciata di dolciumi come il torrone con le noccioline o i "mustazzuoli".

La Madonna della Strada[modifica | modifica wikitesto]

La Madonna della Strada si festeggia a Roggiano Gravina il martedì dopo Pasqua. È una ricorrenza molto seguita dai roggianesi che per mantenere questa tradizione hanno rinunciato negli anni alla ricorrenza della pasquetta che si fa in tutta Italia. A questa Madonna è dedicato un piccolo Santuario che si trova poco fuori il paese lungo la nuova strada provinciale che collega Roggiano con Fagnano Castello e San Sosti. Pare che il luogo dove sorge la chiesetta, secondo alcuni, un tempo doveva essere una "stazione" per i viandanti che volevano raggiungere il mar Tirreno, e secondo altri era il luogo appartenuto ad una vecchia comunità religiosa simile a quella stabilitasi nella vicina San Sosti. Forse nasce da ciò il considerare la Madonna della Strada e la Madonna del Pettoruto due sorelle. La Madonna della Strada viene invocata a protettrice degli utenti della strada, motorizzati e non, e di tutti coloro che per la strada lavorano. La Statua della Madonna, situata su un'auto, il lunedì di Pasqua con una processione di moto e auto dal suo Santuario viene portata in processione davanti alla chiesa di Sant'Antonio dove si procede alla benedizione degli automezzi e dei pedoni e poi accompagnata alla Chiesa Madre dove resta sino al mattino successivo. Il martedì con una nuova processione viene riaccompagnata nella sua dimora e per tutto il giorno i roggianesi vi si recano a pregare. Per molti è l'occasione per trascorrere una giornata all'aria aperta, ci si porta da mangiare i dolci pasquali e le "frittate" con gli asparagi selvatici (‘u pascunu). I ragazzi ne approfittano per giocare all'aria aperta nello spiazzo antistante la Chiesa.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina roggianese si richiama a quella che oggi viene inquadrata nell'area della cosiddetta dieta mediterranea, è molto semplice e genuina.

Molto rinomati sono i maccarruni (i fusilli col buco ), le lagane (tagliatelle) e gli gnocchi.

La cucina locale è sostanzialmente legata ai prodotti stagionali, così, in estate sono molti i piatti legati all'orto grazie anche alla buona produzione di peperoni (detti anche "pipazzi" nel dialetto roggianese), melanzane, zucchine, pomodori, verdure, fave, piselli, fagioli e fagiolini.

In inverno abbondano i piatti con i legumi secchi conservati, specialmente ceci e fagioli, o con peperoni e zucchini secchi ("siccatieddri"). Nella stagione fredda aumenta il consumo di carne di maiale, sia per la preparazione dei salumi (salsiccia, soppressata, capicolli e prosciutto), sia per fare da condimento ai "maccarruni". Non manca dalle tavole dei roggianesi in inverno il baccalà fritto o con il pomodoro. Naturalmente in cucina questi cibi vengono preparati usando l'olio ricavato dalla tipica oliva locale "la roggianella".

Durante le feste più importanti nelle famiglie si preparano dei dolci tipici: a Natale i "turdiddri" (fatti con olio, farina e vino), le "cassateddre" (una sfoglia ripiena di mostarda o marmellata fatte in casa e da poco anche di cioccolata), i "vissinieddri" (pasta lievitata e fritta e ricoperta di zucchero per i bambini o con un'acciuga dentro per gli adulti). Qualche giorno prima di Natale, per la festa di Santa Lucia si usa preparare la "cuccìa", grano condito con noci e miele. I dolci pasquali sono i "tortani" ed i "ninni" (fatti con farina, zucchero ed uova) che in gran parte vengono consumati il martedì successivo alla Pasqua nel giorno in cui si venera la "Madonna della Strada". Una tradizione che ancora in molti mantengono è quella di preparare ed offrire "i panicieddri" nei giorni di Sant'Antonio (13 giugno) e San Giuseppe (19 marzo) che sarebbero dei piccoli pani benedetti in Chiesa durante la Messa del mattino.

Roggiano ha una qualità di Ulivo autocotona chiamata "Roggianella" o "Rotondella" e numerosi sono i frantoio che lavorano questo prodotto, ritenuto da esperti come Olio Aromatico. Molte sono le distese coltivate di Uva da vino e molti sono i piccoli e grandi produttori che arricchiscono il territorio con svariate tipologie di vino, citandone uno "il magliocco" che è molto apprezzato sul territorio e nel tempo ha ottenuto buone recensioni da esperti del settore. Altri prodotti enogastronomici rilevanti sono il Peperone Roggianese che ha avuto anche un riconoscimento importante da parte della rivista specialistica Il gambero rosso.

Persone legate a Roggiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Vincenzo Gravina (1664-1718), letterato e giurista
  • Ferdinando Balsano (1826-1869), filosofo, scrittore e letterato
  • Angelo Maria Mazzia (1823-1891)
  • Angelo Dundee, allenatore di pugilato. Figlio di emigrati roggianesi. Tra i più celebri manager di boxe statunitense, ha allenato 16 campioni mondiali tra cui Muhammad Alì
  • Francesco Guzzolino
  • Guido Limido, pittore
  • Remo Battendieri, medico e sindaco
  • Giuseppe Zanfini, professore, fondatore del Centro U.N.L.A a Roggiano Gravina
  • Giuseppe Rotondaro, scrittore e cantautore roggianese. Autore del brano Tornerai a Roggiano, nel 1961 vince la Palma d'argento
  • Francesco Folino, scrittore, storico
  • Riccardo Amilcare
  • Domenico Mandato, professore. Nato a Roggiano Gravina nel 1940, dopo una severa formazione umanistica presso i padri Scolopi di Monopoli e un percorso di laurea in Lettere moderne presso l’Università di Lecce, è stato segretario cittadino e provinciale della Democrazia Cristiana negli anni 70, da appassionato e studioso di politica e storia ha svolto un’intensa attività di ricerca storiografica sulla storia dei partiti politici del Mezzogiorno, specificatamente nel territorio calabro, ricoprendo il ruolo di assistente ordinario per la cattedra di Storia Moderna dell’Università del Salento Tra i suoi scritti, “Orientamenti per una storia del Socialismo calabrese”, Fasano editore, Cosenza, 1979.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del paese sino a qualche decennio fa era prevalentemente agricola e rafforzata dalle rimesse dei numerosi emigranti che erano sparsi per i paesi europei o nel continente americano. Da qualche lustro sono presenti nel territorio piccole industrie del settore tessile, è ben sviluppata l'edilizia, sono aumentate le persone occupate nel terziario e si nota una ripresa nel settore agricolo grazie alla nascita di alcune cooperative ed al diffondersi della meccanizzazione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci dal dopoguerra ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco Periodo ruolo
Orlando Briguori 1946-52
Antonio Filippelli 1952-56
Livio Palermo 1956-60
Fausto Battendieri 1960-61
Francesco Cardella 1961-62 comm. prefettizio
Elio Tarsitano 1961-65
Elio Tarsitano 1965-66 consigliere anziano
Elio Tarsitano 1966-67
Leonardo Sortini 1967-67 comm. prefettizio
Francesco Musacchio 1967-69 comm. prefettizio
Remo Battendieri 1970-72
Giosuè Greco 1973-76
Salvatore Lombardi 1976-76
Livio Palermo 1976-76 assessore anziano
Guido Ceccherini 1976-77 comm. prefettizio
Remo Battendieri 1977-78
Michele Provenzano 1978-78 assessore anziano
Antonio Tarsitano 1978-79
Remo Battendieri 1979-80 consigliere anziano
Nicola Bosa 1980-80 comm. prefettizio
Antonio Tarsitano 1980-82
Salvatore De Maio 1982-82 assessore anziano
Sandro Calvosa 1982-83 comm. prefettizio
Giovanni Vadalà 1983-1983
Antonio Tarsitano 1984-1989
Antonio Perri 1990
Salvatore De Maio
Giuseppina Caselli -
Luigi Guaglianone -
Ignazio Iacone 2011-16

Ignazio Iacone 2016

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport principale è il calcio.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Roggiano 1973 Calcio che milita nel girone A calabrese di Promozione. I colori sociali sono il giallo ed il verde. È nata nel 1973. Nel 2015 dopo un campionato virtuoso viene promossa in Eccellenza. Lo stadio è intitolato a Ernesto Termine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.comuni-italiani.it, Roggiano Gravina: Clima e Dati Geografici.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN145579684