Scala Coeli

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Scala Coeli
comune
Scala Coeli – Stemma Scala Coeli – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
SindacoGiovanni Matalone (lista civica "Il Cambiamento Per Un Mondo Migliore") dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate39°27′N 16°53′E / 39.45°N 16.883333°E39.45; 16.883333 (Scala Coeli)Coordinate: 39°27′N 16°53′E / 39.45°N 16.883333°E39.45; 16.883333 (Scala Coeli)
Altitudine370 m s.l.m.
Superficie67,5 km²
Abitanti941[1] (31-8-2018)
Densità13,94 ab./km²
FrazioniSan Morello
Comuni confinantiCampana, Cariati, Crucoli (KR), Mandatoriccio, Terravecchia, Umbriatico (KR)
Altre informazioni
Cod. postale87060
Prefisso0983
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078137
Cod. catastaleI485
TargaCS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Nome abitantiscalesi
Patronosant'Antonio da Padova
Giorno festivo13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scala Coeli
Scala Coeli
Scala Coeli – Mappa
Posizione del comune di Scala Coeli all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Scala Coeli (Σκάλα Κοίλη, Skàla Coèle in greco bizantino ossia "scala concava") è un comune italiano di 941 abitanti[1] della provincia di Cosenza in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Scala Coeli è collocato sul cocuzzolo di un monte caratterizzato dalla presenza di aria umida e calda, situato sulla sponda sinistra del fiume Nicà.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il nome originario fosse Scala coeli, nel corso dei secoli il genitivo coeli fu per lungo tempo omesso. Come testimoniato da Vincenzo Padula, la denominazione attuale fu rirpristinata solo nel corso dell'Ottocento.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Se alcuni storici fanno risalire l'origine di Scala Coeli all'età del ferro, altri studiosi ne attribuiscono la fondazione a Filottete durante il suo esilio da Troia.[3]

Secondo alcuni, nel 510 a.C. i dintorni di Scala Coeli furono il teatro della famosa battaglia che vide contrapposte le città di Sibari e Crotone.[3]

Inserita nella Decima Circoscrizione dei domini bizantini, Scala Coeli fu dotata di costruzioni atte alla difesa dagli attacchi saraceni.[3] A questo periodo risale la costruzione dei palazzi Vizza e Maiorano (con quest'ultimo tuttora soprannominato "Castello").[3]

Con il passaggio alla dominazione dei normanni, nel 1250 Scala Coeli e i casali Motta e San Maurello vennero aggregati alla Contea di Cariati, seguendone le vicende feudali per secoli.[3]

La creazione della Diocesi di Cariati del 1437 rappresentò un periodo particolarmente florido sotto il profilo religioso-amministrativo, con la presenza, a Scala Coeli, di ben sette chiese e un convento francescano e, intorno alla metà del secolo, di una residenza estiva per seminaristi.[3] Tra il XV e il XVI secolo è attestata anche la presenza di una piccola chiesa basiliana, di cui però si persero completamente le tracce nei secoli successivi.[3] Nello stesso periodo si registrò anche la presenza di un convento carmelitano, dedicato alla Santissima Trinità e aggregato al Santuario della Beata Vergine del Carmelo.

Nel 1678 il borgo passò ai Coscinelli, che vi esercitarono i loro diritti feduali fino al 1754, quando passò per successione femminile ai Vitilio.[3] Nel 1768 fu infine acquistato dai Parisano Bonanno, baroni di Scala Coeli fino al 1806, anno dell'abolizione del feudalesimo.[3]

Un decreto di riorganizzazione amministrativa datato 4 maggio 1811, sancì l'aggregazione di San Morello a Scala Coeli, che tuttavia rimase sotto la giurisdizione di Cariati.[3]

Nell'Ottocento, Padula descrive Scala Coeli come un "colle murato…, cinto da rupi e grotte", nel quale si entrava attraverso quattro porte aperte all'alba e chiuse al tramonto: "Portavavuza", "Portafischìa", "Portapiano" e "Portello" (quest'ultimo detto anche "Portello della Timparella").[3]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Scala Coeli dal 1988.[5]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 luglio 1988 6 giugno 1993 Enrico Antonio Iemboli Democrazia Cristiana sindaco
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Lelio Capalbo Partito Democratico della Sinistra sindaco
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Lelio Capalbo lista civica sindaco
13 maggio 2001 29 maggio 2006 Sinibaldo Iemboli lista civica di centro-sinistra sindaco
29 maggio 2006 16 maggio 2011 Mario Salvato lista civica di centro-sinistra sindaco
16 maggio 2011 19 giugno 2015 Mario Salvato lista civica "Scala Coeli Nel Cuore" sindaco [6]
19 giugno 2015 5 giugno 2016 Domenico Giordano commissario straordinario
5 giugno 2016 in carica Giovanni Matalone lista civica "Il Cambiamento Per Un Futuro Migliore" sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2018.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l Storia - Comune di Scala Coeli, su www.comune.scalacoeli.cs.it. URL consultato l'8 agosto 2020.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Storia amministrativa dell'ente, Ministero dell'Interno. URL consultato il 30 maggio 2017.
  6. ^ Dissoluzione della giunta a causa della mancata approvazione del bilancio comunale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Iemboli, Scala Coeli. Storia, costumi e tradizioni, Rossano, Ferrari Editore, 2009. ISBN 978-88-95834-45-0.
  • Raffaele Iaria, Scala Coeli. Appunti per una storia, Roma, Centro Culturale degli Artisti, 1994.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]