Aieta

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Aieta
comune
Aieta – Stemma
Aieta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Gianni Ceglie (lista civica Progetto Aieta) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 39°56′00″N 15°49′00″E / 39.933333°N 15.816667°E39.933333; 15.816667 (Aieta)Coordinate: 39°56′00″N 15°49′00″E / 39.933333°N 15.816667°E39.933333; 15.816667 (Aieta)
Altitudine 524 m s.l.m.
Superficie 48,3 km²
Abitanti 830[1] (28.02.2015)
Densità 17,18 ab./km²
Frazioni Villaggio Primo maggio
Comuni confinanti Laino Borgo, Laino Castello, Papasidero, Praia a Mare, Tortora
Altre informazioni
Cod. postale 87020
Prefisso 0985
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078005
Cod. catastale A105
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 780 GG[2]
Nome abitanti aietani
Patrono San Vito
Giorno festivo 15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Aieta
Aieta
Posizione del comune di Aieta all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Aieta all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Aieta (scritta anche nella forma Ajeta) è un comune italiano di 830 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Nei documenti storici compare con il nome Asty Aetou, ossia "città dell'aquila" derivando dal greco aetòs, αετός, "aquila", risalente ai domini bizantini. L'origine del nome probabilmente si riferisce alla posizione dominante del paese o alla presenza nella regione di numerose aquile; l'aquila è anche raffigurata nello stemma del paese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fertile conca compresa fra i monti Calimaro, Curatolo, Rosello, Gada, La Destra, Ciagola, Le Fabbriche, Schiena, percorsa dal fiumicello è stata abitata e coltivata fin dai tempi protostorici. Fu sede di ville di produzione agricola ai tempi degli Enotri (VI-V secolo a.C.) e dei Lucani (V-IV secolo a.C.), che costruirono la prima fortificazione di avvistamento sul monte Calimaro, a difesa del territorio contro i Greci di Thurii provenienti dalla valle del Mercure-Lao attraverso i Piani del Carro di Tortora.

Successivamente nella conca prosperarono unità produttive agricole romane. I Bizantini, succeduti ai Romani, ne fecero il capoluogo di una tourma, riprendendo e rafforzando la fortificazione del monte Calimaro per difendersi dalle incursioni dei Goti e dei Longobardi provenienti da Laino attraverso i Piani del Carro, e diedero all'insediamento il suo nome attuale: Aieta (come un'aquila appollaiata sulla cima del monte).

Nel periodo bizantino il sito ospitò numerose laure di monaci greco-bizantini provenienti dall'oriente per sfuggire alle invasioni della Palestina e dell'Egitto da parte dei Sasanidi di Cosroe prima e degli islamici poi. Ne sono testimonianza i toponimi di santi di varie località aietane.

Dalla conquista normanna in poi la postazione del Monte Calimaro si rese inutile e fu abbandonata non essendoci più nemici da cui guardarsi. Fu così ampliato e popolato il villaggio sorto sulla cresta che si affaccia a NO sulla valle di Tortora e a SE sulla conca interna. Da allora il piccolo centro ha vissuto le vicissitudini comuni agli altri centri tirrenici accorpati ai possedimenti napoletani degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, delle dominazioni straniere, del regno dei Borboni di Napoli da Carlo III in poi fino all'annessione al regno d'Italia, con la sola interruzione della dominazione francese durante la triste parentesi napoleonica nel primo decennio del XIX secolo.

In seguito alla creazione del Comune di Praia a Mare nel 1928, il territorio di Aieta è stato ridotto, privato della fascia costiera.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

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