Teana

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Teana
comune
Teana – Stemma Teana – Bandiera
Teana – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
ProvinciaProvincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
SindacoVincenzo Marino (lista civica Per Teana) dal 5-10-2021
Territorio
Coordinate40°07′40″N 16°09′19″E / 40.127778°N 16.155278°E40.127778; 16.155278 (Teana)Coordinate: 40°07′40″N 16°09′19″E / 40.127778°N 16.155278°E40.127778; 16.155278 (Teana)
Altitudine806 m s.l.m.
Superficie19,3 km²
Abitanti572[1] (31-10-2018)
Densità29,64 ab./km²
Comuni confinantiCalvera, Carbone, Castronuovo di Sant'Andrea, Chiaromonte, Fardella
Altre informazioni
Cod. postale85030
Prefisso0973
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT076087
Cod. catastaleL082
TargaPZ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 248 GG[3]
Nome abitantiteanesi
Patronosan Biagio
Giorno festivo8 agosto - 9 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Teana
Teana
Teana – Mappa
Posizione del comune di Teana all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Teana è un comune italiano di 592 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata, situato all'interno del Parco nazionale del Pollino, che fa parte della Comunità montana Alto Sinni. Le sue origini si rifanno all'antica Magna Grecia, secondo la leggenda il suo nome deriva dalla moglie di Pitagora, tal Tegana, che vi trascorreva le estati. La presenza di ruderi di una rocca testimoniano una certa importanza del luogo in epoca longobarda.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Teana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine di Teana si perde nell'antichità: alcuni studiosi hanno ventilato l'ipotesi che questo borgo, edificato da coloni greci, fosse la sede estiva della scuola religioso-filosofica di Pitagora (580-504 a.C.); il nome di Teana sarebbe una deformazione del nome di sua moglie Teano. In verità, nel corso del tempo, il paese ha avuto varie denominazioni di origine greco-latina (Tugane, Touganon, Tygana, Tihanum, Teana, Latigana, La thaiana, Lateana) ed ancor oggi dagli abitanti e nei dintorni viene denominata "La Tigana". Certo è che il centro urbano esisteva al tempo dei Longobardi, i quali vi costruirono una fortezza e vi istituirono un Gastaldato. Nel X-XI sec. giunsero, provenienti dal Mercurion, i monaci basiliani che crearono l'unità spirituale e religiosa delle popolazioni del territorio e costituirono una nuova Eparchia monastica nella valle del Sinni, quella del Latiniano. È probabile che Teana rivestisse un ruolo di una certa importanza nel Latiniano; vi furono eretti da Beniamino due monasteri (S. Basilio e S. Filippo) dipendenti dal grande monastero di Carbone. Nella seconda metà dell'XI secolo Teana rientrava nella vasta contea di Chiaromonte ed apparteneva alla diocesi latina di Acerenza; alla fine del XII sec. divenne feudo dei Sanseverino di Bisignano ai quali restò confermata fino al 1343, quando Eufrasia la portò in dote a Giacomo di Missanello. Nel 1267 contava 400 abitanti, 954 abitanti nel 1521 e nel 1561 toccava il massimo storico di 2604 abitanti, dopo di che iniziava un netto decremento demografico a causa di carestie, epidemie (nel 1562), peste nera (1576, 1656) e terremoti (nel 1561, 1584, 1592) tanto da raggiungere il minimo storico di 306 abitanti nel 1669. Al 1683 risale la relazione che il perito D'Urso fece per incarico del marchese Domenico I Missanello: nel centro di Teana esistevano 4 chiese e 6 cappelle, il castello era adibito a carcere; la situazione economica dei contadini era drammatica. I Missanello, pur se residenti a Napoli, per mezzo di un governatore controllavano il paese ed esercitavano il potere seguendo la consuetudine feudale con prepotenze e vessazioni di ogni genere. Nel 1690 parte della popolazione di Teana, stanca di sopportare i soprusi del marchese, preferì rifugiarsi nelle confinanti terre del principe di Bisignano, dove fondò il nuovo borgo di Fardella. Nel 1693 un grande incendio danneggiò gravemente numerosi edifici, tra cui il castello le cui pietre furono utilizzate per le nuove costruzioni. Dopo più di quattro secoli di appartenenza alla casata dei Missanello, nel 1770 Teana passò ai Donnaperna di Senise. Con la formazione del Regno d'Italia, Teana venne collocata nel Mandamento di Chiaromonte, incluso nel Circondario di Lagonegro. Nel 1876 fu istituito a Teana il Pio Istituto di Prestiti e Risparmi per Operai ed Agricoltori e nel 1884 venne fondata da 103 soci una società operaia denominata "La Sentinella" al fine di promuovere l'agricoltura.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Teana, nonostante le sue dimensioni, vanta di una vasta cultura.

Chiesa Madre[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa madre di Teana, dedicata alla Madonna del Carmine è una delle più belle del circondario ma purtroppo devastata dal terremoto del 1857 che ne ha fatto crollare la lamia sovrastante oltre che due livelli e la cupola del campanile. Imponente nella struttura, presenta due bei portali in pietra bianca, il principale è ad arco e affiancato da due lesene con capitelli, eleganti decori su pietra, invece, impreziosiscono quello più piccolo su cui si notano anche due lesene sormontate da una trabeazione a sua volta sovrastata da un’immagine della Madonna con Bambino. Sul lato svetta il campanile a base quadrata con copertura a cuspide. Delicati stucchi abbelliscono l’interno, la cui volta a botte presenta pregevoli affreschi, ma da ammirare è anche il quadro dell'Annunziata sulla sinistra dell’altare maggiore in marmi policromi. Nel centro storico si trova anche la chiesa di San Cristofaro.

Marino di Teana[modifica | modifica wikitesto]

Teana è il paese delle sculture monumentali di Marino di Teana (Teana 1920 – Périgny 2012), riconosciuto dalla critica internazionale come uno dei maggiori scultori di metallo del XX secolo. Le opere di rara bellezza sono allestite in un museo “a cielo aperto”, in diversi punti del borgo. Il percorso scultoreo consiste in cinque installazioni di diversa ma ugualmente affascinante fattura: in marmo bianco di Carrara è la “Nave siderale”, collocata nello splendido Palazzo Lecce, poi ” Alba”, sistemata all’interno del centro storico, in prossimità della casa natale dell’artista e del Museo della civiltà contadina. Tutte le altre si possono ammirare davanti al Municipio: “Federico II Hohenstaufen a cavallo”, in bronzo e “Omaggio al Mediterraneo” e ” Omaggio a Lao-Tse”, in acciaio. Altri lavori di Marino sono esposti in Francia, Germania, Stati Uniti, Canada, Italia. I principali monumenti che si possono ammirare in paese sono i ruderi del castello longobardo, la chiesa della Madonna del Carmine e le cappelle di San Cristofaro e di Santa Maria delle Grazie. Da visitare è senz’altro anche il Museo della Civiltà Contadina, in cui è conservata un’interessante raccolta di oggetti d’uso quotidiano e strumenti di lavoro, tipici della civiltà agro-pastorale. L’intera collezione di oggetti consta di oltre 250 pezzi, provenienti dal territorio di Teana e da tutto il Senisese.

Carnevale[modifica | modifica wikitesto]

Improvvisazione, istinto, curiosità caratterizzano “L’Urs e U’ Carnuluvar”, il carnevale di Teana, uno dei più noti e seguiti in terra lucana. Protagonisti principali sono L’Orso e il Carnevale e proprio nei confronti di quest’ultimo, l’ultimo sabato, è ambientato il “processo”, parodia della “Passione di Gesù”. Un folto corteo di maschere, fin dalle prime ore del mattino, sfila nel bosco vicino al paese, dove si incontrano i personaggi più caratteristici: la “sposa” e lo “sposo” vestiti di tutto punto, quattro carabinieri rigorosamente in divisa, un prete, un giudice e due medici. Nessuno parla per non essere riconosciuto, l’unico a pronunciare una parola, e sempre la stessa, “salsiccia”, è “u’ Pezzente”, mendicante che cammina sostenuto da un bastone e racimola denari e cibo in una sacca di juta. Tutta vestita di nero c’è poi “Quaremma”, pazzamente innamorata di Carnevale, suo marito, un povero contadino ormai perso nei fumi dell’alcol, trascinato barcollante da due carabinieri. Tra le maschere si distingue anche l’Orso, figura selvaggia dall’andatura minacciosa. Questo strano ma vivace corteo si spinge fin nel centro storico tra balli e canti in dialetto, finché non si assiste alla fucilazione del “Carnuluvar”.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Festività principali l'8 e il 9 agosto, festa di S. Antonio e della Madonna delle Grazie, con processione e tipico ballo delle "gregne". Si festeggia inoltre il Santo Patrono S.Biagio a febbraio e maggio.

Negli ultimi anni è ripresa l'antichissima tradizione di festeggiare il tipico carnevale teanese. Nell'ultimo sabato di carnevale un corteo di maschere tradizionali tra cui spiccano l'Urs, Carniluvar e sua moglie Quaremma, invade il paese e lo rivoluziona con canti, balli e festeggiamenti fino a tarda notte. Carniluvar sarà processato per le sue malefatte.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Tra i piatti tipici ci sono i “rasckatiell di miskiglio”, pasta fatta in casa preparata con un mix di farina di grano e di legumi, in particolare fave e ceci, poi condita con pomodori freschi e basilico; ottimi sono anche i “maccaruni cà millica”, un’altra prelibata tipologia di pasta casereccia, questa volta condita con la mollica di pane. A completare il paniere di bontà: vino, salumi, miele e formaggi.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il paese si presenta su una collina panoramica a 800 m di altezza circondata da un paesaggio naturale ed incontaminato. L'aria salubre e fresca è molto apprezzata soprattutto nel periodo estivo. L'ospitalità della sua gente, i cibi genuini (pasta di casa, formaggi, salami, salsicce e ricette contadine tutte da scoprire) insieme all'aria buona sono gli ingredienti per una vacanza sana e rilassante. La sua posizione geografica consente di effettuare escursioni al Parco nazionale del Pollino, ai Sassi di Matera, alle terme La Calda di Latronico, al mare di Maratea.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2018.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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