Muro Lucano

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Muro Lucano
comune
Muro Lucano – Stemma Muro Lucano – Bandiera
Muro Lucano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
ProvinciaProvincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
SindacoGiovanni Setaro (Progetto comune) dal 10-6-2018
Territorio
Coordinate40°45′N 15°29′E / 40.75°N 15.483333°E40.75; 15.483333 (Muro Lucano)Coordinate: 40°45′N 15°29′E / 40.75°N 15.483333°E40.75; 15.483333 (Muro Lucano)
Altitudine600 m s.l.m.
Superficie126,18 km²
Abitanti5 344[1] (31-12-2017)
Densità42,35 ab./km²
FrazioniCapodigiano, Casale San Giuliano, Le Marze, Pontegiacoia, Raitiello
Comuni confinantiBalvano, Bella, Castelgrande, Colliano (SA), Laviano (SA), Ricigliano (SA), San Fele, San Gregorio Magno (SA)
Altre informazioni
Cod. postale85054
Prefisso0976
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT076053
Cod. catastaleF817
TargaPZ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona D, 2 000 GG[2]
Nome abitantimuresi
Patronosan Gerardo Majella
Giorno festivo2 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Muro Lucano
Muro Lucano
Muro Lucano – Mappa
Posizione del comune di Muro Lucano all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Muro Lucano è un comune italiano di 5 344 abitanti[1] della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro abitato è situato fra 600 e 660 m s.l.m. e si distende a gradinata su uno scosceso pendio affacciato su una gola. Nella valle sottostante sorgeva il nucleo originario chiamato Numistro maggiore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi di Numistro è documentato che Annibale combatté contro il console Marco Claudio Marcello nel 210 a.C., durante la seconda guerra punica. Il castello di Muro Lucano e la chiesa cattedrale possono essere considerati l'acropoli della cittadina e ne caratterizzano il paesaggio. Il castello è di origine alto-Medioevale (verosimilmente IX secolo). Il primo nucleo del Castello è la torre posta alla sinistra dell'attuale ingresso e potrebbe essere stata edificata dai Longobardi (Longobardia Minor).

Castello reale sotto Federico II di Svevia[3], la fortezza si è poi espansa seguendo l'andamento della puntuta collina, con una seconda parte edificata per opera degli Angioini. Ad esso è contigua la cattedrale di San Nicola, consacrata nel 1169. Nel 1382 si consumò, nel castello di Muro, l'omicidio di Giovanna I d'Angiò, Regina del Regno di Napoli, per ordine di Carlo di Durazzo.

Dopo l'epoca angioina il Castello vide una lunga infeudazione ad opera degli Orsini fino alla fine del feudalesimo (1806). Nel settecento, dopo il tremendo terremoto del 1694 gli Orsini apportarono profonde modifiche al maniero sopraelevando il pianterreno, abbattendo il ponte levatoio e costruendo un nuovo fabbricato appoggiato alle due torri. Il terremoto del 1980 ha reso necessario un esteso processo di consolidamento. La parte denominata appartamento del principe è stata recentemente restaurata.

1861 - Brigantaggio. Il 23 novembre 1861 Carmine Crocco e José Borjes, attaccarono Muro. Data la conformazione del paese, guardie nazionali, soldati e cittadini, schierati su posizioni naturalmente forti, accolsero gli uomini di Crocco a fucilate scompaginando le loro formazioni che furono costrette alla fuga dopo aver subito non poche perdite.[4]

Il terremoto[modifica | modifica wikitesto]

Centro culturale ed economico, ha risentito fortemente del terremoto dell'Irpinia, avvenuto il 23 novembre 1980. Gravemente danneggiate sono soprattutto le infrastrutture, i cui lavori di ristrutturazione, per oltre un ventennio, sono state al centro di una forte controversia. Le amministrazioni che si sono succedute fino ad oggi hanno ammesso il ritardo nelle opere di ristrutturazione, rappresentate in maniera particolare dallo stato delle scuole elementari nel comune.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, su conforme proposta del Ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, accogliendo la richiesta avanzata dall'Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco, Gerardo Mariani, con proprio decreto ha conferito a Muro Lucano il titolo onorifico di Città[senza fonte]»
— 4 ottobre 2012
Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»
— 23 novembre 1980

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nei dintorni sono visibili avanzi di mura megalitiche e resti romani. Nelle vicinanze (un chilometro in linea d'aria, a nord-ovest) si trova il bacino del lago artificiale omonimo, la costruzione del quale iniziò nel 1914; la centrale idroelettrica ha funzionato fino al 1970; l'invaso si è successivamente svuotato, e il terreno ormai asciutto è utilizzato come pascolo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Le società sportive a Muro Lucano sono:

  • F.C. Murese 2000 Aurora, la principale squadra di calcio militante in Eccellenza
  • A.S.D. Real Murese, squadra di calcio a 5 militante nella serie C2
  • A.S. Muro Volley, Pallavolo femminile, in passato ha militato in categoria B2
  • Sporting Murese, Calcio a 5 (Serie D).
  • A.S.D. Tennis Club Muro Lucano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Sylvie Pollastri, Le "Liber donatium" et la conquête angevine du royaume de Sicile (1268-1281), Mélanges de l'École française de Rome: Moyen Âge: 116, 2, 2004, p. 672.
  4. ^ Basilide del Zio “Il Brigante Crocco e la sua autobiografia” – Ristampa dell'edizione di Melfi del 1903 – Arnaldo Forni Editore)
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Gemellaggio Muro Lucano Karlsfeld (PDF)[collegamento interrotto], comuneditortoli.it. URL consultato il 3 febbraio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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