Calvello

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Calvello
comune
Calvello – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Maria Anna Falvella (lista civica "Uni@mo Calvello") dall'11-06-2017
Territorio
Coordinate 40°29′N 15°51′E / 40.483333°N 15.85°E40.483333; 15.85 (Calvello)Coordinate: 40°29′N 15°51′E / 40.483333°N 15.85°E40.483333; 15.85 (Calvello)
Altitudine 730 m s.l.m.
Superficie 106,4[1] km²
Abitanti 1 935[2] (30-4-2017)
Densità 18,19 ab./km²
Comuni confinanti Abriola, Anzi, Laurenzana, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Viggiano
Altre informazioni
Cod. postale 85010
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076015
Cod. catastale B440
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti calvellesi
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calvello
Calvello
Calvello – Mappa
Posizione del comune di Calvello all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale
La chiesa, a pianta basilicale, è una costruzione tipicamente benedettina. Vi si può accedere dallo splendido portale in pietra, con delle colonne corinzie con dei capitelli ornati da foglie d'acanto. Le colonne sostengono un architrave sormontato da un arco a tutto sesto.

Calvello (Calvìedd in dialetto lucano) è un comune italiano di 1.935 abitanti [2] della provincia di Potenza in Basilicata, noto per la tradizionale produzione di ceramica artistica. Il nome deriva probabilmente dal latino caro et vellus (carne e lana).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune sorge a 730 m s.l.m. nella parte centro-settentrionale della provincia. Dista circa 40 km da Potenza e circa 100 km dall'altro capoluogo lucano, Matera. Confina a nord con Abriola (5 km), a nordest con Anzi (8 km), ad est con Laurenzana (10.5 km), ad ovest e sudovest con Marsico Nuovo (11.3 km), a sud e sudest con Marsicovetere (11.3 km) e Viggiano (16 km)

Veduta dell'abitato di Calvello
Castello di Calvello: di fondazione normanna (XII sec.), ampliato in età svevoangioina (XIII sec.). Nel XVI diventa il Palazzo dei Carafa della Marra a cui succedono nell'800 i Ruffo di Calabria
Convento di Santa Maria De Plano

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima attestazione documentaria dell'abitato di Calvello risale al 1089, quando Normanno, XI conte di Marsico, dona a Rado, abate di S. Stefano in Marsico Nuovo, le chiese di S. Caterina "iuxta fluvium" e S. Nicola nei pressi del Castello.[3] "Da questo momento la crescita economica, sociale e culturale della comunità e lo stesso disegno urbano, nei suoi connotati morfologici, sarebbero stati condizionati, oltre che dalla orografia, anche dalla localizzazione dei due poli: l'uno, laico-feudale, a monte e l'altro, religioso, a valle"[4] La presenza benedettina si rafforza con la fondazione del priorato di S. Maria de Plano, intorno alla metà del XII secolo, dipendente da Marsico Nuovo, e la costruzione del cenobio di S. Pietro a Cellaria, a circa 6 km a sudest dal centro abitato, da parte dei monaci della Congregazione di S. Maria di Pulsano.[5] A quell'epoca il signore di Calvello era un tale Matteo esponente della famiglia normanna dei De Calvello (o De Calvellis), di cui conosciamo altri componenti quali il fratello di Matteo, Rogerius, i figli Guglielmo e Berardo e il nipote Rogerius, figlio di Guglielmo, quasi tutti legati a Calvello e alle due comunità monastiche a cui donarono chiese e proprietà terriere.[6] In età il signore di Calvello era Gentile de Petruro, possessore del castello che era uno dei 29 castra e domus regi della Basilicata dello Statutum de reparation castrorum emanato da Federico II intorno al 1240. Nell'ultimo trentennio del XIII secolo, con gli Angiò, a Calvello, così come in altre terra del regno meridionale, si succedono feudatari provenienti dalla Francia. Pertanto al de Petruro, a cui gli Angio', confiscarono tutte le proprietà, subentró Oddone de Fontaine nel 1270[7], e a questi, il figlio Enrico Bourguignon.[8] Nel passaggio epocale dal dominio svevo a quello angioino Calvello venne inizialmente iscritta nell'elenco di quei paesi fedeli alla parte sveva. Ciò comportò il pagamento di tributi speciali per il mantenimento dell'esercito regio impegnato a sedare le rivolte anti angioine. Ma la popolazione reagì ottenendo l'esenzione da tali tasse.[9] A quell'epoca, Calvello aveva una popolazione di circa 850 abitanti come si evince dalla tassazione focatica del 1277 che riporta un numero di fuochi di 165 che nel 1320 si ridussero a 148, corrispondenti a circa 750 abitanti.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castello, sorto nel periodo medievale sui resti di una roccaforte longobarda del 700, rappresenta un elemento di rilevante importanza per il paese. Il Palazzo si articola su tre livelli. A Nord del castello sorge un'antica costruzione lunga e stretta, il cui contorno esterno coincide con parte della cinta muraria. A valle dell'edificio vi era una stradina che rappresentava un percorso secondario attraverso cui si giungeva al Castello. Entrando nel cortile si nota sulla sinistra, al primo livello, un loggiato che collegava i saloni di rappresentanza con le camere da letto. All'epoca dei Carafa vi erano solo due accessi al primo piano. L'ingresso occidentale era caratterizzato da un portone di grandi dimensioni. Sulla facciata Sud si intravedono ancora lo stemma della famiglia Ruffo e aspetti decorativi. L'ingresso principale alla parte abitabile del piano terra è di fronte all'arco d'entrata. A destra, erano collocate le scuderie e le stalle, da cui si poteva sia uscire, sia scendere mediante una scala in pietra. Nell'angolo sud-est è ubicata una cisterna per la raccolta delle acque piovane.

Dalle fonti documentarie emerge che in epoca federiciana venne ristrutturato ed ampliato su iniziativa del conte Bernardo, feudatario di un vasto territorio che dal Volturino si estendeva fino alle falde del Caperrino. Nel 1273, in seguito ad un violento terremoto, si procedette al restauro e alla costruzione della Torre circolare nord-est. Nella seconda metà del XV secolo il castello appartenne ai Sanseverino. In seguito, nel XVI secolo divenne proprietà della Famiglia dei Carafa Della Marra. Nel 1822 il castello ospitò la Corte Marziale Austriaca. Si sa inoltre che anticamente il castello fu utilizzato come carcere. Nel 1826 il terremoto provocò il crollo della copertura e di gran parte della struttura muraria dell'ultimo piano. Nel 1857, in seguito ad un altro terremoto, crollò il secondo piano del castello. Negli anni Cinquanta del Novecento, il castello fu venduto a vari proprietari e suddiviso in diverse abitazioni.

Il ponte di Sant'Antuono[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte di Sant'Antuono è una costruzione in pietra a forma di arco ribassato in pietrame in conci ad arcata unica, dalle fondamenta ben solide. Esso, prende il nome dalla chiesetta che gli abitanti del fiume costruirono dedicandola a Sant'Antonio Abbate, comunemente detto Sant'Antuono. Tale costruzione fu eseguita all'inizio del 1200,da artigiani locali, sotto la direzione tecnica dei monaci benedettini, abilissimi ingegneri, pontieri e ed architetti. Il ponte aveva la funzione di agevolare lo scambio tra i residenti del Piano e quelli del rione Sant'Antuono, prima di esso, infatti, l'accesso veniva effettuato con passerelle incerte e traballanti, si avverti, quindi il bisogno di lanciare un ponte stabile e sicuro.

Successivamente, si dimostrò causa di violenti contrasti, la causa era l'utilizzazione delle acque del fiume per l'esercizio della pesca ed anche perché, esso, veniva utilizzato per l'irrigazione degli orti e per uso potabile. Il ponte si incastona in uno scenario particolare, immerso nel verde, con a nord un agglomerato di case che si inerpica verso l'alto e culmina col castello; ad ovest la fiancata della catena montagnosa oltre i 1700 metri; ad est la vallata dell'Isca, a sud è protetto dal "Timpo" del Catagno". Il ponte fu costruito sul fiume "La Terra" un corso d'acqua a flusso continuo, Calvello è uno tra i pochi centri abitati ad essere bagnato da un corso d'acqua di questo genere. Il fiume si arricchisce, lungo il corso, di numerosi rivoli, discendenti da vallette e canali e dalle acque che attraverso i profondi strati di zolfo e ferro, residuati dell'antico vulcano, sboccano in una stretta gola dalle stupende caratteristiche,tra cascate e laghetti. Il ponte non ha subito alterazioni resistendo alle intemperie ed ai vari eventi naturali fino ai primi anni del '900, ad oggi, le condizioni statiche del ponte sono buone, anche se gli interventi effettuati successivamente hanno intaccato la bellezza dell'opera nel suo insieme.

La cappella Maria SS.ma del Monte Saraceno[modifica | modifica wikitesto]

Cappella Maria SS.ma del Monte Saraceno

La cappella, a navata unica, presenta tre grandi archi a sesto ribassato. Il catasto onciario del 1748 menziona questa chiesa fra le nove cappelle rurali allora esistenti nel territorio del paese. La cappella crollò nel 1844. In seguito alla legge dello Stato Italiano che autorizzava la vendita dei beni ecclesiastici ai privati, la cappella fu acquistata dalla famiglia De Porcellinis che la ricostruì nel 1878. Dai primi anni del secolo scorso la cappella è diventata proprietà della famiglia De Trana. La chiesa conserva una statua della Madonna della Santissima risalente al 1700, una tela datata 1695 e un altare maggiore che presenta decorazioni che riprendono i motivi delle ceramiche che probabilmente ricoprivano il pavimento.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]


Persone legate a Cavello[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati di riferimento alla superficie
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  3. ^ Ughelli, Italia Sacra, t. VII, c.497
  4. ^ N. Masini, Calvello : dal castrum al palazzo, p. 9
  5. ^ N. Masini, Architettura monastica della Congregazione di S. Maria di Pulsano: il caso di S. Pietro a Cellaria a Calvello, pp. 41-54
  6. ^ E. Cuozzo (a cura di), Catalogus Baronum. Commentario, Roma 1984, p. 171
  7. ^ I registri della cancelleria angioina ricostruiti da Riccardo Filangieri con la collaborazione degli archivisti napoletani (da ora in poi RCA), VI (1270-71), p. 138
  8. ^ RCA, XIX (1277-78), p. 39, n. 143
  9. ^ R.C.A., I (1265-1269), p. 313; cfr. anche N. Masini, Calvello : dal castrum al palazzo cit.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Antonio Masini

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • De Bonis L., Calvello: storia, arte, tradizioni, Giffoni Valle Piana (SA), Publigrifo, 1996.
  • Masini N., Calvello : dal castrum al palazzo, Collana dell'Istituto Internazionale di Studi Federiciani - Acta et Documenta, 2, Ed. ESI, Napoli, 1996.
  • Masini N., Architettura monastica della Congregazione di S. Maria di Pulsano: il caso di S. Pietro a Cellaria a Calvello, Bollettino Storico della Basilicata, 13 (1997), pp. 41-54
  • Tak H., South Italian Festivals: A Local History of Ritual and Change, Amsterdam University Press, 2000.
  • Ughelli F., Italia sacra sive de episcopis Italiae et insularum adiacentium, t. VII, Venetiis 1721, rist. anast. Bologna 1981.
  • Villano F., Calvello - gli anni del nostro Risorgimento, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]

https://www.youtube.com/watch?v=x0pVtS2bjzQ |Museo della Ceramica|

https://www.youtube.com/watch?v=3LLTeP8N8kk |Calvello: Piccola Grande Italia|

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN244115385
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