Grumento Nova

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Grumento Nova
comune
Grumento Nova – Stemma Grumento Nova – Bandiera
Grumento Nova – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
ProvinciaProvincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
SindacoAntonio Maria Imperatrice (lista civica "Grumento Democratica") dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate40°17′02″N 15°53′23″E / 40.283889°N 15.889722°E40.283889; 15.889722 (Grumento Nova)Coordinate: 40°17′02″N 15°53′23″E / 40.283889°N 15.889722°E40.283889; 15.889722 (Grumento Nova)
Altitudine771 m s.l.m.
Superficie66,65 km²
Abitanti1 689[1] (31-8-2017)
Densità25,34 ab./km²
FrazioniBacino Pertusillo
Comuni confinantiMarsicovetere, Moliterno, Montemurro, Sarconi, Spinoso, Tramutola, Viggiano, Montesano Sulla Marcellana (SA)
Altre informazioni
Cod. postale85050
Prefisso0975
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT076037
Cod. catastaleE221
TargaPZ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 311 GG[2]
Nome abitantigrumentini
PatronoMadonna del Monserrato - San Laverio
Giorno festivoUltima Domenica di agosto - 17 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grumento Nova
Grumento Nova
Grumento Nova – Mappa
Posizione del comune di Grumento Nova all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Grumento Nova è un comune italiano di 1.689 abitanti[1] della provincia di Potenza, in Basilicata. La sua denominazione ufficiale fu, fino al 1932, Saponaria di Grumento (o semplicemente Saponaria), e il nome dei suoi abitanti saponaresi. Nei pressi si trovano i resti dell'antica città romana di Grumentum, di cui è visitabile l'area archeologica, con il Museo archeologico nazionale dell'Alta Val d'Agri. Nel territorio è presente l'Aviosuperficie Grumentum, situata a breve distanza dal lago, fra lo stesso comune e il comune di Sarconi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Sorge a 780 m s.l.m. in Val d'Agri nella parte centro-occidentale della provincia. Confina con i comuni di: Moliterno, Sarconi (7 km), Tramutola (13 km), Viggiano (14 km), Montemurro (16 km), Spinoso (17 km) e Marsicovetere (18 km). Dista 73 km da Potenza e 118 km dall'altra provincia lucana di Matera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città venne fondata con il nome di Saponaria[3] nel 954 d.C., da una colonia di abitanti provenienti da Grumentum, fuggiti dalla loro città a causa delle invasioni saracene avvenute intorno all'anno 878[4]. La città romana di Grumentum fu definitivamente distrutta nell'anno 1031. Roberto d'Altavilla, primo signore di Saponaria, costruì sulla cima del colle di Saponaria un ben munito castello attorno al quale si formò un altro nucleo urbano che si chiamò Borgo. Questi due primitivi nuclei di abitazioni (il Borgo e il Casaletto) si fusero in un unico centro che si chiamò Saponaria. Gli Altavilla (o Hauteville) erano una famiglia Normanna originaria della Francia settentrionale. La presenza di Roberto è documentata per la prima volta, quale Conte di Montecaveoso (Montescaglioso), nel 1055. Dopo la sua morte, al figlio Guglielmo andarono Polla, Brienza e Saponaria. Successivamente Saponaria passò sotto il dominio di Federico II di Svevia. L'imperatore si scontrò con il papa Innocenzo IV che riuscì a fomentare la rivolta di molti feudatari, fra cui i Fasanella, i Sanseverino, i De marra e i Francisco. L'azione di costoro è passata alla storia come la Congiura di Capaccio del 1246. La capeggiava Pandolfo di Fasanella e vi partecipò anche Tommaso, Signore di Saponaria.

Nel 1254, Saponaria passò nelle mani dei Sanseverino e fu saccheggiata per volere di Manfredi, figlio di Federico II, poiché i nuovi feudatari parteggiavano per gli angioini. Nel 1267, il sovrano Carlo I d'Angiò ridiede la città al conte Ruggero Sanseverino, la cui stirpe la governò fino al 1806.

Dopo la conquista francese, Tommaso di Saponara fu nominato da Giuseppe Bonaparte ministro del Regno di Napoli. In epoca risorgimentale, vi furono diversi cittadini di Saponara che parteciparono attivamente ai moti liberali del 1820-1821 (con Gherardo Ceramelli), del 1848 (con Antonio De Cilla) e all'attività mazziniana del 1853 (con Giulio Cesare Giliberti).

Nel 1857 la città venne distrutta un terremoto, che provocò più di 2000 vittime. A seguito dell'unità d'Italia fu anch'essa influenzata dal fenomeno del brigantaggio: alcuni dei briganti più noti furono Donato "Caronza" Toscano e Diego "Lineo" Di Rago. Con regio decreto del 21 aprile 1863, il nome della città fu cambiato in Saponara di Grumento e, il 3 novembre 1932, nell'attuale Grumento Nova.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il castello Sanseverino[modifica | modifica wikitesto]

Il castello Sanseverino è stato costruito nella seconda metà dell’XI secolo dai Conti di Montescaglioso, primi feudatari di Saponara. Il Conte Roberto costruì la sua residenza sul cocuzzolo centrale del colle e tutto intorno sorse un Borgo. Venne poi costruita una cinta muraria con sette porte. Con l'affermarsi dei Sanseverino di Saponaria, il castello ebbe numerosi ampliamenti. Nel catasto onciario del 1749 si legge: "L'illustre Luiggi Sanseverino... Possiede un palazzo sopra duecento stabili per uso di abitazione, con giardino adiacente"[5]. Esso si sviluppava dall'attuale Largo Umberto I sino all'odierna Piazza Municipio. Intorno al 1700 fu completamente ristrutturato dal principe Carlo Maria Sanseverino e con lui il Castello raggiunse la sua massima estensione e magnificenza. Egli fece costruire ex novo l'ampio salone di corte, l'unica parte ancora rimasta in piedi del Palazzo feudale. Al giardino si accedeva attraverso una scalinata, di cui sono rimaste le tracce in via Roma. La definitiva sistemazione, data da Carlo, comprendeva dodici appartamenti e un "teatro leggiadro pe' drami musicali e comedie" di cui il principe era appassionato cultore ed autore[6]. Il principe Carlo Maria aveva fatto rappresentare una sua commedia musicale intitolata "Eliododro" in occasione del matrimonio della figlia Aurora. Alla scuderia del castello si accedeva dall'ampio spiazzo, chiamato steccato (oggi Largo Umberto I) e poteva ospitare ben centoventidue cavalli. Ai lati della scuderia c'erano due alte torri di cui non resta traccia. Sul terrapieno sovrastante la scuderia c'era un ampio cortile munito di cisterna ancora esistente.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madre di Sant'Antonino Vescovo e Martire[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Matrice di Grumento

La Chiesa Matrice di Grumento Nova si trova sulla parte nord del colle su cui sorge il paese. Fu costruita nell’anno 1118 su un preesistente tempio pagano e consacrata a Antonino di Apamea (Siria), il cui culto venne importato in Saponara da Guglielmo d'Altavilla, suo Feudatario, o, secondo un’altra ipotesi, dalla Francia dai monaci cistercensi al seguito di Ildebrando di Soana, divenuto poi Papa con il nome di Gregorio VII.

La prima ristrutturazione del 1561 fu attuata dall'arciprete Bernardino Giliberti. Nel 1604 venne costruita, sulla destra, dalla famiglia Cotino, una cappella dedicata al SS. Crocefisso . A questa data risalgono le pitture parietali nella botola a destra, all'interno della chiesa. Nel 1609 venne completato il campanile di tre piani. Bernardino Cioffi, primo arciprete mitrato di Saponara, vi fece collocare una grandissima campana. Nel 1635 invece, l’arciprete Giovanni Francesco Danio fece eseguire l’ampliamento del braccio destro della chiesa con la costruzione di tre nuove cappelle.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Archivi e biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca di Grumento nacque intorno al XVII secolo per mano di Carlo Danio, nipote del famoso giurista Amato Danio, il quale contribuì alla sua fondazione. Amato Danio, grazie al fervore culturale che si era sviluppato nell'antica Saponaria, all'interesse per la vicina colonia di Grumentum e al suo amore per la terra natia, istituì a Napoli vari studi su questa cittadina e l'impartì anche ai giovani grumentini trasferitisi lì. Alla morte di Amato Danio fu suo nipote Carlo Danio, arciprete della Collegiata Insigne, a ricevere la sua eredità culturale: egli trasferì la biblioteca da Napoli a Saponaria e la mise a disposizione degli studiosi, costruendo accanto ad essa un museo contenente antichi reperti di Grumentum. Questa biblioteca, nonostante le innumerevoli perdite, resta una delle più fornite in Basilicata per quanto concerne le opere antiche: sono presenti libri risalenti al XV secolo, i primi a essere stampati con la stampante a caratteri mobili.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Grumentum Val d'Agri è la squadra principale militante in Eccellenza.
  • Il suo attuale presidente è Antonio Petraglia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Cfr. V. Falasca, Grumentum, Saponaria, Grumento Nova, pp. 59-66.
  4. ^ In base alle fonti raccolte da Niccolò Ramaglia, poi ritenute non autentiche da Giacomo Racioppi: cfr. V. Falasca, Grumentum, Saponaria, Grumento Nova, pp. 43-44
  5. ^ Archivio di Stato di Napoli, Catasto Onciario, vol. 5275, fol. 400.
  6. ^ G.B. Pacichelli "Regno di Napoli in prospettiva, diviso in dodici Province pag. 296"
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Racioppi, Storia dei popoli della Lucania e della Basilicata, vol. II, Roma 1889

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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