Lagonegro

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Lagonegro
comune
Lagonegro – Stemma Lagonegro – Bandiera
Lagonegro – Veduta
Lagonegro centro, inizio viale Roma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
ProvinciaProvincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
SindacoPasquale Mitidieri (Riviviamo Lagonegro) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate40°08′N 15°46′E / 40.133333°N 15.766667°E40.133333; 15.766667 (Lagonegro)Coordinate: 40°08′N 15°46′E / 40.133333°N 15.766667°E40.133333; 15.766667 (Lagonegro)
Altitudine666 m s.l.m.
Superficie113,07 km²
Abitanti5 447[1] (30-11-2017)
Densità48,17 ab./km²
FrazioniCasale Serino, Cervaro, Farno, Fecìla, Fortino, Malpignata, Pennarone, Strette
Comuni confinantiCasalbuono (SA), Casaletto Spartano (SA), Lauria, Moliterno, Montesano sulla Marcellana (SA), Nemoli, Rivello, Tortorella (SA)
Altre informazioni
Cod. postale85042
Prefisso0973
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT076039
Cod. catastaleE409
TargaPZ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 120 GG[2]
Nome abitantiLagonegresi
PatronoSan Nicola di Bari
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lagonegro
Lagonegro
Lagonegro – Mappa
Posizione del comune di Lagonegro all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale
Palazzo di città Sede Comunale

Lagonegro (Launìvere in dialetto lucano[3]) è un comune italiano di 5 447 abitanti[1] della provincia di Potenza, in Basilicata

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune sorge a 666 m s.l.m. nel territorio della Valle del Noce nella parte sud-occidentale della provincia al confine con la parte sud-orientale della provincia di Salerno; vicini e ben collegati al paese sono anche i comuni della Calabria settentrionale del Golfo di Policastro sul Mar Tirreno. Nel suo territorio si trova il monte Sirino (2005 m s.l.m.).

La posizione geografica di Lagonegro è a metà strada tra il mare e le montagne. Di particolare importanza è l'orografia, allo studio dei monti e dei minerali si è dedicato nelle sue ricerche lo scienziato lagonegrese Giuseppe De Lorenzo. La zona è ricchissima di sorgenti e non mancano molti laghetti. Il suo territorio presenta una ricca fauna e una variegata flora contraddistinta dalla consistente presenza di castagneti e di faggeti.

Confina con i comuni di: Rivello (14 km), Nemoli (15 km), Casalbuono (SA) e Casaletto Spartano (SA) (20 km), Lauria (22 km), Tortorella (SA) (27 km), Moliterno (33 km) e Montesano sulla Marcellana (SA) (35 km). Dista 93 km da Potenza e 153 km dall'altro capoluogo di provincia lucano, Matera.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è caratterizzato da inverni rigidi e umidi e da estati mitigate dalla posizione geografica di Lagonegro, che la interpone a metà strada tra i rilievi del Sirino e il Mar Tirreno.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

"Di esso fu scritto: «Quem Nerulum dixere, Lagus post nomine niger | Iamdiu Lucanis, quae sibi fama Liber», ma l'esser colà l'antica Nerula fu contraddetto dai moderni topografi, e la mutazione in Lagolibero[4], non fu ritenuto dagli stessi cittadini. Vuolsi invece fosse sorta all'epoca Longobarda ed il nome avesse tolto da un lago o stagno formato dal Tanagro detto pur Negro."

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lagonegro medievale

Le origini della cittadina sono controverse, ma la teoria più accreditata fa derivare il borgo da un insediamento romano denominato Vicus Mendicoleius; pare che appena fuori del borgo vi sia una piccola chiesetta (detta del Rosario) sorta su un tempio pagano dedicato a Giunone[senza fonte]. Nell'VIII secolo pare avvenne l'insediamento di monaci Basiliani di origini bizantine o bulgare sulla rupe del castello. Forse la chiesa di San Nicola che svetta sul borgo, risalente al IX-X secolo, è opera conseguente allo stabilirsi di questi predicatori[senza fonte].

All'incirca in tale periodo il borgo è citato col suo attuale nome che pare derivi dalle scure acque di un lago appenninico situato nei dintorni e poi scomparso. Il borgo viene circondato nel IX-X secolo da mura e torri di cui ancora restano visibili incantevoli tracce. Di queste opere è molto suggestiva la porta di ingresso al borgo denominata "Porta di Ferro" la cui parte in pietra è stata rifatta nel 1552, al di sopra della porta c'è lo stemma della città post-feudale: San Michele Arcangelo che uccide il drago.

A partire dal 968, i suoi territori, costituirono una delle turme del thema di Lucania[5].

Nel periodo medievale, la cosiddetta "terra" di Lagonegro fece parte, della contea di Lauria. Passò successivamente nel 1463 a Vinceslao Sanseverino, dodicesimo conte di Lauria. Non avendo figli maschi ammogliò sua figlia Luisia con Barnaba Sanseverino, fratello di Roberto principe di Salerno, dandole in dote il suffeudo di Lauria consistente in Lauria, Ursomarso, Layno, Castelluccio, Trecchina e cedette le sue ragioni sopra Torturella, Cuccaro, Lagoniro, Rocca, Policastro, Rivello, Scalea e Bervicaro.

L'11 agosto del 1498 il re Federico donò Lagonegro a Gaspare Saragusio, devoluta per ribellione di Guglielmo Sanseverino, la di cui figlia Giovanna la vendé poi a Vincenzo Caraffa. Nel 1548 il Caraffa la vendé a Giacomo Cossa col patto di retrovenderla. Nel 1550 il Vincenzo Caraffa cedé il dritto di ricomprarla per ducati 5000 a Luigi Caraffa, il quale, acquistò poi per ducati 20.000. I cittadini però nel 1559 si ricomprarono, divenendo così città demaniale[senza fonte].

Più recentemente, nel 1853, soggiornò a Lagonegro il re di Napoli Ferdinando II

Con D.P.R. del 22 aprile 1958 Lagonegro è stato insignito del titolo di città.[6]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 Lagonegro fu elevata a concattedrale della diocesi di Tursi-Lagonegro, che comprende tutta la fascia di territorio lucano dal Tirreno allo Jonio.

Tradizioni e il folclore[modifica | modifica wikitesto]

San Nicola patrono di Lagonegro
Cappella del “Seggio”

Nella cultura di Lagonegro vi è la festività dedicata alla Madonna delle Nevi alla quale è stata dedicata un santuario sul massiccio del Sirino che ogni anno richiama molti fedeli da tutto il Lagonegrese e da altre zone della Basilicata. La festività si articola in tre momenti: nella terza domenica di giugno la sua statua viene portata a spalle sul monte Sirino, facendo tappa presso la località Vrushco; il 4 e 5 agosto la festa si tiene sulla cima del monte Sirino, presso la cappella dedicata alla Madonna: per l'occasione molti lagonegresi organizzano un lungo campeggio sul monte, mentre il giorno della festa altri concittadini si fermano dopo il rito religioso per una scampagnata; la terza domenica di settembre, giorno della vera e propria festa patronale del paese, la statua della Madonna delle Nevi viene riportata a spalle a Lagonegro e riposta presso la cappella del "Seggio", per poi essere trasportata il giorno dopo con una lunga processione tra le vie del paese nella Cattedrale, che la ospiterà per tutto l'inverno.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Nicola al castello
Chiesa di Sant'Anna
Palazzo Corrado
Fontana Monumentale G.Murat
Incisione G.Murat
Mascherone 1813
Lapide Fontana “Canterano”
Mascherone Fontana del “Canterano”
rotonda monumentale
Rotonda monumentale
Monumento ai caduti

I più importanti monumenti ed edifici sacri dell'antichità furono i templi dedicati agli dei romani dove da ruderi in via G.Aldino in pieno centro storico sorge la chiesa “Del Rosario"[8] che prende il posto ad un tempio dedicato a Giunone divinità romana moglie di Giove dea del matrimonio e del parto. Nell’Evo Antico tra il IX e X secolo si materializzò nel borgo antico la prima grande costruzione cristiana, la Concattedrale di San Nicola[9] sull'apogeo del castello, susseguita dagli eremi basiliani come Santa Maria degli Angeli. Nell’epoca rinascimentale soprattutto per la folta e potente presenza clericale e delle famiglie nobiliari a partire dal XVI secolo ci fu una diffusa costruzione di chiese, ad oggi il retaggio è considerevole in rapporto ai residenti: 33 chiese[10] poste tutte nel centro e nel borgo antico senza considerare le strutture delle frazioni e quelle postmoderne, tra queste spicca la chiesa “Dorico barocca” di S.Anna[11] del XVII monumento Nazionale. In evidenza sovrasta il centro storico la sopra citata Concattedrale della diocesi omonima chiesa di San Nicola al castello, la chiesa del “Purgatorio”, la chiesa di origine templare della “Candelora” . Poi ancora del “Crocifisso”, del “Carmelo” dell’Assunta e alle opere d’arte in esse custodite. Insieme alle croci monumentali del castello e di piazza Bonaventura Picardi. Tra le opere d’arte Rinascimentali “monumentali civili” più importanti e imponenti si annoverano alla lunga lista Palazzo Corrado[12] oggi sede museale; e quelle dell’epoca Napoleonica “Palazzo di città” sede comunale e la suggestiva Fontana G. Murat[13]. La fontana, in pietra di forma circolare, è composta da due vasche una inferiore ed una superiore con vari mascheroni e zampilli, l'opera fu fatta costruire alla fine del 1812 su ordine del Re di Napoli Gioacchino Murat così come recita la parte finale dell’ incisione in Latino sulla vasca inferiore: “IOACHINI NAPOLEONIS A.D MDCCCXIII” e vasca superiore A.D. 1813, per approvvigionamento delle truppe napoleoniche alloggiante in città e in località Fortino, frazione di Lagonegro. Originariamente collocata al centro di viale Roma fu poi traslocata successivamente in piazza Trento e Trieste (oggi ribattezzata piazza Bonaventura Picardi in onore al senatore della Repubblica italiana) dove attualmente si erge. Non meno importanti e degne di nota le antiche fontane del “Canterano"[14] con tre mascheroni con lapide suffissa, quella del “Rosario” e di casal Parisi, senza dimenticare i monumenti sulla rivoluzione napoletana ove Lagonegro partecipò con il sacrificio di uno dei suoi più cari figli: Cristoforo Grossi[15], medico rivoluzionario alla quale è dedicata. Le opere monumentali del XX secolo si annoverano L’imponente monumento ai caduti in villa comunale e quello sull’attuale agenzia delle entrate, più i mezzi busti in cui si ritrae lo scienziato e filosofo Giuseppe De Lorenzo. Di recente si è realizzata un'opera mausoleo dedicata alla città in una rotonda al centro di viale Roma, di fronte alla piazzetta intitolata al compianto cantautore musicista e poeta lagonegrese Pino Mango.

Miti e leggende[modifica | modifica wikitesto]

La Leggenda popolare narra di Lisa Gherardini meglio conosciuta come “la Monna Lisa” di cui Pino Mango dedico una canzone”, l’illustre modella che Leonardo Da Vinci trasse nell’dipinto celeberrimo “La Gioconda”, non solo ma anche lo scrittore russo Dmitrij Sergeevič Merežkovskij autore nel 1901 del romanzo “La Resurrezione degli Dei"[16]. Il romanzo su Leonardo da Vinci dove colloca la morte della modella leonardiana in Lucania precisamente a Lagonegro. Così recita il testo: “Monna Lisa mori per una infezione un morbo alla gola” in una piccola e oscura città di nome Lagonegro. Il marito, messer Francesco del Giocondo era in viaggio verso le Calabrie per chiudere un affare di pelli di montone e l’aveva lasciata a soggiornare nella vicina cittadina lucana. La morte sarebbe sopraggiunta nel 1506/1542 per una forte febbre improvvisa. Alcune sono le varianti dell’anno e l’appropriarsi del luogo di morte della modella Leonardiana, ma a tutt’oggi non ci sono fonti incontrovertibili, il mistero rimane e si infittisce anche dopo i ritrovamenti di alcuni documenti nella città di Firenze che proverebbero la dipartita della “modella” nella città del giglio.

Il mistero del “666” , numero legato alla cittadina lucana di certo non in modo “avventizio”; è citato nell’ ultimo Libro della Bibbia ovvero L’Apocalisse attribuita secondo tradizione all’Apostolo Giovanni; quindi è sia l’altezza “s.l.m” da cui la cittadina si erge, ed è anche la data della costruzione della chiesa di Sant'Anna “1666” incisa sulla facciata superiore, il tutto richiama racconti di forze iniziatiche ed esoteriche allusioni bibliche e mitologiche, visite Templari segrete e storie passate di pellegrinaggi iniziatici in loco .

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Monna Lisa Museum presso Palazzo Corrado.

Lapide Merežkovskij in Lagonegro .jpg

Teatri e Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Cineteatro Iris presso via Napoli.

Volontariato[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1º gennaio del 1998 è presente sul territorio l'associazione di Protezione Civile "i Sirenesi", il nome dell'associazione è stato scelto perché devoti al santuario della Madonna Del Sirino[senza fonte]. L'associazione ha partecipato ai soccorsi in numerose calamità nazionali importanti come il terremoto dell'Emilia del 2012 e il terremoto dell'Aquila del 2009.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Lagonegro è sede di numerosi servizi ed uffici pubblici, tra cui diverse scuole secondarie di secondo grado:

  • l'Istituto d'Istruzione Secondaria Superiore De Sarlo, comprendente un liceo linguistico, un liceo psicopedagogico ed un liceo scientifico;
  • l'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri Vittorino D'Alessandro, per le specializzazioni di ragioniere e geometra;
  • l'Istituto Professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente Giustino Fortunato, coordinato dalla sede centrale di Potenza.

Lagonegro è inoltre sede distaccata dei corsi di Infermieristica della Scuola di Scienze della Salute Umana dell'Università di Firenze.[senza fonte]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

A pochi chilometri dal centro abitato, il comprensorio sciistico Lago Laudemio-Conserva di Lauria con numerose piste e attività ricettive. Il comprensorio è aperto parzialmente dalla stagione invernale 2017/2018 .

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Lagonegro, all'incirca a metà strada tra Salerno e Cosenza, è situato in un punto nevralgico dei collegamenti vìari della Basilicata sud–occidentale ed è, in modo particolare, zona di transito per i viaggiatori che si spostano tra le regioni Campania e Calabria. Difatti, in tale zona, sono presenti due svincoli dell'autostrada A2 Salerno-Reggio Calabria:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Lagonegro e Stazione di Lagonegro (FCL).

Lagonegro era servito da due linee ferroviarie, entrambe con capolinea nel medesimo, oggi chiuse. Una era la Lagonegro-Castrovillari-Spezzano Albanese, linea a scartamento ridotto di gestione FCL; essa fu chiusa nel tratto da Lagonegro fino alla successiva stazione negli anni cinquanta causa bradisismo e cedimento strutturale del ponte in uscita da Lagonegro chiamato "Serra". L'altra era la Sicignano degli Alburni-Lagonegro chiusa nel 1987 per cause ignote.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

È inoltre servita da numerose linee di autobus urbani ed extra–urbani; questi ultimi sostituiscono la ex ferrovia e portano ogni giorno circa 7000 pendolari, tra studenti e lavoratori.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio della città è l'A.S.D. Soccer Lagonegro '04[17] che milita in Eccellenza.

In passato il Lagonegro Calcio ha disputato partite in Lega Nazionale Dilettanti e detentore della Coppa Italia di categoria

Coppa Italia Dilettanti Basilicata .jpg

Coppa Italia Dilettanti Basilicata

Nella pallavolo è presente la Rinascita Volley '78 Lagonegro che milita nella Serie A2 (pallavolo maschile) Nazionale.

Sono praticati molti altri sport come il ciclismo, che ha tuttora molti talenti giovanili per il panorama nazionale, e l'atletica con molti atleti che partecipano frequentemente a campionati provinciali, regionali e nazionali. Praticato anche lo sci sugli impianti del Sirino e l'escursionismo sui monti del circondario.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 340.
  4. ^ come nota lo storico Giacomo Racioppi
  5. ^ Spiritualità e società religiosa greca nell'Italia Meridionale e la Sicilia, pp. 25-26-27
  6. ^ Ufficio araldico - Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato, 15 gennaio 2014. URL consultato il 15 marzo 2018.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ (IT) Super User, La chiesa del Rosario, su www.basileusonline.it. URL consultato il 30 aprile 2018.
  9. ^ (IT) Super User, La chiesa di S. Nicola al Castello, su www.basileusonline.it. URL consultato il 30 aprile 2018.
  10. ^ (IT) Redazione, Lagonegro arte e mistero. A Spasso nel Borgo delle 33 Chiese. URL consultato il 30 aprile 2018.
  11. ^ (IT) Super User, La chiesa di Sant'Anna, su www.basileusonline.it. URL consultato il 30 aprile 2018.
  12. ^ Palazzo Corrado
  13. ^ G.Murat
  14. ^ Canterano
  15. ^ Cristoforo Grossi
  16. ^ La Resurrezione degli Dei
  17. ^ Soccer Lagonegro '04

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Guillou, Spiritualità e società religiosa greca nell'Italia Meridionale e la Sicilia, Bari, Istituto Superiore di Teologia Ecumenica "S. Nicola", 1972.
  • Alessandro Falcone, Delle notizie con discorsi Istorici per la Città di Lagonegro (Trascr. dal ms risalente al 1730 a cura di Carlo Calza)
  • Carlo Pesce, Storia della Città di Lagonegro, Stab. Tip. Pansini, Napoli, 1913
  • Raffaele Raele, La Città di Lagonegro nella sua vita religiosa, Buenos Aires, 1944
  • Giuseppe Guida, Profili di personaggi lagonegresi, Fasano Editore, Cosenza, 1988
  • Carlo Calza, Libro di Statuti e Capitoli della Regia Città di Lagonegro, Zaccara Editore, Lagonegro, 1990
  • Vincenzo Fucci, Madonna degli Angeli una identità ritrovata, Parallelo 88, Reggio Calabria, 2000
  • Salvatore Trunfio, A proposito di Lagonegro, mpm Lauria, 2000
  • Relazione della S. Visita alle Chiese di Lagonegro di S.E. Giuseppe Maria Cione Vescovo di Policastro del 27 marzo 1874, Carlo Calza (a cura di), Grafiche Zaccara, Lagonegro, 2006
  • Carlo Calza, Cronologia della storia della Città di Lagonegro, Grafiche Zaccara, Lagonegro, 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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