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Lingua osca

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Osco
Parlato in Sannio, Lucania e Abruzzo
Periodo dal V secolo a.C.
Locutori
Classifica estinta
Tassonomia
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Osco-umbro
  Osco
Codici di classificazione
ISO 639-3 osc (EN)
Glottolog e osca1244 osca1245 e osca1244 (EN)

L'osco, la lingua degli Osci e dei Sanniti, fa parte delle lingue osco-umbre, che è un ramo delle lingue indoeuropee e che include tra le altre lingue l'umbro e i dialetti sabellici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Era parlato nel Sannio, così come in Lucania e nell'Abruzzo. Forse arrivava più a nord di quanto generalmente ammesso, vale a dire nel Montefeltro, in base al toponimo peschio o pestio. L'Osco è noto da iscrizioni che datano a partire dal V secolo a.C. Le più importanti iscrizioni in osco sono la Tabula Bantina e il Cippus Abellanus conservato presso il Seminario vescovile di Nola. L'osco è stato scritto in alfabeto latino, alfabeto greco, così come in una serie di varietà degli antichi alfabeti italici. Esiste anche una forma di alfabeto osco, adattamento dell'alfabeto etrusco.

Diffusione dell'osco, circa V secolo a.C.

I dialetti oschi comprendono le varietà dei Sanniti, Lucani, Marrucini, Peligni, Vestini, Sabini e Marsi.

L'osco aveva molto in comune con il latino, benché ci fossero anche vistose differenze e molti gruppi di parole comuni in latino erano assenti e rappresentati da forme interamente differenti. Per esempio, il verbo latino volo, volui, velle, e altre forme simili provenienti dalla radice del Proto-indoeuropeo * wel ('volere') erano rappresentati da parole derivate da *gher ('desiderare'): l'osco herest ('desidererà, vorrà') in contrasto con il latino vult. Il latino locus (luogo, posto) era assente e rappresentato forse da slaagid, hapax presente nel Cippo abellano variamente etimologizzato e recentemente ricondotto a un toponimo sovrapponibile all'antica forma osca[1].

La fonologia osca ha anche evidenziato differenze dal latino: in osco 'p' al posto del 'qu' latino (osco pis, latino quis); 'b' al posto della 'v' latina; 'f' mediale invece della 'b' e della 'd' (osco mefiai, latino mediae).

Considerato il più conservatore di tutte le lingue italiche conosciute, l'osco rivaleggia solo con il greco nel mantenere intatto il sistema ereditato di vocale + i dittonghi.

Permangono ancora iscrizioni in caratteri greci, etruschi e latini in Campania.

Iscrizioni osche si possono ancora riconoscere su alcune facciate di case ed edifici di Pompei, dove in epoca romano-repubblicana veniva ancora parlato l'osco.

Una ricca collezione di iscrizioni osche è - di conseguenza - conservata nel Museo archeologico nazionale di Napoli, nella sezione epigrafica.

Molte parole dialettali attualmente utilizzate nelle varie zone dell'Italia centro-meridionale presentano elementi di sostrato di derivazione osca.

Scrittura[modifica | modifica wikitesto]

L'osco era scritto con l'alfabeto latino, quello greco e anche con un alfabeto proprio.

L'alfabeto osco originale, la sua translitterazione è la seguente:

𐌀 𐌁 𐌂 𐌃 𐌄 𐌅 𐌆 𐌇 𐌈 𐌋 𐌌 𐌍 𐌐 𐌑 𐌓 𐌔 𐌕 𐌖 𐌚 𐌞 𐌝
A B G D E V Z H I L M N P Ś R S T U F Ú Í

La Z è pronunciata [ʦ]. Le lettere Ú e Í sono derivate graficamente da U e I, e non appaiono nei testi più antichi. La Ú rappresenta il suono o, e Í è una [ẹ] accentata. Vocali doppie sono usate per indicare suoni lunghi; l'eccezione è la I lunga che è scritta .

A volte, come già visto, l'osco è scritto con gli alfabeti latino o greco.

Se è scritto in latino allora la Z non rappresenta [ʦ] ma invece [z], che non è scritta differentemente da [s] nell'alfabeto osco.

Heta, assieme a una variante disegnata per l'uso tipografico moderno.

Se è usato l'alfabeto greco, esso è identico a quello standard, con l'aggiunta di Heta per il suono [h] e un'altra lettera per il suono indicato nell'alfabeto osco dalla V. Le lettere η e ω non indicano la quantità. A volte i gruppi ηι e ωϝ indicano i dittonghi /ei/ e /ou/ mentre ει e sono usati per indicare i monotonghi /í/ e /uu/ nell'alfabeto osco. Altre volte ει e sono usati per indicare dittonghi, nel qual caso o indica il suono /uu/.

Grammatica[modifica | modifica wikitesto]

La struttura morfologica dell'osco è quella tipica delle lingue indoeuropee e pertanto molto simile a quella latina. L'osco presenta sei casi (il caso vocativo non è attestato), due numeri e cinque declinazioni. La morfologia verbale è anch'essa simile a quella latina: tre modi, cinque tempi (il piuccheperfetto non è attestato), cinque modi verbali indefiniti, due diatesi e quattro coniugazioni.[2].

Sostantivi[modifica | modifica wikitesto]

Prima declinazione[modifica | modifica wikitesto]

La differenze tra osco e latino, nei riguardi della prima declinazione, sono: la desinenza -ad dell'ablativo singolare per il primo contro l'uscita in -ā del latino classico, ma in concordanza col latino arcaico (puellād); l'uscita in -as per il genitivo singolare, soppiantata nel latino classico da -ae, ma presente in forme più arcaicizzanti (pater familiās); la conservazione della s intervocalica nel genitivo plurale, anch'essa in comune col latino arcaico (puellāsom).

singolare plurale
Nominativo -as
Genitivo -as -asúm
Dativo -aí -aís
Accusativo -am -ass
Ablativo -ad -aís
Locativo -aí -aís

Applicata nel caso della parola víú "via".

singolare plurale
Nominativo ú as
Genitivo as asúm
Dativo aís
Accusativo am ass
Ablativo ad aís
Locativo aís
Seconda declinazione[modifica | modifica wikitesto]

Le principali differenze col latino sono: la caduta della desinenza -os latina nel nominativo singolare (-us per il latino classico) e l'uscita in -ús nel plurale contro quella in -oī del latino (-i nel latino classico); la desinenza -eís del genitivo sul calco della terza declinazione, contro l'uscita in -oī del latino arcaico[3].; la desinenza -oī del latino arcaico è resa con -úí (da leggersi oi) per quanto riguarda il caso dativo; il locativo ha la conservazione della desinenza -eí in opposizione ad -i o -oi latine; per i casi accusativo e ablativo valgono le stesse considerazioni della prima coniugazione.

  • Sostantivi maschili e femminili.
singolare plurale
Nominativo - -ús
Genitivo -eís -úm
Dativo -úí -úís
Accusativo -úm -úss
Ablativo -úd -úís
Locativo -eí -úís
  • Sostantivi neutri.
singolare plurale
Nominativo úm
Genitivo -eís -úm
Dativo -úí -úís
Accusativo -úm
Ablativo -úd -úís
Locativo -eí -úís

Declinazione del sostantivo maschile húrz "tempio".

singolare plurale
Nominativo húrz húrtús
Genitivo húrteís húrtúm
Dativo húrtúí húrtúís
Accusativo húrtúm húrtúss
Ablativo húrtúd húrtúís
Locativo húrt húrtúís

Radice in -i.

  • Sostantivi maschili e femminili.
singolare plurale
Nominativo - -iús
Genitivo -ieís -iúm
Dativo -iúí -iúís
Accusativo -iúm -iúss
Ablativo -iúd -iúís
Locativo -ieí -iúís
  • Sostantivi neutri.
singolare plurale
Nominativo -im -iú
Genitivo -ieís -iúm
Dativo -iúí -iúís
Accusativo -im -iú
Ablativo -iúd -iúís
Locativo -ieí -iúís
Terza declinazione[modifica | modifica wikitesto]

Come nel latino anche nell'osco i sostantivi di tale declinazione si suddividono in gruppi: consonantico e vocalico. La più evidente singolarità è la desinenza in -uf del nominativo singolare nel tema consonantico nasale.

Tema vocalico in i.

  • Sostantivi maschili e femminili.
singolare plurale
Nominativo - -is
Genitivo -eís -íúm
Dativo -eí -ífs / -íss
Accusativo -úm ?
Ablativo -íd -ífs / -íss
Locativo ? ?

Declinazione della parola aídil "edile".

singolare plurale
Nominativo aídil aídilis
Genitivo aídileís aídilíúm
Dativo aídil aídilífs
Accusativo aídilíúm ?
Ablativo aídilíd aídilífs
Locativo ? ?

Radice consonantica "muta".

  • Sostantivi maschili e femminili.
singolare plurale
Nominativo -s -s
Genitivo -eís -úm
Dativo -eí -ís
Accusativo -úm -s
Ablativo -úd -ís
Locativo ? ?
  • Sostantivi neutri.

Non attestati.

Declinazione della parola meddíss "magistrato".

singolare plurale
Nominativo meddíss meddíss
Genitivo medíikeís medíkúm
Dativo medík medíkís
Accusativo medíkúm medíks
Ablativo medíkúd medíkís
Locativo ? ?

Radice liquida.

singolare plurale
Nominativo -r -r
Genitivo -eís -úm
Dativo -eí -ís
Accusativo -úm -rs
Ablativo -úd -ís
Locativo -? -?

Declinazione della parola patír "padre".

singolare plurale
Nominativo patír patír
Genitivo patereís paterúm
Dativo pater paterís
Accusativo paterúm paters
Ablativo paterúd paterís
Locativo ? ?

Radice nasale.

singolare plurale
Nominativo -uf -ns
Genitivo -eís -úm
Dativo -eí -ís
Accusativo -úm -?
Ablativo -úd -íss
Locativo -? -?

Declinazione del sostantivo femminile tríbarakkiuf "edificio".

singolare plurale
Nominativo tríbarakkiuf tríbarakkins
Genitivo tríbarakkineís tríbarakkinúm
Dativo tríbarakkin tríbarakkinís
Accusativo tríbarakkinúm ?
Ablativo tríbarakkinúd tríbarakkiís
Locativo ? ?

Quarta declinazione[modifica | modifica wikitesto]

A causa del ridotto numero di sostantivi appartenenti a tale classe, la maggior parte delle desinenze sono sconosciute.

singolare plurale
Nominativo -? -?
Genitivo -ús -?
Dativo -? -?
Accusativo -ím -?
Ablativo -íd -?
Locativo -? -?

Quinta declinazione[modifica | modifica wikitesto]

Della quinta declinazione si conosce solo la desinenza del nominativo singolare -es e del dativo singolare -í, come nel sostantivo Kerres "Cerere".

Esempio di testo osco[modifica | modifica wikitesto]

Dal Cippo abellano, lato B:

ekkum[svaí píd herieset
trííbarak[avúm tereí púd
liímítú[m] pernúm [púís
herekleís fíísnú mefi[ú
íst, ehtrad feíhúss pú[s
herekleís fíísnam amfr
et, pert víam pússtíst
paí íp íst, pústin slagím
senateís suveís tangi
núd tríbarakavúm lí
kítud. íním íúk tríba
rakkiuf pam núvlanús
tríbarakattuset íúk trí
barakkiuf íním úíttiuf
abellanúm estud. avt
púst feíhúís pús físnam am
fret, eíseí tereí nep abel
lanús nep núvlanús pídum
tríbarakattíns. avt the
savrúm púd eseí tereí íst,
pún patensíns, múíníkad ta[n
ginúd patensíns, íním píd e[íseí
thesavreí púkkapíd ee[stit
a]íttíúm alttram alttr[ús
h]erríns. avt anter slagím
a]bellanam íním núvlanam
s]úllad víú uruvú íst . edú
e]ísaí víaí mefiaí teremen
n]iú staíet.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alberto Manco, Sull'osco *sl(a)gi-, Napoli, UNO, 2006 (Università degli studi di Napoli "L'Orientale". AIΩN sezione Linguistica, 28), pp. 273-275.
  2. ^ Carl Darling Buck, A grammar of Oscan and Umbrian : with a collection of inscriptions and a glossary, Boston, 1904
  3. ^ Carl Darling Buck, A grammar of Oscan and Umbrian : with a collection of inscriptions and a glossary, Boston, 1904

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • H. H. Janssen, Oscan and Umbrian Inscriptions, Leiden, 1949
  • E. Vetter, Handbuch der italischen Dialekte, Heidelberg, 1953
  • Vittore Pisani, Le lingue dell'Italia antica oltre il Latino, Rosenberg & Sellier, 1964. ISBN 9788870110241

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