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Messana

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Messana
Nome originale Μεσσήνη (in attico); Μεσσάνα (in dorico)
Cronologia
Fondazione intorno all'VIII secolo a.C.
Fine 396 a.C.
Causa Distruzione da parte dei cartaginesi
Rifondazione 393 a.C.
Fine 288 a.C.
Causa Occupata dai Mamertini
Territorio e popolazione
Lingua greco antico (dialetto dorico)
Localizzazione
Stato attuale Italia Italia
Località Messina
Coordinate 38°11′N 15°33′E / 38.183333°N 15.55°E38.183333; 15.55Coordinate: 38°11′N 15°33′E / 38.183333°N 15.55°E38.183333; 15.55
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Messana
Messana
Mappa di localizzazione: Sicilia isola
Messana
Messana

Messàna (dal dialetto dorico in greco antico: Μεσσάνα, Messána), fu una colonia greca della Sicilia, fondata dai calcidesi e corrisponde all'odierna città di Messina. La città originariamente venne indicata col nome di Zancle, ma non si conosce esattamente la data della sua fondazione: Tucidide tace a tal proposito, mentre secondo Eusebio di Cesarea essa sarebbe avvenuta tra il 743 a.C. e il 724 a.C. Le testimonianze archeologiche più antiche sulla fondazione di Zancle da parte dei greci risalgono comunque intorno al 730 a.C.[1] Successivamente con la rifondazione da parte dei Messeni, avvenuta nel 486 a.C., fu chiamata Messana e, infine, dopo la conquista romana (288 a.C.) verrà chiamata Messina.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Zancle, secondo Tucidide, deriva dal termine Zanclon della lingua dei Siculi ed è stato sostituito dal toponimo Messana quando un gruppo di Messeni, su invito di Anassilao, tiranno di Rhegion di origine messenica, conquistò la città sopraffacendo i Sami (489/486 a.C.).

In base alle parole di Tucidide, il quale tace comunque sulla data di fondazione, si sostiene che un primo insediamento, se pur esiguo, a Zancle avvenne ad opera dei Calcidesi provenienti dall'Eubea.[1] Il nome deriva forse dalla forma della penisola di San Raineri, somigliante ad una falce contribuendo a costituire un porto naturale che fu alla base dello sviluppo della colonia.

Reperti[modifica | modifica wikitesto]

I reperti archeologici scoperti tra il XIX e XX secolo hanno dimostrato che si tratta di una delle maggiori città della Sicilia greca pur se le tracce dell'insediamento sono di difficile reperimento a causa del forte interramento che ha sepolto a molti metri gli strati archeologici.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Lorenzo Braccesi, Hesperìa II; Bruno d'Agostino, Giorgio Buchner, Apoikia, 1984; Carmine Ampolo, Dalla preistoria all'espansione di Roma, 1981; Noctes Campanae: studi di storia antica ed archeologia dell'Italia, 2005.
  2. ^ Un ampio panorama delle scoperte archeologiche è fornito nei tre tomi del volume Da Zancle a Messina a cura di G. M. Bacci e G. Tigano (Messina 1999-2001), nei volumi 6 e 11 dei Quaderni del Museo Regionale di Messina e in varie pubblicazioni dedicate ai materiali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]