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Messana

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Messana
Nome originale Μεσσήνη (in attico); Μεσσάνα (in dorico)
Cronologia
Fondazione intorno all'VIII secolo a.C.
Fine 396 a.C.
Causa Distruzione da parte dei cartaginesi
Rifondazione 393 a.C.
Fine 288 a.C.
Causa Occupata dai Mamertini
Territorio e popolazione
Lingua greco antico (dialetto dorico)
Localizzazione
Stato attuale Italia Italia
Località Messina
Coordinate 38°11′N 15°33′E / 38.183333°N 15.55°E38.183333; 15.55Coordinate: 38°11′N 15°33′E / 38.183333°N 15.55°E38.183333; 15.55
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Messana
Messana
Mappa di localizzazione: Sicilia isola
Messana
Messana

Messàna (dal dialetto dorico in greco antico: Μεσσάνα, Messána), fu una colonia greca in Sicilia, fondata dai calcidesi e corrisponde all'odierna città di Messina. La città originariamente venne indicata col nome di Zancle, ma non si conosce esattamente la data della sua fondazione: Tucidide tace a tal proposito, mentre secondo Eusebio di Cesarea essa sarebbe avvenuta tra il 757 a.C. e il 756 a.C. Le testimonianze archeologiche più antiche sulla fondazione di Zancle da parte dei greci risalgono al 757 a.C.[1]; per la prima volta fuori dalla Grecia, a Messina, è stato ritrovato il rito di fondazione della città da parte degli ecisti. Successivamente con la rifondazione da parte dei Messeni, avvenuta nel 486 a.C., fu chiamata Messana e, infine, dopo la conquista romana (288 a.C.) verrà chiamata Messina.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Zancle, secondo Tucidide, deriva dal termine Zanclon della lingua dei Siculi ed è stato sostituito dal toponimo Messana quando un gruppo di Messeni, su invito di Anassilao, tiranno di Rhegion di origine messenica, conquistò la città sopraffacendo i Sami (489/486 a.C.).

In base alle parole di Tucidide, il quale tace comunque sulla data di fondazione, si sostiene che un primo insediamento, se pur esiguo, a Zancle avvenne ad opera dei Calcidesi provenienti dall'Eubea.[1] Il nome deriva forse dalla forma della penisola di San Raineri, somigliante ad una falce contribuendo a costituire un porto naturale che fu alla base dello sviluppo della colonia.

Reperti[modifica | modifica wikitesto]

I reperti archeologici scoperti tra il XIX e XX secolo hanno dimostrato che si tratta di una delle maggiori città della Sicilia greca pur se le tracce dell'insediamento sono di difficile reperimento a causa del forte interramento che ha sepolto a molti metri gli strati archeologici.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Lorenzo Braccesi, Hesperìa II; Bruno d'Agostino, Giorgio Buchner, Apoikia, 1984; Carmine Ampolo, Dalla preistoria all'espansione di Roma, 1981; Noctes Campanae: studi di storia antica ed archeologia dell'Italia, 2005.
  2. ^ Un ampio panorama delle scoperte archeologiche è fornito nei tre tomi del volume Da Zancle a Messina a cura di G. M. Bacci e G. Tigano (Messina 1999-2001), nei volumi 6 e 11 dei Quaderni del Museo Regionale di Messina e in varie pubblicazioni dedicate ai materiali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]