Lingua estinta

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Una lingua estinta o lingua conclusa è una lingua che non ha più locutori nativi. Normalmente ciò avviene quando una lingua è soggetta ad estinzione linguistica e viene direttamente rimpiazzata da una lingua diversa, ad esempio il copto sostituito dall'arabo e molte lingue native americane, sostituite da inglese, francese, spagnolo e portoghese.

Evoluzione ed utilità docimologica[modifica | modifica wikitesto]

Il termine lingua morta si riferisce comunemente anche ad una lingua più antica che è cambiata significativamente e si è evoluta in un nuovo, autonomo gruppo linguistico, di cui risulti ormai completato il processo di separazione linguistico. Il latino ad esempio è una lingua morta non avendo locutori nativi, ma è la base del latino volgare, il quale si evolse nelle moderne lingue romanze.

In alcuni casi una lingua estinta rimane in uso per funzioni scientifiche, legali o ecclesiastiche. Il latino, l'antico slavo ecclesiastico, il copto, ge'ez sono fra le tante lingue estinte usate come lingue sacre.

In altri casi, l'utilità deriva dall'essere oggetto di insegnamento, anche non universitario: per Carlo Azeglio Ciampi, la cultura classica ed il metodo dell’interpretazione filologica conferiscono una forma mentis che si rivela preziosa in campi anche totalmente diversi[1].

Tipologie di lingue vive[modifica | modifica wikitesto]

Una lingua che ha locutori nativi in vita è chiamata lingua viva. Sono conosciute 6.912 lingue vive.

In almeno un caso, l'ebraico, una lingua liturgica estinta è stata rianimata per ridiventare lingua viva. Ci sono stati altri tentativi di rianimazione linguistica (ad esempio il mannese ed il cornico), ma il loro successo è stato dibattuto, non essendo chiaro se diventeranno mai la lingua nativa comune di una comunità di locutori. Ci sono anche dei dialetti che ormai non vengono più usati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per l'intervento agli studenti dell’Ateneo pisano, in cui egli sottolineava la somiglianza dell’analisi dei frammenti latini con quella interpretativa dei dati statistico–economici, cfr. A. Levi, Da Livorno al Quirinale. Storia di un italiano, Il Mulino, Bologna, 2010, p. 211.

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