Rivitalizzazione linguistica

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La rivitalizzazione linguistica è il processo di recupero, da parte di governi, autorità politiche, o entusiasti, dell'uso di una lingua che non è più parlata e appresa in casa. L'estinzione linguistica è il processo per cui una lingua cessa di essere usata dal popolo che la parlava. La rivitalizzazione linguistica si propone di riportare in uso una lingua estinta o in via di estinzione.

Forse l'esempio più celebrato di rivitalizzazione linguistica riuscita è la lingua ebraica, che ora esiste come lingua viva usata quotidianamente nello stato di Israele. Altri tentativi ufficiali di rivitalizzare lingue in pericolo, come la promozione della lingua irlandese nella repubblica d'Irlanda, hanno avuto minore successo. Altre lingue in pericolo che sono state soggetto di campagne rivitalistiche da parte di appassionati o governi includono:

Spesso l'organizzazione rivitalizzatrice sceglie un particolare dialetto, oppure ne standardizza uno da diverse varianti, ed aggiunge nuove forme, soprattutto vocabolario moderno, attraverso neologismi, estensioni semantiche di parole antiche, calchi da lingue vicine (arabo per l'ebraico moderno, gallese per il mannese), o prestiti diretti dalle lingue internazionali moderne. I sostenitori delle altre varianti possono pensare che la forma prescelta non sia quella "vera", e che lo scopo originale sia stato contraddetto.

Europa[modifica | modifica sorgente]

In Europa, nel diciannovesimo e all'inizio del ventesimo secolo, l'uso di lingue sia locali che erudite declinò quando i governi centrali imposero la propria lingua vernacolare come standard nell'istruzione e nell'uso ufficiale (fu il caso della Francia e dell'Italia).

Negli ultimi decenni, i movimenti dei diritti umani e di nazionalismo locale hanno favorito una politica più multiculturale negli stati europei. Campagne hanno migliorato i profili delle lingue locali al punto che alcune lingue locali hanno acquisito lo status di lingua ufficiale, insieme alla lingua nazionale. L'azione del Consiglio d'Europa in quest'area (vedi Carta europea per le lingue regionali e minoritarie) contrasta con la concessione di stato ufficiale da parte dell'Unione europea ad un numero ristretto di lingue (vedi lingue dell'Unione europea).

Dall'altro lato, il latino, la lingua erudita in cui l'educazione superiore e la comunicazione accademica fu effettuata in Europa per molti, provvedendo così un legame culturale al continente attraverso tutte le sue università fino al periodo su menzionato, è anche stato oggetto di un movimento di rivitalizzazione linguistica e sta precariamente crescendo nel numero di locutori (cf. latino vivente), anche se, come lingua che non è nativa di alcun popolo, questo movimento non ha ricevuto supporto da alcun governo, nazionale o sopranazionale.

Nel mondo[modifica | modifica sorgente]

Più di 750 lingue si sono già estinte nel mondo. Altre ancora hanno pochissimi locutori: queste lingue sono in pericolo.

L'ONU stima che più di metà delle lingue parlate oggi hanno meno di 10.000 locutori e che un quarto hanno meno di 1.000 locutori e che, a meno che non si facciano sforzi per mantenerle, nei prossimi cento anni la maggior parte si estinguerà.

L'Endangered Language Fund è un fondo dedicato alla preservazione e rivitalizzazione delle lingue in via di estinzione.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

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