Balvano

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Balvano (Balvàne in dialetto lucano) è un comune italiano di 1.845 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Sorge a 425 m s.l.m. nella parte nord-occidentale della provincia al confine con la parte nord-orientale della provincia di Salerno.

Confina con i comuni di: Ricigliano (SA) (9 km), Vietri di Potenza (11 km), Romagnano al Monte (SA) (12 km), Baragiano (15 km), Picerno (18 km), Bella (20 km) e Muro Lucano (25 km). Dista 34 km da Potenza e 132 km dall'altra provincia lucana Matera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 novembre 1861 le bande di Carmine Crocco e José Borjès, sconfitte a Muro Lucano, raggiunsero Balvano. Ben accolte e foraggiate dalla popolazione probabilmente impossibilitata a difendersi, si trattennero nel paese tutta la notte. Gli accordi raggiunti tra Crocco, le autorità di Balvano, e altri capi consentirono di mantenere l'ordine e di salvare probabilmente il paese dal saccheggio.[1] L'anno seguente, il paese fu colpito da una epidemia di colera. I maggiorenti di Balvano accusarono una giovane guaritrice, tal Gesualda Postiglione, di essere la responsabile della pestilenza. La donna li implorò di non fare del male ai suoi due figli minorenni -un bimbo e una bimba generati dal matrimonio con un soldato dell'esercito borbonico perito in guerra- ma per tutta risposta fu picchiata e violentata. Due giovani contadini, che avevano ricevuto il barbaro ordine di impiccare i due piccoli, li fecero fuggire via dal paese su un cavallo. La Postiglione quindi maledì chi l'aveva oltraggiata e anche le future generazioni di balvanesi, escludendo i due ragazzi che avevano fatto fuggire i suoi figli. Un certo Rizzello iniziò dunque a colpirla con un bastone, e altri si aggiunsero con randelli e zappe, continuando per diversi minuti fino alla morte della malcapitata. Meno di una settimana dopo, un nutrito gruppo di briganti capeggiato da Sparviero e Caporal Teodoro prese il paese d'assalto. Secondo fonti del tempo, furono prese di mira le proprietà di coloro che avevano partecipato all'uccisione della Postiglione. Ci furono una quindicina di morti e feriti -in particolare a Rizzello venne strappato il cuore- e furono razziati alcuni capi di bestiame.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione»
— Terremoto dell'Irpinia 23 novembre 1980[2]

Avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944, in una galleria poco dopo la stazione di Balvano si consumò la più grave sciagura ferroviaria europea, quella del treno 8017 nota come disastro di Balvano

Nel 1980, è stato uno dei paesi più colpiti dal terremoto che colpì la Basilicata e l'Irpinia: il solo crollo della chiesa locale provocò ben 77 morti. Distrutto quasi totalmente, è stato ricostruito. Subito dopo la scossa il paese ricevette la visita di papa Giovanni Paolo II.

La zona, negli anni successivi al terremoto, si è arricchita di una zona industriale, ricca di aziende locali e foranee.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Provinciale 51 di Balvano
  • Strada Statale 94 del Varco di Pietrastretta
  • accordo autostradale 5 - uscita Balvano-Vietri

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Laspro
  • Palazzo Tirico ( sede del Municipio)
  • Convento di Sant'Antonio da Padova
  • Palazzo Lenzi
  • Palazzo Cecere
  • Palazzo Pacelli
  • Chiesa della Madonna delle Grazie

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da Frà Diavolo a Borjès – Con il diario del generale spagnolo - supplemento a “La Sicilia” – Capone Editore/Edizioni del Grifo
  2. ^ da www.quirinale.it
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., "Balvano", a cura della Comunità Marmo-Platano, Villa d'Agri, 1984.
  • G. Arduino, Vici, praedia "e" fundi "nell'antico territorio di Volcei. Balvano-San Gregorio Magno", Salerno, Palladio Editore, 1997.
  • M. G. Negrone Casciano, "I frati minori a Balvano: 1591-1817", Salerno, Palladio Editore, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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