Ferrero (azienda)

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Ferrero S.p.A.
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Stato Italia Italia
Forma societaria Società per azioni
Fondazione 1946 a Alba
Fondata da Pietro Ferrero
Sede principale Alba (legale, amministrativa)
Pino Torinese (commerciale)[1]
Filiali Pozzuolo Martesana (MI), Sant'Angelo dei Lombardi (AV), Balvano (PZ), Villers-Écalles (FRA), Arlon (BEL), Cork (IRL), Belsk (POL), Stadtallendorf (DEU), Somerset (USA), Caguas (PRI), Quito (ECU), Poços de Caldas (BRA), Buenos Aires (ARG), Lightgow (AUS)
Persone chiave Giovanni Ferrero, CEO
Settore Alimentare
Prodotti Dolci
Fatturato 10,3 miliardi di (2016)
Dipendenti 33219 (2014-2015)
Slogan «Le buone idee conquistano il mondo»
Sito web

La Ferrero è una multinazionale italiana specializzata in prodotti dolciari, fondata da Pietro Ferrero nel 1946 ad Alba. La sede commerciale italiana si trova a Pino Torinese, ma tutti i prodotti Italiani vengono prodotti ancora tra Alba, che è anche sede legale ed amministrativa, Pozzuolo Martesana (MI), Balvano (PZ), Sant'Angelo dei Lombardi (AV).

Ferrero S.p.A. è posseduta al 100% dalla holding Ferrero International SA che ha sede a Findel di Sandweiler in Lussemburgo.[2][3][4]

La Ferrero International SA, holding generale del gruppo, era stata costituita nel 1973[5] ed era controllata di fatto dalla fiduciaria olandese Bridport Investment B.V. all'incirca per l'80% del capitale e da Michele Ferrero in persona per il rimanente.[6] Il fatturato consolidato del gruppo nell'esercizio 2013/2014 è stato di circa 8,4 miliardi di euro, in crescita del 3,9% rispetto all'anno precedente con risultati brillanti in Asia, Russia, Usa, Canada, Brasile, Messico e Turchia, mentre l'utile prima delle imposte si è assestato a 907 milioni di euro (+14%). Nel mondo sono occupati oltre 21.900 dipendenti, con 74 società consolidate e con 38 compagnie operative per la vendita e 20 stabilimenti per la produzione di cui 3 ulteriori operanti nell'ambito delle Imprese Sociali. Otto di questi stabilimenti sono distribuiti in Europa e i rimanenti sette rispettivamente in Argentina, Australia, Brasile, Ecuador, Porto Rico, Canada e Stati Uniti. I prodotti Ferrero sono presenti direttamente o tramite distributori autorizzati in oltre 160 Paesi.[7]

Nel maggio 2009 il Reputation Institute, dopo aver realizzato un'indagine in 32 Paesi intervistando più di 60.000 persone, ha affermato che Ferrero è il marchio più affidabile e con la migliore reputazione al mondo secondo i consumatori, seguito dall'azienda svedese IKEA e dalla statunitense Johnson & Johnson[8][9].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1942 Pietro Ferrero apre un laboratorio per i dolci ad Alba, in via Rattazzi. L'idea di sfruttare le nocciole, largamente disponibili in loco e dal costo contenuto per quegli anni (in piena seconda guerra mondiale) è una necessità e una geniale idea, tanto geniale l'idea quanto per certi versi ossessiva, lo stesso Pietro Ferrero provava e riprovava impasti e creme, anche in piena notte svegliava la moglie per chiedere parere su quello che stesse facendo.

Nel 1946 Pietro inventa una crema a base di nocciole e la chiama Pasta Gianduja e poi Giandujot, associandola al famoso cioccolatino torinese. Si trattava di un impasto di crema confezionato in carta stagnola che si poteva facilmente trasportare per essere tagliato e spalmato sul pane. Ne produsse una piccola quantità da vendere ai negozianti di Alba, riscuotendo un enorme e inatteso successo del consumatore.

Il prodotto era apprezzato ed economico: la richiesta era talmente alta che una produzione artigianale non era più possibile. In quello stesso anno nasce l'azienda "Ferrero" che dovette subito incrementare il livello di produzione ed assumere nuovi lavoratori. La conduzione è familiare e Giovanni Ferrero, il fratello minore di Pietro, si assume l'onere di organizzare la vendita dei prodotti. Invece di affidare la distribuzione ad altri l'azienda crea una propria rete di distribuzione diretta: dalla fabbrica al rivenditore.

Nel settembre del 1948 un'alluvione allaga lo stabilimento che rimane isolato. I dipendenti in prima persona collaboreranno al ripristino della normalità e alla ripresa della produzione. Il 2 marzo del 1949 avviene il primo lutto in azienda: muore Pietro Ferrero.

Nel 1950 entra ufficialmente in azienda Giovanni che diventa socio della Società in nome collettivo P. Ferrero & C. di Cillario Piera vedova Ferrero e Ferrero Michele. Nel 1956 la Ferrero apre il primo stabilimento estero, a Stadtallendorf, a 150 km da Francoforte in Germania con 5 dipendenti che presto diverranno 60. Il prodotto principale è la "Creamalba" e successivamente vi sarà prodotto il cioccolatino "Mon cherì".

Nel 1952 la famiglia Ferrero acquista il castello di Cravanzana e ne fa una colonia estiva per i figli dei dipendenti della fabbrica dolciaria. Poi, nel 1955, trasforma il castello nella sede dell’Istituto professionale per l’Agricoltura dell’Alta Langa “G. Ferrero”.[10]

Nell'ottobre del 1957 muore Giovanni Ferrero e di conseguenza la responsabilità del gruppo passa a Michele Ferrero, il nipote. La vedova, Ottavia Amerio, per qualche tempo ancora rimane socia in azienda. Intanto l'azienda si espande e nel 1960 apre il secondo stabilimento italiano a Pozzuolo Martesana, in provincia di Milano. L'anno prima invece, l'azienda rileva una vecchia fabbrica tessile del comune francese di Villers-Écalles.

Il 20 aprile 1964 la crema di nocciole cambia formula, densità e nome. Nasce ufficialmente la Nutella. Tale prodotto accresce il successo dell'industria dolciaria al di fuori dei confini nazionali, giungendo prima in Europa e poi in tutto il mondo. Nello stesso anno il centro direzionale viene posto a Pino Torinese. In seguito aprono altri stabilimenti e sedi commerciali nei Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Danimarca e Regno Unito. Viene inaugurata la linea di prodotto "Kinder Cioccolato". L'anno seguente la Ferrero si espande oltre oceano aprendo un ufficio di rappresentanza a New York. A seguire apriranno sedi produttive in Austria, Irlanda, Porto Rico ed Ecuador. La produzione è ormai mondiale.

Il quinquennio 1971-1976 rappresenta il periodo d'oro di Carosello e Ferrero è una delle principali aziende che utilizzano i primi spazi pubblicitari in TV. Per pubblicizzare Nutella viene scelta una serie d'animazione con disegni dei fratelli Toni e Nino Pagot: Il gigante Amico.

Nel 1976 l'azienda firma un accordo con la C.P.C. per la diffusione in Italia della Knorr.[senza fonte]

Nel 1983 Nasce la "Fondazione Ferrero" dall'idea di Michele e Maria Franca Ferrero. Lo scopo è quello di raccogliere e mantenere saldi legami tra l'azienda, i suoi dipendenti e chi ha lasciato l'azienda raggiungendo l'età della pensione. La fondazione si propone come ente culturale e sociale. Nel 1991 la fondazione viene riconosciuta come persona giuridica (ovvero, al tempo, Ente Morale).

Nel 1987 inizia l'attività produttiva dei nuovi stabilimenti di Balvano, in Basilicata, e di Sant'Angelo dei Lombardi, in Irpinia. Seguiranno nel tempo l'apertura di sedi commerciali estere nell'Est dell'Europa: Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria. In Polonia viene inaugurato un nuovo stabilimento produttivo a Belsk Duży.[11] Nel Novembre 1994 un'alluvione inonda Alba e nuovamente lo stabilimento Piemontese si trova in difficoltà, ma queste sono subito superate anche grazie all'intervento degli stessi dipendenti che in quel momento si trovavano in fabbrica e non solo.

Alcuni prodotti della Ferrero esposti sugli scaffali di un supermercato nel 2009

Gli investimenti danno i loro frutti: nel 1996 il fatturato globale dell'azienda raggiunge i 7.500 miliardi di lire e i dipendenti superano 14.000 unità e nello stesso anno, in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita della Ferrero, l'azienda pubblica un libro autocelebrativo in cui viene ripercorsa la storia e l'evoluzione del prestigioso marchio piemontese.

Dal 6 giugno 1997 alla guida dell'azienda subentrano ufficialmente i figli Pietro e Giovanni Ferrero che diventano Chief executive officer.[12] Approda quindi al comando la "terza generazione imprenditoriale" dei Ferrero.

La crescita economica dell'azienda non si ferma: se nel 2000 il fatturato tocca quota 4 miliardi di euro (con più di 16.000 dipendenti), nel 2006 cresce a 5,6 miliardi di euro ed i lavoratori giungono a 19.600 unità. Le società operative sono 36 e gli stabilimenti di produzione 15, l'ultimo dei quali a Brantford (Canada).

Il Gruppo Ferrero, nell'esercizio 2006/2007, ha conseguito un fatturato consolidato di circa 6 miliardi di euro e ha impiegato 20.400 dipendenti.

I progressi finanziari vengono confermati dalla classifica degli uomini più ricchi d'Italia secondo Forbes, pubblicata nel 2014: in essa Michele Ferrero e famiglia risultano essere al 1º posto in Italia ed al 30º nel mondo.[13]

Nel 2006 il Gruppo Ferrero dà vita al progetto di CSR Kinder+Sport, uno dei pilastri della propria Responsabilità Sociale d’impresa[14], con l’obiettivo di promuovere la pratica sportiva tra le giovani generazioni a livello globale.

Il 18 aprile 2011 Pietro Ferrero, amministratore delegato in carica e figlio di Michele Ferrero, muore d'infarto in Sudafrica all'età di 47 anni.[15]

Lo stabilimento Ferrero di Stadtallendorf in Germania.

Alla guida dell'azienda rimane il fratello Giovanni, che da tempo condivideva il comando del gruppo con il fratello Pietro.

Nel 2014 l'azienda, in collaborazione con PepsiCo, distribuisce in Italia le patatine Lay's.

Nel giugno 2015 Ferrero compra l'azienda inglese Thorntorns da quella data ne produce i prodotti.[16][17]

Dopo una lunga malattia, Michele Ferrero è deceduto nel pomeriggio del 14 febbraio 2015 a Montecarlo all'età di 89 anni.

Il 30 marzo 2017 è stato annunciato che Lapo Civiletti diventerà il nuovo CEO esterno alla famiglia dal 1º settembre 2017. Giovanni Ferrero, CEO attuale, diventerà Executive Chairman.[18]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Quando l'azienda assunse il livello di industria diversificò la produzione con altri dolci: quelli a base di cioccolato, i prodotti "da forno" (brioche e merendine) sino alle caramelle e alle bevande.

Alcune di queste sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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