Episcopia

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Episcopia
comune
Episcopia – Stemma Episcopia – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
ProvinciaProvincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
SindacoVecchione Egidio (lista civica "Uniti per crescere") dall'11-06-2017
Territorio
Coordinate40°05′N 16°06′E / 40.083333°N 16.1°E40.083333; 16.1 (Episcopia)Coordinate: 40°05′N 16°06′E / 40.083333°N 16.1°E40.083333; 16.1 (Episcopia)
Altitudine530 m s.l.m.
Superficie28,64 km²
Abitanti1 402[1] (30-4-2017)
Densità48,95 ab./km²
FrazioniDemanio, Fichi D'Antuono, Lago Angella, Manca di Basso, Manca di Sopra
Comuni confinantiCarbone, Chiaromonte, Fardella, Latronico, San Severino Lucano
Altre informazioni
Cod. postale85033
Prefisso0973
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT076030
Cod. catastaleD414
TargaPZ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiepiscopioti
Patronosan Nicola
Giorno festivo2ª domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Episcopia
Episcopia
Episcopia – Mappa
Posizione del comune di Episcopia all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Episcopia è un comune italiano di 1.402 abitanti[1] della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Episcopia si estende nella Basilicata interna, sorge a 530 m di altitudine s.l.m. nella parte meridionale della provincia di Potenza. Confina con i comuni di: Latronico (13 km), Fardella (14 km), Carbone (15 km), San Severino Lucano (17 km) e Chiaromonte (20 km). Dista 127 km da Potenza e 102 km dall'altra provincia lucana di Matera. È uno dei comuni della Valle del Sinni, fiume che tocca anche questo comune, e che è stato il protagonista della sua storia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Episcopia nacque come una fortezza bizantina per difendere i confini dell'Impero Romano d'Oriente contro le mire espansionistiche dei Longobardi. Il nome Episcopia deriva dal greco επι – ξκοπία ossia “dall’alto – guardata” perché il paese sarebbe stato affidato sotto la protezione di Dio da parte dei Santi monaci Cristoforo, Saba e Macario da Collesano, che qui giunsero nel 952 in fuga dalle persecuzioni saracene[2]. Nel corso dei secoli fu feudo dei Chiaromonte e poi dei Sanseverino. Dopo la Congiura dei Baroni del 1486 il feudo venne riassegnato dal Re d'Aragona a Camillo Della Porta, Patrizio di Sorrento. Nel 1624 Episcopia divenne un marchesato e tale restò fino al 1788 quando la Cura Economica del defunto Marchese di Crucoli, consorte della Marchesa di Episcopia Regale Della Porta, vendette il feudo "retinenti titulo" al Barone Brancalassi[3]. Il titolo di Marchesi di Episcopia finì per successione nella famiglia Amalfitani di Crucoli a seguito del matrimonio di Regale, ultima della famiglia della Porta con Nicola 6º Marchese di Crucoli[4]. Patrono del paese è San Nicola[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Castello venne edificato dai Bizantini nell'VIII secolo. Esso è impiantato sopra uno sperone roccioso e conserva due torri contrapposte e differenti. Fu utilizzato dapprima come fortezza, e venne poi adattato alle esigenze dei vari dominatori, dai normanni agli angioini. Sotto i Normanni (XI secolo) la fortezza fu trasformata in castello; esso fu ampliato e venne eretta una torre cilindrica oltre a quella quadrata. Queste due torri sono ancora oggi visibili ma entrambe non visitabili in quanto hanno subito gravi crolli. Un'ampia gradinata conduce al grande portale, su cui vi sono tracce di affreschi raffiguranti stemmi nobiliari delle famiglia feudatarie di Episcopia. In cima alla gradinata, si distinguono ancora i supporti del ponte levatoio.
  • Monastero di Santa Maria del Piano, situato a circa tre chilometri dal centro abitato. Questo monastero è stato fondato nel 952 dai Santi Cristoforo, Saba e Macario, seguaci della regola di San Basilio, e venne abitato fino al XVIII secolo prima dai monaci cistercensi, che ne affrescarono la cappella e il refettorio, e poi dai monaci agostiniani colonetani. Le pitture, discretamente conservate, sono assai interessanti (sono presenti scene del Diluvio Universale e altre scene bibliche) e sono attribuite a Giovanni Todisco di Abriola. Annesso alla cappella si trova il chiostro, in condizioni di degrado e abbandono. All'interno di questo monastero, nel periodo compreso tra il 26 luglio e il 5 agosto, viene conservata e venerata la statua della Madonna del Piano, la cui festa si celebra il 5 agosto, quando si snoda una processione ricca di musica, balli, canti e preghiere, dal santuario al centro abitato.
  • Il Convento di Sant'Antonio (XVI secolo) è compreso di chiostro e chiesa in ottimo stato. Possiede un campanile decorato a maioliche. La chiesa è caratterizzata da molti stucchi barocchi e nicchie.
  • Chiesa Madre di San Nicola di Bari (XVI secolo); restaurata e riaperta al pubblico nel 2011, si sviluppa su tre navate. Rilevante la statua marmorea di San Nicola di Bari, posta in una nicchia centrale al di sopra dell'altare maggiore e una seconda statua dedicata al Vescovo di Mira, lignea e di pregevole fattura. Ha un posto privilegiato la statua della Madonna del Piano, situata in una nicchia all'interno di un cappellone lungo la navata sinistra: qui la statua viene conservata durante tutto l'anno, ad eccezione del periodo della festa. La chiesa inoltre conserva: un dipinto su tela raffigurante l'Annunciazione del sec. XVI, una tavola raffigurante la Madonna con il Bambino (Madonna Nera), forse del XVI sec., riproduzione da un'icona bizantina, tracce di affreschi del sec. XVII, un altare in stucco con due statue policrome e decorazioni ricche del sec. XVI.
  • Oasi di Maria SS.ma del Piano: lungo la via che conduce al monastero di Santa Maria del Piano, in un'oasi è situata una grande quercia cava al suo interno, in cui, secondo antica tradizione, è stata ritrovata da un gruppo di mietitori la statua lignea della molto venerata Madonna del Piano.
  • Chiesetta dell'Addolorata, già Cappella gentilizia dei Guerriero.
  • Cappella di S. Rocco, già cappella gentilizia dei De Salvo, del sec. XVIII.
  • Palazzo Frabasile, sec. XIX. Particolarmente bello il portale scolpito in pietra del sec. XVIII-XIX, opera di scalpellini locali.
  • Palazzo Cocchiararo-Frabasile, sec. XV.
  • Palazzo Guerriero con soffitti originali in legno.
  • Palazzo De Salvo.
  • Palazzo Verderosa.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1950 1951 Pietro Iannibelli Partito Comunista Italiano Sindaco
1952 1965 Ferruccio Ciancio Democrazia Cristiana Sindaco
1965 1975 Ferruccio Ciancio Democrazia Cristiana Sindaco
1975 1980 Ferruccio Ciancio Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1990 Carmine Lanziano Partito Socialista Italiano Sindaco
1990 1997 Biagio Bonavita Partito Socialista Italiano Sindaco
1997 2007 Antonio Iannibelli Lista Civica Sindaco
2007 2017 Biagio Costanzo Lista Civica Sindaco
2017 in carica Egidio Vecchione Lista Civica Sindaco

Società[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del Novecento Una gran parte degli abitanti di Episcopia si trasferì in diverse regioni d'Italia ed emigrò in Sud America.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Alberto Maria Viceconte, Episcopia, Storia e Storie, Gagliardi Editore 2019, p. 29
  3. ^ Mariano Pasquale, Memoria pel conte di Savallos, e figli minori del fu marchese di Castelluccia, Napoli 1824, pag. 3
  4. ^ Candida Gonzaga B., Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali, 1965 p. 55
  5. ^ Gabriele De Rosa - Antonio Cestaro - Dinu Adameșteanu, Storia della Basilicata, vol. III, Laterza, 1999
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN238125481 · WorldCat Identities (EN238125481
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