Episcopia

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Episcopia
comune
Episcopia – Stemma Episcopia – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Biagio Costanzo (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 40°05′00″N 16°06′00″E / 40.083333°N 16.1°E40.083333; 16.1 (Episcopia)Coordinate: 40°05′00″N 16°06′00″E / 40.083333°N 16.1°E40.083333; 16.1 (Episcopia)
Altitudine 530 m s.l.m.
Superficie 28,64 km²
Abitanti 1 441[1] (novembre 2014)
Densità 50,31 ab./km²
Frazioni Demanio, Fichi D'Antuon, Lago Angella, Manca di Basso, Manca di Sopra
Comuni confinanti Carbone, Chiaromonte, Fardella, Latronico, San Severino Lucano
Altre informazioni
Cod. postale 85033
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076030
Cod. catastale D414
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti episcopioti
Patrono san Nicola
Giorno festivo 2ª domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Episcopia
Episcopia
Posizione del comune di Episcopia all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Episcopia all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Episcopia è un comune italiano di 1.441 abitanti [1] della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Sorge a 530 m di altitudine s.l.m. nella parte meridionale della provincia.Confina con i comuni di: Latronico (13 km), Fardella (14 km), Carbone (15 km), San Severino Lucano (17 km) e Chiaromonte (20 km). Dista 127 km da Potenza e 102 km dall'altra provincia lucana di Matera. E' uno dei comuni della Valle del Sinni, fiume che tocca anche questo comune, e che è stato il protagonista della sua storia.

Storia del paese[modifica | modifica wikitesto]

Quasi certamente Episcopia fu fondata da coloni greci che risalirono il corso del Sinni, provenienti o dal Golfo di Taranto o da Metaponto. Il nome Episcopia potrebbe derivare dal greco "Epi" (Sopra) e "Skopeo" (Osservare), e quindi "vedo dall’alto" appunto perché dal paese si domina la valle del Sinni[2]. Nel corso dei secoli fu feudo di vari signori sino a quando dai Sanseverino venne venduto ai Della Porta i quali a loro volta, dopo avervi avuto incardinato il titolo di marchesi vendettero il feudo "retinenti titulo alla famiglia Brancalassi[3]. Il titolo di Marchesi di Episcopia finì per successione nella famiglia Amalfitani di Crucoli a seguito del matrimonio di Regale, ultima della famiglia della Porta con Nicola 6º Marchese di Crucoli[4]. Patrono del paese è San Nicola[5].

Repertorio artistico-turistico[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello, detto "angioino", edificato presumibilmente in epoca longobarda (VI secolo). Esso è impiantato sopra uno sperone roccioso e conserva due torri contrapposte e differenti. Fu utilizzato dapprima come fortezza, poi adattato alle esigenze dei vari dominatori, dai saraceni agli angioini. Sotto i Normanni (XI secolo), la fortezza fu trasformata in castello; esso fu ampliato e circondato da mura. Sotto Federico II la torre cilindrica longobarda fu rialzata e venne costruita la seconda torre, di forma quadrangolare. Queste due torri sono ancora oggi visibili ma entrambe non visitabili in quanto hanno subito gravi crolli. Un'ampia gradinata conduce al grande portale, su cui vi sono tracce di affreschi raffiguranti stemmi nobiliari delle famiglia feudatarie di Episcopia. In cima alla gradinata che porta al portone, si distinguono ancora i supporti del ponte levatoio.
  • Monastero di Santa Maria del Piano, situato a circa tre chilometri dal centro abitato. Questo monastero è stato fondato intorno al X secolo da San Saba, discepolo di San Basilio ed abitato nel XVI secolo dai monaci cistercensi, che affrescarono la cappella e il refettorio. Le pitture, discretamente conservate, sono assai interessanti ( sono presenti scene del Diluvio Universale e altre scene bibliche) e sono attribuite a Giovanni Todisco di Abriola. Annesso alla cappella si trova il chiostro, in condizioni di degrado e abbandono. All'interno di questo monastero, nella cappella, nel periodo compreso tra il 26 luglio e il 5 agosto, viene conservata e venerata la statua della Madonna del Piano, la cui festa viene celebrata il 5 agosto, quando si snoda una processione ricca di musica, balli, canti e preghiere, dal santuario al centro abitato.
  • Convento di Sant’Antonio (X secolo), compreso di chiostro e cappella in ottimo stato. Possiede un campanile decorato a maioliche. La cappella è caratterizzata da molti stucchi barocchi e nicchie.
  • Chiesa Madre di San Nicola di Bari (XVII-XVIII secolo); restaurata e riaperta al pubblico nel 2011, si sviluppa su tre navate. Rilevante la statua marmorea di San Nicola di Bari, posta in una nicchia centrale al di sopra dell'altare maggiore e una seconda statua dedicata al Vescovo di Mira, lignea e di pregevole fattura. Ha un posto privilegiato la statua della Madonna del Piano, situata in una nicchia all'interno di un cappellone lungo la navata sinistra: qui la statua viene conservata durante tutto l'anno, ad eccezione del periodo della festa. La chiesa inoltre conserva: un dipinto su tela raffigurante l'Annunciazione del sec. XVI, una tavola raffigurante la Madonna con il Bambino (Madonna Nera), forse del XVI sec., riproduzione da un'icona bizantina, tracce di affreschi del sec. XVII, un altare in tufo con due statue policrome e decorazioni ricche del sec. XVI.
  • Oasi di Maria SS.ma del Piano: lungo la via che conduce al monastero di Santa Maria del Piano, in un oasi é situata una grande quercia cava al suo interno, in cui, secondo antica tradizione, é stata ritrovata da un gruppo di mietitori la statua lignea della molto venerata Madonna del Piano.
  • Chiesetta dell'Addolorata, già Cappella gentilizia dei Guerriero.
  • Cappella di S. Rocco, già cappella gentilizia dei De Salvo, del sec. XVIII.
  • Palazzo Frabasile, sec. XIX. Particolarmente bello il portale scolpito in pietra del sec. XVIII-XIX, opera di scalpellini locali.
  • Palazzo Cocchiararo-Frabasile, sec. XV.
  • Palazzo Guerriero con soffitti originali in legno.
  • Palazzo De Salvo.
  • Palazzo Verderosa.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico (provvisorio), maggio 2014.
  2. ^ Touring Club Italiano, Basilicata e Calabria, 1980 p. 362
  3. ^ Touring Club Italiano,Basilicata: Potenza, Matera, il Pollino, la Magna Grecia, il Vulture, le coste tirrenica e jonica - Le guide d'Italia 2004 p. 179
  4. ^ Candida Gonzaga B., Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali, 1965 p. 55
  5. ^ Gabriele De Rosa - Antonio Cestaro - Dinu Adamesteanu, Storia della Basilicata, vol. III, Laterza, 1999
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN238125481
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