Pietrapertosa

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Pietrapertosa
comune
Pietrapertosa – Stemma
Pietrapertosa – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Antonio Pasquale Stasi (lista civica Io mi impegno) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 40°31′00″N 16°04′00″E / 40.516667°N 16.066667°E40.516667; 16.066667 (Pietrapertosa)Coordinate: 40°31′00″N 16°04′00″E / 40.516667°N 16.066667°E40.516667; 16.066667 (Pietrapertosa)
Altitudine 1088 m s.l.m.
Superficie 67,7 km²
Abitanti 1 063[1] (novembre 2014)
Densità 15,7 ab./km²
Comuni confinanti Accettura (MT), Albano di Lucania, Campomaggiore, Castelmezzano, Cirigliano (MT), Corleto Perticara, Gorgoglione (MT), Laurenzana
Altre informazioni
Cod. postale 85010
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076061
Cod. catastale G623
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 888 GG[2]
Nome abitanti pietrapertosani
Patrono San Giacomo
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pietrapertosa
Pietrapertosa
Posizione del comune di Pietrapertosa all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Pietrapertosa all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Pietrapertosa è un comune italiano di 1.063 abitanti[1] in provincia di Potenza. Posto alla altitudine media di mt.1088 s.l.m. è il comune più alto della Basilicata - Situato al confine con la provincia di Matera, la sua posizione corrisponde esattamente al centro geografico della Regione.

Il suo territorio comunale, insieme ai territori dei paesi limitrofi, forma il Parco delle Dolomiti Lucane, catena montuosa di roccia arenaria spoglia, così chiamata perché la conformazione esclusivamente rocciosa della montagna, cui le sue case sono letteralmente aggrappate, assomiglia a quella delle Alpi (anche se la natura geologica è completamente diversa). Inoltre, alla stessa stregua delle Dolomiti dell'Alto Adige e di Cortina, le rocce di Pietrapertosa assumono spesso al tramonto la caratteristica colorazione rosata.

Pietrapertosa fa parte, insieme agli altri comuni lucani di Venosa, Acerenza, Castelmezzano e Guardia Perticara, del Club I borghi più belli d'Italia, che comprende quasi 200 località situate lungo tutto lo "stivale"[3]. Il paese, che negli anni recenti si è dotato di una buona ricettività alberghiera (anche in virtù dei contributi dell'Unione Europea), ha assunto una vocazione essenzialmente turistica, dopo un passato basato da sempre sull'economia rurale di sopravvivenza. Inoltre, la realizzazione di importanti attrattori turistici in comune con il vicino paese di Castelmezzano - come il Volo dell'Angelo (un percorso di volo di 3.000 mt., di andata e ritorno lungo due cavi d'acciaio ancorati su due contrapposti picchi rocciosi strapiombanti di una vallata), la Ferrata delle Dolomiti Lucane (una scalata su parete rocciosa per professionisti) e il Percorso delle Sette Pietre (percorso di trekking) - ha reso particolarmente famoso in Italia e all'estero questo paese ricco di tante particolarità.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è costruito interamente sulla nuda roccia, quasi incastonato in essa, sfruttandone ogni più piccolo anfratto. Si snoda praticamente lungo l'unica strada principale, fino ai piedi dell'antico castello risalente all'epoca della dominazione romana. Tale fortificazione è dominata da un arco naturale che un tempo era luogo di vedetta e posto di sentinella.

Elementi connotativi non solo di questo posto ma anche di tutta l'area del parco sono le opere di incanalamento delle acque meteoriche (scavate nella roccia viva), presenti sul basamento roccioso, e i gradini scavati nel masso, che, pur essendo consumati dal tempo e dai turisti (essi portano infatti alla sommità dell'arco naturale), rimangono comunque una preziosità in tutto l'ambiente circostante.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antico nome della città, ovvero "Pietraperciata" (che significa pietra forata) era stato dato per via della presenza del foro in una grande rupe, visibile dalla città. La costruzione della città è incerta, le teorie più accreditate danno nell’VIII secolo a.C. la sua fondazione ad opera dei Pelasgi, mentre stavano attraversando l'Italia meridionale. I Pelasgi costruirono le loro dimore nella parte bassa, per proteggersi da eventuali attacchi nemici e innalzarono fortificazioni sulle rocce.

Ai Pelasgi si sostituirono i Greci, giunti dalla costa ionica, i quali si spinsero verso l’interno portando le loro merci e i loro manufatti. Tracce della presenza ellenica sono testimoniate dalla forma ad anfiteatro di Pietrapertosa e nel nome di alcune località come "La costa di Diana". Successivamente si stanziarono i Romani, che resero Pietrapertosa il loro Oppidum e costruirono una fortezza, ove attualmente si erige la chiesa di S. Francesco.

Durante le invasioni barbariche, fu occupata dai Goti e poi dai Longobardi, che inclusero Pietrapertosa nel gastaldato di Acerenza. Passò in seguito sotto la dominazione bizantina da parte del signore saraceno Bomar. Fu proprio sotto la dominanza dei Saraceni che Pietrapertosa vide la costruzione delle sue parti più caratteristiche. La discesa Normanna-Sveva, vide il paese diventare uno dei più importanti centri strategici della Lucania data la sua posizione dominante della collina sottostante, partecipò alla rivolta ghibellina contro il Papa nel 1268.

Durante l'epoca angioina, divenne feudo di Guglielmo Tournespè nel 1269, per poi passare sotto altri feudatari come Pietro de Burbura (1278) e Giovanni Borbone (1280). Con l'arrivo degli aragonesi, Pietrapertosa divenne possedimento dei Gozzuti, dei Grappini e dei Diazcarlon, conti di Alife. Nel XVI secolo, passò ai Carafa, agli Aprano, ai Campolongo, ai De Leonardis, ai Suardi, ai Iubero ed infine ai Sifola di Trani.

Nel giugno del 1647, il popolo pietrapertosano partecipò alla rivolta contro le gabelle imposte dai signori la quale, però, fu duramente repressa. Per sfuggire alle pene, i più poveri furono costretti ad allontanarsi dal proprio paese e, chi scappava senza versare le tasse, veniva dichiarato bandito. I fuggitivi furono così forzati a darsi alla macchia, compiendo depredazioni. Anche molti monaci di campagna, che collaboravano con i banditi, dovettero abbandonare il centro cittadino. Tra questi banditi è da menzionare Scalandrone, un contadino di Pietrapertosa, che operava nella valle del Basento.

Nell’ottocento, durante la dominazione francese di Gioacchino Murat, Pietrapertosa fu centro liberale governato da un consiglio comunale, un decurionato, un sindaco e una guardia urbana per l'ordine pubblico, tutti eletti dal sovrano. In seguito partecipò ai moti antiborbonici del 1820 e del 1848. Nel 1860, alcuni pietrapertosani si unirono alla spedizione dei mille e, subito dopo, il paese fu coinvolto nel brigantaggio

Agli inizi del novecento, Pietrapertosa fu spopolata per via della malaria e dell’emigrazione verso le Americhe. Oggi Pietrapertosa conta poco più di 1300 abitanti e, grazie al suo paesaggio naturale e incontaminato, sta conoscendo una lenta ma progressiva crescita.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Giacomo Maggiore (Chiesa Matrice o Chiesa Madre). È stata costruita in periodo alto - medievale, nel 1400 circa. L'originario impianto romanico si è conservato integro, soprattutto nell'aspetto massiccio delle strutture murarie che, con i restauri più recenti, sono state riportate allo stato di pietra a vista, in modo da restituire alla chiesa l'antica solennità medievale. Inoltre, numerosi altri elementi caratterizzano lo stle romanico puro, rimasto inalterato nel tempo: la imponente mole del campanile, scandito da cinque ordini di cornici marcapiano aggettanti, e attraversato alla base da un grande arcone sotto cui passa la via Vittorio Emanuele che costeggia la chiesa; la planimetria interna costituita da due sole navate (la terza è stata eliminata con i rimaneggiamenti susseguitisi nel tempo), separate da un ordine di cinque grandi archi; il presbiterio con rialzo; una fonte battesimale interamente in pietra, recuperata nel 1940 a seguito di lavori di scavo per consolidamento, e sistemata sul piccolo sagrato antistate l'entrata principale. All'interno, di notevole pregio artistico ed interesse storico, sono collocati: i quattro affreschi nei pennacchi tra le quattro arcate che sostengono il tetto del presbiterio; un coro ligneo del XVI secolo; una cripta sotterranea; un confessionale in legno del XVIII secolo.
  • Convento di San Francesco fondato nel 1474 dai Frati Minori Osservanti locali; al suo interno è conservato il dipinto Apparizione del Bambino a S. Antonio da Padova realizzato nel 1631 da Giovanni De Gregorio (detto il Pietrafesa), l'Immacolata del 1628 di Filiberto Guma e numerosi affreschi di Giovanni Luce.
  • Cappella di San Cataldo, situata su un'altura, sotto il Castello Normanno - Svevo, quasi all'ingresso dell'abitato. È una piccola chiesa (forse la più antica del paese), eretta probabilmente nel XII secolo, in onore del Santo, la cui venerazione era molto diffusa all'epoca per l'opera di rievangelizzazione di queste regioni dopo la fine della dominazione saracena. San Cataldo era invocato nel Meridione d'Italia anche contro le epidemie. La chiesa è stata ristrutturata ed ampliata all'inizio del '900 ad opera dei maestri scalpellini locali. Anche in questa chiesa sono frequenti i richiami allo stile romanico.
  • Cappella della Madonna del Rosario
  • Cappella di S. Rocco
  • Cappella del Purgatorio
  • Portali lungo la Via Garibaldi (la strada che attraversa la parte bassa dell'abitato), che costituiscono un residuo architettonico delle vecchie case, un tempo abitazioni dei notabili del paese.
  • Arco di San Giovanni
  • Castello Normanno-Svevo, complesso fortificato che risale all'epoca romana e che divenne importante all'epoca dei normanni nel IX secolo. È situato sulla cima della roccia cui si aggrappa la parte alta dell'abitato (il quartiere dell'Arabata). Una fortezza naturale che ha sempre favorito la presenza dell'uomo. Il Castello di Pietrapertosa è posto nel punto più alto della Valle del Basento, da cui si può dominare un lungo tratto della vallata (che fino al XVI-XVII secolo costituiva una importante via di comunicazione tra le regioni costiere dei mari Ionio e Tirreno). In ragione di questa posizione il Castello ha avuto sempre una funzione militare di avvistamento. Per questo utilizzo, infatti, in corrispondenza della vetta vi è una postazione di sentinella, coperta da un arco naturale, un foro sulla cima ben visibile anche dal fondo della valle dove si vede svettare questa grande roccia bucata. Il fortilizio fu utilizzato prima dai saraceni guidati da Bomar, e in seguito diventò una roccaforte Normanno - Sveva. Abbandonato nel XVII secolo e ridotto in stato di rudere, il Castello è stato recentemente sistemato con scavi che hanno riportato alla luce locali di servizio ed importanti reperti archeologici che per tanto tempo sono rimasti coperti dai detriti.
  • L'Arabata è il rione più antico di Pietrapertosa. Il suo nome deriva dagli arabi che qui hanno avuto il dominio sul territorio per circa cinquanta anni. Il rione è collocato nella parte più alta del paese ai piedi del Castello, su pendici molto scoscese e di difficile accesso, precluso al traffico automobilistico. È costituito da piccole case contadine, appoggiate sulla roccia che affiora di continuo, in un labirinto di stradine tutte in salita e di scalette, con stalle e piccoli orti. Un autentico borgo contadino arrivato a noi invariato nei secoli, a testimonianza dell'antica condizione rurale che qui è sopravvissuta fino agli anni '70 del secolo scorso.
  • Orologio Solare o Meridiana di Pietrapertosa. La Meridiana di Pietrapertosa, costruita di recente, è collocata sulla facciata di un edificio scolastico in Piazza Plebiscito. Assume importanza perché sul quadrante è riportato, in forma stilizzata, uno scorcio del vecchio panorama di Pietrapertosa, dove dominava il caratteristico picco roccioso del "Becco della Civetta" (dalla forma di una roccia che sovrastava l'abitato e che riproduceva alla perfezione una civetta con il becco aperto). Una figura simbolica del paese, ormai abbattuta a seguito di un intervento di messa in sicurezza, all'inizio degli anni '60 del secolo scorso, che ha lasciato un vuoto incolmabile non solo nel paesaggio. Un simbolo che tuttora i pietrapertosani (anche coloro che non l'hanno mai visto), ricordano con rammarico e rimpianto, e che oggi la Meridiana vuole rievocare e testimoniare agli abitanti e ai turisti che, camminando per le strade di Pietrapertosa, hanno l'occasione di osservarla.

Feste religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 maggio : Festa in onore di San Cataldo Vescovo
  • 18-19-20 giugno : Festa in onore di Sant'Antonio da Padova
  • 16 luglio : Festa in onore della Madonna del Carmine
  • 24 - 25 luglio : Festa in onore di San Giacomo il Maggiore Patrono del Comune e della Parrocchia di Pietrapertosa
  • 15 agosto : Festa in onore della Madonna Assunta in Cielo
  • 16 agosto : Festa in onore di San Rocco e San Cataldo
  • 4 ottobre : Festa in onore di San Francesco di Assisi
  • 13 dicembre : Festa in onore di Santa Lucia

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parco di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane.

Il Volo dell'angelo[modifica | modifica wikitesto]

Volo dell'angelo

Pietrapertosa, insieme a Castelmezzano, ospita un'attrazione turistico-sportiva denominata Volo dell'angelo che unisce i due paesi per mezzo di due cavi d'acciaio su cui è possibile scivolare a 120 km orari ad un'altezza di circa 1000 m.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Piatti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Castelmezzano (sinistra) e Pietrapertosa (destra)
  • La Pastorale la pecora bollita per molte ore con patate, sedano, cipolla e pomodoro;
  • I Migntiell involtini di fegato e polmone di capretto o agnello.
  • La Rafanata specie di frittata con la radice del rafano e pecorino.
  • Il Sanguinaccio dolce fatto con il sangue.
  • I Cauzuncill panzerotti con crema di castagna o ceci
  • I Scrippelle pasta fritta condita con sale e zucchero.
  • I Fazzemole pasta di uova fritta e cosparsa di zucchero e miele;
  • Il Pasticcio pizza rustica, tipica del periodo Pasquale di pastafrolla e toma farcita con salame e uova sode.
  • la Cuccia zuppa di legumi, frumento e mais.
  • Il Piccilatiell caratteristica pizza rustica arrotolata con alici.

Persone legate a Pietrapertosa[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico (provvisorio), maggio 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ I Borghi più belli d'Italia. URL consultato il 25 novembre 2009.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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