Vaglio Basilicata

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Vaglio Basilicata
comune
Vaglio Basilicata – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Giancarlo Tamburrino (lista civica Rinascita Vagliese) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate 40°40′30.53″N 15°53′45.82″E / 40.675147°N 15.896061°E40.675147; 15.896061 (Vaglio Basilicata)Coordinate: 40°40′30.53″N 15°53′45.82″E / 40.675147°N 15.896061°E40.675147; 15.896061 (Vaglio Basilicata)
Altitudine 954 m s.l.m.
Superficie 43,36 km²
Abitanti 2 078[1] (31-12-2010)
Densità 47,92 ab./km²
Comuni confinanti Albano di Lucania, Brindisi Montagna, Cancellara, Pietragalla, Potenza, Tolve, Tricarico (MT)
Altre informazioni
Cod. postale 85010
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076094
Cod. catastale L532
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti vagliesi
Patrono san Faustino
Giorno festivo terza domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vaglio Basilicata
Vaglio Basilicata
Vaglio Basilicata – Mappa
Posizione del comune di Vaglio Basilicata all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Vaglio Basilicata (fino al 1863 chiamata Vaglio, dal 1863 al 1933 chiamata Vaglio di Basilicata, dal 1933 al 1955 chiamata Vaglio Lucano) è un comune italiano di 2.078 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1496 L'Università di Baglio passa agli Orsini, per volontà del Re Federico
  • 1530 In seguito ad una ribellione degli Orsini all'imperatore, Baglio passa al Germanico Don Filiberto De Chalon, principe di Orange
  • 1560 La proprietà del comune di Baglio passa a Ferdinando Orsini
  • 1569 Vaglio passa ad un certo Giovanni del Tufo
  • 1576 Baglio viene ricomprata dai Duchi di Gravina
  • 1582 Baglio si impegna a riscattare la propria Demanialità per 21000 Ducati
  • 1589 Non essendo stato pagato il riscatto, Baglio viene messo all'asta per 34000 Ducati
  • 1632 Baglio viene venduto ai Massa. Questi si erano impossessati dei demani comunali e dello spazio dedicato al pascolo, negandone l'uso ai cittadini,in completo contrasto con le leggi di tutela.
  • 1647 Questo malcontento, nell'anno della rivolta scoppiata a Napoli, fece scoppiare una rivolta a Baglio, per il riottenimento delle terre e del pascolo.
  • 1670 il Feudo di Baglio viene dato in dato in dote a Gabriella Massa, che andò in moglie a Francesco Quarto, Barone di Laurenzana; rimarrà dei Quarto fino alla rimozione del Feudalesimo
  • 1740 Per ordine di Carlo di Borbone, le Università devono avere un catasto, tra cui anche Baglio
  • 1741 avviene la scissione di beni ecclesiastici, ora pienamente tassati, da quelli appartenenti al clero, tassati a metà
  • 1758 L'universitas di Baglio porta 9 capi di accuse per tentare di rivalersi sul proprio feudatario al Sacro Consiglio
  • 1792 I beni del clero vengono soppressi e messi in vendita, ma gli unici acquirenti furono feudatari e borghesi, date le possibilità economiche, rafforzando il proprio potere economico.
  • 1796 Ci fu una rivolta popolare capeggiata da Daniele Carbone per protestare contro gli albitri della classe dirigente capeggiata dai Catalano, che ostacolavano l'ingresso della borghesia nell'amministrazione comunale.
  • 1799 Carbone viene rieletto sindaco. L'odio tra le famiglie Carbone e Catalano si inasprisce, portando i Catalano a schierarsi a favore dei reazionari
  • 1799 3 febbraio il popolo, con a capo Daniele Carbone, si riunì ed elesse una nuova municipalità, con presidente Don Matteo Danzi
  • 1799 8 febbraio, Don Matteo Catalano, dopo aver riorganizzato la borghesia conservatrice del paese, scacciò i repubblicani dal paese
  • 1799 26 Febbraio I Carbone, fuggiti a Tolve, con l'aiuto dei repubblicani tolvesi, rientrarono in Vaglio, e mettono in fuga i Catalano, Carbone divenne Presidente con segretario il sacerdote Don Giovanni Danzi
  • 1799 Il riprisino del vecchio regime portò Vaglio ad allearsi con Cancellara, Tolve e San Chirico Nuovo, per auotodifesa e per salvare la repubblica. Il tentativo fallì, ma il barone Quarto perse ogni prestigio sociale, creando terreno fertile per i Francesi
  • 1806 2 Agosto, Giuseppe Bonaparte abolisce il feudalesimo quindi anche le giornate lavorative obbligatorie per il proprio signore, il demanio venne diviso tra i comproprietari
  • 1807 11 Novembre viene istituita una commissione composta da alti magistrati per definire e concludere tutte le liti giudiziarie, nel 18 Novembre 1808, la proroga di un anno
  • 1809 26 Agosto, riordino ottimale del catasto
  • 1810 31 Agosto la commissione ha finito il proprio lavoro e si scioglie, la commissione venne elogiata per la sua equità ed efficenza dai Borboni, che la integrarono nella propria burocrazia
  • 1860 18 ottobre Abolizione dei privilegi del clero, divenuta legge nel 17 Febbraio 1861
  • 1860 Dicembre Vennero richiamati in servizio tutti i soldati dell' ex esercito borbonico, questo portò una protesta anche a causa della concomitanza dell' aumento del prezzo del pane.
  • 1861 Insurrezzione popolare, guidata da una popolana della famiglia "Ciaiodd"
  • 1861, 22 Marzo repressione della rivolta popolare a Napoli. Verrà comunicato il 6 aprile
  • 1861 - Brigantaggio. Il 15 novembre, ormai in vista di Potenza, Carmine Crocco, e José Borjes, si mossero da San Chirico Nuovo per attaccare il paese di Vaglio nei cui pressi si accamparono. Al mattino gli abitanti assaliti e massacrati da forze soverchianti si difesero per quanto possibile rifugiandosi in parte all'interno del convento. Qui continuarono ad opporre resistenza malgrado fosse stato appiccato il fuoco al palazzo stesso. [2] Secondo quanto riportato dal Del Zio nel corso della battaglia le bande di Crocco “uccisero i fratelli Rocco e Francesco De Mattia, Giuseppe Janelli, Faustino Saponara, Rocco D'Anzi e la figlia, Domenico Tamburrini ed altri, tutti gentiluomini patriotti che lasciarono la vita per mano dei feroci masnadieri”. [3]
  • 1945 Gestione del Comune affidata al dott. Vincenzo Tedesco, successivamente al Dott. Pietro Musciacchio 1950-1955, Rocco Ricciuti fino al 1965, Giuseppe Martinelli fino al 1970, Domanico Santangelo fino al 1975, Faustino Somma fino al 1980, Mario Marsico fino al 1983, Federico Ricciuti fino al 1985, Giovanni lo Sasso fino al 1995, Vincenzo Filitti fino al 1998, Rocco Cammarota fino al 2011, poi Giancarlo Tamburrino dal 2013

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del comune si trova il sito archeologico dell'abitato di Serra di Vaglio (40°40′30.53″N 15°53′45.82″E / 40.675146°N 15.89606°E40.675146; 15.89606), attribuito al popolo dei Peuketiantes, ricordati da Ecateo di Mileto, a partire dall'VIII, e con una successiva fase lucana tra la fine del V e gli inizi del III secolo a.C. Nella vicina necropoli di "Braida di Vaglio" sono state rinvenute tombe principesche databili tra la fine del VI e la metà del V secolo a.C. I resti dell'abitato e della necropoli sono visitabili nel "Parco archeologico di Serra di Vaglio".

Nella località di Rossano di Vaglio si trovano invece i resti del santuario federale dei Lucani, dedicato alla dea Mefite, nato a partire dal IV secolo a.C. e sviluppato in particolare nel corso del II secolo a.C., nell'ambito del processo di romanizzazione della regione lucana. I resti del santuario sono visibili all'interno del "Parco del Santuario di Rossano".

Il presunto ritratto di Leonardo da Vinci, conservato nel Museo delle antiche genti di Lucania

Nella pineta di Vaglio si trova inoltre il Museo delle antiche genti di Lucania,[4] che offre una serie di ricostruzioni della vita dell'abitato e del santuario ed è noto per la presenza di un ritratto attribuito a Leonardo da Vinci, mentre i materiali dei siti archeologici si conservano in gran parte nel Museo archeologico nazionale della Basilicata, a Potenza.

Nelle vicinanze di una delle due porte di accesso all'antico abitato, è stato allestito il museo della civiltà rurale che racconta la storia del paese attraverso oggetti e foto raccolti dall'associazione ACLI del paese.

A Vaglio sulla Serra San Bernardo vi era la cittadina denominata Utilia Bella. Nel Bosco di Rossano o come si chiamava anticamente: Ursana, vi sono i resti del tempio dedicato alla dea Mefitis: antichissima divinità Greco-Romana, venerata nel meridione d'Italia, come protettrice dalle febbri malariche e dalle esalazioni dell'acqua stagnante, nonché dei campi e delle greggi. In questo luogo vi era la cittadina di Ursana fondata dagli antichi lucani chiamati Ursentum, con il contributo delle popolazioni greche, che giunsero nell'entroterra attraverso il corso dei fiumi dalle coste. Alcune lapidi sottratte al tempio di Ursana sono incastonate sui muri di alcuni palazzi nobiliari di Potenza. Una lapide ancora oggi è visibile sul lato sinistro del palazzo del conte Loffredo, nei pressi della cattedrale. Su questa lapide alla dea Mefitis viene dato l'appellativo di “Utiana”, che potrebbe essere un'iscrizione corrotta di “Ursiana” da cui sarebbe derivata la denominazione di “Utinia” l'altro sito archeologico sull'altura di Serra San Bernardo.

Il nome latino di Vaglio è Balium, che il Racioppi fa derivare da Vallum: luogo cinto da vallo, ma sarebbe più verosimile che il nome scaturisca dal medioevale Balium; ossia un fortilizio composto di mura, torri ed alcune porte nei punti strategici, come quelle che ancora oggi si notano alle estremità opposte dell'antico caseggiato. A conferma dell'architettura militare difensiva del paese, come: “castrum militum” è il nome Balium, attribuito ad una porta del Maschio Angioino di Napoli. La tesi molto personalistica e fantasiosa dell'autore lo porta a pensare che il nome derivi dal greco Balio- Balios-, che era anche il nome di uno dei cavalli di Achille. Balios, per i greci era il nome di una razza di cavalli dal manto pezzato, che essi forse allevavano in questa parte della Lucania.

Di derivazione greca, sembrerebbe essere, anche lo stemma comunale; nel quale è raffigurato Ercole o Eracle per i greci, nell'atto di cavalcare un leone per potergli assestare una randellata. Lo stemma rappresenta la prima delle dodici fatiche di Ercole: l'uccisione del leone della selva Nemea e potrebbe essere derivato da iconografie greche diffuse nella zona. Anche il nome del monte sul quale si estende l'abitato sarebbe di origine Greco Bizantino, infatti è chiamato Cenapora, come molte altre contrade diffuse in Lucania, che hanno lo stesso toponimo leggermente modificato in Cenapura, Cinapura, Cinapora. Una cartina topografica dell'Alfano, sulla Basilicata, riporta al centro dei tre confini di Vaglio, Cancellara e Tolve un Santuario dedicato a Santa Maria di Cenapura. Si danno di questo toponimo, due interpretazioni: la prima lo farebbe derivare da una corruzione di Regina Pura, quale appellativo della Madonna, la seconda da Acinapura il cui etimo sarebbe acheiropoieo, lo stesso significato di Acheropita, come viene definita la Sindone, che significa: non dipinta da mano d'uomo. In questo luogo ricco di storia si rinvengono anche molte notizie sulle antiche casate, sia nobili che popolane, che hanno partecipato attivamente alla vita cittadina, queste sono le seguenti: De Paulis, Cresi, De Catherina o Catherini, Grisi o Grisio, Lovece, Giacomino, Ventre, De Felice, Petraccone, De Sala, Sforza, De Guarnimento, Salbitano, Fedota e Pedota, Ciurcilo, Malacarne, De Milia, De Sabina,Dell'Arso, De Capra, Albano, Catalano, Forenza,Tamburrino, De Matthia, D'Ettorre, Forese, Milano, Santangelo, Stigliano, Capobianco, De Gilio, D'Argenzia, Armilia, Bisazza.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

  • 1277 Il comune di Baglio aveva circa 210 abitanti
  • 1447 Il comune di Baglio aveva circa 336 abitanti, infeudato a Giacomo Malacarne
  • 1545 Il comune di Baglio aveva 1272 abitanti
  • 1815 Il comune di Vaglio aveva circa 2950 abitanti
  • 1881 Il comune di Vaglio aveva 4213 abitanti
  • 1931 Il comune di Vaglio aveva 2775 abitanti, in parte a causa dell'emigrazione verso le americhe
  • 1971 Il comune di Vaglio aveva 2099 abitanti, soprattutto a causa dell' emigrazione

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetti gallo-italici di Basilicata.

La popolazione parla un dialetto gallo-italico.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

A Vaglio è stato girato il videoclip de La fine di Gaia, e quello de "Il mio sogno eretico", brani di Caparezza.[6]

Persone legate a Vaglio[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 27 maggio 2012 sindaco del comune di Vaglio Basilicata è Giancarlo Tamburrino, della lista civica Rinascita Vagliese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Da Frà Diavolo a Borjès – Con il diario del generale spagnolo - supplemento a “La Sicilia” – Capone Editore/Edizioni del Grifo. Pag. 211 e 212
  3. ^ Basilide del Zio “Il Brigante Crocco e la sua autobiografia” – Ristampa dell'edizione di Melfi del 1903 – Arnaldo Forni Editore Pag. 27
  4. ^ Museo delle antiche genti di Lucania
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Caparezza gira il suo ultimo videoclip a Vaglio, in basilicata24.it, 4 ottobre 2011. URL consultato il 6 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Caterini Carlo, Gens Catherina de terra Balii, Edizioni Scientifiche Calabresi. Rende 2009
  • Vaglio Basilicata : passeggiando fra storia e ricordi / Emilio Santangelo ; immagini di Vincenzo Pacilio ; prefazione di Santino G. Bonsera; 2001 (Lavello : Alfagrafica Volonnino)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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