Pietragalla

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Pietragalla
comune
Pietragalla – Stemma Pietragalla – Bandiera
Pietragalla – Veduta
Foto aerea di Giovanni Lancellotti (2006)
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
ProvinciaProvincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
SindacoNicola Sabina (Lista civica "Uniti per Pietragalla") dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate40°45′N 15°53′E / 40.75°N 15.883333°E40.75; 15.883333 (Pietragalla)Coordinate: 40°45′N 15°53′E / 40.75°N 15.883333°E40.75; 15.883333 (Pietragalla)
Altitudine834 m s.l.m.
Superficie66,1 km²
Abitanti4 210[1] (novembre 2014)
Densità63,69 ab./km²
Comuni confinantiAcerenza, Avigliano, Cancellara, Forenza, Potenza, Vaglio Basilicata
Altre informazioni
Cod. postale85016
Prefisso0971
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT076060
Cod. catastaleG616
TargaPZ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantipietragallesi
Patronosan Teodosio
Giorno festivo10 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pietragalla
Pietragalla
Pietragalla – Mappa
Posizione del comune di Pietragalla all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Pietragalla è un comune italiano di 4.210 abitanti[1] della provincia di Potenza, in Basilicata, il cui centro è costruito su un breve ripiano terrazzato, a 834 m s.l.m., sul versante sinistro del torrente Cancellara[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del paese sembra aver avuto origine dal termine medioevale, intorno al X secolo d.C. Lo stemma di Pietragalla è un gallo su tre monti e nei monti tre torri incluse (Racioppi). I tre monti rappresentano "Terra", "Serra" e "S. Michele". Le tre torri indicano i tre principali accessi al centro storico: "Arco Melazzi", "Arco Settanni", "Arco Via fratelli Bandiera".

Palmenti di Pietragalla foto di Giovanni Lancellotti

1861 - Brigantaggio. La lunga scorreria iniziata nei primi giorni del novembre 1861 da parte delle grosse formazioni capitanate da Carmine Crocco, e da José Borjès, interessò il 16 novembre anche il paese di Pietragalla che fu in parte saccheggiato. Popolazione e guardie nazionali opposero una resistenza accanita arrecando numerose perdite agli assalitori.[3] Giunti soccorsi i “briganti” furono costretti a ritirarsi. il Consiglio Provinciale della Basilicata dell'11 gennaio 1862, nel considerare eroica la resistenza di Pietragalla dichiarò: “ Benemeriti della Patria…anche i cittadini di Pietragalla.…che con tanto coraggio e tanto patriottismo seppero difendere le mura dei padri loro.”[4] Raccolto il bottino le formazioni brigantesche, inseguite da reparti di truppa e da contingenti di guardie nazionali, si ritirarono su Lagopesole dove cercarono di riordinarsi.

San Teodosio Martire, protettore di Pietragalla

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa madre
  • Palmenti
  • Palazzo Ducale

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Tradizioni e folklore[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di San Teodosio martire, santo patrono: sebbene la festa del santo sia in ottobre, la festa è stata spostata al 10 maggio. Tutte le mattine a partire dalla settimana precedente alla festa, si tengono spettacoli di fuochi pirotecnici e tra l'8 e il 10 maggio la banda musicale passa per le strade; sia nel pomeriggio del giorno precedente, sia nel pomeriggio della festa la statua del santo viene portata in processione. La festa termina con uno spettacolo musicale e un ultimo spettacolo pirotecnico verso la mezzanotte.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è la S.C. Pietragalla, nata nel 1999. Milita nell'Eccellenza Basilicata.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico (provvisorio), su demo.istat.it, maggio 2014.
  2. ^ Turismo - Area Metropolitana Archiviato il 10 agosto 2009 in Internet Archive.
  3. ^ Da Frà Diavolo a Borjès – Con il diario del generale spagnolo - supplemento a “La Sicilia” – Capone Editore/Edizioni del Grifo. Pag. 212
  4. ^ Basilide del Zio “Il Brigante Crocco e la sua autobiografia” – Ristampa dell'edizione di Melfi del 1903 – Arnaldo Forni Editore. Pag. 31
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Calendario Eccellenza basilicata

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN159259043
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