Moliterno

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Moliterno
comune
Moliterno – Stemma
Moliterno – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
ProvinciaProvincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
SindacoGiuseppe Tancredi (lista civica Moliterno insieme) dal 29-3-2010
Territorio
Coordinate40°14′24″N 15°51′36″E / 40.24°N 15.86°E40.24; 15.86 (Moliterno)Coordinate: 40°14′24″N 15°51′36″E / 40.24°N 15.86°E40.24; 15.86 (Moliterno)
Altitudine879 m s.l.m.
Superficie98,55 km²
Abitanti3 931[1] (31-10-2017)
Densità39,89 ab./km²
FrazioniFontana D'Eboli, Piani di Maglia, Rimindiello, Tempa del Conte, Madonna del Carmine, San Nicola, Santo Martino, San Giovanni, Paradiso, Cantarelle, Chiaito, Malfitani, Sorgituro, Pantanelle, Spineta
Comuni confinantiCastelsaraceno, Grumento Nova, Lagonegro, Lauria, Montesano sulla Marcellana (SA), Sarconi, Tramutola
Altre informazioni
Cod. postale85047
Prefisso0975 - 64 - 67 (nove cifre) - 66 (dieci cifre)
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT076050
Cod. catastaleF295
TargaPZ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 295 GG[2]
Nome abitantimoliternesi
Patronosan Domenico
Giorno festivo4 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Moliterno
Moliterno
Moliterno – Mappa
Posizione del comune di Moliterno all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Moliterno è un comune italiano di 3.931 abitanti[1] della provincia di Potenza, in Basilicata.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una vecchia tradizione vuole che Moliterno sia stata costruita dopo la distruzione di Grumentum avvenuta ad opera dei saraceni tra l'872 e il 975 per l'arrivo di numerosi grumentini sfuggiti al massacro, questi si raccolsero intorno alla torre lomgobarda.

I longobardi furono il primo popolo straniero che venne a Moliterno.

Moliterno passò poi sotto la dominazione dei Normanni che fecero costruire il castello e regnarono dal 1059 al 1186.

Dopo i Normanni Moliterno passò sotto altre dominazioni: gli Svevi prima, poi gli Angioini con i Baroni Brajda dal 1269 al 1477; successivamente gli Aragonesi e Ugone di Brajda cedette il feudo di Moliterno ad Antonio Sanseverino principe di Salerno.

Nel 1928 vi venne aggregato il comune di Sarconi, che recuperò l'autonomia nel 1944[3].

Moliterno: veduta del castello in una stampa di fine 800.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Moliterno è situato a 879 m.s.l.; ad appena 5 km dall'abitato di Moliterno c'è l'oasi naturale del faggeto.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Moliterno.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Madre Santa Maria Assunta,
  • Chiesa del Rosario
  • Chiesa della SS Trinità
  • Chiesa Santa Croce, al suo interno è conservata la tela raffigurante La deposizione, opera attribuita al pittore seicentesco Pietrafesa.
  • Chiesa di San Francesco di Paola
  • Chiesa dell'Annunziata

Cappelle[modifica | modifica wikitesto]

  • Madonna del Carmine
  • Chiesa Santa Barbara
  • Chiesa di San Rocco
  • Cappella dell'Angelo
  • Chiesa di San Biagio
  • Cappella di Santa Lucia
  • Cappella di San Caterina Vergine

Cappelle e chiese rurali[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Madonna d'Arsieni
  • Chiesa Santa Maria del Monte Vetere
  • Chiesa di San Cristoforo
  • Chiesa di San Cataldo
  • Cappella di San Vincenzo
  • Chiesa della Madonna del Rito
  • Chiesa di San Nicola di Bari

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

MAM Musei Aiello Moliterno

Il Sistema museale Aiello è stato creato nel 2010 dal Dott. Prof. Gianfranco Aiello ed è una rete museale che comprende 6 musei.

Il Museo Palazzo Aiello 1786, il museo del paesaggio, è posizionato di fronte alla Chiesa Madre ed ha un intenso sapore settecentesco con travi in legno di castagno e pavimenti in cotto fatto a mano. E’ lo splendido palcoscenico di una raccolta d’arte unica, che va dal paesaggio dei primi dell’ottocento all’informale post anni ’50, anche per la presenza di opere inaspettate, talora veri e propri capolavori.

Il Museo Casa Domenico Aiello, il museo dell’Ottocento Lucano, ospita veri e propri capolavori d’arte dei grandi pittori dell’Ottocento Lucano. La “Morte del cardellino – L’Enigma” di Michele Tedesco; due splendidi ritratti di bimbi di Giacomo Di Chirico; Angelo Brando è presente con diverse opere, tra cui, a fianco dei ritratti di donne, suo tema preferito, un paesaggio lucano ritenuto dai critici un quadro di particolare bellezza.

Non mancano Vincenzo Marinelli con alcune tele del suo periodo orientalista ed Andrea Petroni, presente con un olio che testimonia al meglio le sue doti pittoriche.

Ed ancora altre opere di pregio, tra cui i famosi taccuini d’artista di Michele Tedesco.

Il Museo Via Rosario Contemporanea ospita una collezione permanente di arte contemporanea, di artisti di levatura internazionale (Mimmo Paladino, Achille Bonito Oliva, Umberto Mastroianni, Hans Hartung, Antoni Tàpies, ecc.) nonché mostre temporanee di grandi artisti. Infatti dal 28 maggio al 31 agosto 2016 è stata ospitata  la mostra antologica del maestro Riccardo Dalisi, artista di origine potentine, affermato architetto, designer e scultore di livello internazionale.

Il Museo del Novecento Lucano è ospitato nei primi due piani del Palazzo Aiello 1825 posizionato nel cuore antico della cittadina, affacciato sulla via principale. Accoglie i grandi nomi a partire da Luigi Guerricchio, Mauro Masi, Gaetano Pompa, ecc. Uno spazio dedicato agli artisti di primo piano ma anche a quelli poco conosciuti (Cesare Colasuonno, Pasquale Virgilio, Giovanni Iacovino, ecc.).

Il Museo della Ceramica del ‘900 è ospitato al terzo e quarto piano del medesimo palazzo. Raccoglie prevalentemente opere del cosiddetto periodo tedesco della Ceramica Vietrese, con una particolare attenzione per i grandi artisti-artigiani a partire da Guido Gambone ed i Fratelli Procida.

La Biblioteca Lucana Angela Aiello nei primi due piani di una palazzina liberty ospita una raccolta di libri e stampe sulla Basilicata che va dal seicento fino al novecento e i testi dei maggiori scrittori lucani. In particolare nella saletta Pacichelli è presente un gran numero di vedute di paesi lucani dei primi del ‘700.

Al secondo piano è la suggestiva sala delle Mappe (la più antica è del 1620) e quella dei Terremoti che sconvolsero le terre del Vulture nel 1851 e la Val D’Agri nel 1857.

Il terzo piano, affacciato su una splendida veduta del paese e dei monti, ospita una rara collezione di libri sul Gran Tour, il magico viaggio culturale e sentimentale che fecero gli intellettuali europei a cavallo tra settecento e ottocento in sud Italia. L’affaccio sull’infinito è dunque garantito dovunque si guardi.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Moliterno è stato scelto come scenario del film del 1999 Terra bruciata diretto da Fabio Segatori.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Statale 653 Sinnica - uscita Castelsaraceno-Frusci-Moliterno
  • Strada Statale 598 di Fondovalle d'Agri - uscita Viggiano-Grumento Nova-Sarconi-Moliterno
  • Strada Statale 103 di Val d'Agri
  • Strada Provinciale 19 Moliternese

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 aprile 2000 5 aprile 2005 Angela Latorraca L'Unione Sindaco
5 aprile 2005 29 marzo 2010 Angela Latorraca L'Unione Sindaco
29 marzo 2010 31 maggio 2015 Giuseppe Tancredi Lista civica Moliterno insieme Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Regio decreto 17 febbraio 1944, n. 64, in materia di "Ricostituzione del Comune di Sarconi."
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN234819100
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