Battipaglia

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Battipaglia
comune
Battipaglia – Stemma Battipaglia – Bandiera
Panorama dalla collina del Castelluccio
Panorama dalla collina del Castelluccio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Cecilia Francese (Etica X il Buon Governo, Forza Italia) dal 21/06/2016
Data di istituzione 1929
Territorio
Coordinate 40°37′N 14°59′E / 40.616667°N 14.983333°E40.616667; 14.983333 (Battipaglia)Coordinate: 40°37′N 14°59′E / 40.616667°N 14.983333°E40.616667; 14.983333 (Battipaglia)
Altitudine 72 m s.l.m.
Superficie 56,85 km²
Abitanti 50 831[2] (30-06-2015)
Densità 894,12 ab./km²
Frazioni Santa Lucia Inferiore[1]
Comuni confinanti Bellizzi, Eboli, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano, Pontecagnano Faiano
Altre informazioni
Cod. postale 84091
Prefisso 0828
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065014
Cod. catastale A717
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Battipagliesi
Patrono santa Maria della Speranza
Giorno festivo 2 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Battipaglia
Battipaglia
Posizione del comune di Battipaglia all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Battipaglia all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Battipaglia (IPA: [ˈbattipaʎːa]) è un comune italiano di 50 831 abitanti[2], della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città è ubicata ai margini settentrionali della Piana del Sele. Il territorio comunale è composto da una piccola parte collinare con un'altezza massima di circa 300 m s.l.m., occupata dalle propaggini occidentali dei Monti di Eboli, e per la restante parte dalla pianura alluvionale. Il principale corso d'acqua è il fiume Tusciano; nella territorio pianeggiante sono presenti diversi canali artificiali realizzati per la bonifica degli acquitrini.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

BATTIPAGLIA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,2 14,0 16,1 18,6 22,9 26,7 29,1 29,5 27,0 22,8 18,1 14,2 13,8 19,2 28,4 22,6 21,0
T. min. mediaC) 4,9 5,2 6,5 8,4 11,7 15,1 17,5 17,8 15,9 12,6 8,7 6,0 5,4 8,9 16,8 12,4 10,9
Precipitazioni (mm) 121 99 94 78 45 27 14 43 64 111 158 134 354 217 84 333 988
Giorni di pioggia 10 9 9 9 5 4 2 3 5 7 11 10 29 23 9 23 84
Vento (direzione-m/s) N
5,1
N
5,3
E
5,1
E
4,5
E
4,4
E
4,1
E
4,1
E
4,1
E
4,8
E
5,6
E
5,1
E
5,7
5,4 4,7 4,1 5,2 4,8
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Battipaglia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome

Il toponimo compare in un documento di Roberto il Guiscardo del 1080 in cui si confermava il possesso dei terreni tra il Sele e il Tusciano alla Chiesa di Salerno.[3]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il Castelluccio, simbolo di Battipaglia.

Sebbene tre piccoli nuclei abitativi fossero già presenti sin dal XIII secolo, uno vicino al castello, uno vicino al Tusciano ed uno vicino la chiesa di San Mattia, l'abitato attuale nacque ufficialmente nel 1858 per volontà di Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, come colonia agricola nel territorio comunale di Eboli. Il governo fece costruire le cosiddette "Comprese", 20 edifici per accogliere 120 famiglie di terremotati provenienti dalla Basilicata, colpita da un forte sisma nel 1857. Ai nuovi abitanti vennero forniti i mezzi necessari per incentivare l'agricoltura e la bonifica di questa porzione di Piana del Sele così come programmato dal barone Giacomo Savarese, direttore generale delle bonifiche.[3]

Dopo l'unità d'Italia, grazie all'impegno di Alfonso Menna, dirigente degli affari generali del Comune di Salerno, Battipaglia divenne comune con Regio Decreto n.623 del 28 marzo 1929; il territorio comunale comprendeva parte del comune di Eboli, ove era ubicato l'abitato di Battipaglia e parte del territorio di Montecorvino Rovella con la località Belvedere.[3]

I bombardamenti del 1943[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sbarco a Salerno.
I danni causati durante la Seconda Guerra Mondiale

Il 1943 è l'anno più doloroso nella storia di Battipaglia. Violentissimi bombardamenti anglo-americani nei mesi di giugno-settembre 1943, rasero al suolo completamente la città. La stima ufficiale dei costi umani è di 117 vittime, ed anche per tale ragione, nel 2006, il Presidente della Repubblica nel Carlo Azeglio Ciampi ha conferito al Comune la Medaglia d'argento al merito civile. La distruzione della città negli attacchi aerei cominciati il 21 giugno 1943 e terminati il 14 settembre, fu operata con i bombardieri statunitensi "Thunderbolt P-47", volando a bassa quota e sganciando bombe a grappoli[4][5].

Nel 1943, il regista statunitense William Wyler, già Maggiore dell'Aviazione militare americana, documentò il tutto facendo montare le telecamere direttamente sui bombardieri in azione. I filmati documentaristici bellici del regista (tra l'altro autore, nel 1953, del film Vacanze romane) sono stati per anni coperti dal segreto militare ed ora giacciono nella Cineteca della Rai. Essi documentano la tragedia della popolazione di Battipaglia e l'importanza strategica della città come nodo ferroviario, stradale ed aeroportuale, con l'aeroporto di Montecorvino che l'11 settembre 1943 era in mano americane e dopo due giorni tornava ai tedeschi per essere infine riconquistato dagli americani al termine di strenui combattimenti. Alcuni filmati sui cieli di Battipaglia sono inoltre presenti nel film dedicato agli squadroni dei terribili bombardieri, dal titolo che li richiama e montato tre anni dopo Thunderbolt! (1946)[6][7][8].

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Distrutta quasi completamente dai bombardamenti del 1943, Battipaglia fu ricostruita in tempi brevi, grazie alla tenacia dei suoi abitanti e alle risorse del territorio."Terra Promessa", a cui affluirono sempre più numerose dall'entroterra correnti migratorie, nel miraggio di un lavoro, conobbe un incredibile incremento demografico tra il 1951 e il 1960, superando più del doppio quello del vicino comune di Eboli, di cui era stata frazione. Da colonia agricola a comune rurale, a città nuova, nel 1960 Battipaglia divenne polo di sviluppo industriale[9].

Alle tradizionali industrie di trasformazione dei prodotti agricoli, si affiancarono industrie siderurgiche e di apparecchiature elettriche a ciclo continuo. Nel 1953, la città entrò prepotentemente nella cronaca in quanto il sindaco in carica, Lorenzo Rago, venne rapito e mai più ritrovato.[10]

La rivolta popolare del 1969[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 aprile del 1969 si ebbero gravi incidenti a Battipaglia, al diffondersi della notizia della decisione di chiudere due aziende storiche come la manifattura dei tabacchi e lo zuccherificio. Per la città è una tragedia, dal momento che metà della popolazione vive su queste due fabbriche, sulle coltivazioni e sull'indotto. La chiusura di queste aziende significherebbe quindi disoccupazione e miseria. Vengono indette manifestazioni di protesta e cortei, e lo scontro con le forze dell'ordine è drammatico. L'assedio dei dimostranti diventa un attacco, e la polizia perde la testa e spara sulla folla uccidendo due persone: Carmine Citro, operaio tipografo di 19 anni, e Teresa Ricciardi, insegnante in una scuola media di Eboli, che viene raggiunta al petto da una pallottola mentre è affacciata alla finestra di casa sua.

Le cariche della polizia si susseguono per tutto il pomeriggio, ed in tutto si contano 200 feriti (di cui 100 da arma da fuoco) fra i dimostranti, e 100 tra i membri delle forze dell'ordine. Il giorno seguente la gente scende in piazza inferocita, blocca ferrovie, strade e autostrade, dalle 17 alle 22 la città è in mano a tremila dimostranti, che devastano la stazione, incendiano il municipio, danno fuoco a duecento auto e poi assediano il commissariato di polizia e la caserma dei carabinieri. A Roma arriva invece la notizia che ci sono stati cinquanta morti e, temendo una insurrezione generale, viene subito trovato un accordo per la riapertura delle due aziende[11].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al Merito Civile
«Centro strategicamente importante del Mezzogiorno, durante l'ultimo conflitto mondiale, fu sottoposto a violentissimi bombardamenti alleati che procurarono centodiciassette vittime civili, la quasi totale distruzione dell'abitato e delle infrastrutture e danni ingentissimi al patrimonio industriale. Luminoso esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio.»
— Battipaglia, giugno - settembre 1943

www.quirinale.it

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«[senza fonte]»
— Battipaglia, 26 giugno 2008

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario di Santa Maria della Speranza
  • Santuario di Santa Maria della Speranza (1917).[12]
  • Cappella di Santa Lucia, menzionata per la prima volta in un documento del 1140,sorge nell'omonima località.
  • Cappella di San Giuseppe, in località Aversana, edificata nel 1600 circa.
  • San Mattia, complesso monastico altomedievale fondato da Guaimario IV.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

il Palazzo Municipale
  • Palazzo Municipale
  • Masseria del Fosso (1700 circa)
  • Tenuta Porta di Ferro (1550-1600 circa)
  • Villa Schlaepfer-Rago (XII secolo e modificata nel 1800 circa)
  • Villa Budetta (1863)
  • Masseria Farina di Fiorignano (1800 circa)
  • Complesso La Morella
  • Torre Caciottoli
  • Torre di Raj (1700 circa)
  • Torre dei Mussi
  • Villa D'Amore

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castelluccio: Menzionato nel documento sopracitato del 1080, fino al XII fu proprietà della Chiesa di Salerno. Divenne possesso del Conte Marcoaldo e concesso successivamente all'Ordine Teutonico da Federico II di Svevia. Nel 1251 tornò alla Chiesa di Salerno. Acquistato nel 1612 dai Doria, passò nel 1638 al Marchese Giulio Pignatelli.
  • Torre sul Tusciano: Costruita nel 1563 insieme ad altre sei torri da Salerno ad Agropoli, come sistema difensivo lungo la litoranea.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Passo di San Mattia: tabella daziaria del 14 agosto situata presso l'antica dogana ducale di Eboli.
  • Busto dedicato a Ferdinando II di Borbone, Re delle Due Sicilie, situato in Piazza della Repubblica.
Ex Tabacchificio A.T.I. già “Fortunato Farina”
Stabilimento per la lavorazione del tabacco di proprietà della Società Agricola Industriale Meridionale (S.A.I.M.), a cui era annesso anche un caseificio, fu edificato nel 1920 dalla Società Agricola Industriale Salernitana (S.A.I.S.) e successivamente venne acquisito dalla soc. SAIM. Tra il 1948 ed il 1966, a seguito della distruzione bellica, venne ricostruito utilizzando in prevalenza blocchi rettangolari disposti in parallelo sul lato maggiore lungo Via Rosa Jemma. L'ex stabilimento comprende otto essiccatoi (divisi in due gruppi di quattro fabbricati) dove avveniva il trattamento del tabacco; al centro di ogni gruppo gli edifici risultano smussati a quarantacinque gradi dando origine ad una corte centrale ottagonale. I muri perimetrali sono totalmente realizzati in mattoni pieni con le classiche ampie finestre per permettere la ventilazione. L'interno di ciascun blocco, un ambiente unico di circa 1.300 m² ed alto 15 m, presenta una griglia regolare di pilastri in cemento armato con luce di 6 metri con in sommità un grigliato di legno al quale venivano innalzati i festoni di tabacco con delle corde apposite. Attualmente l'area è di proprietà comunale[13].
Tabella daziaria di San Mattia

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Loc. Arenosola: Necropli del VI-V secolo a.C. e IV-III secolo a.C.
  • Loc. San Giovanni: Villa romana del I-III secolo a.C. tratto della strada romana Popilia e necropoli.
  • Loc. Spineta: Villa romana del I-III secolo a.C.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Grotte[modifica | modifica wikitesto]

  • Caverna dei Lepidotteri[14]
  • Grotta del Monte Belvedere[14]
  • Grotta della Tegola Romana sul Tusciano[14]
  • Grotta I nei Conglomerati.[14]
  • Grotta II nei Conglomerati.[14]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

L'origine della popolazione è estremamente varia. Ai primi abitanti, nell'Ottocento fu aggiunta popolazione lucana da Melfi e comuni limitrofi. Negli anni sessanta, col boom economico e le aziende presenti, arrivarono immigrati dai comuni del Picentino, da Campagna, dalla valle del Sele e dal Cilento.

Nell'ultimo ventennio, si sono aggiunti numerosi braccianti agricoli originari del nord Africa e slavi, prevalentemente meridionali e orientali. Al 31 dicembre 2007 a Battipaglia risultano residenti 1.262 cittadini stranieri, quasi il 3%. Le nazionalità principali sono:[16]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Cattolica[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cattolica appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica;[17] il comune appartiene alla forania di Battipaglia-Olevano sul Tusciano, dell'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, ed ha sette parrocchie. Fra le opere parrocchiali di rilevanza sociale vanno menzionate la comunità Stimmatina, Casa Speranza, il centro emergenze giovanili, il cinema parrocchiale, il centro accoglienza profughi, la mensa per i poveri e un centro anti usura.

Chiese Protestanti[modifica | modifica wikitesto]

L'altra confessione cristiana presente è quella Protestante con cinque comunità. La prima opera ad essere fondata nel 1970 è la Chiese Evangelica Pentecostale CCEVAS.[18]

Altri culti[modifica | modifica wikitesto]

Fra gli altri culti presenti a Battipaglia vi sono la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.[19], la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.[19] e una moschea sunnita.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Polo Espositivo Culturale Città di Battipaglia, realizzato nell'ex scola E. De Amicis, ospita un punto museale con reperti archeologici rinvenuti nel territorio comunale[22].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Booonzo
  • Radio Castelluccio
  • Radio Mania
  • Radio CompromessiZero

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Battipagliese[23]
  • L'Occhio di Salerno e Provincia[24]
  • Spiffero[25]
  • La Voce.[26]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 sono state girate a Battipaglia alcune scene del film Certi bambini di Andrea Frazzi.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Sei Tv canale 819
  • Sud tv canale 663

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Piatto tipico di Battipaglia è la Mozzarella di Bufala Campana. Grazie anche all'azione dei caseifici presenti nella zona, la produzione è un importante indotto economico. Fra le varianti di tagli della mozzarella va menzionata la Zizzona di Battiapglia, un marchio creato da un caseifico locale e diventato famoso anche grazie al film Benvenuti al Sud.

Persone legate a Battipaglia[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'originale struttura urbanistica della città ha subito un primo cambiamento a causa della completa distruzione causata da sei bombardamenti aerei durante il secondo conflitto bellico[27]. Il successivo aumento della popolazione e la necessità di nuove abitazioni hanno congestionato il sistema urbano e la viabilità anche a causa dell'abusivismo edilizio[27]. L'espansione edilizia si è manifestata principalmente nel trentennio 1961-1991 con un incremento di vani da 50837 a 214864[27].

Toponimi, toponomastica e quartieri[modifica | modifica wikitesto]

La toponomastica della città, ad esclusione delle zone esterne al centro urbano, è stata assegnata in modo schematico man mano che veniva realizzata l'urbanizzazione. Ad esempio dalla cartografia è identificabile una zona "dei poeti" (ad esempio nel quartiere Sant'Anna la maggioranza delle strade sono intitolate a poeti) o una zona "dei mari" (nel quartiere Serroni), ecc..[28]

Lo statuto comunale attuale non menziona quartieri o frazioni. I quartieri, oltre al centro sono: Belvedere, Serroni, Sant'Anna, Turco, Taverna Maratea, Taverna delle Rosa, Schiavo, Stella[28].

In base all'attuale cartografia sono identificabili, oltre all'abitato di Battipaglia, le località maggiormente abitate di Serroni Alto, Santa Lucia, Fasanara e Aversana[28].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Al centro di una vasta e fertile pianura, la città, un tempo prevalentemente agricola, ha avuto un notevole sviluppo industriale a partire dagli anni sessanta.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio, grazie all'irrigazione diffusa dei campi, tramite condotte idriche a pressione gestite dal Consorzio di bonifica in Destra del fiume Sele, permette numerose e moderne attività agricole anche con coltivazione intensiva.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Molto importanti anche le aziende del settore alimentare, in particolar modo attive nella produzione di latticini come la mozzarella di bufala, prodotto tipico battipagliese. Il film Benvenuti al Sud ne celebra una variante, nota come Zizzona di Battipaglia, (marchio registrato di un caseificio della zona)[29] che è una mozzarella molto grande, piena di latte, di 5 kg o più, con una piccola escrescenza nella parte superiore simile ad un capezzolo che la fa sembrare un grande seno.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono le attività industriali. Oltre alle industrie agroalimentari (Bonduelle) e zootecniche (Sivam) sono molto attive le aziende della componentistica auto (Cooper Standard Automotive), degli apparecchi elettronici (il centro ricerche Alcatel-Lucent e Telerobot), dei cavi elettrici (Nexans), dei cavi in fibra ottica (Prysmian), degli imballaggi e chiusure metalliche (Crown e Silgan) e della plastica (Jcoplastic, Deriblok e Treofan). A Battipaglia è presente la sede centrale della Mass, una azienda che produce capi di abbigliamento sportivi.[30]

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Istituti di credito e assicurativi[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è un nodo stradale fondamentale per i territori a sud di Salerno. Oltre ad essere dotata dell'omonima uscita autostradale sulla A3 Salerno-Reggio Calabria ben connessa con un viadotto alla Strada statale 18 Tirrena Inferiore, principale collegamento con il Cilento, da Battipaglia inizia la Strada statale 19 delle Calabrie, che collega la Piana del Sele alla Basilicata e al Vallo di Diano.

Il territorio comunale è attraversato da numerose strade provinciali; quelle di maggior traffico veicolare sono le seguenti:

  • Strada Provinciale 29/a Battipaglia-Olevano Sul Tusciano (Monticelli), principale collegamento con Olevano sul Tusciano.
  • Strada Provinciale 175/a Litoranea, asse secondario di collegamento fra Salerno e Paestum.
  • Strada Provinciale 417 Aversana, parallela alla litoranea, ne decongestiona il traffico da e per il Cilento.

Altre strade provinciali sono:

  • Strada Provinciale 8 Bellizzi (Torrente Vallimonio)-Innesto SP 135-Innesto SP 312-Innesto SS 18;
  • Strada Provinciale 135 Battipaglia-Innesto SP 175;
  • Strada Provinciale 136 Serroni di Battipaglia-Innesto SR 164;
  • Strada Provinciale 195 Innesto SS 18-Innesto SP 30;
  • Strada Provinciale 275 Bellizzi (loc. Campo Eminente)-Innesto SP 175;
  • Strada Provinciale 312 Innesto SS 18-Innesto SP 8-Innesto SP 417-Innesto SP 175;

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Battipaglia è uno dei principali nodi ferroviari del Mezzogiorno. A prova della sua importanta vi sono i numerosi bombardamenti effettuati da entrambi gli schieramenti avversari durante la seconda guerra mondiale. Posizionata lungo la Ferrovia Tirrenica Meridionale al bivio con la ferrovia Battipaglia-Potenza-Metaponto, è dotata di un fabbricato, cinque binari, un fabbricato merci e, da poco in fase di costruzione un centro integrato di interscambio con un terminal bus ed un parcheggio multi piano[31].

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico urbano è affidato alla EAC autolinee mentre quello extraurbano è gestito principalmente dalla Sicurezza e Trasporti Autolinee - Sita Sud S.r.l., CSTP e dalla Società Consortile Salernitana Trasporti.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

All'atto dell'istituzione del comune, il ruolo di primo cittadino è stato svolto da Alfonso Menna, Commissario Prefettizio in carica dal 29 maggio 1929 al 6 novembre 1931. Dopo il periodo fascista, il primo Sindaco eletto democraticamente fu Primo Baratta (19 marzo 1944 - 27 settembre 1945).

Nella tabella seguente vi è l'elenco dei sindaci battipagliesi dall'istituzione al 1989[32].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 maggio 1929 6 novembre 1931 Alfonso Menna Comm. pref.
7 novembre 1931 20 gennaio 1934 Mario D'Elia Partito Nazionale Fascista Podestà
21 gennaio 1934 22 agosto 1941 Teodoro De Divitiis Partito Nazionale Fascista Podestà
23 agosto 1941 7 dicembre 1943 Pasquale Rago Partito Nazionale Fascista Podestà
8 dicembre 1943 18 marzo 1944 Primo Baratta Comm. pref.
19 marzo 1944 27 settembre 1945 Primo Baratta Sindaco
28 settembre 1945 8 ottobre 1946 Licio Petrone Sindaco
31 ottobre 1946 7 maggio 1948 Renato Montcharmont Sindaco
21 maggio 1948 9 gennaio 1953 Lorenzo Rago Sindaco [33]
30 gennaio 1953 16 giugno 1953 Antonio Baldi Assessore anziano
17 giugno 1953 20 aprile 1954 Salvatore Varriale Comm. pref.
21 aprile 1954 23 novembre 1958 Antonio De Vita Sindaco
24 novembre 1958 4 febbraio 1963 Antonio De Vita Sindaco
4 febbraio 1963 11 marzo 1967 Domenico Vicinanza Sindaco
27 febbraio 1967 4 novembre 1967 Francesco Crudele Sindaco
4 novembre 1967 18 novembre 1967 Pasquale Roatti Assessore anziano
18 novembre 1967 25 gennaio 1968 Matteo Barra Sindaco
25 gennaio 1968 31 gennaio 1968 Pasquale Roatti Assessore anziano
31 gennaio 1968 15 novembre 1968 Sabato Mellone Sindaco
15 novembre 1968 28 novembre 1968 Pasquale Roatti Assessore anziano
28 novembre 1968 16 maggio 1969 Domenico Vicinanza Sindaco
24 maggio 1969 7 giugno 1970 Corrado Casella Comm. Pref.
7 giugno 1970 29 luglio 1970 Felice Crudele Consigliere anziano
29 luglio 1970 19 ottobre 1970 Vincenzo Liguori Sindaco
19 ottobre 1970 5 novembre 1970 Felice Crudele Consigliere anziano
5 novembre 1970 30 settembre 1971 Vincenzo Liguori Sindaco
30 settembre 1971 20 novembre 1971 Felice Crudele Consigliere anziano
20 novembre 1971 26 ottobre 1974 Felice Crudele Sindaco
326 ottobre 1975 22 febbraio 1975 Felice Crudele Consigliere anziano
22 febbraio 1975 8 agosto 1975 Felice Crudele Sindaco
8 agosto 1975 21 aprile 1976 Enrico Garofalo Sindaco
21 aprile 1976 6 maggio 1976 Vincenzo Pipolo Consigliere Anziano
6 maggio 1976 29 maggio 1976 Enrico Garofalo Sindaco
29 maggio 1976 27 ottobre 1977 Domenico Vicinanza Sindaco
27 ottobre 1977 7 febbraio 1981 Enrico Giovine Sindaco
7 febbraio 1981 16 aprile 1982 Elio Carucci Sindaco
7 febbraio 1981 16 aprile 1982 Elio Carucci Sindaco
16 aprile 1982 22 febbraio 1984 Domenico Vicinanza Sindaco
22 febbraio 1984 12 maggio 1985 Antonio Concilio Sindaco
22 febbraio 1984 12 maggio 1985 Antonino Concilio Consigliere Anziano
19 settembre 1985 8 aprile 1986 Enrico Garofano Sindaco
30 giugno 1986 24 luglio 1987 Antonino Concilio Sindaco
31 luglio 1987 30 giugno 1989 Andrea Limongiello Sindaco

Dagli anni ottanta in poi, il comune ha avuto una storia politica piuttosto travagliata, sin dalla sua nascita. I sindaci che sono stati in carica per il tempo previsto dalla normativa, sono stati pochi. Come si evince dalla tabella successiva, seppur parziale, vi sono state numerose dimissioni, sospensioni e decadenze. Di seguito vengono elencati i primi cittadini del Comune di Battipaglia, dal 1985 ad oggi, così come riportato nell'archivio del Ministero dell'Interno[34]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele. Per quel che riguarda la gestione dell'irrigazione e del miglioramento fondiario, l'ente competente è il Consorzio di bonifica in Destra del fiume Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Battipagliese che milita in Serie D con un decennio tra C1 e C2 1988/2000 e 4 stagioni in serie C (1939-43); altre due squadre di calcio della città sono l'A.S. Club Battipaglia Calcio, l'A.S.D. G.S. Bertoni Battipaglia nel girone D di Promozione e il Real Taverna che milita in Prima Categoria.

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

L'associazione tennistica di Battipaglia, il Tennis Club Battipaglia, ha una storia recente ma già piena di risultati sportivi rilevanti, sia in ambito giovanile che senior. Dotata di 6 insegnanti tra maestri, preparatori fisici e psicologi. La squadra principale maschile disputa la serie C con tutti ragazzi battipagliesi e/o del vivaio. Anche la squadra femminile è composta esclusivamente da ragazze battipagliesi e/o del vivaio e, attualmente, disputa il campionato di serie D1.

Basket[modifica | modifica wikitesto]

  • PB63 Givova Convergenze Lady Battipaglia, serie A1 Femminile
  • Basket Treofan Battipaglia, serie C silver
  • Pino Corvo Basket School Battipaglia

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Pallavolo Co.Fi.Mar Battipaglia, serie B2 Femminile
  • Pallavolo Battipaglia, serie C Maschile, serie D Femminile, Under 18 M/F,16 M/F,14 M/F,13 M/F, Mini Volley M/F, Sezione Beach Volley
  • Nuovo Oratorio Santa Maria della Speranza

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

  • Rugby Club Battipaglia in serie C

Judo[modifica | modifica wikitesto]

  • N.C.S. Sakai Battipaglia Judo

Scacchi[modifica | modifica wikitesto]

  • A.D.S. Cafè de la Regence

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio Luigi Pastena

Personalità sportive legate a Battipaglia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si fa riferimento al Censimento Istat 2001. Nello statuto comunale non viene citata alcuna frazione.
  2. ^ a b Dato Istat - Bilancio demografico Anno 2013.
  3. ^ a b c Battipaglia, 70 anni nella sua storia, Massa Editore 1999, pag.41.
  4. ^ [1]
  5. ^ [2]
  6. ^ [3]
  7. ^ [4]
  8. ^ [5]
  9. ^ Battipaglia, 70 anni nella sua storia, Massa Editore 1999, pagg. 50,51
  10. ^ "Il sindaco desaparecido" di Massimiliano Amato, edizioni dell'Ippogrifo e "I paesi delle ombre", di Oreste Mottola, edizioni Magna Graecia.
  11. ^ [6]
  12. ^ [7].
  13. ^ [8]
  14. ^ a b c d e http://www.fscampania.it/elenco_grotte.pdf.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Dati Istat.
  17. ^ Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno.
  18. ^ Le Chiese Cristiane Evangeliche nella Valle del Sele, di Romolo RICCIARDIELLO.
  19. ^ a b Comune di Battipaglia.
  20. ^ Sito della Croce Rossa Italiana.
  21. ^ Sito della Regione Campania.
  22. ^ [9]
  23. ^ [10].
  24. ^ [11].
  25. ^ [12].
  26. ^ Il giornale on-line battipaglia1929 è un supplemento di La Voce.
  27. ^ a b c Battipaglia, 70 anni nella sua storia, Massa Editore 1999, pag.47-57.
  28. ^ a b c Cartografia
  29. ^ Sito ufficiale della Zizzona di Battipaglia.
  30. ^ Sito ufficiale Massport.it, massport.it. URL consultato il 12 maggio 2013.
  31. ^ [13]
  32. ^ Battipaglia, 70 anni nella sua storia, Massa Editore 1999, pag.133
  33. ^ Scomparso.
  34. ^ Ministero Dell'Interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali
  35. ^ a b c d Dimissioni
  36. ^ a b Sospensione del Consiglio
  37. ^ a b c d e f g h Cessazione
  38. ^ Decadenza
  39. ^ Dimissioni della metà più uno dei consiglieri
  40. ^ a b c Errore nell'uso delle note: Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Decreto_nomina
  41. ^ a b c Teseogiovani - Rete Informagiovani della Provincia di Salerno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Battipaglia, 70 anni nella sua storia, Massa Editore 1999
  • Il terremoto del 1857 e la fondazione della "Colonia Agricola" di Battipaglia, Ed. Osanna Venosa 1994—Il mostro del Tusciano - ed. Giuseppe Esposito—Le Foibe - ed. Giuseppe Esposito—Fatti e personaggi della mia città - ed. Giuseppe Esposito

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 luglio 1985 19 luglio 1990 Roberto Maffia Democrazia Cristiana Sindaco
19 luglio 1990 22 maggio 1991 Enrico Giovine Democrazia Cristiana Sindaco [35]
31 maggio 1991 9 aprile 1992 Antonino Concilio Democrazia Cristiana Sindaco [35]
5 giugno 1992 18 febbraio 1993 Bruno Mastrangelo Democrazia Cristiana Sindaco [35]
18 febbraio 1993 21 aprile 1994 Vito Santese Democrazia Cristiana Sindaco [36]
5 dicembre 1994 19 aprile 1997 Fernando Zara Alleanza Nazionale Sindaco [35]
29 aprile 1997 3 luglio 1997 Achille Lenge Comm. Pref. [37]
3 luglio 1997 1º dicembre 1997 Achille Lenge Comm. Str. [37]
1º dicembre 1997 19 marzo 2001 Fernando Zara Centro-destra (Liste civiche) Sindaco [38]
11 giugno 2002 24 marzo 2006 Alfredo Liguori Forza Italia Sindaco
24 marzo 2006 11 aprile 2006 Pasquale Manzo Comm. Pref. [37]
11 aprile 2006 12 giugno 2007 Pasquale Manzo Comm. Str. [37]
12 giugno 2007 30 luglio 2008 Gennaro Barlotti Centro-destra (Liste civiche) Sindaco [36]
30 luglio 2008 11 settembre 2008 Alfonso Noce Comm. Pref. [37]
11 settembre 2008 23 giugno 2009 Alfonso Noce Comm. Str. [37]
23 giugno 2009 14 maggio 2013 Giovanni Santomauro Centro-sinistra (Liste civiche) Sindaco [39]
14 maggio 2013 19 giugno 2013 Mario Rosario Ruffo Comm. pref. [37]
19 giugno 2013 6 aprile 2014 Mario Rosario Ruffo Comm. Str. [37]
7 aprile 2014 20 giugno 2016 Ada Ferrara Comm. Str. [40]
7 aprile 2014 20 giugno 2016 Gerlando Iorio Comm. Str. [40]
7 aprile 2014 20 giugno 2016 Carlo Picone Comm. Str. [40]
20 giugno 2016 in carica Cecilia Francese Etica X il Buongoverno,Forza Italia, Rivoluzione Cristiana Sindaco
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