Stazione di Torino Porta Nuova
| Torino Porta Nuova stazione ferroviaria | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Località | Torino |
| Coordinate | 45°03′45″N 7°40′44″E |
| Linee | Torino-Bardonecchia Torino-Genova Torino-Milano Torino-Milano AV Torino-Fossano-Savona Torino-Pinerolo |
| Storia | |
| Stato attuale | in uso |
| Anno attivazione | 1864 |
| Caratteristiche | |
| Tipo | stazione in superficie, di testa |
| Binari | 20 |
| Gestori | Grandi Stazioni Rete Ferroviaria Italiana |
| Operatori | Trenitalia Italo |
| Interscambi | tram urbani autobus urbani ed extraurbani |
| Statistiche viaggiatori | |
| al giorno | 192.000 |
| all'anno | 70.000.000[1] |
La stazione di Torino Porta Nuova è la principale stazione ferroviaria di Torino e uno dei principali nodi ferroviari del Piemonte. È capolinea di numerosi servizi ferroviari regionali e a lunga percorrenza, nonché dei collegamenti Alta Velocità sulla direttrice Torino-Milano.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome «Porta Nuova» deriva dalla nuova porta meridionale della città, realizzata nel 1620 nell'ambito del primo ampliamento del centro storico di Torino verso la cosiddetta «Città Nova», l'espansione urbana voluta soprattutto verso sud da Carlo Emanuele I di Savoia. Dopo l'abbattimento dell'antica porta meridionale di via Santa Teresa all'angolo con via San Tommaso, detta «Porta Marmorea», avvenuto agli inizi del XIV secolo, la prima «Porta Nuova» in muratura fu realizzata nel 1620 in forma provvisoria, tra l'attuale Piazza Carlo Felice e il tratto iniziale della cosiddetta via Nuova, oggi via Roma.
La porta faceva parte di un più ampio progetto scenografico per la città, predisposto in occasione dell'arrivo di Cristina di Francia, giunta a Torino nello stesso anno per sposare il duca Vittorio Amedeo I di Savoia. La struttura provvisoria fu abbattuta già nel 1622, mentre una nuova «Porta Nuova» fu eretta all'incrocio tra via Nuova e l'attuale via Gramsci. Di piccole proporzioni e caratterizzata da quattro colonne marmoree bianche in stile ionico, fu a sua volta demolita durante l'occupazione napoleonica di Torino nel 1802.
Dopo il 1814, durante la Restaurazione, la città fu interessata da nuovi progetti di espansione verso sud, con la formazione del Borgo Nuovo e la sua progressiva integrazione con il vicino quartiere San Salvario. Nell'ambito di questa trasformazione furono previsti il cosiddetto Viale del Re, oggi corso Vittorio Emanuele II, il rimaneggiamento di via Roma e la realizzazione della futura Piazza Carlo Felice, progettata nel 1861 da Jean-Pierre Barillet-Deschamps, con i portici di Giuseppe Leoni, Giuseppe Frizzi e Carlo Promis.
Nel 1860 esisteva già nell'area una stazione provvisoria, denominata Scalo delle Ferrovie del Governo. I lavori per la costruzione del nuovo fabbricato viaggiatori, caratterizzato dalla grande volta centrale e dalle ampie vetrate, iniziarono nel dicembre 1861 sotto la direzione di Alessandro Mazzucchetti, con la collaborazione del giovane architetto Carlo Ceppi. I dipinti della sala d'aspetto furono realizzati da Francesco Gonin. La stazione fu parzialmente aperta al pubblico il 22 dicembre 1864, mentre il fabbricato, compresi gli accessi laterali su via Nizza e via Sacchi, fu completato nel 1868, senza una cerimonia ufficiale di inaugurazione. Negli anni successivi il complesso fu ulteriormente ampliato.

Negli anni 1920 il nodo ferroviario torinese fu interessato dall'elettrificazione in trazione elettrica a corrente alternata trifase della ferrovia Torino-Bardonecchia e della ferrovia Torino-Genova. Il passaggio alla trazione elettrica a corrente continua fu completato nel 1961, contestualmente all'elettrificazione della ferrovia Torino-Milano, e fu celebrato il 9 giugno dello stesso anno alla presenza del ministro dei Trasporti Giuseppe Spataro. Durante la fase di conversione, le locomotive in corrente continua in arrivo e in partenza dalla stazione venivano scortate da locomotive a vapore o diesel.
A seguito dei danni subiti durante la seconda guerra mondiale, il complesso fu riorganizzato tra il 1948 e il 1953 su progetto dell'ingegnere Paolo Perilli. In questo periodo furono realizzati anche i passaggi pedonali sotterranei di collegamento con la prospiciente Piazza Carlo Felice. Nel 1995 fu attivato un nuovo ACEI per la gestione della circolazione ferroviaria, riunendo in un'unica cabina il controllo precedentemente distribuito in quattro impianti.

Nel 2005, in vista dei XX Giochi olimpici invernali del 2006, la stazione e le aree circostanti furono inserite nel programma di riqualificazione dei principali scali ferroviari italiani curato da Grandi Stazioni. I lavori interessarono progressivamente gli spazi interni e le aree adiacenti, con il rinnovamento degli atri, delle attività commerciali e delle banchine. La prima fase dell'intervento interessò circa 44.000 m².
I lavori proseguirono negli anni successivi e nel 2009 si concluse la parte principale della riqualificazione degli spazi interni, con una cerimonia di inaugurazione. Ulteriori interventi furono completati nel 2016, con l'apertura del parcheggio sotterraneo, e nel 2017, con la riqualificazione delle attività commerciali e dei portici di Piazza Carlo Felice, via Sacchi e via Nizza. Nel 2021 è entrata in funzione la velostazione.
Strutture e impianti
[modifica | modifica wikitesto]L'impianto è gestito da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), è configurato come stazione di testa ed è dotato di 20 binari tronchi, numerati progressivamente da sinistra a destra rispetto alla visuale dal fabbricato viaggiatori.
Il fabbricato viaggiatori si sviluppa su più livelli:
- il piano sotterraneo ospita locali delle divisioni del Gruppo FS, magazzini e altri locali di servizio, oltre al collegamento diretto con la metropolitana di Torino;
- il piano terra comprende il piazzale dei binari e il principale spazio destinato ai viaggiatori, con i servizi della stazione e le attività commerciali. Vi si trovano inoltre la chiesa della stazione, il Salone degli Stemmi e la Sala del Collegio degli Ingegneri, già sala reale d'attesa di prima classe, nota come Sala Gonin;
- il mezzanino è destinato prevalentemente ad attività commerciali;
- i piani superiori ospitano uffici e altri locali di servizio.
Dal dicembre 2021 una parte degli spazi interni è occupata dal «Terrazzo Food Lounge», area dedicata alla ristorazione e alle attività commerciali.
- Piano terra del fabbricato viaggiatori, nella zona antistante al piazzale dei binari
- Piazzale dei binari prima dell'innalzamento dei marciapiedi
- Atrio del fabbricato viaggiatori
- Zona commerciale
Movimento
[modifica | modifica wikitesto]Porta Nuova è una delle principali stazioni ferroviarie italiane per volume di traffico passeggeri. È capolinea di numerosi servizi ad alta velocità diretti verso Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Salerno.
La stazione è servita dai treni del Servizio ferroviario regionale del Piemonte e dai servizi della linea 3 del Servizio ferroviario metropolitano di Torino, oltre che dai collegamenti a lunga percorrenza gestiti da Trenitalia e Italo. Vi effettuano inoltre fermata diversi collegamenti ferroviari nazionali.
Servizi
[modifica | modifica wikitesto]Per quanto riguarda i servizi rivolti alle persone a ridotta mobilità, Torino Porta Nuova è una delle stazioni master nazionali e dispone di una «Sala Blu», nella quale opera personale specializzato per organizzare e fornire i servizi di assistenza ai viaggiatori con disabilità o a ridotta mobilità.[2]
La stazione dispone inoltre di:
Bar e caffetterie
Biglietteria a sportello
Biglietteria automatica
Deposito bagagli
Polizia ferroviaria
Primo soccorso
Ristorazione
Sala d'attesa
Servizi igienici
Ufficio oggetti smarriti
Negozi
Interscambi
[modifica | modifica wikitesto]La stazione consente l'interscambio con la metropolitana, con la rete tranviaria e con le linee di autobus del trasporto pubblico torinese. Nelle immediate vicinanze si trovano inoltre fermate e capolinea di diverse linee extraurbane e il collegamento autobus per l'aeroporto di Torino-Caselle.
Fermata metropolitana (Porta Nuova, linea 1)
Fermate tram della rete tranviaria
Fermate autobus urbani ed extraurbani
Stazione taxi
Autonoleggio
Parcheggio
Velostazione
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Torino Porta Nuova - Grandi Stazioni, su grandistazioni.it. URL consultato il 5 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2011).
- ↑ Contratto di programma 2022-2026 - parte servizi (PDF), su Rete Ferroviaria Italiana. URL consultato il 29 agosto 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Stefano Garzaro, La stazione di Torino Porta Nuova, in I Treni Oggi n. 35, gennaio 1984.
- Luigi Ballatore e Fausto Masi, Torino Porta Nuova, Roma, Edizioni Abete, 1988.
- Architettura e progetti per la stazione di Torino Porta Nuova. Lo sviluppo urbano della Stazione di Torino P.N. in 150 anni di storia, in La Tecnica Professionale, n. 11, novembre 2015.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla stazione di Torino Porta Nuova
Wikivoyage contiene informazioni turistiche sulla stazione di Torino Porta Nuova
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su torinoportanuova.it.
- (EN) Stazione di Torino Porta Nuova, su Structurae.
- Stazione di Torino Porta Nuova, su rfi.it, Rete Ferroviaria Italiana.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 241218019 · LCCN (EN) sh2017004661 · GND (DE) 4625526-6 · J9U (EN, HE) 987012405218305171 |
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