Aldo Giuffré

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Aldo Giuffrè nel 1958

Aldo Giuffré (Napoli, 10 aprile 1924Roma, 26 giugno 2010) è stato un attore, comico e drammaturgo italiano; anche doppiatore, regista e scrittore. Ha scritto infatti quattro romanzi, tre dei quali editi dalla casa editrice Guida di Napoli. Noto al grande pubblico anche per il suo sodalizio artistico con il fratello Carlo Giuffré.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Arrivò direttamente dal teatro, dove visse una lunga gavetta che gli consentì di sperimentarsi in diversi stili espressivi, sviluppando una grande versatilità che lo fece oscillare con estrema facilità dal comico al drammatico. Il debutto teatrale fu del 1947 con Napoli milionaria la compagnia di Eduardo De Filippo, che fu per lui il suo primo grande maestro, ma non l'unico: importanti furono nel suo percorso anche Giorgio Strehler e Cesco Baseggio.

Nel giugno del 1979 un'operazione alla corda vocale sinistra lo privò della sua pastosa voce, ma non gli impedì di continuare nella recitazione.

È stato sposato con l'attrice Liana Trouché morta in circostanze drammatiche in un incidente stradale accaduto mentre si trovava su un'Alfa 6 assieme al collega attore Gino Bramieri, che era alla guida (i due stavano portando avanti le repliche teatrali dello spettacolo di Terzoli e Vaime Felici e contenti, diretti da Garinei e Giovannini)

È morto all'età di 86 anni all'Ospedale San Filippo Neri di Roma la notte del 26 giugno 2010.

Riposa al cimitero di Prima Porta.

La radio[modifica | modifica wikitesto]

Entrò in radio non ancora ventenne, quando fu assunto presso la sede di Napoli come annunciatore. Passato alla RAI di Roma, dai microfoni di via Asiago annunciò, il 25 aprile 1945, la fine della guerra.

Non dimenticò mai, tuttavia, la radio, ai cui microfoni interpretò radiodrammi e testi teatrali, da La fidanzata del bersagliere (1960) a O di uno o di nessuno di Pirandello (1965), da Il compleanno di Pinter (1965) a Improvvisamente una notte di Paso (1967), da I corvi del signor Walsh di Sheimer a Il malato immaginario di Molière, passando per trasmissioni di intrattenimento come Gran varietà, Voi ed io (1970) e Ciao domenica (1974).

Il teatro[modifica | modifica wikitesto]

Tornato a Napoli, recitò dal 1947 al '50 nuovamente nella compagnia di Eduardo De Filippo (Filumena Marturano, Questi fantasmi!, Le bugie con le gambe lunghe, Le voci di dentro, La grande magia, La paura numero uno) con la quale rimase fino al 1952, abbandonandola di tanto in tanto per interpretare, nonostante il suo passato artistico "dialettale", i grandi classici del palcoscenico come Čechov e Goldoni, nelle elaborazioni di Luchino Visconti e Anna Magnani.

Affrontò ancora il teatro in lingua nel 1950, debuttando a Roma con Andreina Pagnani in Chéri di Colette. Dopo aver lavorato con Luchino Visconti a Roma e Puecher a Napoli, si trasferì al Piccolo Teatro di Milano, offrendo una memorabile interpretazione in Le notti dell'ira (1956, per la regia di Strehler).

Nella stagione teatrale 1972-'73 iniziò a recitare insieme col fratello Carlo (nella commedia Un coperto di più di Maurizio Costanzo), con il quale formò poi una compagnia durata circa dieci anni.

Il cinema[modifica | modifica wikitesto]

L'approdo al cinema avvenne nel 1947, mentre ancora lavorava con Eduardo De Filippo. Esordì nel film drammatico Assunta Spina di Mario Mattoli, con Anna Magnani dimostrando di essere in grado di cimentarsi anche con un genere così intenso.

Al cinema lavorò in altri vari films tra cui Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica (1963) e Il buono, il brutto, il cattivo (1966) di Sergio Leone, passando per innumerevoli film con Totò fino alle commedie degli anni settanta.

La sua ultima apparizione cinematografica fu in La repubblica di San Gennaro di Massimo Costa (2003).

Nel corso della sua lunga carriera, circa sessant'anni, Aldo Giuffré ha ricevuto un'infinità di premi in campo teatrale, cinematografico e televisivo, tra i quali per ben due volte il premio SIMPATIA (1974 e 1984) in Campidoglio e al David di Donatello per il film Mi manda Picone di Nanni Loy.

La televisione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1960 si dedicò soprattutto alla televisione: inaugurò nel 1961 le trasmissioni del secondo canale con La trincea di Dessì e continuò prendendo parte a numerose commedie e conducendo alcune trasmissioni di varietà grazie alle sue doti di attore che si rivelarono al pubblico del piccolo schermo nelle numerose apparizioni in spettacoli di prosa. Partecipò anche ad originali e sceneggiati televisivi, tra cui La figlia del capitano (1965), nel ruolo del tenente Svabrin, e gli episodi della serie Le avventure di Laura Storm. Nel 1973 condusse il varietà Senza rete.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Aldo Giuffré interpreta il capitano Clinton ne Il buono, il brutto, il cattivo

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione RAI[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CD - L'inferno della poesia Napoletana - Aldo Giuffrè (ristampa-mag-2006) :: CD - COMICI :: MusicaNapoletana.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli attori, Gremese editore, Roma, 2003.
  • Le teche Rai, La prosa televisiva dal 1954 al 2008.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN87241267 · LCCN: (ENn2003018085 · SBN: IT\ICCU\CFIV\064891 · ISNI: (EN0000 0001 0922 2695 · GND: (DE172682193 · BNF: (FRcb14181773x (data)