Ieri, oggi, domani (film 1963)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ieri, oggi, domani
Sophia loren strip.jpg
Sophia Loren nella celebre scena dello spogliarello
Titolo originale Ieri, oggi, domani
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1963
Durata 114 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere commedia
Regia Vittorio De Sica
Soggetto Eduardo De Filippo (episodio Adelina) , Billa Zanuso (episodio Anna) Alberto Moravia (novella Troppo ricca, su cui si basa Anna) e Cesare Zavattini (episodi Anna e Mara)
Sceneggiatura Eduardo De Filippo, Cesare Zavattini, Billa Zanusso, Isabella Quarantotti
Produttore Carlo Ponti
Fotografia Giuseppe Rotunno
Montaggio Adriana Novelli
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Ezio Frigerio
Costumi Piero Tosi
Interpreti e personaggi
Episodi
  • Adelina
  • Anna
  • Mara

Ieri, oggi, domani è un film del 1963, diretto da Vittorio De Sica, vincitore dell'Oscar al miglior film straniero nel 1965.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Adelina e Carmine Sbaratti
Anna e Renzo
Mara e Augusto

Il film è articolato in tre episodi ambientati nelle tre città italiane più grandi (Napoli, Milano e Roma), tutti interpretati dalla coppia formata da Sophia Loren e da Marcello Mastroianni e diretti dal regista Vittorio De Sica su soggetti scritti da altrettanti grandi autori della cultura italiana.

Il primo episodio, intitolato Adelina, è stato scritto da Eduardo De Filippo. La vicenda, realmente accaduta, ambientata a Napoli nel quartiere di Forcella negli anni cinquanta, è quella di una venditrice abusiva di sigarette, Adelina Sbaratti nel film, che, per non essere arrestata, ricorre ad una lunga serie di maternità. Il carcere sarà evitato fino a quando il marito Carmine non cederà sessualmente a tutta questa lunga serie di maternità. L'ispirazione nasce dalla storia vera della contrabbandiera napoletana Concetta Muccardi, che per non andare in carcere ebbe ben diciannove gravidanze, sette delle quali finite con la nascita di figli[1]: la donna continuò il suo "mestiere" di venditrice di sigarette di contrabbando fino alla morte, avvenuta il 21 novembre del 2001 all'età di settantotto anni.

Il secondo episodio, intitolato Anna, scritto da Billa Zanuso e Cesare Zavattini, è espressione cinematografica, in chiave sarcastica, di quella spietata critica alla società borghese italiana che è uno degli elementi caratterizzanti dell'opera (Troppo ricca) di Alberto Moravia. Narra di una ricca signora milanese che intrattiene una tresca amorosa con un uomo di modeste condizioni, quasi per cercare un'evasione dal suo arido mondo. Basterà, però, un banale incidente perché la reazione di Anna riveli il vero valore di questo rapporto pseudo-amoroso.

Il terzo episodio, intitolato Mara, è stato scritto da Cesare Zavattini e mette in scena una squillo d'alto bordo che abita a Roma in Piazza Navona in un appartamento all'ultimo piano, accanto alla terrazza di un seminarista di nome Umberto che si invaghisce di lei con totale disapprovazione di sua nonna (Tina Pica), donna con il quale il giovane uomo vive e che odia la ragazza per la sua professione, minacciandola di farla sfrattare. Mara sta al gioco, ma si accorge di aver commesso un errore quando Umberto minaccerà di abbandonare gli studi per provare fino in fondo le gioie della vita secolare, facendo rattristare molto sua nonna. L'anziana donna si reca così da Mara piangendo a comunicarle la movimentata intenzione di suo nipote. Mara allora si confida con Umberto consigliandogli che non varrebbe la pena mandare tutto a monte per lei e chiedendogli perciò di seguire la sua vocazione. Alla fine ogni cosa si sistemerà per il meglio.

Omaggi e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

L'episodio ambientato a Roma è reso celebre dalla scena cult dello spogliarello di Mara (ancora una volta, Sophia Loren), accompagnato dalle note di Abat-jour (Salomé), successo di Henry Wright, sotto gli occhi di un famelico Mastroianni, nei panni di un cliente bolognese. L'indimenticabile scena sarà riproposta in Prêt-à-Porter di Robert Altman trent'anni dopo,[2] in chiave ironica, da una Loren sempre affascinante e da un Mastroianni che stavolta finisce per addormentarsi. Lo stesso, altrettanto celebre, spogliarello di Kim Basinger in 9 settimane e ½ ha ben più di un punto di contatto con questa scena.ed anche il videoclip animato di Mina e Adriano Celentano Che t'aggia fa'.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne girato negli studi della Titanus-Appia, e gli esterni vennero realizzati nelle tre città italiane in cui sono ambientati gli episodi, ossia Napoli, Milano e Roma[3].

Le società di produzione furono la compagnia cinematografica Champion per cui lavorò Carlo Ponti e Les Films Concordia.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il Morandini critica la scelta del titolo a sproposito elogiando il primo episodio, mentre vede qualche difficoltà nel secondo,[4] che viene definito da altri come «velenoso»[5].

Si tratta del primo film in Techniscope[6] grazie a Giovanni Ventimiglia che lavorò per la Technicolor italiana. Questo film inoltre è stato l'ultimo della celeberrima caratterista napoletana Tina Pica, la quale ormai vicina agli 80 anni decise di ritirarsi dalle scene.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo episodio (Adelina) vengono cantate Vierno da Michele Mattera, Catarì, Sona chitarra e E cerase. Nel terzo episodio (Mara) vengono cantate Abat jour da Henry Wright e La partita di pallone dalla stessa Loren.

Riferimenti a Ieri, oggi, domani in altri film[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Un mostro e mezzo con Franco e Ciccio, nella scena dove Franco mangia la sua ultima cena prima della decapitazione, volendo Sophia Loren come compagna per quella occasione, il poliziotto fa vedere il poster di Ieri, oggi e domani.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Napoli, addio alla contrabbandiera che ispirò De Sica
  2. ^ Stefano Masi, Enrico Lancia, Gremese Editore, 2001, Sophia Loren, pag 101, ISBN 978-88-8440-038-3.
  3. ^ Scheda su cinematografo.it
  4. ^ Morandini, p. 697
  5. ^ Pietro Bianchi, Il Giorno, 22 dicembre 1963
  6. ^ Ieri, oggi, domani. De Sica e la commedia all'italiana su Corriere della Sera
  7. ^ Al festival and Tower East Theathers da Bert Cardullo, Vittorio De Sica: director, actor, screenwriter, pag 135, [[McFarland (casa editrice)|]], 2002, ISBN 978-0-7864-1135-1.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Morando Morandini, Laura Morandini e Mauro Tassi, Il Morandini 2010, Zanichelli, ISBN 978-88-08-30176-5.
  • Gualtiero De Santi e Manuel De Sica, Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica: testimonianze, interventi, sceneggiatura, Associazione Amici di Vittorio De Sica, 2002.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema