Forcella (Napoli)
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| Città | Napoli |
Forcella (Furcella in napoletano) è una zona di Napoli del centro storico, situata tra i quartieri Pendino e San Lorenzo a ridosso di via Duomo e tra Spaccanapoli e il corso Umberto I. Il nome del quartiere deriva dal suo caratteristico bivio ad ipsilon (Y) che ricorda le fattezze di una forcella.
Forcella è lo scenario del primo episodio di Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica, in cui Adelina (Sophia Loren), per evitare la prigione per spaccio di sigarette di contrabbando, continua a farsi mettere incinta dal marito (Marcello Mastroianni). Il film si ispirò ad un fatto realmente accaduto, oggetto di un'interrogazione parlamentare.
A Forcella sono anche situati il teatro Trianon, di fronte al quale si trova anche l'antichissimo Cippo a Forcella, pietra un tempo facente parte della porta muraria di Neapolis, da cui l'espressione napoletana: «‘Sta cosa s’arrecorda ‘o Cippo a Furcella», per dire che è una cosa molto vecchia.
Tra gli anni '70 e '90 questa zona ha giocato un ruolo decisivo nelle logiche di camorra della città, quando Luigi Giuliano era il boss del clan Giuliano di Forcella. In seguito ha visto l'azione contro la non-camorra del prete don Luigi Merola, della vicina chiesa di San Giorgio Maggiore.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Il murales di "Gennaro"
[modifica | modifica wikitesto]Nel settembre 2015 è stato realizzato a Piazza Crocelle ai Mannesi il grande "volto di Gennaro”, omaggio al santo patrono napoletano, firmato dall'artista Jorit Agoch. L'opera di street art ha restituito alla città una versione contemporanea del volto di san Gennaro, ispirata, come lo stesso artista ha dichiarato,[3] ad un amico dello stesso, giovane operaio, scelto per sciogliere la santità del santo nel corpo del popolo partenopeo. Il tratto di Jorit, ispirato ai modelli caravaggeschi, è immediatamente riconoscibile grazie allo studio del ritratto fotografico e dall'incisione del “rito pittorico”. A seguito del particolare fermento religioso popolare incitato dall’opera, per la prima volta nella storia dell'arte urbana, l’opera ha ricevuto una benedizione dal parroco della chiesa di San Giorgio Maggiore. Il progetto è stato curato da Inward, Osservatorio sulla Creatività Urbana, e da Stefano Maria Capocelli, con il patrocinio della Eccellentissima Deputazione della Reale cappella del Tesoro di san Gennaro e del Museo del Tesoro di san Gennaro, e con il supporto tecnico del Comune di Napoli.
Palazzi storici
[modifica | modifica wikitesto]Chiese e complessi religiosi
[modifica | modifica wikitesto]Musei
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Christiane L. Joost-Gaugier, Pitagora e il suo influsso sul pensiero e sull'arte, traduzione di Pasquale Faccia, Roma, Arkeios, 2008, p. 257, SBN MOD1498442.
- ↑ Martin Rua, Napoli esoterica e misteriosa § 5, Roma, Newton Compton, 2017 [2015], ISBN 978-88-227-1060-4, SBN VIA0305801.
- ↑ Anna Laura De Rosa, Il San Gennaro operaio di Jorit per far rinascere Forcella, su La Repubblica, 16 settembre 2015. URL consultato il 18 febbraio 2024.
- 1 2 Palazzo Ricca e Cuomo - Fondazione Banco di Napoli, su associazionedimorestoricheitaliane.it, 23 maggio 2021. URL consultato il 18 febbraio 2024.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
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Napoli 24 Aprile 2005 Forcella, su YouTube, Maria Pia Daniele, 30 ottobre 2018. URL consultato il 18 febbraio 2024.- "Gennaro", l'opera di Jorit a Napoli, su inward.it, 7 settembre 2015-19 marzo 2016. URL consultato il 18 febbraio 2024.
