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9 settimane e ½

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9 settimane e ½
Nove settimane e mezzo.png
Una scena del film
Titolo originale 9½ Weeks
Paese di produzione USA
Anno 1986
Durata 111 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere sentimentale, drammatico, erotico
Regia Adrian Lyne
Soggetto Elizabeth McNeill
Sceneggiatura Sarah Kernochan
Zalman King
Patricia Louisianna Knop
Produttore Anthony Rufus Isaacs
Zalman King
Produttore esecutivo Keith Barish
Frank Konigsberg
Fotografia Peter Biziou
Montaggio Caroline Biggerstaff
Ed Hansen
Tom Rolf
Mark Winitsky
Effetti speciali Dan Kirskoff
Musiche Jack Nitzsche
Costumi Bobbie Read
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

9 settimane e ½ (9½ Weeks) è un film del 1986, diretto da Adrian Lyne ed interpretato da Mickey Rourke e Kim Basinger. È stato interamente girato a New York, e si fa notare per il suo lieve erotismo e per aver lanciato le carriere dei due protagonisti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York. Elizabeth McGraw è una mercante d'arte divorziata, presa in giro dalla gente e dai colleghi per l'eccesso di fascino.

In una rosticceria a Chinatown conosce John Gray, arbitraggista di Wall Street, rimanendo colpita dalla sua baldanza e dall'aspetto curato. Dopo un pò di tempo, mentre compra una gallina giocattolo in un mercato di strada, lo incontra di nuovo e comincia a frequentarlo. In un ristorante italiano intraprendono subito una relazione di nove settimane e mezzo, fatta esclusivamente di sesso e di giochi erotici, dove i due sfogheranno nella sessualità le frustrazioni della vita yuppie.

Nelle prime fasi del rapporto Elizabeth, convinta da continui regali e scherzi, scorgerà l'amore per John. All'inizio l'uomo, attratto dai modi di fare ordinari di lei a dispetto della bellezza, la fa distendere su un tavolo e le passa addosso un cubetto di ghiaccio. Costretta da tale episodio a subire una regressione quasi adolescenziale, per sbaglio convince la collega Molly a fidanzarsi con l'ex marito, e comincia a perdere interesse per il suo lavoro. Poi la gallerista entra nello studio dell'uomo, si fa regalare un orologio e decide di usarlo all'ora giusta per toccarsi intimamente, durante la proiezione di un video d'arte moderna. In seguito John va a casa di Elizabeth, cucina a casa sua, le dà da mangiare e bere davanti al frigorifero, e colpito dal giovanilismo dei movimenti della ragazza, la bacia.

Durante una cena insieme, John convince Elizabeth a rimanere in casa, per cercare di renderla meno ribelle e diffidente. La ragazza gli rivela al telefono di aver sbirciato nel suo armadio e lui, tornato a casa, reagisce con un amplesso violento sul tavolo. La mattina dopo le prepara la colazione, dimostrando di volersi prendere cura di lei come aveva detto la sera prima. Elizabeth riesce così a comportarsi in modo più allegro e spontaneo. A un certo punto percepisce più chiaramente i propri sentimenti, corre verso l'orologio del piano alto di un palazzo con l'affarista, lo bacia, si toglie giacca e camicia, e seducendo involontariamente John con la trascuratezza della sua biancheria, fa sesso con lui. L'uomo continua anche a mostrare premure per lei, servendole bevande calde in una mattina di febbre.

Una sera Elizabeth va a trovare John nel suo ufficio, e viene convinta a passare una serata con lui vestita da uomo, in un locale di lusso. Usciti dal locale, vengono scambiati per gay da un gruppo di rissaioli in un quartiere di periferia. Due di loro li inseguono fino all'inizio di un vicolo cieco, li affrontano con forza, ma vengono messi in fuga solo da Elizabeth. Quest'ultima si emoziona per il fatto, trascina John sotto l'acqua di una grondaia rotta, gli sussurra a ripetizione di amarlo e lo bacia. Subito dopo si leva i baffi finti e lo smoking e rimane in canottiera e boxer sotto la pioggia, raggiungendo suo malgrado l'apice della carica seduttiva, grazie al forte contrasto tra la semplicità degli abiti intimi e l'eleganza del fisico. A questo punto fa di nuovo sesso con John, credendo almeno all'inizio di essersi innamorata di lui.

Dopo l'acquisto di un letto nuovo in vista di una possibile convivenza, Elizabeth decide di fare uno spogliarello casalingo per John, togliendosi gradualmente di dosso un tailleur regalatole giorni prima, e poi girando in casa in sottoveste di seta a prendere in giro le prime fasi del loro incontro. A questo punto la galleria d'arte s'accorge dell'eccesso di distrazione e di confusione mentale della protagonista, che rischia di perdere le proprie inibizioni e la precedente vita compassata.

Elizabeth conosce il pittore Farnsworth, che compie un percorso di vita inverso al suo. In seguito John, incapace di capire l'ironia degli ultimi comportamenti della ragazza, la invita a raccogliere soldi per terra in ufficio, ma deve fare i conti con la sua crescente insofferenza. In un albergo Elizabeth si fa bendare da John e si fa toccare da una prostituta sudamericana. Dopo essersi tolta la benda scopre che l'affarista è solito frequentare il sesso a pagamento, così esce in lacrime dall'albergo, attira John in un locale per adulti e lo provoca baciandolo. Sconvolta dalle recenti esperienze, diserta in lacrime la mostra d'arte di Farnsworth e passa un'ultima notte con John.

La loro ultima mattina insieme, John le parla delle sue umili e tormentate origini, e le dice di aver provato con lei emozioni molto più forti che con le precedenti ragazze, ritenendole prive della stessa vitalità. Cercando invano di fargli capire di aver male interpretato la sua mancanza di illusioni, Elizabeth risponde di non poter più sopportare l'assurdità della loro relazione. Così pone termine alla relazione, esce di casa e torna in lacrime al suo lavoro di gallerista mentre John, incapace di svelarle i suoi veri sentimenti e di richiamarla, conta fino a 50 e rimane dentro casa.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La sceneggiatura s'ispira ad un romanzo omonimo dell'ex manager austriaca Ingeborg Day, in arte Elizabeth McNeill, che narrava della sua curiosa relazione con uno sconosciuto. Il film fu girato a metà del 1984 ma fu pubblicato un anno e mezzo dopo.

In origine il ruolo di John doveva essere interpretato da Sam Shepard, mentre per quello di Elizabeth furono chiamate, prima della Basinger, altre attrici tra cui Dominique Sanda, Isabelle Adjani, Jacqueline Bisset e Sigourney Weaver.[1] Nella scena della mostra appare Ronnie Wood, chitarrista dei The Rolling Stones. Il noto pornoattore Ron Jeremy ebbe il ruolo di "consulente tecnico" per le scene hot del film.[2]

La colonna sonora comprende brani di Stewart Copeland, John Taylor dei Duran Duran, Devo, Winston Grennan, Lisa Dalbello, Luba, Corey Hart, Bryan Ferry, Eurythmics, Jean Michel Jarre e Joe Cocker. Quest'ultimo eseguì You Can Leave Your Hat On, cover di Randy Newman, che accompagna la scena dello spogliarello della Basinger. Dalla lista tracce della colonna sonora furono esclusi due brani, lo strumentale Arpegiator di Jean Michel Jarre, che accompagna la scena dell'amplesso sotto la pioggia, e il brano reggae Savior di Winston Grennan, nella scena al mercato di strada.

Molte delle scene erotiche del film furono reinterpretate da Sheena Easton nel 1989 per il video del singolo Days Like This, e dalla cantante tedesca Sarah Connor nel 2007, nel video di Sexual Healing, cover di Marvin Gaye.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti sono state distribuite due versioni, una classificata R[3] (i minori di 18 anni possono vedere il film solo se accompagnati) ed una versione che non è stata fatta classificare (unrated) ed è stata distribuita solo nel mercato home video, in cui una delle scene di sesso è leggermente più estesa. Anche la versione classificata R è stata distribuita in home video nel mercato statunitense (dalla Metro-Goldwyn-Mayer), con una durata di 116 minuti e 27 secondi, mentre la versione unrated (distribuita dalla Warner Bros) ha una durata di poco superiore, 116 minuti e 51 secondi.[3]

In origine il film durava più di tre ore, ma in seguito furono tagliate le seguenti scene: i due protagonisti che armeggiavano con dei barbiturici, il loro reciproco patto di suicidio, l'ammanettamento di Elizabeth sopra un letto e il suo crollo psicologico nel finale.[4] Il regista negli anni annunciò più volte la possibile produzione di una versione director's cut (oltre a quella che è stata distribuita negli USA senza classificazione della MPAA), con almeno gran parte delle scene tagliate, ma il progetto non venne mai realizzato.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio italiano è stato eseguito presso il gruppo Gruppo Trenta e curato da Renato Izzo. Il film è stato distribuito in Italia nel febbraio 1986, con il divieto di visione ai minori di 14 anni. In televisione invece fu trasmesso sia nella versione originale sia in una censurata, senza divieti, per poter essere trasmessa in prima serata. In Italia il film è stato trasmesso per l'ultima volta su Rete 4 nel 2000.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua prima uscita negli Stati Uniti incassò solo 7 milioni di dollari al botteghino e ricevette critiche non sempre positive, ma a livello mondiale acquistò un successo insperato, soprattutto in formato video.[5][6] Grazie al suo lieve erotismo e alla popolarità raggiunta dai due protagonisti, è considerato uno dei film di culto degli anni ottanta.

Il sito di recensioni Rotten Tomatoes ha assegnato al film un punteggio del 64%, poco più della sufficienza.[7] Il critico Roger Ebert elogiò il realismo e l'ironia della storia e dei protagonisti, ritenendoli più simili alla realtà di altri film di genere.[8]

Nel 1986 il film ricevette tre nomination ai Razzie Awards (peggiore attrice protagonista, peggiore sceneggiatura, peggiore colonna sonora). Inoltre ebbe un sequel e un prequel, usciti entrambi per il solo mercato home video: 9 settimane e ½ - La conclusione nel 1997, e La notte dei sensi[9] nel 1998.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kim Basinger - 9 settimane e 1/2 (9 1/2 Weeks)
  2. ^ Porn Star - The Legend of Ron Jeremy
  3. ^ a b (EN) Scheda su Movie-Censorship.com
  4. ^ 9 settimane e mezzo
  5. ^ Nathan Rabin, Another 9½ Weeks in The A.V. Club, 4 aprile 2002. URL consultato il 12 gennaio 2009.
  6. ^ [1]
  7. ^ [2]
  8. ^ [3]
  9. ^ La notte dei sensi (1998) | Film.tv.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joe Bob Briggs, Profoundly Erotic: Sexy Movies that Changed History (2005), New York, Rizzoli

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]