Isabella Rossellini

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Isabella Rossellini al Festival di Cannes 2015

Isabella Rossellini (Roma, 18 giugno 1952) è un'attrice e modella italiana.

È figlia di Ingrid Bergman e Roberto Rossellini.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Una giovane Isabella Rossellini (a sinistra) in Sardegna negli anni '60, assieme alla sorella gemella Isotta

Figlia d'arte, nasce a Roma, dal matrimonio dell'attrice Ingrid Bergman, di origine svedese e tedesca[1], con il regista italiano Roberto Rossellini, i suoi genitori hanno divorziato quando aveva 5 anni. All'età di 14 anni fu sottoposta a un delicato intervento chirurgico per la correzione di una scoliosi e fu costretta a portare il busto per un anno dopo l'operazione. Fin da piccola ha frequentato i set cinematografici ma il suo interesse non era la recitazione bensì i costumi, ha infatti studiato all'Accademia di costume e di moda di Roma e iniziato a collaborare con Marcella de Marchis, prima moglie del padre.

A 19 anni si trasferì a New York, dove cominciò a lavorare come traduttrice e giornalista per la Rai. Esordisce sul video come "corrispondente da New York" nel programma di Renzo Arbore L'altra domenica.

Cominciò la carriera di modella a 28 anni, grazie alle fotografie di Bruce Weber per l'edizione inglese di Vogue e di Bill King per l'edizione statunitense. Nel corso della sua carriera ha collaborato con molti famosi fotografi, tra cui Richard Avedon, Steven Meisel, Helmut Newton, Peter Lindbergh, Norman Parkinson, Herb Ritts, Francesco Scavullo, Annie Leibovitz e Robert Mapplethorpe. La sua immagine è apparsa sulle copertine di giornali come Marie Claire, Harper's Bazaar, Vanity Fair ed Elle. Inoltre nel marzo 1988 le è stata dedicata una mostra fotografica, chiamata Ritratto di donna, presso il Museo d'arte moderna di Parigi.

La sua carriera di modella la fece avvicinare al mondo dei cosmetici e nel 1982 divenne la testimonial esclusiva della casa di bellezza internazionale Lancôme, rimpiazzando Nancy Duteil negli Stati Uniti e Carol Alt in Europa. Fu così che nel 1990 prese parte allo sviluppo del nuovo profumo di Lancôme, Trésor. In seguito, nel 1995, collaborò con il Coty Group e lanciò una sua linea personale di cosmetici, Manifesto di Isabella Rossellini.

Isabella Rossellini e Anthony Hopkins a Berlino durante le riprese di The Innocent (1992)

Rossellini esordì nel cinema accanto a sua madre nel 1976, con una breve apparizione nelle vesti di una suora in Nina di Vincente Minnelli, ma il suo debutto vero e proprio risale al 1979 con Il prato. Nel 1985 recitò nel suo primo film americano, Il sole a mezzanotte, ma probabilmente è divenuta famosa per il personaggio di Dorothy Vallens[2], la cantante di nightclub nel film di David Lynch Velluto blu. Altri ruoli importanti sono quelli che ha vestito nei film Cugini, La morte ti fa bella e Fearless - Senza paura. Notevole l'interpretazione della dea Minerva nel film L'Odissea (1997).

A partire dal 2003 la Rossellini ha partecipato come guest star in alcuni episodi della serie di J. J. Abrams Alias, nella parte della diabolica Katya Derevko. Nello stesso anno appare nel film canadese The Saddest Music in the World diretto da Guy Maddin. Nel 2004 ha impersonato il ruolo della Suprema sacerdotessa Thar nella miniserie The Legend of Earthsea. Inoltre ha recitato nella produzione indipendente La Sindrome di Stendhal.

Nel 2006 la Rossellini è apparsa in televisione per alcuni documentari: per uno special televisivo sull'Italia a cura di Discovery Channel e per un episodio della serie Iconoclasts di Sundance Channel a fianco di Dean Kamen, l'inventore del Segway, in cui raccontava la sua storia e le sue vicende personali.[3] Nel 1987 ha ricevuto un Independent Spirit Awards come migliore attrice protagonista per la sua parte in Velluto blu. Nel 1997 ha ricevuto altre due candidature al premio. Ha ricevuto inoltre una nomination ai Golden Globe come migliore attrice in una miniserie o film per la tv per il suo ruolo in Crime of the Century ed una nomination agli Emmy Award come guest star nella serie drammatica Chicago Hope.

Isabella Rossellini al Torino Film Festival 2005

A proposito della sua carriera di attrice ha dichiarato di essere sorpresa di aver lavorato tanto a lungo, essendo una modella e per di più straniera, l'industria cinematografica statunitense infatti diffidava di lei, la sua fortuna è stata quella di aver lavorato per produzioni indipendenti o europee grazie alle quali non è stata etichettata in alcun modo.

Oltre al cinema, alla moda e ai cosmetici, la Rossellini è consigliere del Wildlife Conservation Network[4] e direttrice della Howard Gilman Foundation[5][6], un'istituzione impegnata nella salvaguardia della natura e nella conservazione dell'arte, della fotografia e della danza, riuscendo ad ottenere, tra l'altro, un finanziamento dal gruppo Disney di 100.000$ per entrambe le associazioni[7]. Ha anche collaborato con il Central Park Conservancy[8].

Sostiene inoltre varie associazioni per l'addestramento di cani-guida per i ciechi[9][10] ed è stata in passato amministratore della George Eastman House, ricevendo nel 1997 un George Eastman Award onorario per il sostegno alla conservazione dei film.[11]

La Rossellini ha scritto tre libri: nel 1997, la sua autobiografia, Some of me, nel 2002 Looking at Me (on pictures and photographers) e nel 2006 In the name of the Father, the Daughter and the Holy Spirits: Remembering Roberto Rossellini, tradotto in italiano come Nel nome del padre, della figlia e degli spiriti santi e accompagnato dal cortometraggio di Guy Maddin Mio padre ha 100 anni, entrambi un omaggio alla figura del padre. Nel film ha interpretato quasi tutti i ruoli, inclusi quello di David O. Selznick, di Alfred Hitchcock e della madre Ingrid Bergman.

Nel 2016 conduce Master of Photography, primo talent show incentrato sul mondo della fotografia.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Isabella Rossellini e l'ex fidanzato David Lynch al Festival di Cannes 1990

Ha tre fratelli: la sorella gemella Isotta Ingrid Rossellini, professoressa alla New York University, un fratello, Roberto Ingmar Rossellini, che lavora nel mondo della finanza, ed una sorellastra, Pia Lindström, che in precedenza ha lavorato in televisione ed è nata dal primo matrimonio della madre[2]. Ha altri quattro fratellastri nati dagli altri due matrimoni del padre, fra cui Renzo Rossellini jr., produttore cinematografico, e lo scomparso regista e produttore Gil Rossellini (figlio adottivo di Roberto Rossellini)[2]. È nipote del compositore Renzo Rossellini.

Nel 1979 ha sposato il regista Martin Scorsese[12] con cui si stabilì definitivamente a New York. Nel 1982 hanno divorziato e, un anno dopo, lei si risposò con il modello Jon Wiedemann, dal quale ha avuto una figlia, Elettra[12] (nata nel 1983).

Ha inoltre un figlio adottivo, Roberto[12] (nato nel 1993).

Ha avuto brevi relazioni con David Lynch (dal 1986 al 1990), Gary Oldman (di 6 anni più giovane), Christian De Sica e Gregory Mosher.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • La Sindrome di Stendhal (2004)

Libri[modifica | modifica wikitesto]

In inglese[modifica | modifica wikitesto]

In italiano[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

1998. Berlin Film Festival Winner: " Lost Luggage " . Isabella Rossellini.

1987 Miglior attrice protagonista (Best Female Lead) per Velluto blu (Blue Velvet)

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Isabella Rossellini è stata doppiata da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aleksandra Ziolkowska-Boehm, Ingrid Bergman and her American Relatives, 28 agosto 2013, ISBN 978-0-7618-6151-5.
  2. ^ a b c Isabella & il clan Rossellini repubblica.it
  3. ^ Iconoclasts – SundanceTV
  4. ^ [1]
  5. ^ [2]
  6. ^ Discovery
  7. ^ Disney Conservation Fund | The Walt Disney Company
  8. ^ [3]
  9. ^ [4]
  10. ^ http://www.findarticles.com/p/articles/mi_qn4155/is_20041228/ai_n12573482
  11. ^ George Eastman Museum |
  12. ^ a b c Isabella & il clan Rossellini repubblica.it

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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