Matrimonio all'italiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Matrimonio all'italiana
MatrimonioAll'ItalianaScreenshot.png
Titolo originaleMatrimonio all'italiana
Lingua originaleitaliano, napoletano
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1964
Durata102 min
Generecommedia, drammatico, sentimentale
RegiaVittorio De Sica
SoggettoEduardo De Filippo (commedia teatrale Filumena Marturano)
SceneggiaturaRenato Castellani, Tonino Guerra, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi
ProduttoreCarlo Ponti
Produttore esecutivoJoseph E. Levine
Casa di produzioneC.C.Champion (Roma), Les Films Concordia (Parigi)
Distribuzione in italianoInterfilm
FotografiaRoberto Gerardi
MontaggioAdriana Novelli
MusicheArmando Trovajoli
ScenografiaCarlo Egidi, Dario Micheli
CostumiPiero Tosi, Vera Marzot
Interpreti e personaggi

Matrimonio all'italiana è un film del 1964 diretto da Vittorio De Sica. Il soggetto è la commedia teatrale Filumena Marturano di Eduardo De Filippo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Napoli, 1964. Domenico Soriano, ricco pasticcere e impenitente donnaiolo, è legato all'ex prostituta Filumena Marturano da una relazione più che ventennale. Conosciuta al tempo della seconda guerra mondiale durante un bombardamento, dopo averla tolta dalla casa di tolleranza in cui era, dapprima l'aveva sistemata in un appartamento di sua proprietà e poi l'aveva accolta in casa sua come badante della sua anziana madre volendola tenere soltanto come amante e illudendola di di poter aspirare a qualcosa di più.

In un continuo alternarsi di flashback sulla storia passata dei protagonisti ed il presente, il film mostra l'intricato rapporto che lega Domenico a Filumena. Entrambi sembrano innamorati l'uno dell'altra ed entrambi sembrano non poter fare a meno l'uno dell'altra nella propria vita. Lui non le fa mancare niente, e pur incostante e spesso distante per lunghi periodi, sempre ritorna da lei. Tuttavia, per Domenico, Filomena rimane una prostituta, una donna con cui intrattenere una relazione in sordina, e nulla di più.

Filumena dal canto suo soffre per le continue umiliazioni che "don Mimì" (così lo chiama in segno di stima e riverenza) le infligge. Pur vedendo esaudita ogni sua richiesta in termini di denaro e di comodità, sente dentro di sé che le manca la stima e il rispetto di un uomo che in cuor suo ama. Dopo la morte della madre di Domenico, Filomena vorrebbe sistemarsi con lui sposandolo, ma egli tuttavia si nega a ciò, essendo intenzionato a voler restare libero.

Appresa la notizia dell'imminente matrimonio di lui con una giovanissima cassiera della sua pasticceria, un giorno Filumena finge di sentirsi male e di essere sul punto di morire, e chiede l'intervento di un prete per l'estrema unzione. A lui Filumena comunicherà il suo ultimo desiderio, vale a dire quello di sposare Domenico prima di morire. Il prete, conoscendo la loro storia e il rapporto che li legava insieme da anni, convincerà Domenico a fare quest'opera di bene. Ma, terminata la celebrazione del rito e congedato il parroco, Filumena riacquista le forze, alzandosi dal letto e lasciando i presenti e lo stesso Domenico sconcertati.

Lei è stanca di essere trattata con disprezzo da Domenico e vuole essere sua moglie. Ma Filumena non è un'arrivista qualunque, non ha fatto tutto questo per legare egoisticamente Domenico a sé, lo ha fatto bensì per garantire un avvenire e un "cognome" (Soriano, appunto) ai suoi tre figli che, ormai grandi, ella aveva avuto quando ancora era una prostituta. Della loro esistenza aveva sempre accortamente tenuto all'oscuro Domenico, mantenendoli e pagando loro gli studi con il denaro che questi le garantiva per il proprio mantenimento. Adesso Filumena non ha più paura della verità e vorrebbe quei figli con sé e che tutti insieme fossero una famiglia.

Di fronte a queste rivelazioni di Filumena, Domenico si mette al lavoro con il suo avvocato per ottenere l'annullamento delle nozze in ragione della frode con la quale ella aveva raggiunto il suo scopo. Filumena, amareggiata e delusa, acconsente al volere di Domenico. Nel frattempo la donna, come si era promessa di fare, si rivela ai suoi figli, presentandosi quale loro madre, senza nascondere nulla di sé e del suo passato. I figli, dopo un'iniziale titubanza, la accettano.

Filumena, senza ribattere, firma davanti a Domenico i documenti di annullamento del matrimonio, rivelandogli anche, tuttavia, che uno dei tre ragazzi è figlio suo, ma non precisa di quale si tratti: a questo punto non le importa più niente del falso matrimonio e l'unica cosa che le sta veramente a cuore è il bene dei suoi figli. Alla richiesta dell'uomo di sapere chi sia suo figlio ella oppone un fermo silenzio, per amore degli altri due, i quali altrimenti sarebbero da lui discriminati.

Domenico comincia ad arrovellarsi all'idea di avere un erede, accantona l'idea del matrimonio con la giovane cassiera e comincia a riflettere sulla sua vita passata e presente, sul suo rapporto con Filumena. Così alla fine, dopo averla riempita di minacce e dopo aver inutilmente cercato di capire chi dei tre ragazzi sia suo figlio, si ravvede e sposa finalmente la compagna di una vita, accettando tutti e tre i ragazzi come suoi.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film uscì nelle sale italiane il 18 dicembre 1964. Venne, in seguito, distribuito nelle seguenti nazioni:[1]

Nel 2007 il film è stato restaurato, con il contributo di Sky Cinema.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN198562324 · LCCN (ENn2005003376 · GND (DE4788264-5
  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema