Titina De Filippo

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Titina De Filippo nel 1952

Titina De Filippo, vero nome Annunziata (Napoli, 27 marzo 1898Roma, 26 dicembre 1963), è stata un'attrice, drammaturga e sceneggiatrice italiana.

Fu tra le più grandi attrici del teatro italiano del Novecento.

Biografia e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Titina con i fratelli (anni '50)

Figlia naturale dell'attore e commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo, nonché sorella maggiore di Eduardo e Peppino, Titina De Filippo nacque nel quartiere Chiaia in via dell'Ascensione[1]. Avviata sin da bambina alla carriera teatrale, debuttò sui palcoscenici interpretando quasi sempre ruoli maschili nella compagnia del padre: il debutto avvenne nella parodia dell'operetta La geisha, per poi passare al ruolo di scolara, nel 1909, in Nu ministro 'mieze 'e guaie (traduzione napoletana di I guai di un ministro di Vito di Napoli), e ancora Peppeniello in Miseria e nobiltà.[2]

Raggiunta l'età adolescenziale, Titina visse una lunga fase per la quale l'età non le consentì l'assegnazione di alcun ruolo: troppo grande per fare il bambino e troppo giovane per essere un'attrice giovane, studiò i comportamenti delle altre colleghe.[3] Nel 1912 venne scritturata nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, dove nel 1917 troveranno scrittura anche i fratelli naturali. Nel 1921 entrò nella compagnia di Francesco Corbinci, anch'essa di stampo prettamente dialettale, nella quale passò dal repertorio della pochade a quello della commedia musicale.

Nella stessa compagnia conobbe l'attore Pietro Carloni che avrebbe sposato nel 1922; dal matrimonio nacque il figlio Augusto (1923-1997).[4] Il periodo della gravidanza la costrinse ad abbandonare le scene per brevissimo tempo: Titina si produsse, in ogni modo, sia al Teatro Umberto che al Teatro Nuovo di Napoli, regredendo nella scala gerarchica dei ruoli teatrali: da prima attrice divenne attrice giovane.[5] Nonostante la scarsa avvenenza fisica, Titina si produsse nella rivista a fianco di attrici e soubrette avvenenti, senza mai sfigurare: dal 1924 in poi, riuscì a divenire interprete di alcune commedie di Michele Galdieri.

Un'immagine giovanile di Titina De Filippo (anni '20, circa)

Tentò la strada della sceneggiata accettando un incarico in un'altra compagnia. Raggiunse il successo a trentun anni quando recitò, nella stagione 1929-1930, al Teatro Nuovo di Napoli nella Compagnia Stabile Napoletana Molinari diretta da Enzo Aulicino, accanto a Totò. Nel 1931 fondò insieme ai due fratelli il Teatro Umoristico I De Filippo che debuttò il 25 dicembre con la commedia Natale in casa Cupiello, scritta da Eduardo. Da allora li seguì ininterrottamente, costituendo una parte decisiva nei loro successi e distaccandosene momentaneamente soltanto nel 1939 quando apparve insieme a Nino Taranto nella rivista Finalmente un imbecille di Nelli e Mangini. Nel 1937 debuttò nel cinema, assieme ai due fratelli, con la pellicola Sono stato io! di Raffaello Matarazzo. Nello stesso periodo, abbandonata la compagnia dei fratelli, tornò alla rivista.

Titina De Filippo a teatro nella commedia Filumena Marturano (1947)

Nel 1945, quando Eduardo e Peppino si divisero per via di contrasti e insofferenze, Titina rimase insieme al primo che formò con lei la Compagnia di Eduardo e dove conobbe autentici trionfi con Napoli milionaria! (1945), Filumena Marturano (1946), scritta appositamente per lei, e Questi fantasmi! (1947). Nel 1946, però, un grave affanno cardiaco iniziò a manifestarsi, fino a farle accusare un grave malessere a Genova, nel corso di un'interpretazione della Filumena del dicembre 1948[6], che non le impedì tuttavia di portare a termine la recita.

Fattasi visitare a Milano sotto consiglio di Eduardo, le venne prescritto un mese di convalescenza che l'attrice passò a Sanremo. In seguito riprese l'attività artistica e le tournée in Italia[7]. Scioltasi la compagnia Teatro Umoristico I De Filippo nel 1951, Titina decise di ritirarsi dalle scene per dedicarsi alla pittura e al cinema, come caratterista, sceneggiatrice e dialoghista, vincendo anche un Nastro d'argento per la migliore sceneggiatura di Due soldi di speranza (1952) diretto da Renato Castellani.

La sua ultima apparizione cinematografica nel film Ferdinando I° re di Napoli del 1959 in cui recita insieme ai fratelli Eduardo e Peppino per la prima e ultima volta insieme dopo la separazione del 1945. Da tempo sofferente di una malattia al cuore, si ritirò definitivamente nel 1959 (sarebbe stata costretta a rifiutare un invito di Vittorio De Sica per partecipare come guest-star al film Il giudizio universale del 1961). Subito dopo la sua morte, a sessantacinque anni, De Sica le dedicò il film Matrimonio all'italiana (1964), trasposizione di Filumena Marturano.

Fu autrice di ventuno commedie teatrali, come Quaranta, ma non li dimostra, scritta in collaborazione con il fratello Peppino, e Virata di bordo, interpretata da Nino Taranto e Angela Luce.[8] Titina De Filippo si spense a Roma il 26 dicembre 1963. Successivamente alle esequie la salma fu sistemata per breve tempo nel cimitero del Verano a Roma e, nel 1966, traslata nel cimitero di Manziana, dove villeggiava il figlio Augusto con la sua famiglia.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatrice[modifica | modifica wikitesto]

Programmi radiofonici Rai[modifica | modifica wikitesto]

Opere (elenco parziale)[modifica | modifica wikitesto]

  • Ma c'è papà, conosciuta anche come Un suocero in casa (…ma c'è papà!), scritta in collaborazione con Peppino
  • Quaranta, ma non li dimostra, scritta in collaborazione con Peppino
  • Amicizia 'e frate
  • Mariantonia e l'educazione
  • Era lei sì, sì
  • Carlino si diverte
  • Guarda che m'ha combinato soreme
  • La voce del sangue
  • Una creatura senza difesa (da una novella di Čechov)
  • Virata di bordo

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Intitolazione di Via Fratelli De Filippo nel quartiere S.Rita della città di Bari
  • Intitolazione di Via Titina De Filippo nella città di Palermo
  • Intitolazione di Via Titina De Filippo nella zona "Serpentara" a Roma
  • Intitolazione di Via Titina De Filippo (già via Nuovo Teatro San Ferdinando) nella città di Napoli[9]
  • Intitolazione di Via Titina De Filippo a San Giorgio a Cremano (Na)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dentronapoli.it Archiviato il 17 gennaio 2012 in Internet Archive.
  2. ^ Augusto Carloni, Titina De Filippo: vita di una donna di teatro, Milano, Rusconi, 1984, pagg. 13-14
  3. ^ Augusto Carloni, Titina De Filippo: vita di una donna di teatro, Milano, Rusconi, 1984, pag. 15
  4. ^ Augusto Carloni (1923-1997) lavorò saltuariamente nel cinema come aiuto regista e sceneggiatore, divenendo poi giornalista parlamentare. Nel 1984 pubblicò una biografia della madre.
  5. ^ Augusto Carloni, Titina De Filippo: vita di una donna di teatro, Milano, Rusconi, 1984, pag. 26
  6. ^ Le voci di dentro Archiviato l'11 gennaio 2012 in Internet Archive., da Drammaturgia.it
  7. ^ Augusto Carloni, Titina De Filippo: vita di una donna di teatro, Milano, Rusconi, 1984, pagg. 138 e segg.
  8. ^ Una selezione della sua produzione teatrale è contenuta in: Titina De Filippo, Il teatro, Napoli, Bellini, 1993.
  9. ^ napoli.repubblica.it, https://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/12/20/news/napoli_una_strada_per_titina_de_filippo-214720214/.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Tolino, Mostra storica permanente della Poesia, del Teatro e della Canzone Napoletana, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1999
  • Anna Rita Abbate, Titina non solo Filumena, Salerno, Sottotraccia, 1998
  • Augusto Carloni, Titina De Filippo: vita di una donna di teatro, Milano, Rusconi, 1984

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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