Totò, Peppino e i fuorilegge

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Totò, Peppino e i fuorilegge
Totò Peppino e i fuorilegge.JPG
Peppino De Filippo, Titina De Filippo e Totò in una scena dell'invito a cena
Titolo originale Totò, Peppino e i fuorilegge
Paese di produzione Italia
Anno 1956
Durata 98 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Camillo Mastrocinque
Soggetto Vittorio Metz
Sceneggiatura Edoardo Anton, Mario Amendola, Ruggero Maccari
Produttore esecutivo Isidoro Broggi, Renato Libassi
Casa di produzione D.D.L. Cinematografica, Manenti Film
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Mario Albertelli
Montaggio Gisa Radicchi Levi
Musiche Alessandro Cicognini
Tema musicale canzone "Suspirame" (Coppola-Bertini) cantata da Teddy Reno
Scenografia Alberto Boccianti
Costumi Giuliano Papi
Trucco Guglielmo Bonotti
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Premi

Totò, Peppino e i fuorilegge è un film comico del 1956 diretto da Camillo Mastrocinque con Totò, Dorian Gray, Peppino De Filippo e Titina De Filippo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Roma, primi anni del dopoguerra. Antonio, disoccupato di mezza età, ha sposato una donna ricca ma avara, Teresa, che lo tiranneggia: egli vive in campagna con la moglie e con la seriosa figlia Valeria ed è sempre senza un soldo in tasca. Valeria fa la conoscenza di Alberto, giovane giornalista, venuto in paese col proposito di avvicinare e intervistare il bandito Ignazio detto "Il Torchio", temuto in tutta la regione per le sue audaci imprese. Con la complicità di Peppino, il barbiere del paese, Totò fa credere alla moglie di esser stato sequestrato da Ignazio e induce così l'avara Teresa a versare cinque milioni per il suo riscatto. Il denaro viene sperperato in bagordi da Totò e Peppino, recatisi a Roma, dove vengono raggiunti da Valeria e Alberto, che hanno scoperto l'inganno ma decidono di non dire nulla a Teresa, la quale però viene ugualmente a sapere vedendo in televisione una ripresa nel locale notturno dove i due compari si stanno dando alla pazza gioia.

Finiti i denari, Totò ritorna al paese e dice alla moglie di essere sfuggito ai banditi; Valeria non fa in tempo ad avvertirlo cosicché l'uomo viene smascherato. Il giorno dopo Totò viene veramente catturato dagli uomini del bandito Ignazio, il quale, saputo anch'egli del finto rapimento compiuto a suo nome, esige per lui un forte riscatto; Teresa però pensa che si tratti di un altro sequestro inventato e non vuol dare un soldo. Valeria e Alberto, ormai fidanzati, architettano un piano per salvare Totò; si recano da Ignazio nel suo covo e gli chiedono la libertà di Totò in cambio di un'intervista che renderà celebre il bandito. Ignazio accetta e Totò torna a casa. Dopo le nozze di Valeria e Alberto, Teresa caccia di casa il marito, intimandogli di non tornare finché non si sarà fatto una posizione. Totò, che non ha mai lavorato, si riduce a fare il "ragazzo" nella bottega di Peppino.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Peppino De Filippo con la sua interpretazione vinse il Nastro d'argento come miglior attore non protagonista nel 1957.
  • Dorian Gray in questo film parla, curiosamente, con due voci differenti: in poche sequenze (interni casa) evidentemente girate in presa diretta, ha la sua voce autentica, mentre in quasi tutte le altre scene è doppiata da Rosetta Calavetta.
  • Il titolo originario era Totò a peso d'oro, ma visto il successo della precedente apparizione di Peppino, si decise di inserire anche il suo nome nel titolo.

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