Totò di notte n. 1

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Totò di notte n. 1
Toto dinotte5.jpg
Una scena del film
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1962
Durata100 min
Generecomico
RegiaMario Amendola
SoggettoGiovanni Grimaldi, Bruno Corbucci, Castellano e Pipolo
SceneggiaturaGiovanni Grimaldi, Bruno Corbucci
ProduttoreMario Mariani
Casa di produzioneCinex
Distribuzione in italianoIncei Film
FotografiaBitto Albertini
MontaggioJolanda Benvenuti
MusicheArmando Trovajoli
ScenografiaGiorgio Giovannini
CostumiMarcella De Marchis
Interpreti e personaggi

Totò di notte n. 1 è un film del 1962, diretto da Mario Amendola.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ninì Cantachiaro e Mimì sono due scapestrati suonatori ambulanti che si esibiscono, senza alcun successo, nelle strade di città. Quando il compagno d'arte ottiene una cospicua eredità, Ninì lo convince ad investirla interamente per girare i più importanti locali notturni, in modo da potersi, a loro volta, fare un nome nell'ambiente.

In realtà, i due non faranno altro che sperperare tutto il loro patrimonio e tornare, come prima, a mendicare nelle piazze di Roma.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il soggetto del film, come deducibile dal titolo, è una parodia dei mondo movie, documentari che cercano di spiazzare lo spettatore con riprese shock o ritenute, per l'epoca, tabù.

Alcune sequenze vennero "riciclate" e rimontate in Totò sexy, altra farsa con lo stesso filo conduttore.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Uscito nelle sale italiane il 7 novembre del 1962, ottenne una limitazione d'età (vietato ai minori di 14 anni) per alcune scene velatamente erotiche.

È stato, in seguito, edito in versione home video.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

La critica, come il pubblico, lo ritiene uno dei peggiori lavori di Totò. Morando Morandini, a tal proposito, sostiene che sia una «spenta parodia di Europa di notte (...) salvata solo da alcuni lezzi dei due protagonisti».[1] Giovanni Grazzini ribadisce le parole precedenti, sottolineando come i due comici «accennino talvolta una fiammella di ilarità».[2]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Totò di notte n. 1, su mymovies.it.
  2. ^ Totò di notte n.1, su cinematografo.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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