I due colonnelli

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I due colonnelli
I due colonnelli.png
I colonnelli Henderson e Di Maggio (Walter Pidgeon e Totò)
Titolo originale I due colonnelli
Paese di produzione Italia
Anno 1963
Durata 96 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere comico
Regia Steno
Soggetto Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci
Sceneggiatura Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci
Produttore Gianni Buffardi
Fotografia Tino Santoni
Montaggio Giuliana Attenni
Musiche Gianni Ferrio
Scenografia Giorgio Giovannini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I due colonnelli è una commedia del 1963 diretta dal regista Steno. Il titolo fa riferimento al film dell'anno precedente, I due marescialli, di cui il celebre attore napoletano Totò era stato protagonista assieme a Vittorio De Sica.

Il film, ambientato in Montenegro, è stato in gran parte girato nel paese di Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Montegreco, paese al confine tra la Grecia e l'Albania, teatro di numerosi scontri tra le truppe italiane e quelle britanniche. Nell'estate del 1943 le truppe anglosassoni, guidate dal colonnello Henderson, occupano per la trentesima volta il paese e lo governano secondo criteri democratici: lo stesso colonnello si accasa nell'abitazione di Iride, donna giovane e procace che diventa la sua amante. Nella stessa abitazione, in cui abita anche la madre della ragazza Penelope, il comandante delle truppe inglesi stabilisce il proprio quartier generale. Il 23 luglio Henderson, maldestramente consigliato dai suoi collaboratori, abbandona la città ed ordina una ritirata strategica perché ritiene preponderanti le forze italiane, quando esse attaccano per l'ennesima volta il paese.

In realtà il battaglione degli italiani è una truppa sgangherata senza viveri e con pochissime munizioni a disposizione, in cui il severissimo colonnello Antonio Di Maggio comanda tutti a bacchetta. Una volta entrato per l'ennesima volta trionfalmente in paese anch'egli si reca da Iride dove stabilisce il suo comando e di cui è amante (inconsapevolmente) al pari del Colonnello Henderson. La giovane fanciulla, spalleggiata dalla madre, riesce infatti a fingersi amante di entrambi i colonnelli e, per di più riesce ad ospitarli alternativamente nella sua casa. Il giorno seguente un soldato italiano cattura casualmente Henderson, che aveva tentato di entrare nella dimora di Iride per recuperare la sua amatissima pipa: Di Maggio lo tiene di conseguenza come suo prigioniero e tenta di trattarlo in maniera non consona al suo grado di ufficiale, violando apertamente la convenzione di Ginevra.

Il suo atteggiamento astioso comunque si mitigherà leggermente quando scoprirà che il sergente maggiore Quaglia, suo sottufficiale, che era stato loro prigioniero ed al ritorno, al fine di ottenere una licenza, aveva narrato di duri maltrattamenti, era stato invece trattato benissimo dagli inglesi. Il 25 luglio al comando italiano arriva via radio lo sconvolgente annuncio: il Duce si è dimesso ed il sovrano ha affidato il governo al maresciallo Pietro Badoglio, che ha dato ordine di proseguire il conflitto a fianco dell'alleato germanico. Gli Inglesi, udito anch'essi l'annuncio alla radio, ne approfittano per riattaccare ed a seguito di leggeri scontri a fuoco, riconquistano Montegreco e stavolta sarà Di Maggio, che si era attardato per cercare di portare via il colonnello inglese, ad essere fatto prigioniero dallo stesso Henderson.

I due, divenuti a loro modo amici, scoprono che Iride è sposata, che nasconde il marito in un rifugio ricavato nel pavimento, e che in realtà non si era mai concessa sessualmente a loro: approfittando dell'oscurità era sempre stata la madre ad entrare nel letto dei due militari. Offesi e per dimenticare la comune disavventura, si ubriacano ricordando amori passati, cantando e ballando: oltretutto Henderson salva la vita al collega, impedendo alla popolazione locale di linciare pubblicamente il colonnello Di Maggio che durante le varie occupazioni non si era fatto ben volere al contrario dei suoi soldati. Impossibilitato a trattenere i paesani, l'ufficiale inglese favorisce la fuga dell'ufficiale italiano, consegnandogli i suoi abiti e addirittura l'amata pipa. Travestito da ufficiale inglese e salvatosi dai colpi di fucile dei suoi stessi soldati che non lo riconoscono al buio così abbigliato, Di Maggio riesce a tornare tra le sue fila.

Totò e Nino Taranto (nel film il sergente maggiore Quaglia)
Il celebre dialogo tra il maggiore Kruger ed il colonnello Di Maggio: "Badate colonnello, io ho carta bianca", afferma solenne il tedesco; "E ci si pulisca il culo!" è la pronta replica dell'italiano.

Intanto, venuto a conoscenza delle difficoltà militari italiane a contrastare il battaglione inglese, l'esercito tedesco, che ancora è formalmente schierato al fianco degli italiani, invia il maggiore Kruger, insieme con una fornitura di potenti e moderni mortai da guerra, con disappunto dei soldati italiani che avevano sperato invece nell'invio delle agognate vettovaglie. L'ufficiale tedesco non perde l'occasione per trattare gli italiani, ed in particolare il colonnello, con cattiveria e sufficienza. Di Maggio, inizialmente affascinato dall'efficienza germanica, benché conscio del cinismo del sistema nazista, in seguito, si ribella apertamente all'ordine dell'alleato di bombardare il paese ed uccidere donne vecchi e bambini per stanare gli inglesi e viene condannato a morte per insubordinazione da una corte marziale tedesca. Durante il processo Di Maggio avrà "a suo modo" l'occasione per manifestare apertamente agli ufficiali tedeschi la sua opinione riguardante i metodi non ortodossi dei suoi cosiddetti alleati ed i sentimenti personali non molto positivi nei confronti del loro leader di cui dice di avere una foto sul comodino nella camera da letto della sua casa a Napoli. Questo non gioverà sicuramente all'esito del processo farsa di cui per altro sa benissimo che la condanna a morte è già scritta.

Di Maggio viene condotto sul luogo dell'esecuzione e anche in quel frangente per sfregio l'ufficiale tedesco responsabile ordina agli stessi soldati italiani di fucilarlo. Quaglia si rifiuta di dare l'ordine al plotone schierato e Di Maggio, per onor d'uniforme e per salvare la vita ai sui soldati, chiede il privilegio di poter comandare lui stesso il plotone d'esecuzione. Anche in questo caso l'ordine non viene eseguito e i soldati si rifiutano di sparare gettando i fucili a terra. Tutti i soldati italiani, compreso Quaglia, vengono allora allineati a fianco del loro colonnello per esser anche loro fucilati, ma quel giorno è l'8 settembre, il giorno in cui fu dato l'annuncio dell'armistizio di Cassibile, ed un attimo prima che i tedeschi sparino arrivano gli inglesi, armi in pugno, a salvarli. Dato l'armistizio, Italia e Gran Bretagna sono ora forze cobelligeranti e quindi i due colonnelli Di Maggio ed Henderson possono continuare la guerra insieme, finalmente da amici ed alleati.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel celebre dialogo tra il maggiore Kruger ed il colonnello Di Maggio Totò, lo insulta nominando la famosa parte anatomica da pulire. L'anno precedente ne "i due marescialli, sempre in un duetto con Bartrop, Totò, a seguito di un violento colpo di frustino da parte dell'ufficiale tedesco sulla mano poggiata sulla scrivania, pronuncerà una parolaccia che ha a che fare con i "parenti defunti" del tedesco stesso.

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