Totò lascia o raddoppia?

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Totò lascia o raddoppia?
TotòMike.png
Mike Bongiorno e Totò in una scena del film
Titolo originaleTotò lascia o raddoppia?
Paese di produzioneItalia
Anno1956
Durata94 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37 : 1
Generecommedia
RegiaCamillo Mastrocinque
SoggettoVittorio Metz, Marcello Marchesi
SceneggiaturaVittorio Metz, Marcello Marchesi
ProduttoreErmanno Donati, Luigi Carpentieri
Produttore esecutivoPietro Bigerna
Casa di produzioneTitanus, Athena Cinematografica
Distribuzione (Italia)Titanus
FotografiaMario Fioretti
MontaggioRoberto Cinquini
MusicheLelio Luttazzi
ScenografiaSaverio D'Eugenio
CostumiOrietta Nasalli Rocca
TruccoGiuliano Laurenti
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Totò lascia o raddoppia? è un film del 1956 diretto da Camillo Mastrocinque, co-prodotto tra la Titanus e la Athena Cinematografica sulla scorta del successo di Lascia o raddoppia?[1], primo quiz della storia della televisione italiana presentato da Mike Bongiorno con Edy Campagnoli; i protagonisti del film erano Totò e lo stesso Mike.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il duca Gagliardo della Forcoletta dei Prati di Castel Rotondo è un nobile decaduto che vive tra l'albergo e l'ippodromo. Qui, affiancato dal fedele maggiordomo Camillo, sbarca il lunario vendendo informazioni su presunti cavalli vincenti a inesperti scommettitori, tra i quali il notaio Baracca, il quale gli rivela di essere in sua ricerca da diverso tempo a causa di una paternità illegittima. Il duca così scopre di essere padre di una ragazza, Elsa, nata da una sua relazione giovanile. Senza svelare la sua vera identità, si reca al bar Aurora dove Elsa lavora, venendo a sapere che il suo proprietario, il signor Anastasio, si è visto costretto a venderlo non essendo più in grado di gestirlo. In realtà un suo dipendente, Bruno, fidanzato di Elsa, ha deciso di partecipare al quiz televisivo Lascia o raddoppia? per procurarsi il denaro necessario, ma cade sulla domanda da 640.000 lire non riuscendo a indovinare l'autore della canzone Malafemmena: Antonio De Curtis, (cioè, proprio Totò). A questo punto il duca, puntando sulla sua preparazione ippica, decide di presentarsi come concorrente a Lascia o raddoppia? con lo scopo di vincere il premio massimo di 5 milioni e 120.000 lire e, con quella somma, acquistare il bar Aurora salvando così il lavoro di sua figlia.

Il duca, grazie ai suoi modi pittoreschi oltreché alla sua sconfinata conoscenza di tutto quanto riguarda il mondo equestre, da solo acquisisce un'enorme fama e riesce anche ad andare avanti agevolmente nel gioco, raddoppiando di puntata in puntata il suo montepremi. Ma i suoi successi sollecitano le mire di Nick Molise, un gangster fuggito da Chicago in Italia per rifarsi una verginità come proprietario di macellerie, e del suo acerrimo e storico rivale Joe Taccola, gestore di un night club. Giocandosi delle pellicce da regalare alle loro rispettive fidanzate, i due decidono di scommettere sul duca: Nick sulla possibilità che lasci, Joe che raddoppi. Nonostante il primo mandi in avanscoperta la sua donna nel tentativo di sedurlo convincendolo così a lasciare, il duca riesce a divincolarsi dal tranello, partecipa alla trasmissione e risponde correttamente alla penultima domanda da 2 milioni e 560.000 lire. Persa la scommessa, Nick ne rilancia un'altra: tutte le sue macellerie contro il locale di Joe che insiste nel puntare sul raddoppio del nobile. Stavolta è Joe a usare come esca la sua amante per portarlo da lui, così da poterlo persuadere a raddoppiare dietro lauto compenso e minacciarlo di gravi conseguenze in caso di mancato raddoppio. Subito all'uscita dal night, tuttavia, il duca trova ad attenderlo Nick, che gli promette guai seri qualora decidesse di non lasciare. Su consiglio di Hélène, l'amante di Joe, il duca decide allora di scomparire facendo perdere le sue tracce.

La sera in cui potrebbe vincere l'intero montepremi, il duca ricompare al bar Aurora. Respinge telefonicamente la richiesta di protezione di Nick, ma non può sottrarsi alla "scorta" di Joe, che lo accompagna agli studi televisivi minacciandolo di morte. Prima di congedarsi, tuttavia, consegna a Elsa la prova documentale della sua paternità. Una volta in studio, davanti alle telecamere e sotto gli occhi dei due gangster, il duca vede Nick portato via dalla polizia insieme al suo compare Tom, sicché, credendosi salvo, si rassicura e si convince a raddoppiare. Nick tuttavia viene solo "redarguito" dagli agenti e pertanto, come previsto dal regolamento per l'ultima puntata, può entrare in cabina con il concorrente fingendosi esperto di ippica, e puntandogli contro una pistola. Sfinito dal patema d'animo per la sua sorte ormai segnata, il duca, all'ultima delle tre domande finali rivoltegli da Mike Bongiorno ("Quale cavallo vinse il Gran Premio di Buenos Aires del 1929?") dice «Rinuncio», azzeccando fortuitamente la risposta esatta del nome del cavallo e dichiarando pubblicamente al notaio della trasmissione di voler devolvere l'intero montepremi alla figlia. Dietro le quinte, grazie anche all'aiuto di Bruno e di Hélène, il duca riesce a neutralizzare Nick, potendo così finalmente ricongiungersi con la figlia Elsa ed abbracciarla.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Totò lascia o raddoppia? (1958), MyMovies. URL consultato il 10-11-2010.

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