Tempi nostri - Zibaldone n. 2

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Tempi nostri - Zibaldone n. 2
Tempi nostri.jpg
Una sequenza del film
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1954
Durata 131 min
92 min versione breve
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Alessandro Blasetti
Paul Paviot (La Parade, versione francese)
Soggetto Vasco Pratolini (Mara)

Alberto Moravia (Il pupo)
Marino Moretti (Scena all'aperto)
Silvio D'Arzo (Casa d'altri)
Giuseppe Marotta (Don Corradino)
Agenore Incrocci e Furio Scarpelli (La macchina fotografica)
Achille Campanile (Il bacio)
Ercole Patti (Gli innamorati)

Anton Germano Rossi (Scusi, ma...)
Sceneggiatura Alessandro Blasetti (Mara)

Suso Cecchi d'Amico (Il pupo)
Ennio Flaiano (Scena all'aperto)
Giorgio Bassani (Casa d'altri)
Sandro Continenza e Eduardo De Filippo (Don Corradino)
Sandro Continenza (La macchina fotografica)
Claude-André Puget (Il bacio)
Sandro Continenza (Gli innamorati)

Alessandro Blasetti (Scusi, ma...)
Casa di produzione Lux Film, Cines, Lux Compagnie Cinematographique de France
Fotografia Gábor Pogány
Montaggio Mario Serandrei
Musiche Alessandro Cicognini, Joseph Kosma, Gorni Kramer, Giulio Cesare Sonzogno
Scenografia Guido Fiorini
Costumi Dario Cecchi, Veniero Colasanti
Interpreti e personaggi

Quartetto Cetra: presentatori degli episodi

Il bacio, di Achille Campanile

Gli innamorati, di Ercole Patti

Scusi ma..., di Anton Germano Rossi

Mara

Il pupo

Scena all'aperto

Casa d'altri

Don Corradino

La macchina fotografica

Doppiatori italiani

Tempi nostri - Zibaldone n. 2 è un film a episodi del 1954 diretto da Alessandro Blasetti. È il seguito di Altri tempi - Zibaldone n. 1.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il bacio[modifica | modifica wikitesto]

Due innamorati si danno appuntamento al parco di notte; l'idillio del primo momento è intenso, ma mentre il bacio si prolunga altri pensieri invadono la mente dei due.

Gli innamorati[modifica | modifica wikitesto]

Due fidanzati, Carlo e Luisa, litigano: lui accusa lei di essere troppo materialista e di amare in lui solo i suoi beni, dall'altro canto lei lo accusa di non amarla negandole molto di ciò che chiede; alla richiesta di Luisa di dare prova del suo amore buttandosi sotto un treno, Carlo acconsente. Impaurita, lei lo ferma ristabilendo la serenità.

Scusi ma...[modifica | modifica wikitesto]

Una signora sposata porta ogni giorno l'amante in casa e si scambia effusioni di fronte al marito, che acconsente la relazione dei due poiché il giovane è un bravo ragazzo.

Mara[modifica | modifica wikitesto]

Vasco e Mara fanno conoscenza in trattoria, vanno insieme al cinema e, trascorsa intimamente la serata, si innamorano. Lei gli confida che, essendo a corto di denaro, intende provare a lavorare dalla mattina seguente in una casa di tolleranza, ma lui la convince a desistere da tale proposito, per iniziare a convivere con lui, che ha un impiego come insegnante, anche se la loro situazione economica potrà essere difficile.

Il pupo[modifica | modifica wikitesto]

Due giovani sposi delle borgate romane si trovano in difficoltà economiche. Lei vorrebbe lavorare, ma deve accudire il bambino che ha partorito da poco. I due stabiliscono allora, a malincuore, di abbandonare il neonato in una chiesa, ma la madre non sa decidersi sul luogo adatto ed infine anche il padre ha qualche ripensamento.

Scena all'aperto[modifica | modifica wikitesto]

Un uomo e una donna non più giovani, nobili decaduti, si reincontrano per caso dopo molti anni in quanto recitano come comparse cinematografiche su una carrozza in movimento. Durante la scena devono parlare, non uditi, di un tema a loro piacimento. La scena va ripetuta più volte e così nasce l'occasione per confidarsi delle cose che non si erano detti tanti anni addietro. Decidono infine di sposarsi e fuggono via dal set a bordo della carrozza.

Casa d'altri[modifica | modifica wikitesto]

L'anziano prete di un paesino di montagna si accorge che la vecchia Zelinda è da qualche tempo triste e pensierosa. Dopo molte insistenze, riesce a farsi confidare quel che la poveretta ha nell'animo: vorrebbe porre fine anzitempo alla sua faticosa e monotona vita. Mente il sacerdote cerca animatamente di distorgliela da questo proposito, scivola in un dirupo, ma Zelinda lo salva tirandolo su.

Don Corradino[modifica | modifica wikitesto]

Don Corradino, un conducente di mezzi pubblici, ama far la corte a molte donne, il che gli causa delle inadempienze sul lavoro che non gli vengono perdonate dal suo superiore Amedeo. Durante una corsa in autobus, la sua giovane amica Nannì gli spiega di essere insoddisfatta del fidanzato Michele, e gli fa capire di essere attratta da lui. Nell'episodio fa il suo esordio cinematografico anche se non ha battute una giovanissima Luciana Paluzzi.

La macchina fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Una ragazza viene lasciata dagli amici in un locale dov'è allestito un gioco con in palio una macchina fotografica. Un avventore la aiuta a vincere l'ambito premio, quindi si allontana con lei dal locale senza pagare e le chiede di mettersi in posa per provare la macchina fotografica, finché le confessa di starle facendo la corte. Provano così, senza successo, a scattare una fotografia insieme con l'aiuto dell'autoscatto di cui la macchina è munita. Dopo vari tentativi, decidono di farsi scattare la foto da uno sconosciuto che passa di lì per caso, il quale, dopo aver distratto i due facendoli mettere in posa, scappa via con la macchina fotografica.

Versioni del film[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due versioni del film: quella originale della durata di 131 minuti (che contiene anche i tre episodi scherzosi Il bacio, Gli innamorati e Scusi, ma...) e quella ridotta di 92 minuti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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