Animali pazzi

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Animali pazzi
Titolo originale Animali pazzi
Paese di produzione Italia
Anno 1939
Durata 72 min
Dati tecnici B/N
Genere commedia
Regia Carlo Ludovico Bragaglia
Soggetto Achille Campanile
Sceneggiatura Carlo Ludovico Bragaglia, Achille Campanile, Gaetano Campanile Mancini, Ettore Maria Margadonna, Ivo Perilli
Produttore Carlo Bassoli
Produttore esecutivo Gustavo Lombardo
Casa di produzione Titanus
Distribuzione (Italia) ODIT
Fotografia Piero Pupilli
Montaggio Giacinto Solito
Musiche Ezio Carabella, Luigi Colacicchi
Scenografia Nino Maccarones, Antonio Valente
Trucco Mario Giuseppe Paoletti
Interpreti e personaggi

Animali pazzi è un film del 1939, diretto da Carlo Ludovico Bragaglia. È l'unico film in cui Totò recita insieme a Luisa Ferida.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Totò, uomo solo al mondo e senza una lira, tenta varie volte il suicidio finché non incontra un suo sosia, il barone Tolomeo de' Tolomei al quale uno zio, da poco defunto, ha intestato una grossa eredità in vista del matrimonio con la cugina Ninetta; ma nel testamento è anche scritto che, qualora i due non dovessero convolare a nozze, l'eredità andrebbe ad una clinica per animali pazzi. Tolomeo, per liberarsi di Maria Luisa, la gelosissima amante, obbliga il suo sosia ad andare a casa della cugina per 2 giorni, in modo tale che il barone arrivi la mattina del matrimonio. Tuttavia Marialuisa scopre l'inganno ed obbliga il barone a stare con lui ed impedendogli, quindi, di convolare a nozze con la cugina che sposerà Totò, avendolo amato dal primo momento.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

Girato due anni dopo il primo film del comico napoletano Fermo con le mani!, ebbe ancor meno successo del film precedente.

Sebbene girato con ottimi apporti tecnici e con alcune lievi innovazioni per l'epoca nel montaggio (come la pellicola all'indietro e l'effetto speciale del cavallo sul tetto), non fu accolto molto bene nemmeno dalla critica, tanto che venne presto dimenticato.

Il film rischiò addirittura di andare perduto: nel 1970 infatti un'organizzazione di cineclub preparando una rassegna a Roma di film del comico napoletano non trovando alcuna copia del suddetto film iniziò a dichiarare che il film fosse andato perso. Solo dopo lunghe ricerche ne fu ritrovata una copia in pellicola, molto rovinata, graffiata e tagliuzzata (più corta di due minuti e mezzo circa rispetto al metraggio originale del visto censura d'epoca), da una piccola agenzia di Napoli che noleggiava film per le navi.[1] Questa copia ad oggi, dalla quale furono tratte poi tutte le altre sia in pellicola che in VHS o DVD, e l'unico materiale del film tuttora esistente: cosa che ha finora reso impossibile un adeguato restauro.

Altri tecnici[modifica | modifica wikitesto]

La critica[modifica | modifica wikitesto]

Filippo Sacchi nel Corriere della Sera del 18 aprile 1939 "..Su questo matto spunto farsesco Campanile, dando libero corso alla fantasia, ha intessuto una girandola di umoristiche trovate, che potevano raggiungere un effetto, se produzione, interpretazione e regia le avessero realizzate concretamente sempre con quello stile veloce, funambolico e grottesco che l'azione richiedeva. Tutte le scene del principio con l'incontro dei due Totò, la prima metà dell'episodio in cui Totò monta il cavallo pazzo, possono più o meno servire come esempi di quello stile; la descrizione della clinica zoofila, il trattamento terapeutico di Totò o l'episodio del sicario, possono servire come esempi del contrario. Totò prodiga tutte le risorse della sua acidula e marionettistica buffoneria, però, con questo secondo saggio , mi pare ch'egli abbia confermato i limiti delle sue possibilità cinematografiche..."

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il cinema di Totò, 1930/1945, Alberto Anile, Le Mani, Genova, 1997

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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