Cesare Polacco

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Cesare Polacco nel 1956

Cesare Polacco (Venezia, 14 maggio 1900Roma, 2 marzo 1986) è stato un attore e doppiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cesare Polacco nacque a Venezia il 14 maggio del 1900 da una famiglia ebraica. Esordisce a teatro nel 1920 con la compagnia teatrale di Emilio Zago, con la quale interpreta gran parte del repertorio goldoniano, da La casa nova a Il burbero benefico. Successivamente, entra a far parte della compagnia veneziana di Gianfranco Giachetti, che spazia dal repertorio in italiano a quello in dialetto veneto. Nel 1928 si trasferisce a Roma, dove recita dapprima nella compagnia di Alda Borelli ed in seguito in quelle di Tatiana Pavlova e Virgilio Talli. Nel 1938, con la promulgazione delle leggi razziali da parte del regime fascista, la sua carriera artistica subisce un drastico rallentamento, costringendo l'attore ad operare sotto falsa identità. Al termine della seconda guerra mondiale, può riprendere a lavorare alla luce del sole, trovando scritture soprattutto alla radio.

Pur con una lunga gavetta in teatro e nel cinema rimane ai margini in entrambi i settori, relegato inesorabilmente anche dal suo fisico asciutto, non da giovane primattore, a ruoli marginali di secondo o terzo piano, senza poter accedere alla notorietà, venendo richiesto per incarnare quasi sempre esseri spregevoli, viscidi, assassini su commissione, traditori, vigliacchi, falsi, tutti però resi con grande senso della misura ed adesione al ruolo, tanto da farlo considerare uno dei caratteristi più apprezzati del cinema e del teatro italiani. Dopo una lunga militanza in compagnie teatrali di prim'ordine, nella seconda metà degli anni sessanta entra a fa parte del prestigioso Piccolo Teatro di Milano, recitando in alcune opere dirette da Strehler come Coriolano (1957), Platonov (1959), La visita della vecchia signora (1960) e in quattro spettacoli brechtiani di grande successo quali L'anima buona di Sezuan (1958), L'opera da tre soldi (1960), Vita di Galileo (1963), Santa Giovanna dei Macelli (1970)

Cesare Polacco in un Carosello del 1959

Così come sono secondari i ruoli sostenuti sul palcoscenico, altrettanto lo sono quelli ricoperti sul grande schermo, dove l'attore si trova a prendere parte a numerose pellicole, principalmente di genere bellico o avventuroso, ma talvolta anche comico-brillanti. In possesso di una bella voce si dedica pure al doppiaggio, prestandola per attori di ottima tempra e caratteristi stranieri come Howard Da Silva ne La dalia azzurra, Chill Wills ne Le ragazze di Harvey, Jack Carson in Palcoscenico, Louis Calhern in Notorious - L'amante perduta, Richard Boone ne L'uomo senza paura, senza dimenticare Aldo Silvani, ottimo doppiatore a sua volta, nel ruolo del signor Giraffa ne La strada di Federico Fellini, probabilmente voluto dal regista riminese per assicurare al personaggio una credibile cadenza veneta. La popolarità presso il grande pubblico giunge per Cesare Polacco nell'interpretazione, con molto umorismo e ironica partecipazione, dell'ispettore Rock nei "mini-gialli" dei Caroselli girati tra il 1957 e il 1968, dove alla fine, in risposta al suo fedele assistente (interpretato dall'attore Giuliano Isidori) che gli dice stentoreo: "Lei è un fenomeno, ispettore. Non sbaglia mai!", Polacco si toglie con studiata lentezza il cappello facendo vedere il suo cranio calvo e pronuncia una frase rimasta celebre nella storia della pubblicità televisiva: "Non è esatto! Anch'io ho commesso un errore, non ho mai usato la brillantina Linetti".

In televisione appare anche come attore, sempre in ruoli marginali, in sceneggiati come La figlia del capitano di Leonardo Cortese (1965), I promessi sposi (1967), Le mie prigioni (1968) e I fratelli Karamazov (1969) tutti diretti da Sandro Bolchi, oltre all'episodio Il tredicesimo coltello diretto da Camillo Mastrocinque per la serie Le avventure di Laura Storm (1966).

Sposato con l'attrice Eugenia Zorn dalla quale ha tre figlie, Elena, Arduina e Maona, rimasto vedovo nel 1940, sposa in seconde nozze nel 1947 Clelia Bernacchi, anche lei attrice ma più nota nel doppiaggio per aver prestato la voce ad attrici straniere, dalla Lauren Bacall dei primi film come Il grande sonno e Chimere, a talune interpreti di secondo piano come Gail Patrick in Palcoscenico o Virginia Grey ne La banda dei tre stati.

Muore in seguito alle complicazioni di una broncopolmonite la mattina del 2 marzo del 1986 in una clinica di Roma, dove era ricoverato da tempo a causa di una caduta, e viene sepolto nel cimitero ebraico della capitale.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro di prosa[modifica | modifica wikitesto]

Attore televisivo[modifica | modifica wikitesto]

Prosa radiofonica[modifica | modifica wikitesto]

Rai[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Rai[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Film d'animazione[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN90258013 · SBN: IT\ICCU\MODV\344534