Tonino Guerra

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«Non è vero che uno più uno fa sempre due; una goccia più una goccia fa una goccia più grande.»

(Tonino Guerra, Nostalghia)
Tonino Guerra a Pennabilli nel 2011

Antonio Guerra, detto Tonino (Santarcangelo di Romagna, 16 marzo 1920Santarcangelo di Romagna, 21 marzo 2012), è stato un poeta, scrittore e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tonino Guerra detenuto nel campo d'internamento in Germania durante la seconda guerra mondiale.

Tonino Guerra nacque a Santarcangelo da Odoardo e Penelope Carabini, ultimo di quattro figli. Seguì corsi regolari di studi. Alle Scuole medie ebbe come insegnante Augusto Campana, che divenne poi un famoso docente universitario. Si diplomò alle Scuole magistrali di Forlì. Poi s'iscrisse all'università. Dapprima scelse Venezia, poi si trasferì nella più vicina Urbino, alla Facoltà di Pedagogia. Sin da giovane era appassionato di pittura. Dipingeva ad acquerello ed a inchiostro.
All'inizio di agosto 1944, terminata la sessione estiva degli esami, tornò a casa. Ma il giorno stesso in cui arrivò fu fermato e condotto alla locale Casa del Fascio[1]. Individuato come antifascista, fu portato dapprima a Forlì e di qui a Fossoli (MO), nel locale Centro di raccolta per la manodopera in Germania. Venne deportato in Germania e rinchiuso in un campo d'internamento a Troisdorf.

«Mi ritrovai con alcuni romagnoli che ogni sera mi chiedevano di recitare qualcosa nel nostro dialetto. Allora scrissi per loro tutta una serie di poesie in romagnolo

Guerra, che conosceva a memoria i Sonetti romagnoli di Olindo Guerrini, li recitò ai compagni di prigionia per distrarli dall'angoscia e dalla nostalgia di casa. Poi iniziò ad inventare nuove poesie, che un compagno di prigionia copiava per lui a mano.[2]

Dopo la fine del conflitto mondiale, nell'agosto 1945 ritornò a casa. Nel 1946 si laureò in Pedagogia all'Università di Urbino con una tesi sulla poesia dialettale romagnola. Conservate le poesie composte nel campo di prigionia, le fece leggere a Carlo Bo, che ne rimase piacevolmente colpito. Il docente (e futuro rettore) riconobbe in esse «una volontà di pulizia interiore, un senso esatto delle cose e delle voci»[1]. Guerra decise dunque di pubblicarle, a sue spese. La raccolta s'intitolò I scarabocc (Gli scarabocchi); lo stesso Bo ne firmò la prefazione. Attorno a lui si formò a Santarcangelo un gruppo spontaneo di giovani poeti, di cui facevano parte anche Raffaello Baldini, Nino Pedretti e Gianni Fucci. Il gruppo si riuniva al "Caffè Trieste", il bar gestito dai genitori di Raffaello Baldini. Alcuni concittadini chiamarono ironicamente questo sodalizio E' circal de' giudéizi (traducibile come "Il circolo del giudizio"). Guerra insegnò in una scuola di avviamento agrario nella vicina Savignano sul Rubicone[1].

Nel 1950 partecipò al "Premio letterario Cattolica", nel cui ambito vinse il "Premio Emilia", dedicato alla poesia dialettale emiliana o romagnola[3]. In giuria sedevano tra gli altri Salvatore Quasimodo ed Eduardo De Filippo[1]. Nel 1952 avvenne l'esordio narrativo con un breve romanzo, La storia di Fortunato, pubblicato nella collana Einaudiana "I gettoni". La collana è diretta da Elio Vittorini, che avviò con il poeta romagnolo un lungo sodalizio, mantenuto anche dopo il passaggio alla Bompiani (L'equilibrio, L'uomo parallelo). Nello stesso anno si sposa con Paola Grotti. Dall'unione nacquero due figli, Costanza e Andrea Guerra. Nel 1953 Tonino Guerra si trasferì a Roma, dove avvierà una fortunata carriera di sceneggiatore. Durante la sua lunga attività collaborò con alcuni fra i più importanti registi italiani del tempo (Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, Federico Fellini, i fratelli Taviani, ecc.). Dalla collaborazione con il regista ferrarese Antonioni, gli giunse anche la candidatura al premio Oscar nel 1967, per il film Blow-Up. Negli anni ottanta tornò in Romagna. Negli anni settanta Tonino Guerra scrisse oltre venti film (sia per il cinema che per la televisione) e più di dieci libri. Nel 1974 firma Amarcord, la sua prima sceneggiatura per Fellini. Nel 1975 conobbe, durante uno dei suoi viaggi in Russia, Eleonora Kreindlina. Se ne innamorò, ruppe il precedente matrimonio e la sposò nel 1977[1]. La frequentazione della Russia, dell'Armenia e della Georgia (il romanzo La pioggia tiepida è dedicato «A tutti gli amici georgiani e alla loro bella terra») gli fece tornare la voglia di dipingere, passione che prese piede a partire dagli anni ottanta e che divenne la sua attività prevalente nell'ultima parte della vita.

Nel 1983 scrisse per il regista russo Andreij Tarkovskij Nostalghia. Collaborò poi con Rosi alla Carmen (1984), i fratelli Taviani (La notte di San Lorenzo, Kaos, Good morning Babilonia e Il sole anche di notte). Con Fellini realizzò Ginger e Fred (1986). Nel 1989, 69 enne, lasciò Roma e si stabilì a Pennabilli, dove trascorse il resto della sua vita. Il centro dell'Appennino riminese gli conferì la cittadinanza onoraria in riconoscenza dell'amore dimostrato nei suoi confronti.

«Piano piano ti prende quella lentezza di gesti quasi da uomo primitivo e siedi su lunghe e semplici panchine artigianali e ti pieghi a toccare l' erba magari per accarezzare una margherita.[4]»

A Pennabilli Tonino Guerra dette vita a numerose installazioni artistiche, mostre permanenti che prendono il nome de I Luoghi dell'anima tra cui: L'Orto dei frutti dimenticati, Il Rifugio delle Madonne abbandonate, La Strada delle meridiane, Il Santuario dei pensieri, L'Angelo coi baffi e Il Giardino pietrificato (quest'ultimo è stato materialmente realizzato dallo scultore Giovanni Urbinati). Una sua installazione artistica, L'albero della memoria, è presente anche a Forlì, presso i Giardini Orselli. Guerra riprese anche il suo iniziale amore per la pittura. Una delle sue opere è esposta nella frazione Ca' Gallo del comune di Montecalvo in Foglia (PU).

Guerra divenne famoso presso il grande pubblico nel 2001, come testimonial della catena di negozi di elettronica UniEuro, creando il tormentone dell'ottimismo[5] ("Gianni, l'ottimismo è il profumo della vita!"), ripreso tra gli altri dal suo compaesano, e pronipote, Fabio De Luigi in un suo personaggio comico, l'Ingegner Cane. Nel 2006 apparve nel documentario Mattotti di Renato Chiocca, leggendo un estratto dalla sua raccolta di racconti Cenere. Nel 2010, in occasione dei suoi 90 anni, ricevette il David di Donatello alla carriera. Il 10 novembre 2010 fu insignito dall'Università di Bologna del Sigillum Magnum.

Morì all'età di 92 anni a Santarcangelo il 21 marzo 2012, in coincidenza con la celebrazione della Giornata Mondiale della Poesia istituita dall'Unesco. Le sue ceneri sono state incastonate nella roccia, al di sopra della sua Casa dei mandorli a Pennabilli, nel punto in cui si ammira la vallata, paese in cui ha abitato negli ultimi 25 anni e di cui ha detto "è il posto dove trovi te stesso!". Tonino Guerra era ateo[6][7].

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

In romagnolo[modifica | modifica wikitesto]

  • I scarabócc, Faenza, F.lli Lega, 1946. ("Gli scarabocchi", scritti tra il 1944 e il 1945 nel campo di concentramento per "imbrogliare la dura vita") (copertina)
  • La s-ciuptèda, Faenza, F.lli Lega, 1950. ("La schioppettata")[8]
  • È Luneri, Rimini, B. Benedetti, 1954. ("Lunario")
  • I bu. Poesie romagnole, Milano, Rizzoli, 1972. ("I buoi", con la prefazione di Gianfranco Contini). "Premio Carducci"
  • A m'arcord, Milano, Rizzoli, 1973. ("Mi ricordo")
  • Il polverone, Milano, Bompiani, 1978.
  • Il miele. Poema, Rimini, Maggioli, 1981. "Premio Biella"
  • Il viaggio, Rimini, Maggioli, 1986. "Premio Nonino" (divenne un film dal titolo Viaggio d'amore)
  • E Lòibar dal cisi abandunèdi, Rimini, Maggioli, 1988 ("Il libro delle chiese abbandonate")
  • L'albero dell'acqua, Milano, Libri Scheiwiller, 1992 (dedicato a Ezra Pound)
  • Piove sul diluvio, Rimini, Capitani, 1997.
  • Lamento di una guardia di frontiera e altri lamenti, Milano, Libri Scheiwiller, 2000.
  • Quartètt d'autónn, Santarcengelo, Maggioli, 2001. (Quartetto d'autunno)
  • Una foglia contro i fulmini, Santarcengelo, Maggioli, 2006.
  • Tre grandi poeti in musica, con Raffaello Baldini e Nino Pedretti, Cerasolo Ausa di Coriano, NdA, 2009.
Traduzioni in inglese
  • Il miele, La capanna, Il viaggio e Il libro delle chiese abbandonate sono usciti nella raccolta Abandoned Places (Toronto, Guernica, 1999, traduzione di Adria Bernardi)
Traduzioni in catalano
  • Il miele (La mel). Calonge, AdiA, 2018, traduzione di Lucia Pietrelli e Pau Vadell.

In italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • La storia di Fortunato, Torino, Einaudi, 1952.
  • Dopo i leoni, Torino, Einaudi, 1956.
  • L'equilibrio, Milano, Bompiani, 1967.
  • L'uomo parallelo, Milano, Bompiani, 1969.
  • Millemosche senza cavallo, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1969.
  • Millemosche mercenario, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1969.
  • Millemosche fuoco e fiamme, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1970.
  • Millemosche innamorato, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1971.
  • Storie dell'Anno Mille, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1972.
  • Il cannocchiale e altri testi, con Lucile Laks, Milano, Bompiani, 1972.
  • Millemosche e il leone, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1973.
  • Millemosche e la fine del mondo, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1973.
  • Millemosche alla ventura, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1973.
  • I cento uccelli, Milano, Bompiani, 1974.
  • Il polverone. Storie per una notte quieta, Milano, Bompiani, 1978.
  • I guardatori della luna, Milano, Bompiani, 1981.
  • Nuove storie dell'anno Mille, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1981.
  • L'aquilone, con Michelangelo Antonioni, Rimini, Maggioli, 1982 (edizione rinnovata e illustrata da Editoriale Delfi di Salvatore Giannella, Cassina de' Pecchi, Milano, 1996).
  • E la nave va, con Federico Fellini, Milano, Longanesi, 1983.
  • Il leone con la barba bianca, Milano, Emme, 1983.
  • La pioggia tiepida. Romanzo, Milano, Rusconi, 1984.
  • La capanna, Rimini, Maggioli, 1985. "Premio Gozzano"
  • Il libro delle chiese abbandonate, Rimini, Maggioli, 1988.
  • L'orto d'Eliseo, Rimini, Maggioli, 1989.
  • Il vecchio con un piede in Oriente, Rimini, Maggioli, 1990.
  • Cenere, San Lazzaro di Savena, Metrolibri, 1990.
  • L'impiccagione dei pesci grossi, Valverde, Il girasole, 1991.
  • A Pechino fa la neve. Una cosa teatrale, Rimini, Maggioli, 1992.
  • Bagonghi. Un nano del circo per piccoli suggerimenti teatrali, Porretta Terme, I quaderni del battello ebbro, 2000.
  • Dizionario fantastico, Rimini, PC, 2000.
  • Viaggi vagabondi, Valverde, Il girasole, 2000.
  • Con la poesia alle spalle, Rimini, Fabjbasaglia, 2001.
  • Farfalle, Bologna, Poligrafici editoriale, 2002.
  • Il sapore della libertà, Rho, ANPI, 2002.
  • Lo specchio delle farfalle, Porretta Terme, I quaderni del battello ebbro, 2002.
  • La cattedrale sepolta, in Dal grande fiume al mare. Trenta scrittori raccontano l'Emilia-Romagna, Bologna, Pendragon-Regione Emilia-Romagna, 2003.
  • La valle del kamasutra. Segni, sogni e altro scelti dal poeta, a cura di Salvatore Giannella, Milano, Bompiani, 2010.
  • Polvere di sole. 101 storie per accendere l'umanità, a cura di Salvatore Giannella, Milano, Bompiani, 2012.
  • La casa dei mandorli, Bologna, Minerva 2012 ISBN 978-88-7381-423-8
Traduzioni in inglese
  • La capanna e Il libro delle chiese abbandonate sono usciti nella raccolta Abandoned Places (Toronto, Guernica, 1999, traduzione di Adria Bernardi)

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Regie[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze, premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 24 ottobre 2002[9]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1995[10]

Intitolazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Bif&st di Bari ha istituito nel 2009 il Premio Federico Fellini 81/2 per l'eccellenza artistica.

La scuola superiore di secondo grado "Luigi Einaudi" di Novafeltria ha assunto il nuovo nome di "Tonino Guerra". La scuola superiore di secondo grado IPSEOA di Cervia (RA) nel 2015 è stata intitolata a "Tonino Guerra"

Tributi[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2009 il Bif&st di Bari assegna un Premio intitolato a Tonino Guerra per il miglior soggetto (dal 2012 miglior sceneggiatura) tra i film del festival.

Nel 2012 la rock band bresciana dei NoAlter gli dedica il CD "Démodé". All'interno della copertina si può infatti leggere la dicitura "Dedicato a Tonino Guerra e Fernanda Pivano".

Durante la cerimonia per la consegna dei Premi Oscar 2013, compare all'interno del video Ad Memoriam.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Critica letteraria (elenco parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Per una bibliografia critica completa aggiornata al 2006 si veda: G. Fucci, Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento, Verucchio, Pazzini, 2006.

  • C. Bo, Prefazione a I scarabócc, Faenza, Lega, 1946
  • P.P. Pasolini, Introduzione a Poesia dialettale del Novecento, Parma, Guanda, 1952
  • P.P. Pasolini, "La lingua della poesia", in: «Paragone», giu. 1957
  • Poeti dialettali del Novecento, a cura di F. Brevini, Torino, Einaudi, 1987
  • F. Brevini, Le parole perdute. Dialetti e poesia del nostro secolo, Torino, Einaudi, 1990

Analisi linguistica[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Schürr, La voce della Romagna, Ravenna, Edizioni del Girasole, 1974 (contiene la trascrizione fonetica di alcune poesie recitate da T. Guerra)
  • D. Pioggia, Fonologia del santarcangiolese, con la prefazione di Giuseppe Bellosi e un'appendice di D. Vitali e L. Canepari, Verucchio, Pazzini, 2012
  • D. Pioggia, "Note linguistiche sul dialetto di Tonino Guerra", in: Tonino Guerra. Poesia e letteratura, vol 1, fascicolo monografico de «Il parlar franco», n. 11/12, Verucchio, Pazzini, 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Pier Mario Fasanotti, Tra il Po, il monte e la marina. I romagnoli da Artusi a Fellini, Neri Pozza, Vicenza, 2017, pp. 275-290.
  2. ^ La Ludla (PDF), su argaza.it. URL consultato il 26 aprile 2013.
  3. ^ Andrea Montemaggi, I primi passi nella poesia di Tonino Guerra, su academia.edu, 2014.
  4. ^ archiviostorico.corriere.it
  5. ^ SPOT unieuro UNIEURO Tonino Guerra OTTIMISMO 2003 uccelli - YouTube
  6. ^ Francesco Alberti, «L'imprecazione davanti al Papa Sorrise e mi benedì», in Corriere della Sera, 12 agosto 2010 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  7. ^ Tonino Guerra ovvero l'ottimismo di un poeta, FilmTV, 12 agosto 2010
  8. ^ Contiene la poesia I bu, la prima lirica di successo di Guerra.
  9. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  10. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  11. ^ Premio Campiello, opere premiate nelle precedenti edizioni, su premiocampiello.org. URL consultato il 24 febbraio 2019.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN113330106 · ISNI (EN0000 0001 2148 1833 · SBN IT\ICCU\CFIV\000716 · LCCN (ENn50018304 · GND (DE119101475 · BNF (FRcb121756316 (data) · ULAN (EN500262219 · NDL (ENJA00441925 · WorldCat Identities (ENn50-018304