Nostalghia

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Nostalghia
Nostalghia.png
Oleg Jankovskij in una scena del film
Titolo originale Nostalghia/Ностальгия
Paese di produzione URSS, Italia, Francia
Anno 1983
Durata 125 min
Genere drammatico
Regia Andrej Arsen'evič Tarkovskij
Soggetto Tonino Guerra
Andrej Arsen'evič Tarkovskij
Sceneggiatura Tonino Guerra
Andrej Arsen'evič Tarkovskij
Fotografia Giuseppe Lanci
Montaggio Amadeo Salga
Erminia Marani
Musiche Debussy, Verdi, Wagner, Beethoven
Scenografia Andrea Crisanti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Nostalghia è un film di Andrej Tarkovskij del 1983. Vinse il Grand Prix du cinéma de création al festival del cinema di Cannes di quell'anno, ex æquo con L'Argent di Robert Bresson.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un poeta sovietico, Andrej Gorčakov, è in Italia per scrivere la biografia di un compositore russo del XVIII secolo, Andrej Sosnovskij. Insieme a lui è la sua interprete, la bella e irrequieta Eugenia. Durante una tappa a Bagno Vignoni Gorčakov conosce Domenico, un uomo ritenuto da tutti matto perché, vari anni prima, è rimasto rinchiuso in casa per 7 anni con la sua famiglia in attesa della fine del mondo. Gorčakov è attratto dall’uomo e va a trovarlo. Durante il lungo dialogo fra i due Domenico affida a Gorčakov la missione di compiere in sua vece un rito salvifico: attraversare con una candela accesa la piscina di acque termali di Bagno Vignoni.

Domenico parte poi per Roma dove, nella piazza del Campidoglio, tiene un lungo discorso davanti a un pubblico di “matti”, al termine del quale si suicida dandosi fuoco.

Gorčakov, dopo una sosta meditativa nella chiesa sommersa di san Vittorino, decide di compiere la missione affidatagli da Domenico. Quando, dopo due tentativi falliti, riesce finalmente a giungere sul lato opposto della piscina e deporvi la candela accesa, viene colpito da un attacco cardiaco.

La "nostalgia" da cui deriva il titolo è quella del poeta espatriato, ma anche quella dei vari personaggi che cercano di superare la propria alienazione spirituale e ricucire la propria separazione fisica dalle altre persone.

Luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Nel film troviamo delle immagini memorabili del paesaggio toscano e sabino: la cripta della chiesa di San Pietro a Tuscania, la suggestiva Abbazia di San Galgano, l'incantevole Bagno Vignoni, la caratteristica Val d'Orcia e la chiesa allagata di Santa Maria in San Vittorino a Cittaducale. Una ricerca svolta nei mesi di ottobre e novembre 2015 (gli stessi in cui, nel 1982, fu girato il film) ha consentito di identificare tutti i luoghi delle riprese (Sul sito web nostalghia.com, people.ucalgary.ca. ne è presente la documentazione fotografica). I principali fra essi sono:

Cripta della chiesa di San Pietro a Tuscania (Sequenza della Madonna del parto)

Bagno Vignoni (primo incontro fra Gorčakov e Domenico e altre sequenze)

Badia della Gloria ad Anagni (casale in cui vive Domenico al presente)

Piazza della Collegiata a Faleria (casa “della fine del mondo”)

Calcata (conclusione del dialogo fra Gorčakov e Domenico)

Santa Maria di san Vittorino vicino Cittaducale (la chiesa sommersa)

Vicolo della Campanella a Roma (il vicolo del sogno di Gorčakov)

Ansa del Tevere vicino Otricoli (luogo della casa russa di Gorčakov)

Abbazia di San Galgano (finale)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN198703873 · GND: (DE7683485-2 · BNF: (FRcb16457706d (data)
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