Raffaello Baldini

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Raffaello Baldini, a sinistra, con Lamberto Sechi in un'immagine del 1981 Foto di Adriano Alecchi

Raffaello Baldini (Santarcangelo di Romagna, 24 novembre 1924Milano, 28 marzo 2005) è stato un poeta e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

In gioventù Baldini dà vita, assieme ad altri giovani intellettuali santarcangiolesi, al sodalizio che in seguito divenne noto come E' circal de' giudéizi (Il circolo della saggezza).[1]

La famiglia di Raffaello Baldini gestiva il "Caffè Trieste" in Piazza delle Erbe, dove si incontravano spesso gli altri membri del sodalizio: Tonino Guerra, Nino Pedretti, Gianni Fucci, Flavio Nicolini, Rina Macrelli. Qui peraltro il giovane Raffaello, chiamato "Lello", ebbe l'opportunità di frequentare un'umanità varia, raccogliendone le voci e gli aspetti psicologici.

Studia al ginnasio e liceo di Rimini, si laurea in Filosofia all'Università di Bologna e si dedica poi all'insegnamento per alcuni anni (a Sant'Arcangelo, alle magistrali di Forlì, per qualche tempo anche in Bretagna, lettore d'italiano in un liceo di Rennes).[2]. Nel 1955 si trasferisce a Milano: inizialmente lavora nel campo pubblicitario come copywriter; successivamente diventa scrittore e, dal 1968 lavora come giornalista per «Panorama» (settimanale nato nel 1962). Nel 1967 pubblica con Bompiani Autotem, una piccola opera satirica sull'automobile vista come feticcio. La raccolta É solitèri ("Il solitario", Premio Gabicce), con cui nel 1976 debutta nella poesia dialettale, viene pubblicata a Imola a spese dell'autore. Nel 1982 esce La nàiva ("La neve"). Con Furistír ("Forestiero", 1988) Baldini vince il Premio Viareggio e con Ad nòta ("Di notte", 1995), il Premio Bagutta.

Si dedica anche alla scrittura per il teatro. Suo è un monologo, Zitti tutti!, pubblicato da Ubulibri nel 1993. Nel 1996 Ravenna Teatro ha prodotto lo spettacolo Furistír (diretto e adattato da Marco Martinelli), nato dalla fusione di otto raccolte di poesie di Baldini.

Sebbene Baldini sia principalmente un letterato, il desiderio di scrivere il proprio dialetto in modo rigoroso lo ha indotto a una riflessione sulla ricca fonologia del santarcangiolese, anche attraverso il confronto con Nino Pedretti e Gianni Fucci.[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte di poesie
  • 1976. E' solitèri, Imola, Galeati. (Premio Gabicce)
  • 1982. La nàiva, introduzione di D. Isella, Torino, Einaudi. (Premio Carducci) (riprende E' solitèri e aggiunge La nàiva come nuova sezione)
  • 1988. Furistír, introduzione di F. Brevini, Torino, Einaudi. (Premio Viareggio)
  • 1995. Ad nòta, presentazione di P. V. Mengaldo, Milano, Mondadori. (Premio Bagutta)
  • 2000. La nàiva. Furistír. Ciacri, Torino, Einaudi (riprende La nàiva e Furistír e aggiunge Ciacri come nuova sezione) (edizione inglese, Small Talk, Gradiva Publications, New York, a cura di Luigi Fontanella, traduzione di Adria Bernardi)
  • 2003. Intercity, Torino, Einaudi.
Monologhi teatrali
  • 1993. Zitti tutti!, Torino, Einaudi.
  • 1998. Carta canta, Torino, Einaudi.
  • 2003. In fondo a destra, Torino, Einaudi.
  • 2004. La fondazione,Torino, Einaudi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vittorio Emiliani, Romagnoli & romagnolacci, Bologna, Minerva Edizioni, 2014, p. 16.
  2. ^ Walter Della Monica, Poeti e scrittori di Romagna, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2015, p. 182.
  3. ^ Per un'analisi della grafia di Baldini vedi: Davide Pioggia, Fonologia del santarcangiolese, Verucchio, Pazzini, 2012

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S. Crespi, Poesia in versi romagnoli di Raffaello Baldini in Otto Novecento, 1, gennaio-febbraio 1980, pp. 299–303;
  • F. Brevini, L'apocalisse romagnola di Baldini in Nuova rivista europea, 28 (marzo-maggio1982), pp. 110–114;
  • Manlio Cancogni, Se il dialetto è un felice dialetto ne Il Giornale, 7 aprile 1984;
  • M. Bocchiola, La coazione poetica per un labirinto romagnolo in Autografo, 5, (giugno 1985);
  • E. Bonora, La condizione del poeta dialettale oggi in Montale e altro Novecento, Sciascia, Caltanissetta-Roma, 1989
  • P. Civitareale, Raffaello Baldini. Il borbottio infinito in Oggi e domani, 24, n. 4, 1990, pp. 11–13;
  • L. Benini Sforza, Elementi per una storia della poesia dialettale del secondo Novecento in Romagna in Tratti, 36 (estate 1994);
  • C. Marabini, Spoon river in Romagna in Il Resto del Carlino, 22 agosto, 1995;
  • E. Siciliano, Quanta verità nel suo dialetto in L'Espresso, 26 novembre 1995;
  • E. Zuccato. Recensione di Ad nòta, in Poesia, 91, gennaio 1996, pp. 58–9.
  • G. Bellosi-M. Ricci (a cura di), Lei capisce il dialetto? Raffaello Baldini tra poesia e teatro, Longo Editore, 2003
  • C. Martignoni, Per non finire. Sulla poesia di Raffaello Baldini, Campanotto Editore, 2004
  • Autori Vari, Tre grandi poeti in musica con Tonino Guerra e Nino Pedretti, Rimini, NdA Press, 2009, ISBN 978-88-89035-37-5.
  • V. Emiliani, Raffaello Baldini in Romagnoli & romagnolacci, Bologna, Minerva Edizioni, 2014. ISBN 978-88-7381-586-0
  • W. Della Monica, Raffaello Baldini in Poeti e scrittori di Romagna, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2015. ISBN 978-88-6541-482-8

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN79118461 · LCCN: (ENn95023303 · SBN: IT\ICCU\CFIV\085725 · ISNI: (EN0000 0000 6157 0817 · BNF: (FRcb12540855m (data)