Carlo Coccioli

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Carlo Coccioli (pronuncia: Còccioli) (Livorno, 15 maggio 1920Città del Messico, 5 agosto 2003) è stato uno scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Da bambino Coccioli seguì suo padre ufficiale in Libia, a Tripoli e in Cirenaica. A Bengasi trascorse l'infanzia e l'adolescenza. In seguito tornò in Italia per studiare, prima a Fiume e poi, all'inizio della seconda guerra mondiale, in Toscana con sua madre. Richiamato alle armi, dopo l'8 settembre 1943 si unì alle prime formazioni partigiane sull'Appennino Tosco-Emiliano. Catturato dai tedeschi, evase dalla prigione di Bologna, episodio che a guerra finita gli valse una medaglia al merito.

Nell'immediato dopoguerra, si laureò in lingue e letterature orientali (araba ed ebraica) presso l'Istituto Orientale di Napoli. A questo periodo risalgono le prime esperienze letterarie che lo portarono a Parigi dove pubblicò Il cielo e la terra nel 1950. Il romanzo, di ambientazione bellica e pervaso da una forte tensione religiosa, ebbe un enorme successo e fu tradotto nelle principali lingue del mondo. Sull'onda di tale successo, Coccioli riuscì a pubblicare Fabrizio Lupo, nel 1952. Questo romanzo, che l'autore non tradusse in italiano fino al 1978, fece all'epoca molto scandalo per il racconto in termini espliciti della scoperta da parte del protagonista (un cattolico) della propria omosessualità; proprio a causa di tale scalpore, Coccioli abbandonò l'Europa nel 1953 e si trasferì definitivamente in Messico.

In Messico scrisse opere importanti, da L'erede di Montezuma (1964) a David (1976), col quale conquistò la finale del Premio Campiello in Italia. Una continua, intensa e personalissima ricerca esistenziale lo spinse ad allontanarsi dal cattolicesimo e a passare attraverso l'Ebraismo con Documento 127 , per approdare prima all'Induismo con 'La casa di Tacubaya (1981) e finalmente al Buddismo con Piccolo Karma (1987). Scrisse correntemente in tre lingue: italiano, francese e spagnolo, traducendo lui stesso i propri libri e così modificandoli e rendendoli opere spesso diverse a seconda della lingua di pubblicazione.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al Valor Militare

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Neria De Giovanni, Le frontiere dell'uomo. Carlo Coccioli dall'Italia al Messico, Nemapress, Alghero 2008.
  • Francesco Gnerre, L'eroe negato. Omosessualità e letteratura nel Novecento italiano, Baldini & Castoldi, Milano 2000 (passim).
  • Luca Orsenigo, L' ossessione dell'assoluto. L'epifania del sacro nella letteratura italiana contemporanea, Tirrenia Stampatori, Torino 1990.
  • Guido Sommavilla, Peripezie dell'epica contemporanea, Jaca Book, Milano 1983.
  • Emilia Perassi, Omeyotl: il diario messicano di Carlo Coccioli, in L'acqua era d'oro sotto i ponti, Bulzoni editore, 2001.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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