Il Mondo (quotidiano)

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Il Mondo
Stato Italia
Lingua Italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Fondatore Giovanni Amendola
Fondazione
  • 1922
  • 1945
Chiusura
  • 1926
  • 1946
Sede Roma
Direttore Andrea Torre, Alberto Cianca
 

Il Mondo è stato un quotidiano politico del pomeriggio con sede a Roma. Nato nel 1922, fu uno degli ultimi quotidiani indipendenti ad essere soppresso dal regime fascista nell'ottobre 1926.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo numero uscì il 26 gennaio 1922 per iniziativa di Giovanni Amendola (deputato nittiano e, successivamente, ministro del governo Facta), Giovanni Ciraolo e Andrea Torre. Il finanziamento per la fondazione del giornale giunse dall'industriale Francesco Matarazzo (1854-1937). Ostile a Giovanni Giolitti, Il Mondo nacque come giornale della corrente di Francesco Saverio Nitti in seno al Partito Radicale Italiano. Quando Nitti e Amendola fondarono, pochi mesi dopo, il Partito Democratico Italiano, Il Mondo intese accreditarsi come suo organo ufficiale.

Il quotidiano amendoliano fece un'opposizione convinta al nascente regime mussoliniano. Dopo l'omicidio di Giacomo Matteotti (avvenuto 10 giugno 1924) pubblicò un memoriale del segretario di Mussolini che era un vero atto d'accusa contro quest'ultimo. Inoltre pubblicò i primi estratti del memoriale di Cesare Rossi (28 dicembre 1924) e il «Manifesto degli intellettuali antifascisti» (1º maggio 1925).

Nel pieno della lotta politica, Il Mondo giunse a toccare una tiratura di 110.000 copie. Il 7 aprile 1926 Giovanni Amendola moriva per le conseguenze delle percosse subite in un'aggressione fascista.

Nell'ottobre del 1926 il fallito attentato contro Mussolini a Bologna diede al regime il pretesto per sopprimere il giornale. Il suo principale finanziatore, la famiglia Pecoraino subì la confisca di tutti i beni mobili e immobili. L'ultimo numero uscì il 31 ottobre 1926.

Il 26 luglio 1943, dopo 17 anni di silenzio, uscì un'edizione straordinaria in occasione della caduta del fascismo.

Il quotidiano tornò in edicola il 22 novembre 1945 con la direzione di Alberto Cianca. Dopo la nomina di Cianca a ministro per le relazioni con la Consulta (20 febbraio 1946), il giornale cessò le pubblicazioni.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Soppressione da parte del regime fascista

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giornalismo italiano. Volume Secondo (1901-1939). Mondadori, 2009. Collana «I Meridiani».

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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