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Manifesto degli intellettuali antifascisti

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Manifesto degli intellettuali non fascisti
Manifesto pubblicato sul Mondo del 1º maggio 1925
AutoreBenedetto Croce
1ª ed. originale1º maggio 1925
Generepolitica
Lingua originaleitaliano
ProtagonistiBenedetto Croce, Giovanni Gentile, Benito Mussolini
Benedetto Croce

Il Manifesto degli intellettuali non fascisti, noto anche come Antimanifesto, fu pubblicato il 1º maggio del 1925 su diversi quotidiani italiani.[1][2]

Redatto da Benedetto Croce, l'Antimanifesto rappresentò una risposta al Manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile. Anche la data di pubblicazione, Festa dei lavoratori (1º maggio), rispondeva con indicativo antagonismo alla pubblicazione del manifesto fascista, avvenuta nel giorno del Natale di Roma (21 aprile).

Il manifesto sancì la definitiva rottura col fascismo di Croce, il quale, all'indomani della Marcia su Roma e della presentazione del primo esecutivo fascista di coalizione, aveva votato in Senato la fiducia al governo di Benito Mussolini, rivotandola poi il 24 giugno 1924, dopo l'omicidio di Giacomo Matteotti.

La proposta di redigere il manifesto venne fatta a Benedetto Croce da Giovanni Amendola che, il 21 aprile 1925, scrisse[3]:

«Caro Croce, avete letto il manifesto fascista agli intellettuali stranieri? ... oggi ho incontrato varie persone le quali pensano che, dopo l'indirizzo fascista, noi abbiamo il diritto di parlare e il dovere di rispondere. Che ne pensate voi? Sareste disposto a firmare un documento di risposta che potesse avere la vostra approvazione? E, in caso, vi sentireste di scriverlo voi?»

Croce rispose il giorno dopo:

«Mio caro Amendola ... l'idea mi pare opportuna. Abbozzerò oggi stesso una risposta, che a mio parere dovrebbe essere breve, per non far dell'accademia e non annoiare la gente.»

Il Manifesto fu firmato complessivamente da centinaia di intellettuali, delle cui firme solo 270 furono pubblicate, divise in 3 elenchi pubblicati da il Mondo, e da altri pochi giornali, rispettivamente il venerdì 1º maggio, la domenica 10 maggio e il venerdì 22 maggio 1925[4].

Segue un elenco dei periodici che venerdì 1º maggio del 1925 pubblicarono l'Antimanifesto:

1º maggio 1925

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I 40 firmatari de La replica degli intellettuali non fascisti al manifesto di Giovanni Gentile, pubblicata venerdì 1º maggio 1925 su "Il Popolo", furono:

Il Manifesto e il primo elenco dei firmatari furono pubblicati anche su «Il Mattino» del 1º maggio 1925 in «Il pensiero degli intellettuali non fascisti espresso da Benedetto Croce», ma aveva, oltre i suddetti 40 firmatari, anche i seguenti 8 in più:

  1. Giuseppe Carotti
  2. Ugo Forti (Università degli Studi di Napoli)
  3. Augusto Graziani (Università degli Studi di Napoli)
  4. Arturo Labriola
  5. Giovanni Miranda (Università degli Studi di Napoli)
  6. Raffaello Piccoli (Università degli Studi di Napoli)
  7. Giuseppe Salvioli (Università degli Studi di Napoli)
  8. Pietro Toldo (Università degli Studi di Bologna)

ma con Giuseppe Tarozzi (Università degli Studi di Bologna) in meno.

10 maggio 1925

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Domenica 10 maggio 1925 fu pubblicato un secondo elenco parziale[22] su:

  1. Alberto Albertini
  2. Luigi Albertini
  3. Giulio Alessio (Università degli Studi di Padova)
  4. Enrico Altavilla (Università degli Studi di Napoli)
  5. Corrado Alvaro
  6. Vincenzo Arangio Ruiz
  7. Dario Baldi (Università degli Studi di Pisa)
  8. Antonio Banfi (Università degli Studi di Milano)
  9. Corrado Barbagallo
  10. Alfredo Bartolomei (Università degli Studi di Napoli)
  11. Ugo Bernasconi
  12. Cesare Biondi (Università degli Studi di Siena)
  13. Mario Borsa
  14. Virgilio Brocchi
  15. Pietro Enrico Brunelli (Università degli Studi di Napoli)
  16. Filippo Burzio
  17. Andrea Caffi
  18. Alessandro Cagli (avvocato di Ancona)
  19. Piero Calamandrei (Università degli Studi di Firenze)
  20. Pietro Capasso (Università degli Studi di Napoli)
  21. Giulio Caprin
  22. Enrico Carrara
  23. Mario Chini
  24. Alberto Cianca
  25. Raffaele Ciasca (Università degli Studi di Messina)
  26. Ugo Coli (Università degli Studi di Firenze)
  27. Epicarmo Corbino (Università degli Studi di Firenze)
  28. Luigi Credaro
  29. Enrichetta Carafa Capecelatro (Accademia Pontaniana)
  30. Alessandro D'Atri (anarchico, giornalista di Foggia, direttore de "L'Italie Libre - Organe de la démocratie" settimanale politico di opposizione di Parigi)
  31. Gaetano De Sanctis (Università degli Studi di Torino)
  32. Francesco De Sarlo (Università degli Studi di Firenze)
  33. Francesco Degni (Università degli Studi di Napoli)
  34. Vincenzo Del Giudice (Università degli Studi di Firenze)
  35. Guido Della Valle (Università degli studi di Napoli)
  36. Agostino Diana (Università degli Studi di Pisa)
  37. Giuseppe Donati
  38. Mario Falco (Università degli Studi di Milano)
  39. Francesco Fancello
  40. Guido Ferrando (Università degli Studi di Firenze)
  41. Mario Ferrara
  42. Enrico Finzi (Istituto di Scienze Sociali di Firenze)
  43. Ugo Forti (Università degli Studi di Napoli)
  44. Umberto Galeota
  45. Giuseppe Gangale
  46. Panfilo Gentile
  47. Vincenzo Gerace
  48. Annibale Gilardoni
  49. Achille Giovine (Istituto Superiore Navale di Napoli)
  50. Augusto Graziani (Università degli Studi di Napoli)
  51. Mario Grieco (avvocato, scrittore di Napoli)
  52. Ezechiele Guardascione (pittore di Napoli)
  53. Gustavo Ingrosso (Università degli Studi di Napoli)
  54. Arturo Labriola
  55. Eustachio Paolo Lamanna (Università degli Studi di Firenze)
  56. Eugenia Vitali Lebrecht (Associazione Nazionale per la Donna)
  57. Arrigo Levasti (Biblioteca Filosofica di Firenze)
  58. Alessandro Levi (Università degli Studi di Parma)
  59. Ludovico Limentani (Università degli Studi di Firenze)
  60. Carlo Linati
  61. Luigi Lordi (Istituto Superiore di Commercio di Napoli)
  62. Giovanni Lorenzoni (Università degli Studi di Firenze)
  63. Aldobrandino Malvezzi de' Medici (Università degli Studi di Firenze)
  64. Augusto Mancini (Università degli Studi di Pisa)
  65. Carlo Maranelli (direttore dell'Istituto Superiore di Commercio di Napoli)
  66. Gherardo Marone
  67. Nello Martinelli (Università di Malta)
  68. Guido Martini (ex direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli)
  69. Salvatore Mastrogiovanni
  70. Giuseppe Melli (Università degli Studi di Firenze)
  71. Francesco Messineo (Università degli Studi di Macerata)
  72. Giovanni Miranda (Università degli Studi di Napoli)
  73. Pompeo Molmenti
  74. Eugenio Montale
  75. Giuseppe Montesano (Università degli Studi di Roma)
  76. Marino Moretti
  77. Gioacchino Nicoletti (Università degli Studi di Roma)[23]
  78. Adriano Nisco
  79. Pietro Paolo Trompeo (Università degli Studi di Roma)
  80. Novello Papafava di Carraresi (giornalista, scrittore di Padova)
  81. Ernesto Pascal (Università degli Studi di Napoli)
  82. Mario Pascal (Università degli Studi di Napoli)
  83. Giorgio Pasquali (Università degli Studi di Firenze)
  84. Alessandro Pellegrini (Federazione Italiana delle Biblioteche Popolari)
  85. Raffaello Piccoli (Università degli Studi di Napoli)
  86. Gaetano Pieraccini
  87. Mario Ponzio di San Sebastiano
  88. Eugenio Rignano
  89. Meuccio Ruini
  90. Alfredo Vittorio Russo (avvocato di Napoli, giornalista de "La Rivista del Mezzogiorno" di Napoli, ex Sindaco di Napoli)
  91. Enrico Ruta
  92. Cesare Sacerdoti (Università degli Studi di Pisa)
  93. Gaetano Salvemini (Università degli Studi di Firenze)
  94. Giuseppe Salvioli (Università degli Studi di Napoli)
  95. Michele Saponaro
  96. Emilio Scaglione (giornalista di Montenero di Bisaccia (CB), de "Il Mondo" di Roma)
  97. Paolo Scarfoglio (giornalista di Napoli, direttore de "Il Mattino" di Napoli)
  98. Domenico Schiappoli (Università degli Studi di Napoli)
  99. Pio Schinetti
  100. Michelangelo Schipa (Università degli Studi di Napoli)
  101. Pietro Silva
  102. Manfredi Siotto Pintore (Università degli Studi di Firenze)
  103. Enrico Somaré
  104. Adriano Tilgher
  105. Luigi Tonelli
  106. Vincenzo Torraca
  107. Silvio Trentini (Istituto Superiore di Commercio di Venezia)
  108. Giuseppe Valeri (Università degli Studi di Firenze)
  109. Vittorio Vettori
  110. Giovanni Vidari (Università degli Studi di Torino)
  111. Mario Vinciguerra
  112. Vito Volterra (Università degli Studi di Roma)
  113. Umberto Zanotti Bianco
  114. Adolfo Zerboglio
  115. Giuseppe Zippei (Università degli Studi di Roma)[24]
  116. Angelo Andrea Zottoli

22 maggio 1925

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Venerdì 22 maggio 1925 fu pubblicato un terzo elenco parziale[25] su:

  1. Filippo Abignente jr
  2. Vincenzo Ariola (Università degli Studi di Genova)
  3. Pietro Albertoni (Università degli Studi di Bologna)
  4. Sibilla Aleramo
  5. Luigi Armanni (Istituto Superiore di Commercio di Venezia)
  6. Carlo Avetta (Università degli Studi di Parma)
  7. Riccardo Bachi (Università degli Studi di Parma)
  8. Giuseppe Bagnera (Università degli Studi di Roma)
  9. Riccardo Balsamo Crivelli
  10. Giulio Battaglini (Università degli Studi di Pavia)
  11. Adriano Belli (Istituto Superiore di Commercio di Venezia)
  12. Giovanni Battista Belloni (Università degli Studi di Padova)
  13. Giovanni Bertacchi (Università degli Studi di Padova)
  14. Giulio Bisconcini (Università degli Studi di Roma)
  15. Giorgio Bosco (Istituto Superiore di Commercio di Napoli)
  16. Mario Bracci (Università degli Studi di Sassari)
  17. Costantino Bresciani Turroni (Università degli Studi di Genova)
  18. Ignazio Brunelli (Università degli Studi di Ferrara)
  19. Natale Busetto (Magistero Superiore di Napoli)
  20. Gennaro Calcagni (Università degli Studi di Padova)
  21. Vittorio Cannavina
  22. Luigi Capponago del Monte
  23. Santino Caramella
  24. Mario Carrara (Università degli Studi di Torino)
  25. Mario Casella (Università degli Studi di Firenze)
  26. Adolfo Cassiani Ingoni (Liceo Classico "Alessandro Volta" di Como)
  27. Guido Castelnuovo (Università degli Studi di Roma)
  28. Roberto Ceni (Istituto Superiore di Commercio di Trieste)
  29. Emidio Cesari
  30. Raffaele Chiarolanza (Università degli Studi di Napoli)
  31. Giulio Colajanni
  32. Francesco Coletti (Università degli Studi di Pavia)
  33. Michele Coppola (Università degli Studi di Napoli)
  34. Giovanni Costetti
  35. Giorgio Dal Piaz (Università degli Studi di Padova)
  36. Floriano Del Secolo
  37. Giuseppe Delogu (Università degli Studi di Genova)
  38. Carano Donvito
  39. Giorgio Errera (Università degli Studi di Pavia)
  40. Angelo Fraccacreta (Università degli Studi di Messina)
  41. Plinio Fraccaro (Università degli Studi di Pavia)
  42. Enrico Maria Fusco
  43. Attilio Gentili (Università degli Studi di Pisa)
  44. Giambattista Grassi Bertazzi (Università degli Studi di Catania)
  45. Benvenuto Griziotti (Università degli Studi di Pavia)
  46. Vittorio Gui (direttore d'orchestra, compositore di Roma)
  47. Erminio Iuvalta (Università degli Studi di Torino)
  48. Ferdinando Laghi (Università degli Studi di Parma)
  49. Ernesto Laura (Università degli Studi di Padova)
  50. Mary Lenardinis
  51. Adolfo Levi (Università degli Studi di Pavia)
  52. Beppo Levi (Università degli Studi di Parma)
  53. Giuseppe Levi (Università degli Studi di Torino)
  54. Tullio Levi Civita (Università degli Studi di Roma)
  55. Paola Lombroso
  56. Arrigo Lorenzi (Università degli Studi di Padova)
  57. Gino Luzzatti (Istituto Superiore di Commercio di Venezia)
  58. Edgardo Maddalena (Istituto Superiore Femminile di Magistero di Firenze)
  59. Efisio Mameli (Università degli Studi di Parma)
  60. Flaminio Mancaleoni (Università degli Studi di Sassari)
  61. Carlo Manes (Università degli Studi di Roma)
  62. Teodosio Marchi (Università degli Studi di Parma)
  63. Mariano Mareca (Università degli Studi di Pavia)
  64. Luisa Marinoni
  65. Piero Marrucchi
  66. Lavinia Mazzucchetti (Università degli Studi di Genova)
  67. Roberto Melchiorre (Università degli Studi di Modena)
  68. Silvio Giuseppe Mercati (Università degli Studi di Catania)
  69. Attilio Momigliano (Università degli Studi di Pisa)
  70. G. Montaini
  71. Giovanni Montanelli (Università degli Studi di Firenze)
  72. Assunto Mori (Istituto Superiore Femminile di Magistero di Roma)
  73. Benedetto Morpurgo (Università degli Studi di Torino)
  74. Gaetano Mosca (Università degli Studi di Roma)
  75. Alessandro Padoa
  76. Maurizio Padoa (Università degli Studi di Parma)
  77. Enzo Palmieri
  78. Ugo Enrico Paoli (Università degli Studi di Firenze)
  79. Carlo Pascal (Università degli Studi di Pavia)
  80. Gian Giacomo Perrando (Università degli Studi di Genova)
  81. Decio Pettoello (Università di Cambridge)
  82. V. Piranesi
  83. Giulio Pittarelli (Università degli Studi di Roma)
  84. Aldo Pontiroli
  85. Angelo Pugliese (Università degli Studi di Milano)
  86. Cesare Ranzoli (Università degli Studi di Genova)
  87. Giuseppe Rensi (Università degli Studi di Genova)
  88. Vincenzo Rivera (Università degli Studi di Bari)
  89. Giulio Emanuele Rizzo (Università degli Studi di Napoli)
  90. Pasquale Romano
  91. Luigi Rossi (Università degli Studi di Roma)
  92. Luigi Sabbatani (Università degli Studi di Padova)
  93. Luigi Sala (Università degli Studi di Pavia)
  94. Ireneo Sanesi (Università degli Studi di Pavia)
  95. Giuseppe Santoro (Università degli Studi di Napoli)
  96. Emanuele Sella (Università degli Studi di Genova)
  97. Francesco Severi (Università degli Studi di Roma)
  98. Raffaello Silvestrini (Università degli Studi di Perugia)
  99. Siro Solazzi (Università degli Studi di Pavia)
  100. Aldo Sorani
  101. Enrico Tedeschi (Università degli Studi di Padova)
  102. Nunzio Vaccalluzzo (Università degli Studi di Catania)
  103. Manara Valgimigli (Università degli Studi di Pisa)
  104. Natale Vianello
  105. Guido Zacchetti
  106. Giuseppe Zampini

Il testo del manifesto

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«Gl'intellettuali fascisti, riuniti in congresso a Bologna, hanno indirizzato un manifesto agl'intellettuali di tutte le nazioni per spiegare e difendere innanzi ad essi la politica del partito fascista.

Nell'accingersi a tanta impresa, quei volenterosi signori non debbono essersi rammentati di un consimile famoso manifesto, che, agli inizi della guerra europea, fu bandito al mondo dagl'intellettuali tedeschi; un manifesto che raccolse, allora, la riprovazione universale, e più tardi dai tedeschi stessi fu considerato un errore.

E, veramente, gl'intellettuali, ossia i cultori della scienza e dell'arte, se, come cittadini, esercitano il loro diritto e adempiono il loro dovere con l'iscriversi a un partito e fedelmente servirlo, come intellettuali hanno il solo dovere di attendere, con l'opera dell'indagine e della critica e le creazioni dell'arte, a innalzare parimenti tutti gli uomini e tutti i partiti a più alta sfera spirituale affinché con effetti sempre più benefici, combattano le lotte necessarie.

Varcare questi limiti dell'ufficio a loro assegnato, contaminare politica e letteratura, politica e scienza è un errore, che, quando poi si faccia, come in questo caso, per patrocinare deplorevoli violenze e prepotenze e la soppressione della libertà di stampa, non può dirsi nemmeno un errore generoso.

E non è nemmeno, quello degli intellettuali fascisti, un atto che risplende di molto delicato sentire verso la patria, i cui travagli non è lecito sottoporre al giudizio degli stranieri, incuranti (come, del resto, è naturale) di guardarli fuori dei diversi e particolari interessi politici delle proprie nazioni.

Nella sostanza, quella scrittura è un imparaticcio scolaresco, nel quale in ogni punto si notano confusioni dottrinali e mal filati raziocini; come dove si prende in iscambio l'atomismo di certe costruzioni della scienza politica del secolo decimottavo col liberalismo democratico del secolo decimonono, cioè l'antistorico e astratto e matematico democraticismo, con la concezione sommamente storica della libera gara e dell'avvicendarsi dei partiti al potere, onde, mercé l'opposizione, si attua quasi graduandolo, il progresso; o come dove, con facile riscaldamento retorico, si celebra la doverosa sottomissione degl'individui al tutto, quasi che sia in questione ciò, e non invece la capacità delle forme autoritarie a garantire il più efficace elevamento morale; o, ancora, dove si perfidia nel pericoloso indiscernimento tra istituti economici, quali sono i sindacati, ed istituti etici, quali sono le assemblee legislative, e si vagheggia l'unione o piuttosto la commistione dei due ordini, che riuscirebbe alla reciproca corruttela, o quanto meno, al reciproco impedirsi.

E lasciamo da parte le ormai note e arbitrarie interpretazioni e manipolazioni storiche. Ma il maltrattamento delle dottrine e della storia è cosa di poco conto, in quella scrittura, a paragone dell'abuso che si fa della parola "religione"; perché, a senso dei signori intellettuali fascisti, noi ora in Italia saremmo allietati da una guerra di religione, dalle gesta di un nuovo evangelo e di un nuovo apostolato contro una vecchia superstizione, che rilutta alla morte la quale, le sta sopra e alla quale dovrà pur acconciarsi; e ne recano a prova l'odio e il rancore che ardono, ora come non mai, tra italiani e italiani.

Chiamare contrasto di religione l'odio e il rancore che si accendono contro un partito che nega ai componenti degli altri partiti il carattere di italiani e li ingiuria stranieri, e in quell'atto stesso si pone esso agli occhi di quelli come straniero e oppressore, e introduce così nella vita della Patria i sentimenti e gli abiti che sono propri di altri conflitti; nobilitare col nome di religione il sospetto e l'animosità sparsi dappertutto, che hanno tolto persino ai giovani delle università l'antica e fidente fratellanza nei comuni e giovanili ideali, e li tengono gli uni contro gli altri in sembianti ostili; è cosa che suona, a dir vero, come un'assai lugubre facezia.

In che mai consisterebbe il nuovo evangelo, la nuova religione, la nuova fede, non si riesce a intendere dalle parole del verboso manifesto; e, d'altra parte, il fatto pratico, nella sua muta eloquenza, mostra allo spregiudicato osservatore un incoerente e bizzarro miscuglio di appelli all'autorità e di demagogismo, di proclamata riverenza alle leggi e di violazione delle leggi, di concetti ultramoderni e di vecchiumi muffiti, di atteggiamenti assolutistici e di tendenze bolsceviche, di miscredenza e di corteggiamenti alla Chiesa cattolica, di aborrimenti della cultura e di conati sterili verso una cultura priva delle sue premesse, di sdilinquimenti mistici e di cinismo.

E se anche taluni plausibili provvedimenti sono stati attuati o avviati dal governo presente, non è in essi nulla che possa vantarsi di un'originale impronta, tale da dare indizio di nuovo sistema politico che si denomini dal fascismo.

Per questa caotica e inafferrabile "religione" noi non ci sentiamo, dunque, di abbandonare la nostra vecchia fede: la fede che da due secoli e mezzo è stata l'anima dell'Italia che risorgeva, dell'Italia moderna; quella fede che si compose di amore alla verità, di aspirazione alla giustizia, di generoso senso umano e civile, di zelo per l'educazione intellettuale e morale, di sollecitudine per la libertà, forza e garanzia di ogni avanzamento.

Noi rivolgiamo gli occhi alle immagini degli uomini del Risorgimento, di coloro che per l'Italia operarono, patirono e morirono; e ci sembra di vederli offesi e turbati in volto alle parole che si pronunziano e agli atti che si compiono dai nostri avversari, e gravi e ammonitori a noi perché teniamo salda la loro bandiera.

La nostra fede non è un'escogitazione artificiosa ed astratta o un invasamento di cervello cagionato da mal certe o mal comprese teorie; ma è il possesso di una tradizione, diventata disposizione del sentimento, conformazione mentale o morale.

Ripetono gli intellettuali fascisti, nel loro manifesto, la trita frase che il Risorgimento d'Italia fu l'opera di una minoranza; ma non avvertono che in ciò appunto fu la debolezza della nostra costituzione politica e sociale; e anzi par quasi che si compiacciano della odierna per lo meno apparente indifferenza di gran parte dei cittadini d'Italia innanzi ai contrasti fra il fascismo e i suoi oppositori.

I liberali di tal cosa non si compiacquero mai, e si studiarono a tutto potere di venire chiamando sempre maggior numero di italiani alla vita pubblica; e in questo fu la precipua origine anche di qualcuno dei più disputati loro atti, come la largizione del suffragio universale.

Perfino il favore col quale venne accolto da molti liberali, nei primi tempi, il movimento fascista, ebbe tra i suoi sottintesi la speranza che, mercé di esso, nuove e fresche forze sarebbero entrate nella vita politica, forze di rinnovamento e (perché no?) anche forze conservatrici.

Ma non fu mai nei loro pensieri di mantenere nell'inerzia e nell'indifferenza il grosso della nazione, appoggiandone taluni bisogni materiali, perché sapevano che, a questo modo, avrebbero tradito le ragioni del Risorgimento italiano e ripigliato le male arti dei governi assolutistici o quetistici.

Anche oggi, né quell'asserita indifferenza e inerzia, né gl'inadempimenti che si frappongono alla libertà, c'inducono a disperare o a rassegnarci.

Quel che importa è che si sappia ciò che si vuole e che si voglia cosa d'intrinseca bontà. La presente lotta politica in Italia varrà, per ragioni di contrasto, a ravvivare e a fare intendere in modo più profondo e più concreto al nostro popolo il pregio degli ordinamenti e dei metodi liberali, e a farli amare con più consapevole affetto.

E forse un giorno, guardando serenamente al passato, si giudicherà che la prova che ora sosteniamo, aspra e dolorosa a noi, era uno stadio che l'Italia doveva percorrere per ringiovanire la sua vita nazionale, per compiere la sua educazione politica, per sentire in modo più severo i suoi doveri di popolo civile.»

L'Unione Intellettuale Italiana

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Manifesto dell'Unione Intellettuale Italiana pubblicato il 00.04.1925

Il 1º maggio 1925 l'Avanti!, giornale del Partito Socialista Italiano, riporta in un trafiletto in 1ª pagina in taglio basso[28], l'uscita del "Manifesto degli intellettuali liberali" in contrapposizione al "Manifesto degli intellettuali fascisti", criticando ambedue le posizioni. Nel trafiletto, però, indica anche la nascita di una 3ª aggregazione intellettuale: l'Unione Intellettuale Italiana, che aveva come scopo di: «al di fuori d'ogni fede religiosa, filosofica o politica, costanti relazioni e scambi tra i rappresentanti di qualsiasi forma d'attività o tendenza intellettuale, così dentro i confini d'ogni Nazione, come tra Nazioni diverse.», di cui il Comitato Fondatore era composto da:

  1. On. Luigi Luzzatti (Presidente);
  2. Dott. Antonio Rovini (Segretario);
  3. Sen. Salvatore Barzilai;
  4. Sen. Alberto Bergamini;
  5. Dott. Lauro De Bosis;
  6. Prof. Pietro Canonica;
  7. Sen. Giovanni Alfredo Cesareo;
  8. Sen. Alberto Dallolio;
  9. Prof. Federigo Enriques;
  10. Prof. Carlo Formichi;
  11. Duca Tommaso Gallarati Scotti;
  12. Cardinale Pietro Maffi;
  13. Sen. Luigi Mangiagalli;
  14. Sen. Guido Mazzoni[29];
  15. Sen. Pompeo Gherardo Molmenti;
  16. On. Vittorio Emanuele Orlando;
  17. On. Raffaele Paolucci;
  18. Luigi Pirandello;
  19. Prof. Aldo Pontremoli;
  20. Giuseppe Prezzolini
  21. Sen. Corrado Ricci;
  22. Sen. Francesco Ruffini;
  23. Conte Sen. Enrico San Martino Valperga;
  24. Prof. Luigi Valli;
  25. Sen. Vito Volterra.

L'Unione Intellettuale Italiana, aveva sede in Roma, come segretario prima il Dott. Antonio Rovini, poi Giovanni Tucci e come altri soci[30][31]:

mentre come Soci Onorari:

Un rinnovato appello a cento anni dal Manifesto di Croce

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A cento anni dalla pubblicazione del manifesto, il 1º maggio del 2025 l'associazione "Il Manifesto di Londra" ha promosso un nuovo manifesto nella forma di una lettera aperta contro il ritorno del fascismo per "raccogliere l’eredità del manifesto di Croce del 1925 e per opporsi alla deriva autoritaria che sta minacciando istituzioni democratiche, libertà intellettuale e diritti fondamentali in molte aree del mondo". Tra il 1º maggio e il 14 Giugno, la lettera ha raccolto l'adesione di oltre 400 intellettuali da oltre 30 Paesi del mondo, inclusi 31 vincitori del Premio Nobel Sir Richard J. Roberts, Leland Hartwell, Paul Nurse, Barry James Marshall, Craig C. Mello, Mario R. Capecchi, Jack W. Szostak, Edvard I. Moser, May-Britt Moser, Sir Peter J. Ratcliffe, Charles M. Rice, Harvey James Alter, Victor Ambros, Gary Ruvkun (Fisiologia o Medicina); Wolfgang Ketterle, Anthony James Leggett, John C. Mather, Brian P. Schmidt, François Englert, Michel Mayor, Takaaki Kajita, Giorgio Parisi, Pierre Agostini (Fisica); Jean-Pierre Sauvage, Joachim Frank (Chimica); Eric Maskin, Roger B. Myerson, Alvin E. Roth, Lars Peter Hansen, Sir Oliver Hart, Daron Acemoglu (Scienze Economiche); 11 vincitori del Johan Skytte Prize in scienze politiche, Arend Lijphart, Robert Keohane, Theda Skocpol, Rein Taagepera, Philippe Schmitter, Pippa Norris, Carole Pateman, Robert Axelrod, Jane Mansbridge, Peter J. Katzenstein, Martha Finnemore; 5 vincitori della medaglia Boltzmann, Joel Lebowitz, Elliott H. Lieb, Bernard Derrida, Giovanni Jona-Lasinio, Daan Frenkel, e molti altri intellettuali vincitori del Premio Brain, Médaille d'or du CNRS, Lasker Award, MacArthur Fellowship, Leontief Prize, Premio Pulitzer, Premio Holberg, e altri prestigiosi riconoscimenti per meriti scientifici, accademici e letterari.[32]

A dimostrazione della rinnovata urgenza di un appello a difesa della democrazia nel 2025, i promotori hanno invitato storici, filosofi e politologi tra i massimi esperti mondiali in tema di fascismo e democrazia. Tra coloro che hanno sottoscritto la lettera si distinguono David Bateman, Ruth Ben-Ghiat, Seyla Benhabib, Giovanni De Luna, John S. Dryzek, Steven Friedman, Mia Fuller, Manuel Antonio Garretón, Daniel Innerarity, Zehra F. Kabasakal Arat, John Keane, Claudia Koonz, Steven Levitsky, Nancy MacLean, Andrea Mammone, Achille Mbembe, Gianfranco Pasquino, Timothy Snyder, Marla Stone, Jason Stanley, Maria Hermínia Tavares de Almeida, Nadia Urbinati, Ananya Vajpeyi, Lucan Ahmad Way, a parte i già menzionati politologi vincitori del premio Joahn Skytte.

Come accadde nel 1925, la rinnovata lettera contro il fascismo è stata pubblicata nello stesso giorno su più testate giornalistiche, in questo caso tradotta in francese, inglese, italiano, portoghese, spagnolo, tedesco e turco, a partire dalle ore 12 UTC del 13 Giugno 2025, in modo da consentire la pubblicazione in cartaceo il 14 Giugno su tutti i fusi orari. La data del 14 giugno è stata scelta per la concomitante parata militare voluta dal presidente USA Trump per celebrare il proprio compleanno. Il testo intero o articoli con riferimenti al testo sono apparsi in Argentina (Clarín[33]), Australia (Australian Financial Review[34]), Brasile (Folha de S.Paulo[35]), Francia (Libération[36]), Germania (Frankfurter Allgemeine Zeitung[37]), Italia (Domani[38], Repubblica[39]), India (Scroll.in[40], The Wire[41]), Turchia (Bianet[42], Gazete Oksijen[43], T24[44]), Regno Unito (Guardian[45]), Stati Uniti (Washington Post[46]; Time[47]). A seguito della pubblicazione, la sottoscrizione della lettera è stata aperta al pubblico, permettendo di raggiungere circa 8000 firme ad un mese dalla pubblicazione.

  1. Salvatore Guglielmino, Hermann Grosser, Il sistema letterario. Guida alla storia letteraria e all'analisi testuale: Novecento; cit. p. 347, Casa Editrice G. Principato S.p.A., 1989.
  2. Salvatore Guglielmino, Hermann Grosser, op. cit. p. 350.
  3. Carteggio Croce-Amendola, Istituto italiano per gli studi storici, Napoli, 1982.
  4. Giovanni Gentile, Benedetto Croce, I Manifesti degli intellettuali fascisti e antifascisti, prefazione di A. Cazzullo, Passigli, Firenze 2024, pp. 59-75
  5. Il Popolo del 1925 col manifesto antifascista: ritrovata l'unica copia (JPG), su senato.it. URL consultato il 22 gennaio 2018.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Il firmamento: appelli e dichiarazioni collettive, Harvard University, p. 737 (PDF), su isites.harvard.edu.
  7. Manifesto degli intellettuali fascisti e Manifesto degli intellettuali antifascisti, maat.it
  8. Professore di scienza delle finanze nell'università di Pisa. Vedi, su treccani.it.
  9. Successivamente insignito del "Premio Mussolini" dell'Accademia d'Italia del 1936 nella categoria "Lettere"
  10. Professore di introduzione alle scienze giuridiche e istituzioni di diritto civile all'università di Napoli. Vedi DE RUGGIERO, Roberto - Enciclopedia - Treccani
  11. Luigi Einaudi su Dizionario di economia e finanza Treccani, su treccani.it.
  12. Piero Treves, «Ferrero, Guglielmo» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 47, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1997.
  13. Professore di storia della medicina all'università di Milano. Vedi, su treccani.it.
  14. 1 2 3 4 Fu uno dei soli quattro originari firmatari della Replica a rifiutarsi di prestare il giuramento di fedeltà al fascismo nel 1931, venendo per questo allontanato dall'insegnamento.
  15. Nominato nell'Accademia d'Italia dal 1928
  16. RICCHIERI, Giuseppe - Enciclopedia - Treccani Ordinario di geografia all'Accademia scientifica-letteraria di Milano.
  17. Professore di ostetricia all'Università di Roma.
  18. La sottomissione dei chierici, su leparoleelecose.it.
  19. Professore di storia greca e romana all'Università di Bologna., su treccani.it.
  20. Professore di filosofia morale all'Università di Bologna.
  21. Professore di filosofia teoretica all'Università di Pavia., su treccani.it.
  22. 2º Elenco dei firmatari pubblicato su «Il Giornale d'Italia» del 10 maggio 1925 in «Le adesioni al manifesto della "intelligenza liberale"». L'elenco fu pubblicato nella stessa data anche da «il Mondo».
  23. Biografia di Gioacchino Niceletti., su perugiatoday.it.
  24. Biografia di Giuseppe Zippei, Docente di Storia Moderna, insignito della Decorazione di IV Classe dell'Ordine del Tesoro Sacro del Giappone.
  25. 3º Elenco dei firmatari pubblicato su «Il Giornale d'Italia» del 22 maggio 1925 in «Le adesioni al manifesto dell'Intelligenza liberale». L'elenco fu pubblicato nella stessa data anche da «Il Mondo».
  26. citato in: Emilio Raffaele Papa, Storia di due manifesti: il fascismo e la cultura italiana, Milano, Feltrinelli, 1958
  27. Testo consultabile del Manifesto (PDF), su ousia.it.
  28. "Gl'intellettuali", Avanti! giornale del Partito Socialista, nº 103 del 1º maggio 1925
  29. Guido Mazzoni nell'Elenco dei Senatori del Senato.
  30. "L'Italia che scrive - Rassegna per coloro che leggono - Supplemento mensile a tutti i periodici", Anno VIII, nº 6, giugno 1925, Roma, p. 127.
  31. Francesco Protonotari (curatore), "Nuova Antologia", Voll. 329-330, Direzione della Nuova Antologia, Roma, 1927, p. 497, Vol. CCLI, Serie VII, 16 febbraio, p. 32.
  32. (EN) Home, su Open Letter Against the rise of Fascism in 2025. URL consultato il 21 luglio 2025.
  33. (ES) Redacción Clarín, Un siglo después: una nueva carta abierta contra el regreso del fascismo, su Clarín, 14 giugno 2025. URL consultato il 21 luglio 2025.
  34. (EN) Nobel laureates issue stark warning on fascism in open letter, su Australian Financial Review, 13 giugno 2025. URL consultato il 21 luglio 2025.
  35. (PT) Nobéis assinam carta em defesa da democracia e da liberdade acadêmica, su Folha de S.Paulo, 13 giugno 2025. URL consultato il 21 luglio 2025.
  36. (FR) Un collectif de plus de 400 intellectuels et scientifiques de renommée mondiale, dont 31 lauréats du prix Nobel, 11 lauréats du prix Johan-Skytte, des lauréats du prix Pulitzer, des médaillés du CNRS, 400 intellectuels internationaux signent un manifeste contre le fascisme : «Nous appelons toutes celles et ceux qui croient en la démocratie à agir», su Libération. URL consultato il 21 luglio 2025.
  37. (DE) Ein Manifest gegen die Rückkehr des Faschismus, su FAZ.NET, 13 giugno 2025. URL consultato il 21 luglio 2025.
  38. Un secolo dopo: una nuova lettera aperta contro il ritorno del fascismo, su www.editorialedomani.it. URL consultato il 21 luglio 2025.
  39. L’appello. “Parta dagli atenei la nuova resistenza ai fascismi di oggi”, su la Repubblica, 12 giugno 2025. URL consultato il 21 luglio 2025.
  40. (EN) stopreturnfascism.org, A century later: A renewed open letter against the return of fascism, su Scroll.in, 14 giugno 2025. URL consultato il 21 luglio 2025.
  41. (EN) 'Renewed Declaration of Defiance': 31 Nobel Laureates, 400 Academics Write Against Fascism's Return, su The Wire. URL consultato il 21 luglio 2025.
  42. (TR) Bir asır sonra: Faşizmin geri dönüşüne karşı yenilenmiş açık mektup, su bianet.org. URL consultato il 21 luglio 2025.
  43. (TR) Gazete Oksijen, 100 yıl sonra 422 aydından dünyaya açık mektup: Faşizmi durdurun, su https://gazeteoksijen.com/dunya/100-yil-sonra-422-aydindan-dunyaya-acik-mektup-fasizmi-durdurun-244272, 14 giugno 2025. URL consultato il 21 luglio 2025.
  44. (TR) 422 aydından çağrı | Bir asır sonra: Faşizmin geri dönüşüne karşı yenilenmiş açık mektup, su T24. URL consultato il 21 luglio 2025.
  45. (EN) We are Nobel laureates, scientists, writers and artists. The threat of fascism is back, in The Guardian, 13 giugno 2025. URL consultato il 21 luglio 2025.
  46. (EN) Fearing Trump, academics worldwide issue anti-fascist manifesto, in The Washington Post, 13 giugno 2025. URL consultato il 21 luglio 2025.
  47. (EN) Elisa Manfredini, Andrea Acquistapace, 31 Nobel Laureates Warn: The Signs of Fascism are Here, su TIME, 14 giugno 2025. URL consultato il 21 luglio 2025.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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