Giorgio Pressburger

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giorgio Pressburger nel 2001

Giorgio Pressburger (Budapest, 21 aprile 1937Trieste, 5 ottobre 2017) è stato un regista, scrittore e drammaturgo ungherese naturalizzato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio Pressburger nel 1975

Giorgio Pressburger è nato a Budapest da genitori ebrei, originari di Bratislava (Pressburg in tedesco).[1] Era imparentato alla lontana con Karl Marx, Heinrich Heine ed Edmund Husserl.[2]

Il rapporto con il fratello gemello Nicola, morto nel 1986, lo segnò in maniera indelebile. In una nota per l’Autodizionario degli scrittori italiani di Felice Piemontese, del 1989, scriveva: «Nicola e Giorgio Pressburger, fratelli gemelli, sono scrittori italiani di madrelingua ungherese. Sono nati a Budapest nel 1937».[3]

Durante la seconda guerra mondiale la famiglia Pressburger riuscì a sfuggire alla sterminio nazista. Giorgio, Nicola e la sorella superarono l'assedio e la liberazione di Budapest da parte dell'Armata Rossa nascosti nel sotterraneo della sinagoga.[4]

A 19 anni, in seguito all'invasione sovietica successiva alla rivoluzione ungherese del 1956, la famiglia Pressburger abbandona Budapest per rifugiarsi rocambolescamente prima a Vienna e poi in Italia.[2] Nicola è a Parma, dove studia giurisprudenza per poi dedicarsi al giornalismo economico a Milano. Giorgio è a Roma, dove studia scienze biologiche all’Università e teatro all’Accademia d’arte drammatica.[3] Lì ottiene un sussidio mensile e stringe amicizia con Alberto Moravia e Dacia Maraini, oltre che con l'allora funzionario RAI Andrea Camilleri.[5] In quegli anni è autore di testi per la televisione, la radio e il teatro, inclusa la trasposizione del celebre romanzo Danubio di Claudio Magris.[6]

Dal 1975 sceglierà come città di residenza Trieste, “città letteraria sotto la bruma dei ricordi”, per ritornare più vicino alla sua Mitteleuropa natale.[6]

Poliglotta (parlava italiano, ungherese, tedesco, francese, inglese, russo e sloveno), Pressburger è stato una delle figure più rappresentative del panorama culturale italiano e internazionale, attivo ai massimi livelli in molteplici campi. Ha lavorato nel giornalismo (collabora alle pagine culturali dei quotidiani Corriere della Sera e Avvenire, e con le riviste letterarie Indice, Paragone, Granta e Panta) e per la televisione, è stato autore e traduttore di testi teatrali (dall’ungherese e dal tedesco), regista di radio e di teatro (anche di opera e di operetta) ha diretto lungo e cortometraggi e insegnato in accademie e università. Per le sue opere ha ricevuto innumerevoli premi.[7]

Il suo primo romanzo, pubblicato nel 1986 assieme al fratello Nicola, è intitolato Storie dell'Ottavo Distretto e dedicato al quartiere ebraico di Budapest in cui era cresciuto. Il secondo romanzo dei fratelli Pressburger, L'elefante verde, di nuovo ambientato nella Budapest ebraica, viene scritto a quattro mani nel 1982-83 e pubblicato nel 1988, dopo la morte del fratello Nicola. I due libri stupiscono tanto per le atmosfere "insieme mitiche e abbiette, dal grande respiro mitteleuropeo" quanto per la "prosa disadorna, anche cruda, eppure fortemente lirica, un realismo dalle perturbanti accensioni metafisiche".[3]

Nel 1990, da poco caduto il muro, riesce a convincere l'allora ministro degli esteri Gianni De Michelis a investire in un festival culturale mitteleuropeo nell'ambito dell'iniziativa pentagonale.[8] Pressburger è ideatore e direttore artistico dal 1991 al 2003 dell'annuale "Mittelfest" di Cividale del Friuli, festival di danza, musica e teatro di diciassette nazioni dell'Europa centrale e dei Balcani, che presenta ogni anno nell'arco di 10-15 giorni un'ampia rassegna di eventi teatrali e musicali. Il primo anno l'Ungheria è stata ospite d'onore, e la Medea Magiara di Árpád Göncz è stata recitata in cinque lingue contemporaneamente, da cinque compagnie teatrali di altrettanti Paesi, alla presenza dei capi di stato di Ungheria, Italia e Slovenia.[9]

Per la RAI nel 1993 ha ideato un ciclo di 16 opere musicali nuove commissionate a 16 compositori italiani dell'ultima generazione con i rispettivi testi scritti, per l'occasione, da altrettanti scrittori. Produzioni della RAI e delle Case editrici Ricordi, Suvini-Zerboni, Edipan (1993-1994).

Pressburger ha svolto anche attività istituzionale come assessore del comune di Spoleto dal 1995 al 1998; nel 2001 ha ricevuto il premio Città di Spoleto.

Nel 1998 è stato nominato dal Ministro degli Affari Esteri, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Budapest per un biennio, poi rinnovato sino al 2002. Tra gli eventi da lui patrocinati: introduzione del "Concerto Italiano di Capodanno" con l'orchestra di Santa Cecilia nel 2000, del Teatro Verdi di Trieste nel 2001, della Festival Orchestra Nazionale Ungherese nel 2002, con la direzione di Zoltán Peskó; celebrazione di Giacomo Leopardi nel duecentesimo anno dalla nascita, eventi e mostre dedicate a grandi maestri italiani (Alberto Savinio, Massimo Campigli ecc.), al design, all'architettura (Aldo Rossi), alla moda italiana; Giornata delle poesia con la partecipazioni di poeti da tutto il mondo; organizzazione e produzione di opere musicali quali Partita a pugni di Vieri Tosatti, Il prigioniero' di Luigi Dallapiccola, I Rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari, Budapest 2000. Ideazione e produzione con contributi italo-ungheresi (Ministero Esteri Italiano e Ministero Beni Culturali Ungherese) dello spettacolo di danza Viva Verdi (2001).

Per le strade, i palcoscenici e le osterie il pubblico italiano ha potuto incontrare Georg Tabori e Tamas Ascher, Peter Esterhazy e Claudio Magris, Jiri Menzel e Otomar Krejca, Krysztof Zanussi e Kristian Lupa e Biljana Srbrjlianovic. Fu un’invenzione geniale, mai eguagliata nella festivalogia pretestuosa dilagata ora in Italia. E non sarà l’unico motivo per cui Pressburger verrà ricordato a lungo.

Dal 1999 al 2002 è stato nominato dal Ministro degli Affari Culturali membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione del Gran Teatro La Fenice di Venezia.

Ideatore e direttore artistico del Castel Teatro Festival, promosso nel 2007 dalla Provincia di Trieste, e che prosegue nell'estate 2008 e che coinvolge tutte le istituzioni teatrali del territorio della Provincia e si estende anche alla Slovenia, e prevede anche l'invito di compagnie di teatro e di danza internazionali.

Nel marzo 2008 riceve dal Ministro della Cultura ungherese l'incarico di Presidente del Consiglio Artistico per la ideazione e realizzazione degli eventi per PECS2010 Capitale europea della cultura.

Nell'aprile del 2009 accetta la candidatura, per l'Italia dei Valori, alle elezioni Europee del 7 giugno 2009, pur senza venire eletto - un'esperienza politica "brevissima" che in seguito reputerà "una delusione"[6]. Nel 2010 gli è stato assegnato il premio Alabarda d'oro alla carriera per la letteratura.

Nel 2013 gli è stato dedicato un film documentario dal titolo Messaggio per il secolo, prodotto e diretto da Mauro Caputo.

Nel 2014 da una sua raccolta di racconti è nato il film L'orologio di Monaco presentato al Festival Internazionale del Film di Roma e nel 2016 da un suo romanzo, il film Il profumo del tempo delle favole presentato alla 73ª Mostra del Cinema di Venezia per le Giornate degli Autori-Venice days, entrambi diretti da Mauro Caputo, dove Pressburger è anche voce narrante e protagonista.

Insegnamento[modifica | modifica wikitesto]

  • Dal 1968 al 1976 insegna Regia e Recitazione all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Roma.
  • Corsi e seminari all'Università di Lecce presso la cattedra di Storia del Teatro (1971), e all'Università di Roma (1974), e all'Istituto Nazionale del Dramma Antico (1993-1994-1995).
  • Nel 1985 tiene un corso di recitazione all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Roma.
  • Nel 1993 insegna recitazione nella Scuola di Teatro di Palmi, su progetto CEE.
  • Nel 1993-1994-1995 tiene tre seminari annuali di Recitazione Corale all'Istituto Nazionale di Dramma Antico di Siracusa.
  • Negli anni accademici 2000/2001 e 2001/2002 insegna Drammaturgia al Dipartimento di Letteratura Comparata dell'Università di Seghedino. Il testo delle lezioni del primo anno è stato pubblicato in edizione bilingue dall'Università.
  • Dal 2002 al 2008 insegna Storia del Teatro e dello Spettacolo nonché Scrittura Radiofonica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Udine, nel quarto anno accademico tiene anche un Laboratorio di messa in scena presso la Facoltà di Scienze della Formazione della stessa università.
  • Nel 2004 tiene un seminario sul tema della Diffusione della Cultura Italiana all'Estero al Master in Management Culturale Internazionale – III edizione, presso il Centro di Formazione Permanente dell'Università di Genova con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri Italiano. Lo stesso anno riceve la Laurea honoris causa in Scienze Umanistiche dall'Università di Seghedino.
  • Nel 2005 è Visiting Professor all'Università di Cambridge, Dipartimento di italiano (primo semestre), poi tiene un Master in Progettazione Economia e Gestione di Eventi dello Spettacolo all'Università di Udine.
  • Nel 2008 insegna Recitazione all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Roma.
  • Nel 2009 tiene un Corso di Regia all'accademia d'Arte drammatica "Paolo Grassi" di Milano.
  • Nel 2009 tiene la "lectio magistralis" di apertura dell'anno accademico della facoltà di Architettura di Bologna – sezione distaccata di Cesena "Aldo Rossi".

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Radiotelevisione[modifica | modifica wikitesto]

Elaborazione e stesura originali radiofonici e televisivi
Regie radiofoniche

Tra il 1962 e il 1971 cura la regia di circa venti produzioni, scrive quattro testi e con tre di essi:

  • Giochi di fanciulli (1970)
  • La torre di Babele (1971)
  • Missione compiuta (1973)

partecipa al Prix Italia.

Le produzioni radiofoniche di quegli anni sono caratterizzate anche da esperimenti di linguaggio e musica elettronica. Tra le molte:

Regie televisive
Premi
  • Premio Italia 1970 - sez. Radiostereofonia con Giochi di fanciulli
  • Premio Italia 1972 - sez. Musicale con Ages
  • Premio Italia 1975 - sez. Musicale con Diario immaginario
  • Premio ProMusica 1975 (Ungheria) - per Aimez-vous Bach
  • Premio Italia 1988 - per l'ecologia con In principio

Teatro di prosa[modifica | modifica wikitesto]

Pressburger è inoltre autore di testi teatrali, dei quali cura anche la regia:

  • Esecuzione (1962, Premio IDI, Istituto del Dramma Italiano)
  • La parabola (1972)
  • La partita (1974, Premio Pirandello)
  • Eroe di scena, fantasma d'amore (1986)
  • Le tre madri (1995, Premio Flaiano)
  • Messaggio per il secolo (1997, Premio Riccione)
  • Il rabbino di Venezia (2001, menzione speciale al Premio Riccione)

Ha inoltre avuto il "Premio Salvo Randone" alla carriera nel 2007.

Traduzione di testi teatrali
Regie teatrali

Teatro lirico[modifica | modifica wikitesto]

Opere e operette
  • La libellula di Pavle Merkù (Teatro Verdi di Trieste, 1976)
  • La donna senz'ombra di Richard Strauss (Teatro La Fenice, 1977)
  • Sancta Susanna di Paul Hindemith (Opera di Roma, 1978)
  • Il castello di Barbablù di Béla Bartók (Teatro alla Scala di Milano, 1978)
  • Le Grand Macabre di György Ligeti (Teatro Comunale di Bologna, 1979)
  • Il flauto magico di Mozart (Teatro La Fenice, 1980)
  • Netzwerk di Friederich Cerha (Theater an der Wien, Vienna, 1981)
  • Vittoria ed il suo Ussaro di Paul Abraham (Teatro Verdi di Trieste, 1983)
  • Atem di Franco Donatoni (Teatro alla Scala di Milano, 1985)
  • La Bajadera di Emmerich Kálmán (Teatro Verdi di Trieste, 1985)
  • Macbeth di Giuseppe Verdi (Teatro dell'Opera di Roma, 1987)
  • La dama di picche di Pëtr Il'ič Čajkovskij (Teatro Verdi di Trieste, 1988)
  • Pipistrello di Johann Strauss (Spoleto, 1990)
  • Elektra di Richard Strauss (Teatro Antico di Taormina, 1992)
  • Carmen di Georges Bizet (Spoleto, 1993)
  • Il castello di Barbablù di Béla Bartók (Mittelfest, 1995)
  • L'inganno felice di Gioachino Rossini e Perso per perso di Guido Baggiani (Teatro Comunale di Firenze, 1996)
  • Il segreto di Susanna di Ermanno Wolf-Ferrari e Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni (Lirico Sperimentale Spoleto, 2001)
  • L'occasione fa il ladro di Gioachino Rossini (Mittelfest, 2003)
  • Satyricon di Bruno Maderna (Mittelfest, 2003)
  • L'italiana in Algeri di Gioachino Rossini (Spoleto, 2004)
  • Satyricon di Bruno Maderna (Filarmonica Romana, 2006)
  • Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (Spoleto 2006)
  • Il pipistrello di Johann Strauss (Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, 2007)
  • Satyricon di Bruno Maderna (Verona Contemporanea, 2007 - Teatri a Teatro, Trieste, 2007)
  • Pietra, melologo su testo di Pressburger e musica di Carlo Pedini (Lirico Sperimentale di Spoleto, 2007)
  • Œdipus Rex di Igor Stravinskij (Teatro Romano, rinviato al Kulturni Dom, Trieste, 2008)[1]
  • La libellula di Pavle Merkù (Teatro Verdi, Trieste, 1976)

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Regie
Cortometraggi
  • Il Galata Morente (1988)
  • Stamira (1990)
  • Un giorno senza telefono, SIP (1993)
  • Flusso di coscienza - Razzismo 1993 (1993)
Premi
  • Premio FIPRESCI al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián (1982)
  • Globo d'oro 1982 migliore regia per il film Calderón
  • Premio Speciale Stampa Estera concorso Confindustria 1990, per il film pubblicitario Galata Morente
  • Premio Speciale della Giuria "Pier Paolo Pasolini" per Flusso di coscienza (1993)
  • Premio Alabarda d'Oro 2010
  • Nastro D'Argento Speciale alla carriera 2017

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi, racconti, saggi
  • Storie dell'ottavo distretto (con Nicola Pressburger), ed. Marietti, 1986, ed. Einaudi, 2000 (Premio Opera Prima "Città di Jesolo" 1986)
  • La legge degli spazi bianchi, ed. Marietti, 1989, ed. BUR Rizzoli, 1999 (finalista al Premio Viareggio 1989, Premio Selezione Campiello 1989 e Premio Basilicata 1989)
  • L'elefante verde (con Nicola Pressburger), ed. Marietti, 1986, ed. Einaudi, 2002 (finalista al Premio Viareggio 1988)
  • Il sussurro della grande voce, ed. Rizzoli, 1990 (Premio San Vidal 1991)
  • La coscienza sensibile, ed. Rizzoli, 1992 (Premio Pozzale Luigi Russo 1992 e Premio Stefanelli di Caserta 1993)
  • Denti e spie, ed. Rizzoli, 1993 (Premio Nazionale Letterario Pisa 1994)
  • I due gemelli, ed. Rizzoli, 1996 (finalista Premio Viareggio 1996)
  • La neve e la colpa, ed. Einaudi, 1998 (Premio Viareggio 1998)
  • Di vento e di fuoco, ed. Einaudi, 2000
  • L'orologio di Monaco, ed. Einaudi, 2003 (Premio Elsa Morante 2003, Città di Gaeta 2003, Frontino Montefeltro 2003, Rhegium Julii 2003, Premio Mondello 2003)
  • Sulla fede, ed. Einaudi, 2004
  • Nel regno oscuro, ed. Bompiani, 2008
  • Storia umana e inumana, ed. Bompiani, 2013
  • Racconti triestini, ed. Marsilio, 2015 (Premio Montà d’Alba 2016)
  • Don Ponzio Capodoglio, ed. Marsilio, 2017

I suoi libri sono tradotti in ungherese, francese, inglese, spagnolo, tedesco, olandese, ceco, giapponese. Ha inoltre vinto il Premio Alabarda d'oro 2010 alla carriera per la letteratura.

Premi
  • Finalista al premio Viareggio 1989
  • Premio Selezione Campiello 1989
  • Premio Basilicata 1989 per La legge degli spazi bianchi
  • Premio San Vidal 1991 per Il sussurro della grande voce
  • Premio Pozzale Luigi Russo
  • Premio Città di Empoli 1992
  • Premio Stefanelli di Caserta 1993 per La coscienza sensibile
  • Premio Nazionale Letterario Pisa per Denti e spie (1994).
  • Finalista premio Viareggio (1996) per I due gemelli.
  • Premio Viareggio 1998 per La neve e la colpa
  • Premio Elsa Morante 2003
  • Premio Città di Gaeta 2003
  • Premio Frontino Montefeltro 2003
  • Premio Rhegium Julii 2003
  • Premio Mondello 2003 per L'orologio di Monaco
  • Premio Montà d’Alba 2016 per Racconti triestini

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore al merito della Repubblica Italiana
— 2002
Croce di Ufficiale al Merito della Repubblica Ungherese (A Magyar Köztársasági Érdemrend tisztikeresztje) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ufficiale al Merito della Repubblica Ungherese (A Magyar Köztársasági Érdemrend tisztikeresztje)
— 2002
Gran Decorazione d'Onore in Oro  della Repubblica Austriaca (Grosses Goldenes Ehrenzeichen - Gran Commendatore di I Classe) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Decorazione d'Onore in Oro della Repubblica Austriaca (Grosses Goldenes Ehrenzeichen - Gran Commendatore di I Classe)
— 2002

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Stampa
  2. ^ a b Ernesto Ferrero, Pressburger, l'ultimo mitteleuropeo, La Stampa, 6 ottobre 2017
  3. ^ a b c Morto Giorgio Pressburger, sguardo dolce e inquieto, Corriere della Sera
  4. ^ Il Piccolo
  5. ^ Giorgio Pressburger, A lezione dal mio maestro Camilleri, Corriere della Sera, 8 luglio 2017
  6. ^ a b c Il Fatto Quotidiano
  7. ^ Claudia Leporatti, ITL Group
  8. ^ Gianfranco Capitta, Una voce fantasiosa sul palco del Mittelfesto, il manifesto, 6 ottobre 2017
  9. ^ ANSA

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Giorgio Pressburger, su Internet Movie Database, IMDb.com. Modifica su Wikidata

Controllo di autorità VIAF: (EN113440476 · LCCN: (ENnr90008252 · SBN: IT\ICCU\CFIV\112391 · ISNI: (EN0000 0001 2148 2000 · GND: (DE119494167 · BNF: (FRcb12123949k (data)