Orio Vergani

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Orio Vergani

Orio Vergani (Milano, 6 febbraio 1898Milano, 6 aprile 1960) è stato un giornalista, fotografo e scrittore italiano, considerato il primo fotoreporter italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Anni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Si considerava "figlio d'arte" in quanto le professioni della sua famiglia da oltre cento anni erano legate a letteratura, giornalismo e teatro: i fratelli maggiori della madre erano Vittorio Podrecca, fondatore del «Teatro dei Piccoli», e Guido Podrecca, deputato socialista e fondatore del settimanale satirico L'Asino. La sorella, Vera Vergani, fu la prima interprete assoluta dei Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello.

Nato a Milano in via Petrarca, dai sei anni ai sedici Vergani visse presso il prozio Vittorio. Trascorse l'adolescenza tra Chioggia, Sansepolcro, Viterbo e Colorno. A 15 anni pubblicò la sua prima novella, apparsa sulla rivista Il secolo XX, supplemento del Secolo diretto da Pio Schinetti[1]. Nel 1923 debuttò come attore al Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia con Un vigliacco[2].

Interrotti gli studi universitari, si trasferì a Roma, dove conobbe Federigo Tozzi, di cui diventò amico. Luigi Pirandello lesse i suoi racconti e lo considerò il più promettente dei suoi discepoli.

Carriera giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Collaboratore del quotidiano romano L'Idea Nazionale, a soli 26 anni Vergani fu chiamato da Ugo Ojetti al Corriere della Sera come inviato speciale della Terza pagina. Lavorò nel maggiore quotidiano italiano per 34 anni, coprendo con i suoi articoli la pagina politica, la terza pagina e la pagina sportiva.

Orio Vergani divenne celebre nel giornalismo sportivo come inviato al seguito di ben 25 «Giri d'Italia» e di altrettanti «Tour de France». Con il suo talento letterario portò ai massimi livelli la ritrattistica dei campioni dello sport. Esemplari i pezzi su Alfredo Binda, campione della sua generazione.

È oggi considerato il «maestro del giornalismo sportivo»[3]. Gianni Brera e Bruno Raschi appresero la sua altissima lezione[3].

Orio Vergani è considerato il primo fotoreporter italiano. Dal suo lavoro di inviato all'estero ha tratto ispirazione per numerosi libri fotografici: 45° all'ombra, Treves, Milano 1935 (con 106 fotografie); Sotto i cieli d'Africa, Treves, Milano 1936 (con 100 fotografie); Riva africana, Hoepli, Milano 1937 (con 96 tavole fuori testo da fotografie dell'autore); La via nera. Viaggio in Etiopia da Massaua a Mogadiscio, Treves, Milano 1938.

Dopo la fine della Repubblica sociale italiana fu, in pratica, l'unico epurato del «Corriere». Gaetano Afeltra, ex collega di via Solferino, riuscì a riassumerlo un anno dopo al quotidiano del pomeriggio «Milano-Sera» (si stampava nella stessa tipografia del Corriere). Finalmente la sua firma riapparve sul «Corriere della Sera» il 19 settembre 1946[2].

Nel 1953 fondò a Milano l'«Accademia Italiana della Cucina».

Morì al tavolo di lavoro all'alba del 6 aprile 1960.

Attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Orio Vergani con Maria Callas.

All'attività di giornalista (si calcola che abbia scritto più di 20.000 articoli) Vergani accompagnò sempre quella, più mediata, letteraria. La sua fu una narrativa di assorti e angosciati sentimenti umani.

A 20 anni Vergani pubblicò il suo primo libro di novelle, Acqua alla gola, mentre già svolgeva un'intensa attività giornalistica al quotidiano romano La Tribuna, a Il messaggero della domenica ed a L'Idea Nazionale.

Dopo aver pubblicato Soste del capogiro e Fantocci del carosello immobile, scrisse nel 1928, non ancora trentenne, il romanzo Io, povero negro e subito dopo le novelle di Domenica al mare (1931). Nella narrativa rimase fedele al naturalismo, dopo la giovane esperienza nel realismo magico.

Ma Vergani è stato anche tra i primi scrittori italiani a interessarsi di arti "nuove" come il jazz, il cinema, la coreografia.
Ha fondato il premio Bagutta che, per anzianità, è il primo premio letterario italiano.
Ha avuto due figli, Guido e Leonardo, anch'essi giornalisti[2].

Scrittura per il teatro e la radio[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Orio Vergani ha vinto:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Formalmente il direttore del Secolo era all'epoca l'industriale Giuseppe Pontremoli. Schinetti aveva la carica di redattore capo con funzioni direttive.
  2. ^ a b c Oreste Del Buono, Amici. Amici degli amici. Maestri..., Baldini&Castoldi, Milano 1994, pp. 141-146.
  3. ^ a b Avvenire, 3 maggio 2009.
  4. ^ Premio letterario Viareggio-Rèpaci, su premioletterarioviareggiorepaci.it. URL consultato il 9 agosto 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Addio a Orio Vergani, "Il Dramma", n. 284, maggio 1960, pp. 5-12

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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