Antonia Arslan

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Antonia Arslan

Antonia Arslan (in armeno Անտոնիա Արսլան) (Padova, 1938) è una scrittrice, traduttrice e accademica italiana con origini armene.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Prima di cinque figli, nasce a Padova nel 1938 da Michele Arslan, medico nato anch'esso a Padova da padre armeno e madre italiana e da (Maria) Vittoria Marchiori. I fratelli sono: Paola, docente di biochimica e patologia chimica; Gianni; Edoardo, luminare nella cura dei disturbi dell'orecchio; Carlo. Suo zio fu lo storico dell'arte Yetwart "Wart" Arslan.

La madre, (Maria) Vittoria Marchiori, era nata a Lendinara nel 1914, ultima ed unica femmina di quattro fratelli; il padre è Carlo Marchiori, ingegnere ed il nonno è Giuseppe Marchiori, ingegnere e politico che fu volontario garibaldino nel 1866 e secondo Direttore Generale della Banca d'Italia dal 1894 al 1900.

Suo nonno, il cui nome era originariamente Yerwant Arslanian, era nato il 23 maggio 1865 a Kharpert (oggi cittadina turca nota con il nome di Harput) da Hamparzum Arslanian e da Iskuhi Kardiashian. La madre, appartenente ad una nobile famiglia, all'epoca ha solo sedici anni e morirà solamente tre anni dopo dando alla luce il secondo figlio Sempad. Hamparzum, risposatosi con Nevart Alexanian, ha avuto altri quattro figli; due maschi Rupen e Zareh e due femmine Veron ed Azniv. Nel 1878 il tredicenne Yerwant non andando d'accordo con la matrigna riesce a convincere il padre a mandarlo a studiare al Moorat-Raphael, un collegio per ragazzi armeni a Venezia. Il giovane si stabilirà poi a Padova.[1]

Sua nonna, Antonietta de' Besi, era nata il 30 agosto 1867 a Padova, prima di otto figli, in una nobile famiglia di ascendenze bergamasche da Alessio de' Besi e Teresa Zaborra.[2]

Il nonno Yerwant cambiò il cognome familiare da Arslanian ad Arslan nel 1923.

Sempad, fratello di suo nonno, morì durante il genocidio armeno insieme a due suoi sei figli, Garo e Leslie. Nel genocidio perirono anche Veron ed Azniv, sorellastre di Yerwant e Sempad. La moglie di Sempad, Shushanig, morì nel viaggio verso l'Italia Le due figlie Arussiag ed Henriette ed il figlio Nubar (salvatosi perché vestito con abiti femminili) raggiunsero la famiglia del Yerwant residente in Italia ormai da quasi quarantanni. Un'altra figlia, Nevart, invece raggiunse Fresno in California. Pure i due fratellastri si spostarono; Rupen andò a vivere a Boston e Zareh ad Aleppo. Henriette rimase a Padova con la famiglia di Yerwant. Nubar si spostò a Genova dove fu anch'esso medico nello stesso ambito dello zio ed Arussiag visse in seguito a Beirut.

È stata professoressa di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università degli Studi di Padova.

È autrice di saggi sulla narrativa popolare e d'appendice (Dame, droga e galline. Il romanzo popolare italiano fra Ottocento e Novecento) e sulla galassia delle scrittrici italiane (Dame, galline e regine. La scrittura femminile italiana fra '800 e '900).

Attraverso l'opera del grande poeta armeno Daniel Varujan - del quale ha tradotto le raccolte Il canto del pane e Mari di grano - ha dato voce alla sua identità armena.

Ha curato un libretto divulgativo sul genocidio armeno (Metz Yeghèrn, Il genocidio degli Armeni di Claude Mutafian) e una raccolta di testimonianze di sopravvissuti rifugiatisi in Italia (Hushèr. La memoria. Voci italiane di sopravvissuti armeni).

Nel 2004 ha scritto il suo primo romanzo, La masseria delle allodole, pubblicato da Rizzoli, che ha vinto il Premio Stresa di narrativa ed è stato finalista del Premio Campiello e che tre anni dopo è stato portato sul grande schermo dai fratelli Taviani.

Nel 2015, sempre con Rizzoli, ha pubblicato Il rumore delle perle di legno sulla sua infanzia in Italia, sulla propria madre e sul genocidio armeno.

È stata sposata con Paolo Veronese fino alla morte di lui ed ha una figlia, Cecilia.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Dame, droga e galline. Il romanzo popolare italiano fra Ottocento e Novecento, Padova, Cleup, 1977.
  • Dame, galline e regine. La scrittura femminile italiana fra '800 e '900, Milano, Guerini e Associati, 1999. ISBN 8878029238
  • Hushèr. La memoria. Voci italiane di sopravvissuti armeni, Milano, Guerini e Associati, 2001. ISBN 8883352467

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ARSLAN, Yerwant in "Dizionario Biografico" [collegamento interrotto], su www.treccani.it. URL consultato il 17 aprile 2020.
  2. ^ I NOSTRI AVI • Leggi argomento - Famiglia De Besi di Padova, su www.iagiforum.info. URL consultato il 17 aprile 2020.
  3. ^ La masseria delle allodole (2007, su imdb.com. URL consultato il 13 marzo 2019.
  4. ^ 100 Years of Ethnic Cleansing (2015), su imdb.com. URL consultato il 13 marzo 2019.
  5. ^ Campiello Letteratura 2004, su premiocampiello.org. URL consultato il 13 marzo 2019.
  6. ^ Città di Mogliano Veneto, su comune.mogliano-veneto.tv.it. URL consultato il 13 marzo 2019.
  7. ^ Il premio Stresa alla Arslan, su ricerca.gelocal.it. URL consultato il 13 marzo 2019.
  8. ^ edizioni precedenti, su premiomanzonilecco.it. URL consultato il 4 agosto 2019.
  9. ^ Premio Serao, quando la cultura è simbolo di orgoglio, su ilmattino.it. URL consultato il 13 marzo 2019.

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